Hearthstone Boscotetro: analisi della nuova espansione del gioco di carte

L'Anno del Corvo è ormai giunto e la prima espansione ormai da qualche giorno sta vivacizzando la ladder, vediamo come se la sta cavando.

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  • Il 2017 è stato un anno di grande vivacità e crescita per il card game targato Blizzard, culminato con l'evento più importante dell'Anno del Mammut: i campionati del mondo di Amsterdam. Hearthstone ha mosso dei passi da gigante sia sotto il profilo esport, sia per ciò che concerne la complessità dei set che hanno via via raggiunto il mercato, iniziando da Un'Goro. Meccaniche di gioco come le Missioni, il debutto dei Cavalieri della Morte, il Reclutamento, le Armi hanno contribuito a ad aggiungere strati all'esperienza di gioco, pur facendo restare il titolo godibile e fruibile. Certo, Hearthstone non fa nulla per nascondere la propria natura competitiva (come ogni card game, del resto), ma ci si può ancora divertire provando svariate nuove combinazioni nei mazzi.
    Questo grazie, principalmente, all'ormai consueta rotazione dei set che quest'anno ha visto andare "in pensione" nel formato Wild gli Dei Antichi, i Bassifondi di Meccania e Una Notte a Kharazan. Inoltre, molte carte famigerate ci hanno abbandonato, come Sghigno, Raza e il Blocco di Ghiaccio del Mage, ma il meta post Boscotetro sembra ormai essersi nuovamente incagliato su determinati archetipi, peraltro già presenti nella situazione che ha anticipato la release di questa nuova espansione. Certo, nulla è ancora inciso sulla dura pietra che compone la ladder anche se, ripetiamo, iniziano a emergere alcuni archetipi e alcune carte un po' troppo ricorrenti. Quindi, messo ufficialmente in soffitta l'Anno del Mammut, l'intera community di Hearthstone ha salutato l'Anno del Corvo con grande entusiasmo popolando i server di gioco. Gli appassionati, però, in questi giorni hanno dovuto anche salutare con una certa amarezza Ben Brode, game director che lascia dopo quindici anni la grande famiglia Blizzard. Il timore per il futuro del titolo sorge spontanea. Ci si chiede quale direzione prenderà Hearthstone d'ora in avanti. Con tutta probabilità la "firma" di Ben Brode si vedrà almeno sino all'anno prossimo, visto il planning a lungo termine della squadra, poi si vedrà. Mettiamo dunque da parte le paure del futuro ignoto e concentriamoci sulle principali novità di questa espansione e, soprattutto, dei principali archetipi che attualmente hanno iniziato a dominare il nuovo meta.

    Boscotetro, le nuove meccaniche

    Abbiamo già avuto modo di conoscere il background che sottende al primo set del nuovo Anno grazie alla chiacchierata con Mike Donais di qualche settimana fa. Boscotetro abbandona la tematica fantasy classica vista in Coboldi & Catacombe per abbracciare un setting più dark il cui fulcro è uno scontro tra mostri. Su Boscotetro, foresta che circonda la città di Gilneas, si è abbattuta infatti la malvagità della strega Hagatha, decisa a decimare gli abitanti della cittadina. Ma Gilneas è essa stessa maledetta. I suoi cittadini sono infatti Worgen: esseri umani maledetti, in grado di tramutarsi in licantropi. E giungiamo qui alla prima novità del set. L'obiettivo del team di sviluppo è stato, prima di tutto, quello di rappresentare la doppia anima dei Gilneani. I Worgen, infatti, possiedono in loro una doppia natura ugualmente importante: quella umana e quella "mostruosa": per questo motivo, se il servitore colpito dalla maledizione rimane nella mano del giocatore, una volta per turno si trasforma, cambiando il proprio effetto e le statistiche di attacco e salute. Ciò consente, almeno in potenza, un più ampio spettro strategico al giocatore, che può sbizzarrirsi e sfruttare le statistiche migliori in base alla situazione della board di gioco.

    Le altre parole chiave sono Eco e Assalto. Le carte Eco, molto semplicemente, possono essere giocate più volte durante lo stesso turno (pensate a Evoluzione instabile), a patto di avere la giusta riserva di Mana ancora disponibile. Questo permette diverse possibilità strategiche, soprattutto nelle fasi avanzate del match, visto che si hanno a disposizione molti cristalli di Mana con cui pagare più volte l'evocazione. Ad esempio, Milizia Fantasma è un tre Mana con provocazione: con nove cristalli di Mana potete evocare il servitore tre volte nel turno.

