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Recensione Guilty Gear Xrd: Sign

Arriva finalmente in Europa il picchiaduro di Arc System Works. Il miglior Cell-Shading mai visto su console, per un titolo complesso ma accessibile, caratterizzato da ritmi furiosi.

Guilty Gear Xrd: Sign
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ultimamente i picchiaduro sembrano vivere un momento particolarmente fortunato. Dopo l'arrivo di Mortal Kombat X e, ancor più recentemente, della controversa e molto discussa conversione per PS4 di Ultra Street Fighter IV, finalmente anche il vecchio continente potrà godere di uno dei picchiaduro più promettenti e interessanti del variegato catalogo di "mazzate digitali" di stampo nipponico. Guilty Gear Xrd - SIGN - è stato spesso preso ad esempio per la pulizia grafica e la cura che il team ha riposto nel suo comparto tecnico, ma come si comporta il gioco pad alla mano? A discapito di un roster non propriamente ricco e di qualche personaggio un po' troppo stereotipato, il titolo ci è parso fin dalle prime battute in ottima forma, perfettamente supportato da un combo system intrigante e ben calcolato. Complessa al punto giusto e - come da tradizione per il genere - molto tecnica, l'anima ludica di Guilty Gear ci ha travolti con una complessità davvero notevole, ma sempre affiancata con grazia da una piacevole accessibilità. Guilty Gear sa di essere complesso, ma anziché pavoneggiarsi della propria causticità e della sua natura "per giocatori scafati" come fanno molti altri congeneri, cerca in ogni modo di accogliere i nuovi arrivati. Li prende per mano e li guida attraverso un corposo e dettagliatissimo tutorial, grazie al quale chiunque può riuscire ad assimilare i numerosi elementi che ne compongono il gameplay.

Accessibile, ma non "facile"

Contrariamente a quanto accade in altri fighting game, decisamente più indicati per i novizi del genere, Guilty Gear tende comunque ad essere particolarmente esigente. La filosofia del picchiaduro di Arc System consiste nel fornire al giocatore i mezzi per iniziare a giocare come si deve, piuttosto che andargli incontro attraverso semplificazioni del gameplay. Ci troviamo comunque di fronte ad un prodotto che, nel bene o nel male, richiede tempo e pazienza per essere padroneggiato. Basta dare un'occhiata alla miriade di lezioni presenti nella modalità tutorial per farsi un'idea di quante sfaccettature presenti il gameplay del titolo. Sfaccettature che rendono l'opera di Aksys complessa e potenzialmente soverchiante. Basta non preoccuparsi troppo, e prendersi tutto il tempo necessario per imparare. All'inizio ovviamente vi sconsigliamo di andare online, ma non dovreste avere particolari problemi nel fronteggiare come meglio potete la CPU, imparando lentamente le basi del gioco. Di nozioni da assimilare ce ne sono a bizzeffe, ed hanno un sacco di nomi strani. Ci sono moltissime tecniche che necessitano di essere comprese a pieno prima di esser utilizzate con efficacia, attacchi speciali e quant'altro. I roman cancel, ad esempio, sono tecniche particolari che consentono di interrompere le animazioni delle mosse. In Xrd sono disponibili in tre varianti: giallo, rosso e viola. Ciascuna tipologia di cancel prevede il consumo di una determinata quantità di "Tension", e può essere utilizzata in situazioni diverse per ottenere risultati diversi. Non entreremo troppo nei dettagli per non scrivere un'enciclopedia, ma padroneggiare questo tipo di mosse è davvero fondamentale, e può fare la differenza tra una disfatta completa e una vittoria schiacciante. Altre meccaniche difensive molto importanti sono le "Instant Block", parate effettuate all'ultimo momento che vi concederanno un po' di tension extra, oppure la cosiddetta "Faultless Defense", tipologia di parata che annulla completamente il chip damage ma al tempo stesso diminuisce temporaneamente il guadagno di tension.

Anche Guilty Gear Xrd, come da tradizione per la serie, è un picchiaduro particolarmente incline all'azione rapida e furibonda. Il gioco propone meccaniche create ad-hoc per scoraggiare stili di gioco particolarmente attendisti, come la Negative Penalty, penalità che viene inflitta ai combattenti che si allontanano troppo e troppo a lungo dal rivale. Questo tipo di penalità azzera completamente la carica di tension a disposizione del giocatore colpito. E non possiamo sicuramente dimenticarci del "R.I.S.C. Level", valore destinato a salire ad ogni parata "standard" che aumenterà progressivamente il danno subito. Alcune dinamiche strettamente offensive sono rappresentate dai classici Psych Bursts, dai Dead Angle Attack, contromosse rapide da effettuare durante gli attacchi nemici, e le temibilissime Instan Kill, mosse che sanciscono inevitabilmente la fine del match una volta eseguite. Ma non temete, sono così rare e difficili da eseguire che non impattano in alcun modo sulla godibilità e sul bilanciamento del complesso combat system. E queste solo alcune delle numerosissime meccaniche che animano il difficile impianto di Guilty Gear Xrd.

