Hearthstone L'Accademia di Scholomance: Recensione della nuova espansione

L'analisi definitiva dell'ultima espansione di Hearthstone. L'Accademia di Scholomance può definirsi un successo? E l'Anno della Fenice?

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  • Sono ormai passate alcune settimane dalla nostra precedente incursione tra i banchi dell'Accademia di Scholomance. Poco dopo lo sbustamento selvaggio post release abbiamo testato tutte le novità dell'espansione di Hearthstone, muovendoci circospetti nella selva di deck sperimentali che hanno movimentato non poco il meta nel corso dell'intero mese d'agosto. Inizialmente, la rinnovata efficacia del Cacciatore di Demoni ci ha messo nuovamente in allarme ma poi, complici alcuni decisi interventi del team di sviluppo, ci siamo dovuti ricredere. Ora è finalmente giunto il momento di dare una sbirciata al meta attuale e capire se effettivamente la seconda espansione dell'Anno della Fenice può dirsi riuscita. Ecco le nostre impressioni.

    Il benvenuto del Magnifico Rettore!

    Nel corso del nostro primo contatto con Scholomance vi abbiamo delineato il background narrativo che sostiene questa seconda espansione dell'anno della Fenice. Vi invitiamo dunque a leggere l'anteprima di Scholomance dello scorso luglio per saperne di più sulla storia dell'Accademia, un luogo di enorme importanza per la stessa esistenza di Azeroth. Proprio a Scholomance, infatti, venne fondato il Culto dei Dannati.

    Per ora vi basti sapere che il team di sviluppo di Hearthstone ha deciso di adagiare l'espansione su un terreno estremamente fertile, un crocevia narrativo impresso in modo indelebile nella memoria di tutti gli estimatori della sconfinata cosmogonia di Warcraft.

    La materia da cui attingere era dunque molto delicata ma, come al solito, Dave Kosac e soci sono riusciti - rispettando ovviamente lo stile leggero e spensierato che caratterizza Hearthstone - a dar vita a un contenuto di tutto rispetto, rispettoso della storia originale ma allo stesso tempo inedito e, in qualche modo, sfacciato con un Kel'Thuzad (non ancora Lich sottomesso alla volontà di Arthas) nelle vesti del Magnifico Rettore.

    Le novità dell'anno accademico

    L'idea dell'esistenza di una accademia di magia ad Azeroth, comunque, non dovrebbe stupire più di tanto. Tra l'altro, nel passato di Hearthstone si sono già esplorate le tematiche dedicate alle arti arcane (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di Hearthstone Una Notte a Karazhan).
    Quindi in questo caso non è tanto la "cornice" a spiccare, quanto il contenuto, o per meglio dire "come" quest'ultimo è stato pensato e realizzato dal team di creativi in forza a Blizzard. Il setting della nuova espansione, ovviamente, oltre a rispettare i canoni della lore, doveva comunque giustificare e sostenere le inedite meccaniche di gioco, così da donare un senso di coerenza all'impianto ludico di Hearthstone.

    La strada intrapresa dagli sviluppatori è stata tanto semplice quanto geniale (o, perlomeno, eclettica): immaginare una scuola di arti arcane aperta agli studenti provenienti dai quattro angoli di Azeroth, con corsi specifici per ogni classe e professori leggendari, esperti nelle arti magiche.
    Ecco spiegate, dunque, le novità del set che in queste settimane non solo ci ha fatto divertire, ma ha anche trovato un suo posto nel meta senza destabilizzarlo.

    Per chi se le fosse perse, ricordiamo brevemente le principali meccaniche di gioco presenti in Scholomance.
    Impulso Magico è una keyword che consente l'attivazione di un effetto bonus, che mostra i suoi effetti per una sola volta e solo dopo che è stata lanciata una magia.
    La seconda meccanica di gioco, Studi, è invece un nuovo tipo di incantesimo che mette i giocatori nelle condizioni di Rinvenire una carta, e di ridurre contestualmente il costo in Mana della successiva carta dello stesso tipo che si andrà a giocare. Va da sé che una meccanica del genere si adatta perfettamente alle classi che fanno largo uso di incantesimi nelle loro strategie.

