Hearthstone Follia alla Fiera di Lunacupa: la recensione dell'espansione

Follia alla Fiera di Lunacupa chiude la stagione della Fenice. Un anno ricco di grandi novità per il card game Blizzard.

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  • La Fiera di Lunacupa mette un punto all'Anno della Fenice di Hearthstone, forse uno dei più ricchi e "prolifici" degli ultimi tempi, almeno sotto il profilo delle novità. Il cambio di rotta del card game emerse chiaramente sin dall'annuncio della nuova stagione: non a caso il Nume tutelare tirato in ballo per accompagnare Hearthstone lungo il 2020 fu la Fenice, essere immortale e capace di assurgere a nuova vita dalle proprie ceneri. La mitologica creatura, in fin dei conti, sembra aver mantenuto le premesse e anche le promesse. Le prime due espansioni del nuovo ciclo hanno effettivamente portato gran scompiglio in Hearthstone. Dal devastante terremoto provocato dall'arrivo del Cacciatore di Demoni con il primo set (a proposito, leggete la recensione di Hearthstone Ceneri Delle Terre Esterne per saperne di più) all'introduzione delle carte Bi-classe in Scholomance, i giocatori si sono trovati costantemente sull'otto-volante, sballottati tra novità, cambiamenti e piccole, grandi rotture col passato.

    In questo senso, l'arrivo della Fiera di Lunacupa rappresenta quasi l'ultimo giro della morte prima della fine della corsa. Contenutisticamente meno impattante delle espansioni consorelle, la ricchezza del set risiede nel lavoro di revisione "strutturale" operato dal team di sviluppo. Ecco quindi come se la cava la sgangherata sagra paesana di Lunacupa.

    Antichi Dei e nuovi contenuti

    Come vi abbiamo anticipato nel corso della nostra precedente anteprima di Follia alla Fiera di Lunacupa, l'espansione propone un setting che gli appassionati di World of Warcraft hanno imparato a conoscere e ad apprezzare nel corso degli anni. Darkmoon Faire (o Fiera di Lunacupa, appunto) è il parco divertimenti - un tempo itinerante - fondato dal misterioso e funambolico gnomo Silas Darkmoon per intrattenere gli abitanti di Azeroth con oggetti strani e tradizioni esotiche.

    Ora, però, la spensieratezza e la gioiosa atmosfera festaiola sembrano esser state soppiantate dall'emersione (o, meglio, riemersione) di qualcosa di malvagio e oscuro. In maniera molto intelligente, il team di sviluppo ha deciso che era giunto il momento per riportare in vita delle delle vecchie conoscenze che, in qualche modo, hanno fatto la storia di Hearthstone: gli Dei Antichi.

    C'thun, Yogg-Saron, Y'Shaarj e N'Zoth infatti fecero la loro comparsa addirittura all'inizio del 2016 e anche all'epoca segnarono la prima, grande rivoluzione del card game Blizzard. Il set Sussurri degli Dei Antichi, tra l'altro, fu il primo a prevedere l'attuale bipartizione tra i formati Standard e Wild e a dare ufficialmente inizio alla rotazione annuale dei set.

    Ora gli Antichi si ripresentano sotto un'altra forma, ovviamente rinnovata, e giocano un ruolo cardine nella filosofia che permea la sedicesima espansione (escludendo le Avventure, ovviamente) di Hearthstone, tanto da entrare di diritto - e conquistare un ruolo di primo piano - negli archetipi che si stanno sviluppando in queste settimane.

    Sotto il profilo prettamente contenutistico Follia alla Fiera di Lunacupa è la meno "ricca" dell'anno, tanto da prevedere una sola parola chiave: Corruzione. Quest'ultima, tutto sommato, risulta ben implementata e permette delle soluzioni interessanti e divertenti.Quando le carte con Corruzione sono nella nostra mano, infatti, sono in grado di "evolversi" in versioni più potenti, a patto di rispettare determinati requisiti, ovvero se giochiamo una carta con un costo in mana più alto. Questo aspetto ci consente di profilare una condotta di gioco strategica malleabile e adattiva. Sta infatti a noi valutare il momento migliore in cui sfruttare l'una o l'altra versione di una carta.

    Al di là di questa nuova abilità, l'espansione mette a disposizione dei giocatori come da consuetudine ben 135 carte con cui arricchire la collezione e potenziare i mazzi esistenti.

    Ciò che abbiamo notato sin dai primi giorni è che il Cacciatore di Demoni, nonostante tutti gli interventi che si sono susseguiti sin dalle ventiquattro ore successive al suo debutto, è ancora la classe più efficiente del gioco. In particolare, gli archetipi Aggro e Soul (basato sulla reiterazione continua dei Frammenti dell'Anima) fa terra bruciata attorno a sé. A tenergli testa, ma molto più staccati (e decisamente meno fastidiosi), ci pensano il Rogue, il miracolato Hunter (soprattutto l'Highlander) e il Paladino e lo Sciamano (l'Evolve Shaman fa la sua bella figura, se ben padroneggiato).

    Il meta, dopo le fisiologiche sperimentazioni delle prime settimane si sta dunque pian piano assestando; per cui vi consigliamo di dare un'occhiata alle soluzioni appena viste, giusto per non rimanere fermi al palo con mazzi poco performanti. Sempre, ovviamente, se volete scalare la ladder. È bene tenere pronte anche le classi che usate meno di frequente, perché serviranno per ciò di cui vi stiamo per parlare.

