GUN: recensione della versione PC

Continuavano a chiamarlo Activision...

GUN: recensione della versione PC
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  • PS2
  • Xbox
  • Xbox 360
  • NGC
  • Pc
  • Psp
  • Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile...

    I titoli dedicati all'epopea western sono quasi sempre stati considerati dei prodotti di nicchia destinati a pochi nostalgici dei film di Sergio leone o dei vecchi albi di Tex (quelli in cui Carson non era una macchietta ed erano i protagonisti a muovere il racconto e non viceversa). Con Gun, Activision ha cercato di cancellare questo luogo comune, pubblicizzando fin dall'inizio il suo nuovo prodotto come un titolo aperto a tutti gli appassionati di action-adventure e non solo, capace addirittura di adombrare il successo della serie GTA grazie ad una trama aperta costellata di missioni secondarie, ad un vasto ambiente liberamente esplorabile e ad un nutrito arsenale. Queste promesse sono però state mantenute solo in parte e, pur non potendo affermare che Gun sia una delusione completa, un po' di amaro in bocca resta se si pensa a quale grande occasione sia stata sprecata.

    Quando finisce la musica estrai e spara...se ti riesce...

    In Gun impersonate Colton White, un giovane cacciatore che ha assistito, impotente, alla morte del proprio padrino durante un assalto ad un battello, ordito da una banda di rinnegati. Colton è riuscito a salvarsi per miracolo, ed ha come unica traccia il gettone di un bordello a Dodge City. Così inizia la ricerca degli assassini e della verità sul passato del defunto patrigno. Per quanto priva di originalità la trama potrebbe rivelarsi interessante se la caratterizzazione dei personaggi fosse curata a dovere. Purtroppo, così non è: alleati e antagonisti del protagonista appaiono e scompaiono come marionette, presentando un carattere tipizzato e rivelando la loro natura fin dal primo incontro, senza un minimo di colpi di scena o suspance. Così fino alla fine, che arriva dopo sporadiche apparizioni in filmati di intermezzo. Paraddosalmente lo stesso Colton non è ben caratterizzato, sembra solo una caricatura di Clint Eastwood capace di vivere su frasi fatte e luoghi comuni.
    In termini di gioco la trama viene sviluppata attraverso una serie di missioni nelle quali il protagonista, controllato da una visuale in terza persona, deve farsi strada attraverso nutrite schiere di pittoreschi nemici, ed i cui obiettivi si rifanno ovviamente alle più classiche tematiche western: risse al saloon, protezione di diligenze sotto attacco, duelli al centro delle main-street, resistere da soli all'attacco di un numero soverchiante di avversari. Tutte queste situazioni sono perfettamente rese nella splendida atmosfera che permea tutte le sparatorie: girare attorno ad un nemico scaricandogli addosso un mare di pallottole dalle armi più disparate (colt navy, colt 45, Smith&Wesson, Winchester, Sharp) è raramente stato così entusiasmante, e di rado ci si è calati così bene nella parte dell'eroe spalle al muro, con solo il fucile e uno sperone di roccia a separarlo da una banda di assassini "che cavalcano e sparano come fossero mille" (per citare un mediocre western con Terence Hill ed Henry Fonda: Il mio nome è Nessuno), in picchi di tensione e immedesimazione che non si avvertivano dai tempi di Mafia. Ottima e per nulla scontata, inoltre, l'idea di inserire un bullet-time alla Max Payne denominato "estrazione rapida" che permette, come da copione, di rallentare i movimenti degli avversari del protagonista rendendo più facile prender di mira i nemici e sterminarli a gruppi di 3-4 contemporaneamente.
    Mentre proseguirete nella trama avrete più volte occasione di esplorare liberamente la mappa di gioco, che si estende attraverso praterie e canyon, 2 città (Dodge e Empire), canyon isolati, bande di fuorilegge e villaggi indiani. Pur non essendo delle dimensioni di GTA S. Andreas, la struttura locazionale lascia una certa libertà di spostamento. All'interno di questo territorio potrete accedere a diverse sottomissioni slegate dalla trama principale: vicesceriffo, pony-express, cow-boy, cacciatore di taglie o cacciatore che, previa il loro completamento, incrementeranno le vostre caratteristiche di mira, resistenza, velocità di fuoco e simili. Ma attenti a non confondere questo aspetto con un sistema alla Gdr: si tratta di miglioramenti impercettibili, del tutto ininfluenti ai fini di gioco nel caso siat buoni giocatori, inseriti solo per incentivare l'utente ad affrontare sfide secondarie che si dimostrano banali nella loro omogeneità, semplicistiche nel loro svolgimento, lineari e, quel che è peggio, ripetitive.

    He's the top of the west, always cool, he's the best

    Tecnicamente parlando è bene premettere ci si trova di fronte ad un prodotto sviluppato e rilasciato contemporaneamente su tre piattaforme, e, come tutti i titoli di questo genere, non riesce ad avere un aspetto tecnico, almeno sulla versione PC, che possa competere con i concorrenti sviluppati per piattaforma singola. I modelli e le animazioni, sebbene soddisfacenti nelle basi, mostrano texture e skin decisamente povere, sgranate e prive di dettagli che possano realmente far saltare agli occhi un personaggio piuttosto che un altro, con il risultato che i nemici siano uno uguale all'altro, difetto davvero imperdonabile per un titolo di ultima generazione. L'ambiente di gioco, dal canto suo, è evocativo e ricostruisce in modo convincente canyon e città, ma allo stesso tempo si mostra fin troppo statico e privo di elementi ornamentali (ne un cactus, ne un coyote, Mai!). Senza infamia e senza lode l'IA degli avversari: sparano bene e tendono a nascondersi dietro i ripari più vicini, ma non hanno una qualsivoglia tattica di gruppo o strategia di attacco: semplicemente si riparano e sparano finché non uccidono o vengono uccisi. Il motore fisico è abbastanza elementare e si limita ad una risposta più o meno realistica degli oggetti che vengono colpiti da pallottole o dai personaggi in movimento, mentre è completamente assente il rag-doll, facendo si che spesso nemici sia vivi che morti si incastrino su porte e pareti, quando ormai il bug del clipping è ampiamente superato dalla maggior parte dei titoli. Discorso diverso per quanto riguarda il sonoro, che ripropone buoni suoni ambientali, una azzeccata recitazione delle voci (per quanto un po' stereotipata e nella versione italiana rovinata dalla pessima traduzione in sottotitoli) e delle musiche azzeccate con le situazioni a cui fanno da sottofondo.

    GUN GUNVersione Analizzata PCGun piacerà a tutti gli appassionati della frontiera. Non solo loro, ma anche gli amanti degli action-adventure in genere potranno passarvi delle ore grazie all’ottima giocabilità. Peccato per la scarsa caratterizzazione dei personaggi, le missioni secondarie incapaci di catturare l’interesse del giocatore e l’aspetto tecnico che a stento raggiunge la media. Quello che poteva essere un must senza alcuna limitazione si rivela invece un action appena sopra la media, una bella avventura che vi occuperà per una quindicina di ore e che difficilmente verrà rigiocata tanto presto una volta finita. Certo è innegabile che si tratti del miglior gioco western attualmente disponibile e che gli appassionati del genere potranno quindi tranquillamente alzare di un voto il giudizio finale.

    7.5

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