Ci troviamo davvero di fronte ad uno dei picchiaduro più complicati e difficili da padroneggiare che ci sia mai capitato di giocare, denso di meccaniche ben congegnate e sfaccettature che ogni altro fighting game del globo dovrebbe invidiare. In Guilty Gear Xrd tutto è bilanciato alla perfezione (o quasi: quasi, ci sono un paio di combattenti leggermente più facili da utilizzare e quindi avvantaggiati), e niente è lasciato al caso. Per gli appassionati dei "rullacartoni" più tecnici, questo gioco è senza ombra di dubbio destinato a diventare un punto di riferimento.

Una delle più grandi pecche del gioco è però la scarsità di personaggi disponibili. A scoraggiare parte dei fan di lungo corso di Guilty Gear potrebbe essere proprio la mancanza di buona parte dei vecchi personaggi della serie. La versione base del gioco contiene al suo interno 14 personaggi, con altri tre sbloccabili tramite DLC. Decisamente troppo pochi, di questi tempi. A compensare questa mancanza però, abbiamo una notevole varietà in termini di stili di combattimento. Ciascun personaggio è una cosa a sé, e richiederà un approccio diverso rispetto a quello richiesto da qualunque altro elemento del roster. Ci sono personaggi come Axl Low, capaci di attaccare il nemico dalla lunga distanza, ed altri come Sol badguy, che danno il meglio negli attacchi ravvicinati. Ci sono personaggi grossi e cattivi come Potemkin, e altri minuti e graziosi come la letale Millia. Insomma, il cast, tralasciando lo scarso numero di combattenti disponibili, non è affatto male.

Un anime in 3D

Tecnicamente parlando, Guilty Gear Xrd è davvero maestoso ed unico nel suo genere. Il picchiaduro di Arc System Works può vantare quello che, a nostro avviso, sembra essere davvero il miglior cel-shading mai visto in un videogioco.
Grazie a un utilizzo sapiente della grafica 3D, i modelli poligonali del gioco sono trasformati in modo tale da sembrare disegnati a mano. Non crederete ai vostri occhi quando vedrete per la prima volta la telecamera che ruota, mostrando la profondità tipica dei giochi 3D, in tempo reale e con un framerate inchiodato sui 60fps (davvero fondamentali in un gioco del genere). Anche i fondali -certo- ci sono sembrati ben realizzati, ma a stupire di più sono i modelli dei personaggi, così ben fatti da renderli quasi indistinguibili rispetto ad un filmato in stile anime. Le animazioni, sia durante il gioco che nei brevi siparietti introduttivi dei combattimenti, ci sono inizialmente sembrate leggermente poco fluide, ma si tratta di una scelta stilistica, che dopo un po' di match abbiamo assimilato e persino imparato ad apprezzare. Anche gli "effetti speciali" delle mosse sono ben realizzati, e rendono giustizia alla natura colorata della produzione.

Ad essere completamente onesti, provando lo story mode (modalità secondaria assolutamente trascurabile anche per molti appassionati della saga, e contenutisticamente più vicina alle classiche visual novel giapponesi che non ad un picchiaduro), abbiamo riscontrato un po' di aliasing di troppo che non avevamo notato giocando la classica modalità arcade, quasi come se quella particolare porzione di gioco fosse stata curata leggermente meno del resto. Cose di poco conto, però. Quello che conta è invece il gameplay vero e proprio e la resa del gioco durante i match. E da quel punto di vista, Guilty Gear Xrd è davvero un capolavoro, plasmato dal team di sviluppo con sapienza e grandissima attenzione ai particolari.

Guilty Gear Xrd: Sign Guilty Gear Xrd - SIGN - è un gioco complesso ma sempre disposto ad accogliere nuovi giocatori, a patto che questi abbiano voglia di investire una quantità di tempo considerevole nel tentativo di iniziare a padroneggiare il suo combat system. Grazie ad un ricco e ben strutturato tutorial, chiunque avrà modo di apprendere gradualmente le dinamiche di base del titolo. Il mix di tecniche offensive e difensive della produzione di Arc System è in grado di stimolare sia il giocatore alle prime armi che i giocatori più accaniti. Dinamiche come la Negative Penalty e il R.I.S.C. Level, inoltre, tendono a velocizzare il ritmo di gioco, rendendo gli scontri più movimentati e aperti, a discapito di tutti coloro che prediligono uno stile più attendista e passivo. Il gioco online sembra funzionare molto bene, presentando anche - come spesso accade ultimamente - lobby espressamente dedicate ai giocatori alle prime armi. Perché combattere in rete con chi sa giocare davvero bene, onestamente, non è poi tanto divertente per i comuni mortali. Ad aumentare ulteriormente il - già altissimo - valore assoluto della produzione, troviamo il tanto chiacchierato comparto tecnico. L'idea di usare modelli tridimensionali facendo finta che fossero bidimensionali, nella sua geniale semplicità, ha salvato un genere ormai in via di estinzione.

8.5

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