Harry Potter Wizards Unite Recensione: la magia in realtà aumentata

Abbiamo percorso interi chilometri con nient'altro che una bacchetta magica e una valigia piena di artefatti: ecco com'è andata.

recensione Harry Potter Wizards Unite Recensione: la magia in realtà aumentata
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  • Quando, nel 2016, Niantic portò nelle librerie digitali dei nostri smartphone Pokémon GO scatenò un'isteria di massa mai vista prima. Il gioco mobile in realtà aumentata dedicato ai mostriciattoli di Game Freak irruppe sul mercato con una forza dirompente, generando una partecipazione incredibile da parte della community. Gli autori del fu Ingress (altro titolo per smartphone da cui Netflix ha persino tratto un anime dal titolo Ingress The Animation) hanno quindi deciso di gettarsi a capofitto in un'altra licenza estremamente prestigiosa. Disponibile in vari Paesi del mondo a partire dallo scorso 21 giugno, Harry Potter: Wizards Unite sancisce il ritorno videoludico del maghetto creato da J.K. Rowling. Lo fa con una produzione piuttosto peculiare, che recupera alcuni aspetti di Pokémon GO espandendone le meccaniche di base, e amalgamando le funzioni di geolocalizzazione e realtà aumentata con un'interessante rivisitazione ruolistica. Armati della nostra inseparabile bacchetta magica, ci siamo dunque calati nell'immaginario che ha fatto da sfondo alle avventure del mago più famoso del mondo, pronti ad affiancare il Ministero della Magia nella lotta contro un misterioso e oscuro nemico.

    "Sono i guai che trovano me"

    Partiamo da un presupposto che riteniamo fondamentale: Harry Potter: Wizards Unite non è Pokémon GO. Non lo è in termini commerciali - l'accoglienza del pubblico ci è sembrata, questa volta, decisamente più fredda e i primi giorni del gioco non hanno riscontrato gli stessi numeri del predecessore - e neppure sul versante ludico. Wizards Unite si basa su una filosofia di gioco piuttosto diversa, che da Pokémon GO prende soltanto lo scheletro e una leggera propensione al collezionismo, seppur quest'ultimo elemento non rappresenti il cuore pulsante della produzione.

    L'obiettivo dell'avventura è far crescere in abilità ed esperienza il proprio avatar e, al tempo stesso, avanzare lungo un canovaccio narrativo profondamente asservito al senso di progressione. Pur non rappresentando il fulcro del viaggio, il racconto funge da importante premessa all'intera struttura ludica e, non di meno, risulta estremamente rispettoso nei confronti dell'immaginario di partenza.

    Nel corso della "Campagna", peraltro, avremo modo di interagire sia con personaggi inediti sia con i protagonisti di Harry Potter: dallo stesso Harry, rappresentato con le fattezze di Daniel Radcliffe e diventato ormai un abile Auror del Ministero della Magia, fino ad altri comprimari e creature storiche del Wizarding World. La trama è anche piuttosto semplice: un misterioso individuo ha provocato un grave cataclisma chiamato Calamità, che ha scombussolato tanto il mondo magico quanto quello babbano.

    In tutto il globo, quindi, si manifestano dei curiosi eventi chiamati Soqquadri, che espongono pericolosamente l'universo della magia a quello dei non-maghi, in uno scenario in cui lo Statuto di Segretezza della Magia ha sempre imposto un'esistenza rigorosamente distaccata tra i due mondi. Gli elementi coinvolti nei Soqquadri sono gli Smarriti: si tratta di persone, oggetti e creature bloccati in un pericoloso paradosso che li rende visibili anche agli occhi dei babbani, e spetterà proprio al giocatore il compito di rimettere a posto quante più anomalie possibili. Tramite questi eventi, che appaiono casualmente sulla mappa, e soprattutto attraverso l'ossatura del racconto, capiamo tutta la cura riposta dal team di sviluppo nei confronti della mitologia potteriana: attraverso i Soqquadri è possibile imbattersi in volti piuttosto noti per tutti i potterhead (il primo incarico, che funge da tutorial, consiste nel liberare il povero Hagrid da un groviglio di ragnatele), ma anche in svariate bestie magiche comparse nella saga principale o in Animali Fantastici.

