Halo Reach: la recensione del remaster su PC

La Master Chief Collection fa il suo esordio su PC con Halo Reach, protagonista di un porting solido e appagante.

recensione Halo Reach: la recensione del remaster su PC
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  • Xbox 360
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Halo Reach rappresenta per molti versi l'apice massimo del percorso creativo di Bungie come studio al servizio della divisione Xbox di Microsoft. Un percorso che ha consegnato nelle mani dei giocatori una delle saghe più importanti nella storia degli fps, un'epopea sci-fi radicata in un immaginario straordinariamente sfaccettato e affascinante, con al centro uno dei personaggi più iconici del medium. Pur non potendo contare sull'imponente presenza scenica del buon Master Chief, Reach proponeva una delle migliori campagne della serie: una storia di struggente epicità costellata di personaggi memorabili e sostenuta da un connubio impeccabile fra direzione artistica e accompagnamento sonoro. L'ordalia della Squadra Noble, prequel dell'intera saga, permise al pubblico di vivere in prima persona un passaggio fondamentale per la storia di Halo, tra i tasselli di un mosaico narrativo fatto di momenti di pura esaltazione e atti di doloroso eroismo, verso un finale indimenticabile.

    Reach è anche il capitolo più sperimentale della serie, con un gameplay che metteva in campo revisioni ludiche tanto profonde quanto rischiose. Non è certo un caso se l'ultimo Halo sviluppato da Bungie è anche quello che ha causato i maggiori contrasti in seno alla community, generando profonde fratture tra le frange più tradizionaliste e tutti quei giocatori che avevano abbracciano in pieno la rotta del team statunitense. Una strada lastricata di dinamiche che sarebbero poi state raffinate per comporre la ricetta del primo Destiny, di cui Reach rappresenta per certi versi il diretto precursore. Quale che sia la vostra posizione sui fronti di questa disputa ormai decennale, l'avventura dei sei Spartan "nobili" delinea uno degli snodi più significativi per l'IP simbolo di Xbox, a maggior ragione ora che il team di 343 Industries l'ha scelto come punto d'approdo per la Master Chief Collection su PC.
    E, tutto considerato, non potevamo sperare in un inizio migliore.

    La missione del Noble Team, dieci anni dopo

    Dal punto di vista strettamente tecnico, questa nuova versione di Halo Reach si comporta esattamente come ci si aspetterebbe dal porting di un titolo del 2010. Una considerazione che, in questo specifico caso, ha più risvolti positivi che negativi. Partiamo dall'aspetto più evidente dell'offerta: il capitolo che segna l'esordio della Master Chief Collection su PC mette nelle mani degli utenti una gamma estremamente ridotta di opzioni grafiche, proponendo giusto una manciata di impostazioni per alterare l'esperienza in base alla possanza dell'hardware a disposizione.

    Il punto di partenza è il classico selettore tra i preset Originale (l'aspetto del gioco base su Xbox 360), Prestazioni e Migliorata, che in questo caso alternano di poco la qualità effettiva dell'immagine a schermo, limitandosi modificare la draw distance e - in maniera quasi impercettibile - l'effettistica.

    Sia chiaro, trattandosi di un gioco con 9 anni sulle spalle, l'assenza di ulteriori settaggi non rappresenta un vero e proprio difetto, per quanto l'ampiezza delle opzioni grafiche sia in genere un indicatore piuttosto importante per la qualità delle conversioni da console. Ciò detto, possiamo tranquillamente rassicurarvi sul fatto che, adottando il preset migliore come standard di verifica, Halo Reach si dimostra un porting solido e appagante, capace di sostenere il peso dei 4K anche su configurazioni "entry level".

    Il ritorno Halo Reach su XboxApprofittando dell'inclusione della Master Chief Collection all'interno del Game Pass di Xbox, abbiamo passato qualche ora a testare il remaster anche sulle console casalinghe di Xbox. Su Xbox One X il titolo gira a 60 fps (con qualche piccolo calo nei momenti più concitati) a una risoluzione nativa di 2160p, e offre un'esperienza fluida e senza sbavature di rilievo. Su console standard le fluttuazioni del frame rate, a 1080p, si fanno più frequenti e significative (anche sotto la soglia dei 50 fps), sebbene la solidità generale si mantenga su valori tali da non compromettere mai la godibilità del gameplay.

    Su una macchina con montata una GTX 1050 Ti, il gioco si mantiene quasi sempre oltre i 50 fps a 2160p, che diventano più di 100 utilizzando una GTX 1070 e raggiungono quota 140 di media con una RTX 2160 Super. A tal proposito, bisogna precisare che lo sblocco del limite al frame rate in Halo Reach (annoverato tra le opzioni "sperimentali" del gioco) tende a generare un tearing piuttosto evidente, sia durante il gameplay che le cuscene. Il team di sviluppo ha già confermato di essere al lavoro per migliorare l'esperienza su monitor con refresh rate superiori ai 60Hz, ma nel frattempo, nel caso in cui non vogliate ricorrere al v-sync, è possibile ridurre la portata del problema utilizzando programmi esterni (come il classico RivaTuner) per impostare un diverso limite alla frequenza di aggiornamento.

