Grounded Recensione: il survival di Obsidian cresce e si evolve

Abbiamo giocato la versione finale di Grounded, esplorando il colorato giardino dell'esclusiva Microsoft nella sua interezza.

Grounded Recensione: il survival di Obsidian cresce e si evolve
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Era il lontano luglio 2020 quando Obsidian lanciò sul mercato la versione embrionale del suo Grounded (per approfondire, ecco la nostra prova di Grounded), nato dalla volontà di un piccolo gruppo di sviluppatori di dar forma a un survival game. Nel corso degli anni, il mondo del gioco, ispirato alla commedia "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi", ha continuato ad espandersi in maniera costante attraverso aggiornamenti gratuiti, i quali hanno contribuito non solo all'aumento delle dimensioni della mappa, ma anche all'aggiunta di funzionalità richieste a gran voce dai giocatori. A distanza di poco più di due anni, il titolo Obsidian si è trasformato ed è pronto al debutto nella sua forma finale: saranno riusciti gli autori a concretizzare il loro sogno? Scopriamolo insieme.

    Le dimensioni contano

    La premessa narrativa di Grounded è molto semplice: un gruppo di ragazzini è misteriosamente scomparso e l'intera città è sulle loro tracce. Nessuno sa che il gruppetto non si è mai allontanato ed è stato rimpicciolito in seguito a un esperimento, ritrovandosi così a vagare per il giardino della casa di uno dei membri. Piccolo come una formica, il quartetto è quindi costretto ad indagare su ciò che è accaduto al fine di trovare un moto per invertire la trasformazione, ma la strada verso la normalità sarà tutta in salita.

    A rendere unico nel suo genere il gioco targato Obsidian è proprio la prospettiva dalla quale si possono osservare piccoli animali ed oggetti comuni: una banale zanzara ci sembrerà un pericoloso mostro volante dal quale stare alla larga, invece una confezione di caramelle potrebbe trasformarsi nella nostra nuova casa. Insomma, tutto viene visto con un occhio nuovo, ed è proprio questa la forza di Grounded, che non prova a riscrivere le regole del genere e anzi accompagna alla sua ambientazione assai peculiare un gameplay da survival game decisamente classico.

    Dal punto di vista delle meccaniche ludiche, Grounded non si differenzia più di tanto dalla maggior parte dei suoi colleghi, puntando tutto sulla raccolta di risorse per costruire armi, armature, strumenti ed edifici sempre più robusti, efficienti e belli da vedere.

    Ad averci convinto in particolar modo è il sistema basato sulla conoscenza del giocatore, ovvero una meccanica che permette al nostro giovane protagonista di analizzare gli oggetti reperiti in giro, con l'obiettivo di scoprire quali possono essere i suoi impieghi e individuare quindi nuove ricette per il crafting. La conoscenza, che si misura in Punti Scienza, è anche la valuta utile per acquistare i progetti più importanti, magari per erigere barricate rinforzate, ed edificare una forgia o la cucina. A ricoprire un ruolo di rilievo nel gameplay di Grounded è il combat system che, pur non essendo particolarmente profondo o gratificante, risulta comunque funzionale al tipo di esperienza creata da Obsidian. Il giardino che fa da sfondo all'avventura è pieno zeppo di insetti pronti a farci la festa, e buona parte del tempo la si trascorre a eliminare le minacce o a correre via a gambe levate, dal momento che la fauna più pericolosa necessita del giusto armamentario per poter essere tenuta a bada. Quando le cose iniziano a carburare, entra in gioco anche un sistema di crafting che ricorda molto da vicino quello dei Monster Hunter, poiché i nostri microscopici ragazzini possono riciclare le parti dei ‘mostri' eliminati per costruire un equipaggiamento dal look particolare, come l'armatura da samurai fatta con i cadaveri delle formiche rosse o lo stiletto ricavato da una zanzara.

    Questo è uno degli aspetti che più ci hanno colpito della produzione Obsidian che, al netto di un'estetica priva di grossi guizzi, propone un armamentario molto creativo e adeguato ai toni scanzonati dell'ambientazione.

    Un piccolo, grande giardino

    Ciò che più sorprende dell'esperienza di gioco è la sua immediatezza: gli sviluppatori non solo hanno realizzato un'interfaccia e meccaniche che appaiono semplici ed intuitive, ma le hanno affiancate a tutorial iniziali che centrano perfettamente il bersaglio e permettono al giocatore di apprendere tutte le dinamiche in pochi minuti. Giunti a questo punto non possiamo però non evidenziare una delle principali carenze di Grounded, ossia la main quest. Oltre ad essere poco interessante, le missioni della storia di questo survival game ci sono sembrate tendenzialmente complesse per quello che riguarda il ritrovamento degli obiettivi.