    Tramite questi eventi, e a molti altri che analizzeremo più avanti, è possibile completare incarichi Giornalieri e Speciali - questi ultimi includono eventi per la community non ancora disponibili - ma anche requisiti particolari utili ad ottenere esperienza, monete o altre risorse e, infine, le missioni S.D.S. Sono proprio queste ultime a portare avanti la storia. In tal senso, tuttavia, non aspettatevi un racconto lineare o cinematografico: l'avanzamento narrativo è infatti scandito dal completamento degli incarichi S.D.S. e, al termine di ciascuno di essi, si attiverà un dialogo testuale tra i membri del Ministero della Magia che stanno costantemente monitorando il nostro operato. L'obiettivo è arrivare a scoprire, pian piano, la vera natura degli Smarriti - alcuni di essi sono divisi in una miriade di frammenti - e, soprattutto, qual è la verità dietro le origini della Calamità.

    È la Bacchetta che sceglie il Mago

    Perché la trama vada avanti è dunque necessario che il giocatore metta le mani in pasta in tutte le numerose attività proposte da Harry Potter: Wizards Unite. Come con Pokémon GO, nella nuova avventura virtuale targata Niantic non esiste un confine definito tra singleplayer e multigiocatore, piuttosto è corretto dire che ciascun elemento dell'offerta ludica è interconnesso con gli altri: quante più attività, incarichi o eventi casuali passano sotto le mani dell'utente, tanto più quest'ultimo verrà premiato nella propria progressione, ma al tempo stesso ci sono alcuni spunti in cui l'interazione con gli amici diventa fondamentale ai fini dell'avanzamento. Iniziamo col dire che anche in Wizards Unite, per poter giocare, dovrete camminare e anche tanto: andare in giro per scovare tutti i segreti e le attività disponibili sul vostro territorio, il tutto con le impostazioni di geolocalizzazione del vostro smartphone rigorosamente e costantemente attive, è a dir poco fondamentale se volete completare il gioco senza ricorrere al pay-to-win. Wizards Unite include anche un sistema di microtransazioni che, tramite valuta in-game e denaro reale, vi permette di convertire i vostri soldi in contenuti per i quali normalmente sareste costretti a camminare per le strade della vostra città. Va detto che, durante la nostra prova, siamo riusciti a girovagare per diversi chilometri e a trovare una quantità di incarichi soddisfacente, anche se abbiamo notato che il sistema di distribuzione di questi ultimi non è esattamente omogeneo.

    Ci è capitato, in sostanza, di girovagare per aree anche molto vaste in cui il sistema procedurale dei Soqquadri non produceva alcuno Smarrito da affrontare, e allo stesso modo anche le strutture adibite alle altre modalità di gioco hanno iniziato a latitare in svariati punti del nostro territorio. A tal proposito, il nostro consiglio è di giocare Wizards Unite soprattutto nel cuore del vostro centro cittadino, nei pressi di stazioni o edifici storici, così da avere sempre sotto mano qualcosa da fare. Spostarvi in aree più limitrofe o periferiche, invece, abbasserà notevolmente le probabilità di poter usufruire di tutte le meccaniche di gioco. A tal proposito riteniamo che Niantic avrebbe dovuto lavorare meglio su qualche componente di intrattenimento puramente "offline", in modo da offrire attività da intraprendere anche lontano dai centri abitati.