    Sistema di progressione e Tavern Pass

    Tecnicamente, le novità che affronteremo nei prossimi due paragrafi sono state distribuite prima dell'espansione ma, per comodità, le facciamo rientrare nel pacchetto di update che ci hanno condotto sino a qui.

    In apertura vi abbiamo anticipato che Follia alla Fiera di Lunacupa è stato foriero delle maggiori innovazioni per ciò che concerne il profilo "strutturale". In questo senso, il lavoro dei Team 5 è andato finalmente a dare una svecchiata a Hearthstone, portandolo a mettersi in scia dei suoi maggiori competitor. È stato rivisto in toto il profilo giocatore: ora la pagina è arricchita da uno sconfinato sistema di Achievement, che tiene traccia degli obbiettivi conseguiti e delle imprese compiute. Un po' come già avviene in World of Warcraft, per intenderci.

    Sono state riviste le Missioni (suddivise in giornaliere e settimanali), che ora non danno più oro ma punti esperienza. Ciò ha creato sin da subito più di qualche mal di pancia nella community, soprattutto a causa della dismissione - temporanea - delle quest "leggendarie", che sono solite metter sul piatto buste extra, sempre molto ambite, oltre alla quantità di esperienza guadagnata con le quest, a detta di molti decisamente bassa.

    Il tutto è stato sostituito da un sistema di progressione rinnovato dalle fondamenta. Il Tavern Pass, lungo i suoi 50 livelli, permette di sbloccare oro, pacchetti, biglietti per l'Arena, e skin cosmetiche per gli eroi. Il Pass è diviso come di consueto nella parte free e in quella premium (dal costo - abbastanza elevato - di 19.99 €).

    Va detto che, a nostro avviso, le lamentele e gli attacchi scatenatisi in questi giorni lasciano il tempo che trovano, perché la quasi totalità delle ricompense del Pass si sbloccano nella versione free. Di sicuro il Tavern Pass, alla luce del feedback della furente community, verrà rivisto ancora diverse volte prima che il team di sviluppo possa riuscire a trovare la proverbiale "quadra" tra le esigenze dei giocatori e il loro modello di business.

    Il guanto di sfida

    Infine, l'arrivo dell'inedita modalità Duelli ha stupito un po' tutti. Dopo Battlegrounds, infatti, non ci saremmo aspettati altre variazioni sul tema. Invece, Duelli ha fatto il proprio debutto a metà novembre, riscuotendo peraltro un discreto successo. La modalità (gratuita per tutti in modalità Standard) attinge dall'Arena e dall'esperienza single player Dungeon Run (o Spedizioni, che dir di voglia). Il giocatore ha tre tentativi a disposizione per raggiungere le dodici vittorie, prima di concludere il proprio percorso.

    Una volta selezionato l'eroe e il relativo Potere, è possibile assemblare un deck iniziale di sedici carte che va ad ampliarsi dopo ogni match. Esattamente come avviene nella modalità Spedizioni, infatti, alla fine della partita si apre un ventaglio di opzioni che permettono di arricchire il mazzo. Non solo carte, ma anche effetti passivi e tesori leggendari con cui plasmare la propria strategia.

    Duelli, esattamente come i contenuti principali dell'anno, godrà di nuovi contenuti stagionali e subirà anche una rotazione dei set. La prima stagione, attualmente live, è interamente dedicata agli stregoni di Scholomance, mentre i set da cui è possibile estrapolare le carte sono Accademia di Scholomance, appunto, Naxxramas e Una Notte a Karazhan.

    La problematica della parziale reintroduzione set vetusti, secondo noi, è qualcosa che può comunque minare l'esperienza di gioco, almeno inizialmente. Chi gioca prevalentemente in Standard, infatti, è abituato a disincantare le carte che non servono più e il fatto di non possederle implica che almeno il deck iniziale potrà essere meno efficace. Ciononostante, la modalità non solo è divertente, ma rappresenta anche un piacevole diversivo che permette ai giocatori meno esperti di prendere confidenza con le meccaniche legate al deck building.

    Hearthstone: Follia alla Fiera di Lunacupa Hearthstone: Follia alla Fiera di LunacupaVersione Analizzata PCFollia alla Fiera di Lunacupa chiude ufficialmente l'Anno della Fenice in modo assolutamente dignitoso. Nonostante sotto il profilo contenutistico non apporti grosse novità (a parte la keyword Corruzione e il ritorno degli Antichi, per questo il voto in calce) e non sia impattante come Ceneri dalle Terre Esterne, l'ultimo set del 2020 ci ha comunque soddisfatti. La ristrutturazione del sistema di progressione e il rinnovato profilo giocatore ha svecchiato finalmente una filosofia ormai vecchia e sovrastata da competitor molto più efficienti. Tale novità non è stata esente da critiche, ovviamente, e Blizzard è già al lavoro per tentare di aggiustare il tiro. Non ci resta che attendere e vedere cosa ci riserverà il futuro di questo eterno card game.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-10750H
    • RAM: 16 GB
    • GPU: NVIDIA GeForce GTX 1660Ti
    7.5

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