    Ultima novità da segnalare - ma non per importanza - è l'introduzione delle carte "bi-classe", ovvero di carte specificamente studiate per essere sfruttate da due classi: una innovazione seconda solo all'arrivo a sorpresa del Demon Hunter durante la scorsa primavera.
    Per la prima volta, infatti, i giocatori possono contare su carte pensate per essere condivise tra due classi: una scelta rivoluzionaria per Hearthstone. Il team, infatti, è sempre stato molto attento a preservare l'identità di ogni classe lungo l'intero percorso evolutivo del card game targato Blizzard. Le nuove carte bi-classe, invece, contribuiscono a rendere la costruzione dei mazzi più fluida e malleabile.

    Il timore, come vi abbiamo già ricordato in apertura, era solamente uno: ovvero che tale scelta potesse sconquassare il già precario equilibrio in cui versava Hearthstone. Con non poca sorpresa, però, abbiamo potuto felicemente constatare che ciò non si è verificato. C'è di più: le novità introdotte hanno dato modo ai giocatori di dar vita a situazioni e interazioni divertenti ed efficaci.

    L'equilibrio del meta

    Come vi abbiamo poc'anzi anticipato, il meta non ha fortunatamente sofferto del cosiddetto "effetto Illidan" che, a inizio anno, seminò caos e distruzione nella ladder.
    Se si escludono alcuni interventi correttivi volti a riallineare alcune carte un po' troppo amate dai giocatori (Kael'Tas e Illucia, ad esempio), possiamo affermare senza problemi che Scholomance - tutto sommato - è riuscita dove altre espansioni avevano fallito: riportare "equilibrio nella Forza".

    Rispetto alle settimane immediatamente successive all'uscita, in effetti, le cose sono cambiate parecchio: il Cacciatore di Demoni non fa più la voce grossa (se escludiamo l'archetipo "Soul" basato, appunto sulle combo con i Frammenti dell'Anima), e il ritrovato bilanciamento ha favorito la presenza di una buona varietà di deck ad ogni scalino della ladder.
    Dai livelli più bassi sino ai Top Legend, infatti, si sono affacciati sulla scena (o sono tornati rapidamente in auge) diversi archetipi molto interessanti. Primo fra tutti il Rogue con il suo Miracle, seguito a ruota da un ottimo Pure Paladin e da un altrettanto efficace Hunter, addirittura con ben due varianti: Face (quello più aggressivo e amato dai giocatori) e Highlander.
    Warlock e Mage arrancano leggermente ma rimangono comunque altamente competitivi, così come il sempre fastidioso Bomb Warrior, unico archetipo che Garrosh può attualmente permettersi per sopravvivere ad alti livelli. In forte recupero, invece, il Druid con il suo Guardian.
    Lo sciamano è attualmente l'eroe che più di tutti necessita di un aggiustamento, che speriamo arrivi al più presto.

    Fenice...Felice?

    Inutile dire che è ancora presto per tirar le somme riguardo l'Anno della Fenice. In fondo siamo pur sempre alla seconda espansione e manca ancora il gran finale, previsto come di consueto nel corso degli ultimi mesi dell'anno.

    La valutazione sull'operato di Blizzard non può che essere parziale, quindi, anche se emergono alcuni punti (o traguardi, se preferite) su cui è bene soffermarsi. I nuovi innesti nel team di sviluppo hanno con tutta probabilità permesso di svecchiare un sistema che appariva ormai vetusto e un po' troppo incagliato nel passato, e gli effetti si sono visti proprio a partire da quest'anno, non a caso rappresentato dalla mitologica Fenice.