    Va detto, però, che approcciando Harry Potter: Wizards Unite si sceglie inevitabilmente di scendere a compromessi con l'idea alla base dell'esperienza, e di conseguenza con le sue stesse regole. Il genere di riferimento, molto lontano da ciò che è stato Hogwarts Mistery, è profondamente radicato in un game design che agisce in simbiosi con la realtà aumentata. Insomma, servirà del tempo per capire se l'idea di Niantic premierà i giocatori sul lungo periodo: a tal proposito sarà fondamentale il supporto post-lancio da parte del team di sviluppo, che ha già promesso una serie di eventi esclusivi a tema in cui sarà possibile ottenere nuove risorse.

    C'è da dire, comunque, che il cuore pulsante di Harry Potter: Wizards Unite sta nella profondità delle sue meccaniche ruolistiche. Abbiamo già descritto come l'economia ludica trovi nella progressione il principale obiettivo di tutto il gioco, ma ci sembra doveroso analizzare l'ottimo lavoro svolto da Niantic: un approccio che prende coraggiosamente le distanze dal collezionismo sfrenato di Pokémon GO, compiendo un poderoso passo avanti fino a plasmare un atipico ma sofisticato RPG.

    Acquisendo punti esperienza, infatti, è possibile far salire di livello il proprio avatar: progredire in tal senso vi permetterà di sbloccare Incarichi ed ulteriori feature di gioco, ma ovviamente non basta. Sconfiggendo i Soqquadri sarà possibile ottenere ulteriori ricompense, che andranno a comporre il Registro. Si tratta di una particolare raccolta di collezionabili, divisi in varie discipline: Cura delle Creature Magiche, Arti Oscure, Scuola di Hogwarts, Leggende di Hogwarts, Ministero della Magia, Magizoologia, Giochi e Sport Magici, Manufatti Misteriosi, Meraviglie del Mondo Magico e Curiosità. Ciascuna di queste sezioni include segreti e figurine da svelare, un proprio sistema di punti esperienza e progressione in livelli. Sbloccare ciascun livello per ogni disciplina permette di ottenere ulteriori risorse e scrigni magici con cui potenziare il proprio equipaggiamento; portare poi a termine l'avanzamento di queste sezioni del Registro permette anche di sbloccare i Prestigi, che sostanzialmente sono utili per moltiplicare l'esperienza ottenuta dalle attività disseminate in WIzards Unite.

    Il Registro comprende anche Sfide, Misteri ed Eventi: si tratta di ulteriori collezionabili di natura non ruolistica, bensì puramente informativa o narrativa. Molti dei manufatti che troverete, infatti, includeranno racconti più o meno famosi del mondo magico, andando a costituire una sorta di compendio attraverso cui carpire e completare la "lore" creata da J.K. Rowling. Una volta che il vostro avatar avrà raggiunto il livello 6, inoltre, sarà possibile scegliere in quale classe specializzarsi tra Auror, Magizoologo e Insegnante. La prima categoria vi permetterà di sviluppare uno skill tree abile soprattutto contro le Arti Oscure, la seconda si rivelerà estremamente efficace contro gli Animali Fantastici e la terza sarà invece micidiale contro le Curiosità. Ciascuna di queste tre Professioni include un albero delle abilità specifico, che permette di potenziare determinate statistiche associate al ruolo che avrete scelto: in tal modo potrete accrescere sia l'efficacia degli incantesimi sia i vostri parametri.

    Smarriti Fantastici e Dove Trovarli

    Definito lo scheletro di base, passiamo ad elencare e analizzare i contenuti veri e propri della produzione. Oltre agli Smarriti e agli incarichi, infatti, lungo la mappa di gioco - che, come al solito, agisce in simbiosi con i servizi di localizzazione offerti da Google Maps - sarà possibile imbattersi in alcune strutture. Tra queste ci sono le Locande e le Serre: le prime permettono di recuperare l'energia necessaria a lanciare gli Incantesimi, mentre le seconde sono essenziali per reperire gli ingredienti necessari a preparare pozioni e intrugli di qualsiasi genere, utili per alterare le statistiche del proprio mago o di quelle avversarie.

