Recensione Halo: La Caduta Di Reach

Alla scoperta dell’addestramento di Master Chief

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Capostipite in cellulosa

Pensando alla longeva storia di icone videoludiche come Super Mario o Lara Croft, può destare qualche attimo di sorpresa il successo interplanetario conosciuto da Master Chief. Allo Spartan bastò un solo videogioco per essere immediatamente proiettato nell’immaginario comune di milioni di videogiocatori e per divenire in fretta molto più che un semplice pugno di poligoni ricoperti da texture. Oggi, a distanza di un decennio da quell’Halo Combat Evolved, possiamo tranquillamente riferirci alla saga come un vero e proprio fenomeno culturale, capace di offrire il suo contributo in diversi campi artistici. Per quanto si vociferi di continuo di un film in live action ambientato nell’universo immaginifico del brand, Halo Legends rappresentò l’esordio della creatura Microsoft al cinema. Dal canto suo, il qui preso in esame Halo: La Caduta Di Reach, fu invece il battesimo di Master Chief nella letteratura.
Seppur a distanza di diversi anni dalla sua pubblicazione, Everyeye, all’interno della nuova iniziativa di recensire i principali libri derivati da brand videoludici, vuole rendere onore al capostipite romanzesco di una saga che, anche nel mondo della cellulosa, conta diversi episodi.
Armatevi di coraggio e determinazione: state per iniziare l’addestramento per diventare dei veri Spartan.

Scrittori coraggiosi

A differenza di altri prodotti simili, Microsoft non ha affidato la genesi del primo libro di Halo a un affermato ed esperto scrittore di fantascienza. Tutt’altro: fidandosi della propria capacità nell’assoldare giovani di talento, la casa di Redmond ha scelto l’allora poco conosciuto Eric Nylund. Classe ‘64 e Californiano DOC, dopo una brillante carriera da studente di chimica presso la Univerisy of California, con sede nella meravigliosa Santa Barbara, decide di mollare tutto e dedicarsi alla carriera da scrittore. Gli inizi non sono fortunati e vive un lungo periodo nella più totale insicurezza economica. Poi la vita comincia a sorridergli: sposa Syne Mitchell, anch’essa scrittrice, e viene assunto da Microsoft. Inizia scrivendo per l’enciclopedia digitale Encarta, prima di essere coinvolto nella sceneggiatura e nel marketing di diversi videogiochi. Giunge infine la sua grande occasione, rappresentata proprio da questo libro.
Nonostante l’interessante storia personale di Eric Nylund, che ha avuto coraggio e fortuna nel vedere i propri sogni realizzarsi, la sua penna, almeno all’epoca della pubblicazione del romanzo, non è garanzia di un romanzo che sappia mantenere gli standard qualitativi a cui ci ha abituati il brand.

Il piccolo John

Nonostante i comprensibili dubbi sulle capacità di Eric Nylund, si può concludere che Halo: La Caduta Di Reach non solo è un romanzo ben scritto, ma è praticamente imperdibile per tutti coloro che da sempre si interrogano sul passato di Master Chief.
Sebbene il titolo presagisca un evento già arcinoto anche solo a coloro che hanno giocato a tutti i capitoli videoludici, il plot si focalizza per lo più sull’assoldamento e addestramento del giovane John 117.
Si viene a creare una figura assolutamente inedita e affascinante dello Spartan, una figura ancora priva della corazza MJOLNIR, capace sì di donargli immensa forza, ma anche di privarlo di qualsiasi umanità. Ci si stupisce degli infantili quesiti e problemi di quel bambino, il cui viso viene sommariamente descritto, velocemente cancellati da un ferreo e marziale training psicologico e cognitivo, oltre che fisico.
Le vicende del giovane Master Chief si intrecciano poi a quelle di un altro volto noto ai fan della saga: quello della Dottoressa Halsey, mente e unica fautrice del progetto Spartan. Chi già ha avuto modo di conoscerla grazie ad Halo: Reach, si sorprenderà di leggere di un personaggio ovviamente determinato nel raggiungimento dei suoi fini, ma anche più tormentato di quanto immaginato.
Chiude il triangolo dei protagonisti Jacob Keyes, altra figura nota, di cui il libro, a partire dagli esordi, ne racconta la carriera sino a diventare il comandante della Pillar of Autumn.
Naturalmente il plot, dopo la lunga descrizione dell’addestramento degli Spartan, passa a parlare dei primi conflitti contro i Covenant, spingendosi, come il titolo suggerisce, fino alla repentina e tragica caduta di Reach, ultimo baluardo dell’umanità in difesa della Terra.
Inutile proseguire oltre nel riassunto della trama: avrete già capito l’alta qualità del plot, che intreccia continuamente figure e accadimenti differenti, e la qualità con cui l’autore affronta l’introspezione psicologica di ogni personaggio.
Se alla saga videoludica molti rimproverano proprio una certa mancanza d’attenzione all’aspetto più interiore dei protagonisti, Halo: La Caduta Di Reach ovvia a questa problematica a partire proprio dal personaggio più rappresentativo: Master Chief. Dopo aver letto questo libro infatti, cambierà completamente la vostra considerazione sugli Spartan e sull’eroico combattente.
Peccato allora che un tale capolavoro letterario venga sporcato da una serie di incongruenze. Molti dei fatti narrati nell’ultima parte del libro entrano in conflitto con quanto appreso in Halo: Reach. Si vengono così a creare due storie alternative intorno alla caduta della colonia umana: per alcuni ciò non rappresenterà un grosso limite al godimento del romanzo, per altri sarà argomento di accese discussioni con amici o fonte di improperi nei confronti di Microsoft per una disattenzione (assolutamente volontaria) del genere.

Halo: La Caduta Di Reach Halo: La Caduta Di Reach è un’opera assolutamente valida e consigliatissima a chiunque voglia conoscere qualcosa di più sul passato di Master Chierf e sull’addestramento degli Spartan. Sebbene necessiti di un certo know how già acquisito, il romanzo può essere tranquillamente fruito anche a chi vuole iniziarsi all’universo di Halo proprio partendo con La Caduta Di Reach. Peccato solo per la parte finale, quando gli eventi narrati entrano in conflitto con quelli appresi giocando ad Halo: Reach.

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