    In questo senso, l'introduzione della prima nuova classe dopo così tanti anni ha rappresentato senza dubbio la rottura tra il vecchio corso e il nuovo.

    Oltre all'esordio di Illidan, tra le novità arrivate quest'anno c'e stato l'inizio del rework dedicato alle classi più bisognose di intervento, l'inedito equilibrio del meta, il divertimento con le carte bi-classe, la ristrutturazione della ladder e il favor per i nuovi giocatori con la politica sui duplicati. Il bilancio, al netto di alcuni passi incerti, al momento appare abbastanza positivo. Siamo curiosi di capire se effettivamente Blizzard avrà qualcos'altro in serbo prima della fine del 2020. Il Battle pass, magari? Oppure qualche feature a lungo richiesta?

    La Biblioteca Proibita

    In concomitanza con la nostra recensione giunge anche una nuova patch, la quale prepara il terreno per l'evento a tempo limitato chiamato "Biblioteca Proibita", che durerà tre settimane e porterà altre novità.

    Anzitutto una nuova funzionalità per la Battaglia, attraverso cui fino a 4 giocatori potranno mettersi insieme in coda per una Battaglia classificata.
    Nel caso in cui la lobby superi i quattro giocatori, il tipo di partita passerà automaticamente a una "Battaglia privata" da cinque a otto giocatori.

    Inoltre, in ossequio al setting dell'espansione, fanno la loro comparsa nella Locanda nuovi eroi: i componenti della casata Barov. Ricordiamo che i Barov furono una delle più potenti famiglie di Lordaeron la cui dimora, il maniero di Caer Darrow, fu un'antica fortezza costruita su un luogo carico di forza arcana di origine elfica. Per Kel'Thuzad rappresentò il luogo perfetto su cui fondare una scuola di necromanzia, diffondere il Culto dei Dannati e addestrare alle arti magiche i propri adepti.

    Nel corso della seconda settimana, invece, debutterà la nuova avventura single player denominata "Il Libro degli Eroi", in cui i giocatori potranno conoscere la storia di Jaina Marefiero dagli esordi sino alla sua trasformazione in uno dei maghi più potenti di Azeroth.

    Il Libro degli Eroi di Hearthstone, stando a quanto dichiarato, porterà nuovi contenuti gratuiti addirittura per tutti i prossimi 12 mesi, raccontando le storie dei dieci eroi del card game.

    Sconfiggendo tutti i boss di questa prima avventura, i giocatori guadagneranno una busta del Mago contenente solo carte di classe. Come ultimo contenuto della Biblioteca Proibita, infine, ci attende il Rissodromo Eroico: per 1.000 oro (tradotti in 9.99 €), sarà possibile partecipare a una Rissa competitiva utilizzando carte della collezione. Le regole sono semplici: si continua sino a raggiungere 12 vittorie o 3 sconfitte.

    Hearthstone L'Accademia di Scholomance Hearthstone L'Accademia di ScholomanceVersione Analizzata PCDopo settimane di sperimentazione, possiamo affermare che l'Accademia di Scholomance è un'ottima espansione rispetto a quanto visto e vissuto in passato. Il meta si evolve in maniera naturale e senza grossi strattoni; la varietà non manca, così come il divertimento. Il team di sviluppo sembra finalmente essere riuscito - nonostante la rivoluzione interna e gli eventi che stanno tuttora creando non pochi problemi negli States - a imprimere un deciso impulso verso un rinnovamento del famoso card game. Non a caso è stata scelta proprio la Fenice per rappresentare al meglio la volontà di cambiare e di guardare con rinnovato vigore (e ottimismo) al futuro. Il bilancio, al netto di alcuni passi falsi (fisiologici, quando si decide di imboccare una nuova strada), al momento appare comunque positivo. Siamo curiosi di capire cos'altro la Fenice ci riserverà in questo strano 2020.

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