    All'interno delle Serre è anche possibile piantare dei Semi in grado di tramutarsi in ulteriori risorse utili per il proprio equipaggiamento. Molto importanti sono poi le Fortezze, all'interno delle quali sarà possibile prendere parte alle Sfide Magiche: si tratta di veri e propri Raid, sbloccabili solo attraverso delle particolari Rune ottenute nel corso della progressione. L'efficacia e la classificazione di ciascuna runa, poi, determinerà la difficoltà delle Stanze, in cui si dovranno sostenere una serie di Sfide di combattimento a tempo.

    In queste attività entra anche in gioco l'elemento della cooperazione, poiché è possibile affrontare i Raid insieme ad altri giocatori - sia amici che sconosciuti. La co-op è una parte preponderante dell'esperienza, soprattutto durante le Sfide più ostiche. D'altronde, secondo la visione dei ragazzi di Niantic, non ci troviamo più in una Scuola di Magia e Stregoneria, in cui le rivalità tra le Case si trasforma spesso in vere e proprie battaglie tra aspiranti maghi. Tutti i giocatori sono riuniti sotto l'egida del Ministero, un espediente meta-narrativo che evidenzia un aspetto piuttosto sorprendente in Harry Potter: Wizards Unite: la strategia.

    È molto utile, ad esempio, che il team sia composto da maghi di natura diversa: a seconda dei meccanismi di forza e debolezza contro le specifiche creature, la squadra dovrà essere abile nel mettere in prima linea i duellanti più avvantaggiati, lasciando agli altri il compito di effettuare coperture e supporto. Ed è in questi frangenti, così come durante i Soqquadri, che il gameplay nudo e crudo di Wizards Unite si mostra in tutto il suo splendore. Che sia per uno Smarrito o in un duello magico, al giocatore viene chiesto di tracciare uno specifico movimento sul display touchscreen del proprio dispositivo: in tal modo si potrà lanciare un incantesimo, la cui natura sarà però del tutto contestuale all'evento che state affrontando.

    In parole povere, non sarete voi a scegliere quale magia lanciare, bensì il gioco stesso, che vi imporrà di eseguire (ad esempio) un Alohomora per liberare uno Smarrito incatenato oppure un anatema d'attacco per sgominare Mangiamorte o creature particolarmente feroci. Il sistema sembra semplice, ma si dimostra sorprendentemente complesso nella misura in cui l'efficacia dell'incantesimo dipende da due fattori non del tutto complementari tra loro: precisione nei movimenti e velocità d'esecuzione. In base a queste condizioni, peraltro, il gioco stabilisce una valutazione generale per il vostro lancio, che determinerà la buona riuscita della lotta contro il Soqquadro e l'esperienza ottenuta.

    Ancora più complessi sono, invece, i duelli. Prima ancora di imbarcarsi nell'esecuzione della magia, infatti, ci viene richiesto di indirizzare un cursore - non proprio semplice da manipolare - e tenerlo ben saldo sul punto indicato dallo schermo. Fatto ciò, potremo caricare una barra circolare e accedere al duello, ma anche così facendo occorre una rapidità non da poco: in caso ci mettiate troppo tempo nel prendere la mira, infatti, il vostro turno d'attacco salterà e darete adito al nemico di attaccarvi indisturbati. Anche in questi frangenti, però, non bisogna mai perdere la concentrazione, poiché è sempre possibile difendersi dall'offensiva avversaria lanciando Protego e diminuendo così i danni subiti. Attivare l'incantesimo di difesa è fondamentale, soprattutto contro i nemici più forti, se volete superare indenni le Sfide proposte dalle Fortezze. Un altro contenuto decisamente interessante sono le Passaporte. Esattamente come accaduto ai protagonisti di Harry Potter, toccando questi oggetti sarà possibile teletrasportarsi verso dei particolari luoghi magici. In Wizards Unite le Passaporte non possono essere utilizzate sin da subito: per attivarle occorre innanzitutto essere in possesso di una Chiave, ma per utilizzare il manufatto vero e proprio sarà anche necessario percorrere un certo quantitativo di chilometri dal momento in cui avrete inserito la chiave.