    In linea di massima però, fatta eccezione per una lieve perdita di definizione dell'interfaccia utente a risoluzioni oltre i 1080p, a 4K Halo Reach vanta un comparto grafico che ancora oggi si difende piuttosto bene, capace di offrire ai giocatori scorci di grande effetto e sequenze ad alto tasso di adrenalina.

    Questo secondo aspetto gode di una revisione funzionale del sistema di puntamento, che ricolloca il mirino al centro dello schermo e garantisce una fluidità generale nettamente superiore rispetto a quella della versione originale. Sensazioni che si fanno ancora più intense utilizzando la combo mouse e tastiera, che risulta perfetta per trarre il massimo dal particolare e raffinato stile di shooting della saga degli Spartan.

    Anche la gestione del sistema di guida dei veicoli risulta praticamente perfetta utilizzando le periferiche da scrivania, tra le maglie di un gameplay mai così reattivo e soddisfacente. Il layout dei comandi è completamente personalizzabile, mentre la gestione del FOV (che vi consigliamo di impostare ad almeno 90 su PC) permette di trarre il meglio dal gunplay senza evidenti distorsioni nell'immagine.

    Parlando del campo visivo, il titolo offre inoltre pieno supporto a monitor ultrawide e contestualmente permette di centrare il posizionamento dell'hud per facilitare l'accesso immediato a tutte le informazioni di gioco. Passando al comparto multigiocatore, non possiamo che dirci soddisfatti dal lavoro svolto da 343 Industries sul fronte dell'infrastruttura online, che durante le nostre partite non ha mai mostrato segni di cedimento evidenti. Le differenze più evidenti rispetto al passato si notano chiaramente nella modalità Sparatoria, che con l'abbandono del peer-to-peer si è finalmente lasciata alle spalle le notevoli fluttuazioni qualitative riscontrate dagli utenti su Xbox 360.

    Rossi contro Blu

    Va da sé che la godibilità dell'esperienza rimane, ora come allora, legata alle vostre preferenze per quanto riguarda il "canone" del multiplayer di Halo, visto che, come anticipato, Reach è stato in questo senso uno dei capitoli più divisivi nella storia della serie. Molti puristi potrebbero ancora trovare indigesto l'impatto delle abilità armatura sul bilanciamento generale del gameplay, mentre è ben meno controversa la questione riguardante le dinamiche di respawn, che a volte catapultano i giocatori tra le braccia dei nemici e incontro a un nuovo decesso, con la complicità di un level design meno attento rispetto a quello dei precedenti capitoli (al lancio le mappe erano recuperate dalla campagna e non create ad-hoc, furono poi integrate da altre create ex novo tramite l'editor interno - Forge - di qualità mediamente superiore).

    Limitandoci però alle considerazioni sulla qualità del remaster in sé, non possiamo fare a meno di ritenerci pienamente soddisfatti da questo nuovo esordio di Reach, che tra l'altro lascia ben sperare circa il valore dei restanti contenuti inclusi nella Master Chief Collection, in arrivo su PC entro la fine del 2020. Oltre al già citato tearing, gli unici problemi che abbiamo riscontrato riguardano la gestione - un po' macchinosa - dei menù con mouse e tastiera, e qualche occasionale bug audio (linee di dialogo che si interrompono bruscamente). Avremmo inoltre gradito la possibilità di giocare in splitscreen anche su PC ma, di nuovo, il rapporto qualità-prezzo dell'offerta (Halo Reach costa 9,99 euro su Steam e Microsoft Store) è semplicemente eccezionale.

    Halo Reach Halo ReachVersione Analizzata PCCon Halo Reach, Microsoft sancisce ufficialmente l’inizio del lungo percorso che, di qui a un anno, porterà su PC (via Steam o Microsoft Store) la gamma completa dei titoli inclusi nella Master Chief Collection. Un tragitto che si apre nel migliore dei modi, con un remaster solido e appagante che, malgrado gli ovvi limiti dell’engine originale, propone un’esperienza ancora oggi estremamente piacevole. Si tratta indubbiamente di uno shooter che insegue standard diversi rispetto a quelli odierni, ma rimane tutt’ora molto godibile, specialmente per i fan del franchise di Xbox. L’ottimo lavoro di conversione svolto dal team di 343 Industries porta su schermo un comparto tecnico senza cedimenti significativi, fatta eccezione per un paio di inciampi che saranno probabilmente corretti di qui a breve, e propone al pubblico videoludico un porting eccellente, per un titolo che merita senza dubbio di essere riscoperto.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: GTX 1070
    9

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