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Gungrave VR Loaded Coffin Edition Recensione: pistoleri in realtà virtuale

In attesa di poter provare il nuovo Gungrave G.O.R.E., ci siamo cimentati coi suoi prologhi per PlayStation VR, ed il risultato è davvero dimenticabile.

recensione Gungrave VR Loaded Coffin Edition Recensione: pistoleri in realtà virtuale
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  • PS4
  • Correva ancora l'anno 2002 quando lo sviluppatore nipponico Red Entertainment, avvalendosi del character design di Yasuhiro Nightow (creatore di Trigun) e del mechanical design di Kosuke Fujishima (papà di Sakura Wars), lanciò sul mercato un atipico sparatutto in terza persona dal nome altrettanto inconsueto: Gungrave. Nonostante la squisitezza del comparto artistico e la bontà dell'intreccio narrativo, il titolo non venne comunque accolto positivamente dalla critica e dal pubblico, in quanto presentava dei limiti troppo evidenti: un gameplay tutto sommato noioso e ripetitivo, una longevità imbarazzante e, non per ultimo, un fattore rigiocabilità insufficiente.
    Ciononostante, a distanza di quindici anni dall'uscita del sequel di Gungrave - anch'esso in esclusiva per PlayStation 2 - è stato annunciato che nel 2019 assisteremo all'uscita di un ulteriore seguito, Gungrave G.O.R.E., stavolta sviluppato dai ragazzi di Iggymob. Proprio questo team, in attesa di mostrare al pubblico la sua nuova creatura, ha preparato due spin-off per PS VR che fungono da prologo per il nuovo episodio attualmente in sviluppo su PlayStation 4. Il risultato, purtroppo, è un disastro persino più clamoroso dell'originale.

    Una bara nauseante

    Proposto in Europa sia in edizione fisica che digitale, Gungrave VR Loaded Coffin Edition include infatti due titoli: Gungrave VR e Gungrave VR U.N. La presenza di due produzioni è un plus a primo acchito incoraggiante, ma che nasconde una riprovevole trappola: nonostante la presenza di ben due giochi, la longevità complessiva del pacchetto raggiunge a malapena le due ore. Questo perché le opere suddette si compongono rispettivamente di cinque e tre missioni soltanto. Trattandosi comunque di prologhi, e tenendo presente i deludenti trascorsi del brand, la povertà contenutistica dei prodotti è forse il problema minore, che passa in secondo piano dinanzi alla pochezza dei giochi sotto praticamente qualsiasi aspetto.
    Gungrave VR è prevalentemente uno sparatutto in terza persona, ma troppo spesso, sfruttando la realtà virtuale, il titolo costringe il giocatore a spostarsi in spazi tridimensionali con la visuale in soggettiva che caratterizza invece gli sparatutto sui binari. In entrambi i casi, tuttavia, il pistolero non-morto controllato dall'utente ha a disposizione degli spazi di manovra pressoché irrisori, aggravati ulteriormente dall'eccessiva legnosità dei movimenti e soprattutto dall'irritante telecamera. Affidata all'analogico destro del controller, la gestione dell'inquadratura si dimostra non solo lenta e macchinosa, ma tende a provocare in pochissimi minuti i vari sintomi che caratterizzano la chinetosi, come nausea e vertigini.

    Incuranti della nostra salute e dei suddetti disturbi provocati dalle prolungate sessioni di gioco, abbiamo comunque messo alla prova le rinnovate abilità del pistolero Grave, scoprendo un gameplay ripetitivo e del tutto incapace di valorizzare le potenzialità della realtà virtuale. Armato con le sue storiche pistole doppie "Cerberus" e l'iconica bara "Death Hauler", il nostro avatar è in grado di alternare colpi d'arma da fuoco a vere e proprie sferzate, capaci sì annientare qualsiasi ostacolo in avvicinamento, ma ugualmente imprecise e legnose.

    Non avvalendosi dei comodi e ben più precisi PlayStation Move, il prodotto obbliga infatti il giocatore a mirare attraverso i movimenti della propria testa, che in teoria andrebbero coadiuvati da un'opportuna gestione della telecamera. Tenendo presente i suoi difetti soprammenzionati, ne deriva una vera catastrofe: non solo il personaggio tende troppo spesso a incastrarsi negli angoli, o comunque a essere bloccato dai nemici, ma dei glitch piuttosto frequenti alterano in malo modo l'angolo di visione, sottoponendo l'utente a manovre scomode e fallimentari.
    La drammatica situazione dipinta poc'anzi migliora comunque un minimo con Gungrave VR U.N, il secondo titolo del pacchetto. Breve addirittura più dell'altro episodio, lo spin-off acquistabile anche in versione standalone riesce infatti a eliminare quasi del tutto l'esigenza di muovere la telecamera proponendo al giocatore un avanzamento in stile side-scrolling.

    Con la rimozione quasi integrale della visuale in terza persona, Gungrave VR U.N trova finalmente la propria identità, ma la divertente campagna principale - completabile in meno di un'ora - si interrompe purtroppo sul più bello, ricollegandosi agli eventi che saranno ripresi in Gungrave G.O.R.E.

    Anche sotto il profilo artistico, il prodotto si è rivelato piuttosto scarno. Fatta eccezione per alcuni boss, come il terzo e l'ultimo, gli avversari risultano poco ispirati e vengono riciclati continuamente, dando al giocatore la fastidiosa impressione di trovarsi in un loop infinito. Stesso discorso vale più o meno per gli ambienti: assai povere di dettagli, le aree dei livelli appaiono strette e minuscole, e l'estrema linearità smorza qualsiasi interesse verso il (già scarno) fattore rigiocabilità.

    Gungrave VR Gungrave VRVersione Analizzata PlayStation 4Fatta eccezione per il fattore nostalgia, che potrebbe ingolosire quantomeno i (pochi) fan della serie, non esiste il benché minimo motivo per cui dovremmo consigliare l’acquisto di Gungrave VR Loaded Coffin Edition. Come se le evidenti lacune del prodotto non fossero già abbastanza, il pacchetto presenta un prezzo di copertina (39,99 euro) esagerato o comunque non consono a quanto offerto, né dal punto di vista qualitativo, né sotto il profilo contenutistico. È dunque verosimile che questa volta il pistolero Grave abbia scavato una fossa soltanto: la propria.

    4

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