    Soddisfatti questi requisiti, vi verrà chiesto di selezionare un'area sufficientemente spaziosa con la camera del vostro device, posizionare la Passaporta e attendere che il portale si sblocchi: accederete così a un'area circoscritta in cui recuperare quanti più Smarriti possibili per ottenere un bel quantitativo di esperienza extra.

    Qualche considerazione finale va infine all'intera idea dietro la produzione e al comparto tecnico: iniziando da quest'ultimo, come abbiamo già asserito in occasione del provato di Harry Potter WIzards Unite, non possiamo che lodare sia l'interfaccia che la varietà in termini di design, dal momento che il bestiario e il compendio di personaggi e oggetti si rivelerà pian piano immenso e stratificato. È indubbio che rispetto ai Pokémon, che sostanzialmente vantavano un design cartoon e un fascino diverso agli occhi della community, i contenuti e i collezionabili di Wizards Unite potrebbero avere un appeal decisamente minore, ma al tempo stesso permettono di approfondire notevolmente la mitologia di un franchise blasonato come Harry Potter, soprattutto agli occhi degli utenti più casual e meno informati sulla lore di base.

    Wizards Unite rappresenta un deciso passo in avanti rispetto a Pokémon GO e non possiamo che definire virtuoso l'approccio di Niantic: più complesso e votato al genere GDR, anche se certamente non perfetto. Occorrerà altro lavoro, e soprattutto un supporto costante, per soddisfare una fanbase esigente e affamata di contenuti.

    Saranno necessari alcuni mesi di gestazione, a nostro parere, per permettere all'esperienza di assumere una forma definitiva: in primis perché il lancio estivo, complice il clima fin troppo afoso, potrebbe scoraggiare all'utilizzo di un'applicazione che richiede lunghe camminate e che, per di più, surriscalda facilmente il dispositivo. In secondo luogo perché, al netto della stratificazione ruolistica, il loop necessario alla progressione del mago si presta molto facilmente a un inesorabile fattore ripetitività. Occorre restare alla finestra, insomma, per scoprire quali magici eventi arriveranno nel prossimo futuro in Harry Potter: Wizards Unite. Se il buongiorno si vede dal mattino, però, Niantic potrebbe aver piazzato un altro convincente centro.

    Harry Potter Wizards Unite Harry Potter Wizards UniteVersione Analizzata Android GamesAllontanandosi dagli scenari pop dei Pokémon, Niantic ha deciso d'introdursi in una licenza estremamente delicata. Orfana da anni di un videogioco degno di questo nome, la saga di Harry Potter potrebbe aver trovato in Wizards Unite un'esperienza che, forse, non rappresenta quel che ci si aspettava, ma che sarà in grado di sorprendere anche gli utenti più scettici. Prendendo sapientemente quanto di buono emerso dalla lezione di Pokémon GO, il team di sviluppo ha lavorato sullo scheletro di un genere che richiede una serie di regole e compromessi specifici, riuscendo però ad amalgamarne le idee di base con un'interessante e stratificata svolta ruolistica. In Harry Potter: Wizards Unite il collezionismo becero lascia il posto ad una progressione ricca, complessa e stratificata, asservita finanche ad una narrazione di fondo che premia la costanza e la cooperazione della community. Il risultato è un gioco che necessita di prendersi i propri tempi e di cui, soprattutto, sarà fondamentale il supporto post-lancio, ma anche un piacevole compendio di creature e oggetti magici provenienti dal Wizarding World. Tutti elementi che, insieme al comparto tecnico, contribuiscono a plasmare un prodotto pensato per i fan e profondamente rispettoso della mitologia creata dalla geniale J.K. Rowling.

    8.3

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