    Sia chiaro, chi scrive questa recensione apprezza l'assenza di troppi indicatori a schermo che limitano la libertà d'azione del giocatore, ma nel caso di Grounded vi sono alcune situazioni nelle quali è piuttosto intricato localizzare la destinazione finale. L'impressione è che gli sviluppatori abbiano imbastito la storia di Grounded attorno alla sua modularità: a ogni content update, gli utenti conoscevano l'area introdotta e si dirigevano verso di essa per scoprire tutte le novità.

    Chi inizia a giocare dalla versione 1.0, invece, viene catapultato all'interno di un mondo dalle dimensioni notevoli (tutto è disponibile sin da subito) e senza particolari punti di riferimento, con alcune quest che indirizzano il giocatore verso aree delle mappa senza sufficienti indicazioni. Non si tratta di un difetto tale da inficiare l'esperienza, ma è chiaro che un certo tipo di utenza potrebbe riscontrare più di qualche difficoltà nella progressione iniziale e decidere di gettare la spugna.

    Ciò sarebbe un peccato, poiché malgrado lo scarso mordente della storia, le quest che vanno a comporla permettono di esplorare i principali luoghi della mappa e affrontare dungeon pieni zeppi di ragni, immergersi in un laghetto oppure partire alla volta di una delle aree della versione finale, ovvero il Castello di Moldord, palesemente ispirato al glorioso castello di Grayskull e ai giocattoli venduti a cavallo tra gli anni '80 e '90.

    Nel complesso, il giardino è un ambiente caratterizzato da un'enorme varietà di biomi nei quali è possibile decidere di stabilirsi per dare il via ad una base operativa protetta da fortificazioni. Pur mancando la proceduralità, che inevitabilmente impatta sulla longevità, la cura con cui gli sviluppatori hanno riprodotto ogni singolo elemento dello scenario non può che essere ammirevole.

    Sopravvivenza per tutti

    Come ogni buon survival game, anche Grounded può essere giocato sia in single player che in coop online. Purtroppo non vi è un editor dell'avatar e gli sviluppatori hanno deciso di creare quattro personaggi predefiniti.

    Non si tratta certo di un impedimento, e condividere l'esperienza con altri utenti è senza ombra di dubbio il modo migliore per godersi l'avventura. A prescindere dal modo in cui si gioca, Grounded è un prodotto caratterizzato anche da un livello di accessibilità molto elevato che permette davvero a chiunque di divertirsi. Dalla classica modalità creativa alla possibilità di rendere innocui gli insetti (o farli sparire, così da non renderlo un incubo per gli aracnofobici), sono state implementate decine di opzioni modificabili anche nel corso della partita. In questo modo, ad esempio, è possibile generare un ambiente privo di nemici e con risorse infinite in cui un bambino può sbizzarrirsi senza rischiare mai il game over. Lo stesso vale per la gestione della fame e della sete che, pur non essendo eccessivamente invadenti, possono essere disabilitate con un banale click.

    A non essere molte, invece, sono le opzioni grafiche della versione PC, la quale non permette di personalizzare con cura la resa visiva e offre poche possibilità, tra le quali troviamo anche l'utilissimo supporto ad AMD FSR, perfettamente funzionante anche su GPU della famiglia Nvidia. La carenza di un ampio ventaglio di impostazioni grafiche è probabilmente legato al comparto tecnico non particolarmente avanzato del titolo Obsidian, che non eccelle in nessun aspetto.

    La cornice visiva di Grounded è semplice ma funzionale all'esperienza di gioco: i modelli e gli scenari sono privi di particolari dettagli e le animazioni non stupiscono, soprattutto quando si abilita la visuale in terza persona (del tutto opzionale). La stessa direzione artistica ci ha convinto solo a metà, poiché la cura riposta nella realizzazione dell'equipaggiamento - davvero azzeccato - non l'abbiamo riscontrata anche nel resto della produzione.

    Grounded GroundedVersione Analizzata PCGrounded è un prodotto che sa essere delizioso nella sua genuinità. Tralasciando il comparto narrativo che difficilmente riuscirà a conquistarvi e un livello tecnico non in linea con quello delle produzioni moderne, sul piano ludico il titolo Obsidian è in grado di intrattenere i giocatori di qualsiasi tipo e imbrigliarli con le sue molteplici opzioni all’interno di un mondo ricco di biomi diversi, con tante attività da svolgere e una valanga di oggetti da raccogliere e analizzare. Un piccolo, grande mondo nel quale immergersi col sorriso di un bambino.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel i7-10700
    • RAM: 32GB DDR4
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2080 Super
    8

    Che voto dai a: Grounded

    Media Voto Utenti
    Voti: 50
    7.4
    nd