Guardians of the Galaxy Telltale Series Episodio 3: More Than a Feeling Recensione

La serie Telltale dedicata ai Guardiani della Galassia continua con il terzo episodio, intitolato More Than a Feeling...

recensione Guardians of the Galaxy Telltale Series Episodio 3: More Than a Feeling
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  • Reduci da un flemmatico capitolo di "transizione" come Under Pressure, speravamo vivamente che More than a Feeling, terzo episodio della serie Guardians of the Galaxy realizzata dagli onnivori ragazzi di Telltale, potesse innalzare la qualità media di una produzione che, allo stadio attuale, stenta purtroppo a decollare. Anche in questo caso, però, ci siamo trovati dinanzi ad una "puntata" di certo più ispirata di quella che l'ha preceduta, ma ancora incapace di sorprenderci e divertirci come la recente controparte filmica è stata in grado di fare.
    Giunti al definitivo "giro di boa", con solo due tasselli mancanti al completamento del quadro, l'impressione è che Guardians of the Galaxy si fondi su basi narrative più deboli rispetto alle altre opere del team californiano, a causa soprattutto di una sceneggiatura che fatica a trovare un proprio equilibrio tra la dimensione più intima e quella più epica, tra l'anima più scanzonata e quella più drammatica. Eppure, con un piccolo colpo di coda, More than a Feeling non manca di offrire qualche sequenza di gioco più coinvolgente ed indovinata, capace finalmente di gettare i semi per intriganti sviluppi futuri.

    "How can we not talk about family when family's all we got?"

    La Forgia dell'Eternità è un manufatto estremamente pericoloso: non solo può plagiare la mente degli individui sotto la sua influenza, ma possiede persino il potere di riportare in vita i morti. Il nostro Peter Quill ha sperimentato sulla sua pelle entrambe le capacità di quest'oggetto misterioso: dopo essere stato miracolosamente guarito da una ferita letale, si ritrova infatti intrappolato in un mondo onirico, in cui i suoi ricordi e le sue paure si mescolano e si confondono. La sequenza d'apertura dell'episodio, nella quale interagiremo con il passato del protagonista, esemplifica appieno il tema portante dell'intelaiatura narrativa di More than a Feeling: il legame famigliare. Il capitolo prosegue dunque nel medesimo solco intrapreso dal predecessore, ma lo fa con maggiore consapevolezza delle sue potenzialità espressive e comunicative.

    Avremo infatti l'occasione di conoscere più nel dettaglio la personalità della madre di Star-Lord e della profonda connessione che la univa al figlio. È in frangenti di tal genere, in cui l'introspezione psicologica si fa più sfumata e meno manichea, che Guardians of the Galaxy trova la sua ragion d'essere, in un bilanciamento più oculato tra leggerezza e serietà. Come il titolo lascia intuire, i veri protagonisti della puntata saranno i "sentimenti", quelli di tutti i membri della truppa, alle prese ognuno con i propri desideri, i propri conflitti e le proprie paure.
    Motore di un simile scavo interiore sarà la new entry Mantis (che in molti avranno già amato nel Vol. 2 cinematografico), abilissima nel "leggere" e portare a galla l'emotività dei Guardiani. È grazie a lei, insomma, se un personaggio in apparenza monodimensionale come Nebula acquisisce tutt'altro spessore: la figlia di Thanos è allo stesso tempo consumata sia dalla rivalità sia dall'affetto che nutre per la sorella Gamora.
    I battibecchi, i conflitti e la complicità tra le due rappresentano gli aspetti più riusciti del terzo capitolo, che gioca con le linee temporali e ci trasporta dal passato al presente senza soluzione di continuità. Il focus di More than a Feeling, insomma, si concentra principalmente sul rapporto tra Quill e la madre, e su quello tra Gamora, Nebula e Thanos, mettendo quasi del tutto da parte gli altri componenti del gruppo. Nei momenti di coralità, del resto, Guardians of the Galaxy persevera nel proporre dialoghi rigidi, privi di sfumature, inclini ad una visione troppo schematica delle problematiche che affliggono i nostri eroi: anche gli eventi più importanti, in tal senso, si riducono ad una bipartizione forse troppo semplicistica, che ci metterà inevitabilmente contro alcuni membri del team.
    Le conseguenze di simili decisioni non si avvertono con la dovuta intensità ed il tutto sembra scorrere seguendo script prestabiliti.
    Allo stesso modo divengono sempre più defilate nell'economia della progressione le sezioni interattive ed "investigative", in cui lo sforzo del giocatore è ridotto ai minimi termini e dove prevale ancora una volta il gusto sfacciato per la linearità. Pur dinanzi a limiti ormai "atavici" della serie, ci rallegra constatare come il livello medio della sceneggiatura abbia subito una leggera impennata, rivelandosi ora meno noioso e convenzionale, ed anzi più brioso e vivace.

    Anche Star-Lord ha accantonato la sua indole da bullo intergalattico o da saggio capitano per raggiungere una buona via di mezzo tra i due estremi: merito di una scrittura - durante i dialoghi a scelta multipla - decisamente più sfaccettata, che ci porrà dinanzi ad interessanti bivi morali.
    Nonostante tutto, però, non riusciamo a scrollarci di dosso la sensazione che Telltale avrebbe dovuto impegnarsi di più nella stesura della sceneggiatura e nella costruzione delle variabili narrative legate alle nostre decisioni.
    Ogni qual volta ci troveremo dinanzi ad un plot twist, che teoricamente dovrebbe riscrivere i futuri intrecci del racconto, sembra quasi che il team ci suggerisca apertamente l'opzione più giusta, senza inculcarci il senso del dubbio o del rimpianto. Guardians of the Galaxy, quindi, dà il meglio di sé nelle istanze in cui gli sceneggiatori hanno saputo amalgamare umorismo e pathos: proprio come in una piacevolissima sequenza a ritmo di QTE, spensierata e spassosa, nella quale però si intravede in filigrana il timore di ogni guardiano, conscio vivere gli ultimi momenti di quiete di prima di intraprendere la missione finale.

    Guardians of the Galaxy Telltale Series Guardians of the Galaxy Telltale SeriesVersione Analizzata PlayStation 4Lieve passo in avanti in confronto ad Under Pressure e, in linea generale, paragonabile all'esordio della serie, More than a Feeling è l'episodio caratterizzato da una più marcata identità ludica e concettuale. Inizia - con un po' di ritardo - a dare a questa prima stagione lo sprint necessario per giungere con la giusta carica al traguardo finale. Più intimo e riflessivo, ma non per questo meno scherzoso e frizzante, il terzo capitolo mantiene comunque inalterate le mancanze delle scorse puntate, conservando una dicotomia troppo rigida sul fronte delle scelte disponibili ed un sostanziale squilibrio nel ritmo narrativo. Si tratta tuttavia di un buon punto di (ri)partenza, da cui erigere la fase conclusiva della saga videoludica dedicata ai Guardiani della Galassia. Le premesse lasciano intendere, dopo il capitombolo del secondo episodio, un progressivo miglioramento della produzione in termini schiettamente qualitativi. Nella speranza, ovviamente, che la nostra sia ben “più di una semplice sensazione”...

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