    Con i servitori che presentano nella descrizione Assalto, invece, questi possiedono una particolare tipologia di Carica: ossia possono solo attaccare i servitori, nel turno in cui sono evocati.
    Vi sono altre due novità nelle descrizioni delle carte, che conducono ad altrettante meccaniche di gioco, forse più innovative e incisive delle precedenti, ma limitate a una manciata di carte. Stiamo parlando di "pari e dispari" e "Inizio Partita". Queste due aggiunte sono, inoltre, strettamente connesse tra loro. Con il servitore leggendario Baku la Mangialune, ad esempio, se il giocatore costruisce un mazzo solamente con carte dal costo dispari, sin dall'inizio della partita potrà beneficiare dell'effetto della carta, che va a potenziare il potere del proprio eroe. Invece, con il worgen Genn Mantogrigio, se si costruisce il mazzo solamente con carte dal costo di mana pari, porterà il potere eroe a costare solo un cristallo di Mana sin dal primo turno invece che due. Queste portano certamente ad alcune interazioni interessanti ma, ripetiamo, non sembrano essere così incisive da causare un meta shift importante come accaduto, ad esempio, per le Quest a inizio dell'anno scorso. In questo momento, gli unici archetipi che paiono aver preso il sopravvento sulla lista mazzi Tier 1, sono il cosiddetto Even Paladin che punta decisamente sulla quantità e sul dominio della board, e lo Spiteful Druid.

    Il primo, incardina l'intera strategia di gioco sull'effetto di Genn Greymane (che diminuisce il costo di mana del potere eroe), presenta un'ottima sinergia con carte come il Leone di Cristallo (5/5 che costa 1 mana in meno per ogni recluta Mano d'Argento controllata), il Stegodonte di Luce (che "Adatta" le reclute Mano d'Argento) o altre carte che permettono evocazioni continue e potenziamenti ai servitori a basso costo. Il secondo, invece, è una new entry e rappresenta un ritorno in grande stile per la classe del Druido, sparita dalle scene e relegata assieme a Hunter, Shaman e Warrior nella parte bassa della classifica dei mazzi più in voga.
    Esattamente come gli altri mazzi basati sull'Evocatrice Astiosa, questo particolare archetipo punta tutto sull'evocazione veloce di servitori potenti e dal costo elevato, ad esempio sfruttando Infestazione Totale, inserito come unico incantesimo nel mazzo. Sinergia perfetta. L'obiettivo principale è ovviamente quello di sopravvivere e difendersi il più possibile, soprattutto contro i mazzi aggro, e attendere che arrivi la benedetta ora per giocare la combo e calare i buff con carte come Principe Keleseth e Malascaglia di Cobalto.

    Dritti alla meta

    La meccanica di gioco "pari e dispari", se escludiamo l'appena citato Paladino, non ha riscosso molto successo. Almeno, non come il team di sviluppo probabilmente si aspettava. Si sono verificati alcuni tentativi, nel meta in via di definizione, di far entrare dei mazzi particolari, come l'Odd Paladin (basato su una costruzione del mazzo che prevede solo carte dispari, per sfruttare l'effetto di Baku la Mangialune), estremamente aggressivo ma ancora poco efficace in ladder; l'Even Shaman (variante del classico midrange shaman) e l'Odd Rogue, anche questa una variante del Tempo Rogue che, però, non sta riscuotendo molto successo. Al contrario, si è improvvisamente riacceso l'amore per il Quest Warrior, classe che da un bel po' di tempo languiva nelle retrovie per aver perso malamente il favore del pubblico.

    Oltre a queste poche novità, però, ci pare che il meta anche a distanza di più di una settimana dal lancio, si sia nuovamente appiattito sugli archetipi che già conosciamo e che già dominavano la scena pre-espansione. In questo senso non possiamo non citare il Cube Warlock, il Zoolock, il Murloc Paladin e il Tempo Mage. Giusto per citare i più ricorrenti in ladder.
    La situazione post espansione si sta velocemente cristallizzando attorno ad alcuni archetipi, come abbiamo visto e, con tutta probabilità, prossimamente il team di sviluppo continuerà a metter mano a qualche interazione palesemente sbilanciata. Per il momento, non ci resta che attendere l'uscita della modalità PvE per potervi dare piena contezza della qualità di Boscotetro.

    Hearthstone: Boscotetro Hearthstone: BoscotetroVersione Analizzata PCHearthstone è ormai orfano di Ben Brode, che ha lasciato pochi giorni fa per intraprendere un'altra avventura. Come abbiamo già detto in apertura, la “firma” del vulcanico game director con tutta probabilità la vedremo sino - almeno - alla prima espansione del prossimo anno, se non più in là. In questo momento, dunque, appare del tutto inutile fasciarsi la testa immaginando ciò che potrà diventare Hearthstone senza Ben Brode. Per il momento, godiamoci l'Anno del Corvo e vediamo come si evolverà il titolo nel corso di questo 2018. Con Boscotetro, però, il nuovo anno pare essersi aperto un po' in sordina rispetto all'esplosione creativa che ha caratterizzato i set precedenti. In questa espansione sono state effettivamente poche le meccaniche di gioco innovative in grado di rivoluzionare completamente il meta o le strategie dei giocatori. Ne costituisce la prova il rapido cristallizzarsi del meta nella settimana successiva al debutto dell'espansione: poche novità e soliti archetipi utilizzati sino allo sfinimento. Di sicuro il team dovrà metterci mano e studiare qualcosa di più impattante per i prossimi set. Prima di esprimerci definitivamente sulla qualità generale di questa espansione, attendiamo la release della componente PvE, presente anche in Boscotetro sotto il nome di “Caccia ai Mostri”.

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