Hellpoint Recensione: morire nello spazio profondo in un nuovo soulslike

Hellpoint rievoca la formula del souls-like e la declina in un'oscura ambientazione Sci-Fi: ecco come se la cava l'opera prima di Cradle Games.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Con Hellpoint, il team canadese di Cradle Games si presenta ufficialmente al mercato videoludico. Fondata nel 2015, la giovane software house ha scelto di legare il proprio esordio a un obiettivo alquanto ambizioso: incamminarsi lungo l'affollato sentiero delle produzioni souls-like, calando il concept reso celebre da From Software in un'ambientazione Sci-Fi dall'aura tenebrosa e arricchendolo con meccaniche originali.

    Per dar forma alla propria visione, gli sviluppatori hanno percorso diverse strade, dalla pubblicazione di una prima Demo su Steam Greenlight al crowfunding tramite Kickstarter, sino ad una partnership con il Publisher tinyBuild. Con l'uscita dell'Action RPG attesa per il 30 luglio su PC, OSX, Linux, PlayStation 4 e Xbox One (e su Nintendo Switch entro la fine del 2020), siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni al termine di un viaggio all'insegna della morte, come da tradizione del genere.

    Irid Novo: diplomazia intergalattica...ma non solo

    In Hellpoint, il giocatore veste i panni di un alter-ego alquanto peculiare: protagonista dell'avventura è infatti una Progenie, creatura priva di anima, generata grazie a un'avanzatissima tecnologia di stampa di materiale organico.

    A far posare il nostro sguardo sul mondo mortale è l'Autore, criptica entità sopravvissuta al terribile quanto incerto destino che ha coinvolto Irid Novo, stazione spaziale in grado di orbitare nello spazio profondo, muovendosi in maniera perpetua attorno all'inquietante oscurità del buco nero Sagittarius A*. Rappresentazione delle più avanzate competenze scientifiche conquistate dal genere umano, la futuristica struttura è anche un simbolo di speranza e cooperazione intergalattica. Qui, infatti, la nostra specie interagisce con i Sommi, misteriosi esseri appartenenti a un piano superiore dell'esistenza.

    Inaugurata nel 2560, Irid Novo è però ormai in rovina, trasformata nell'ombra devastata di se stessa e ridotta a un ricettacolo di creature demoniache ed esseri privi di senno. Le ragioni del tracollo della civiltà residente tra le stelle sono incerte: l'Autore, del resto, ci ha plasmato proprio allo scopo di raccogliere informazioni sul tragico evento che ha segnato la fine della stazione orbitante.

    Queste le premesse essenziali dalle quali prenderà il via il nostro viaggio nei panni di Progenie, personaggio del quale non potremo modificare aspetto o caratteristiche iniziali. In seguito ai nostri primi, incerti, passi nell'area delle Ambasciate, il racconto si svilupperà secondo i canoni più tradizionali dei souls-like. Su Irid Novo ci attendono infatti documenti nascosti, foschi dettagli ambientali, messaggi incisi su muri che paiono trasudare una dilagante e incalzante follia. Non mancano inoltre all'appello le descrizioni che raccontano, in maniera più o meno velata, la storia e le origini di tutti gli equipaggiamenti e oggetti che raccoglieremo lungo il nostro cammino di ricerca della verità.

    La narrazione silenziosa dipinge progressivamente il ritratto di un progetto ben più complesso di quello di "semplici" relazioni diplomatiche intergalattiche, per un canovaccio che non esita a chiamare in causa tanto la scienza quanto l'occultismo e che si è rivelato essere un ottimo catalizzatore di curiosità, che più volte ci ha spinto a immergerci con piacere all'interno del mondo di gioco, alla ricerca di sempre maggiori indizi sulle fazioni e le forze un tempo in azione sulla perduta Irid Novo. Un contesto capace dunque di dimostrarsi intrigante e seducente, sostenuto peraltro anche da un'insospettabile varietà nelle ambientazioni proposte dalla produzione. Nonostante la vicenda si svolga interamente su di una stazione spaziale, Hellpoint riserva infatti ben gradite sorprese in termini di aree esplorabili: non neghiamo di esserci spesso presi una pausa dall'azione per dedicarci esclusivamente all'esplorazione di zone opzionali o alla contemplazione di alcuni scorci particolarmente evocativi. Spaziando tra laboratori di ricerca, università, solenni strutture rilucenti d'oro e decadenti aree urbane, il souls-like ha il pregio di riuscire a declinare il proprio immaginario spaziando di volta in volta tra sci-fi, horror e cyberpunk, dipingendo un amalgama che si mantiene coerente, suggestivo e intrigante lungo l'intera durata dell'avventura.

    Tra loro collegate tramite un sistema di percorsi tortuosi, ascensori, aree riservate, strani meccanismi e scorciatoie, le aree di Irid Novo costituiscono collettivamente un mondo per buona parte interconnesso che ricalca il modello à la Souls. Il sentiero da percorrere all'interno di Hellpoint non è completamente aperto, ma offre comunque una buona dose di libertà di scelta, con aree la cui esplorazione risulta peraltro totalmente facoltativa. Per scoprire ogni segreto di questo remoto angolo di spazio profondo, il giocatore deve ricorrere a senso dell'orientamento, spirito d'osservazione e buona memoria, in uno sforzo che non manca di offrire il giusto grado di soddisfazione al momento dell'apertura di un nuovo shortcut o del recupero di un drop che pareva a un primo sguardo irraggiungibile.

    Tra derivazione e identità

    Al cuore del mondo di Hellpoint troviamo un importante e suggestivo hub centrale, situato presso l'Osservatorio di Irid Novo. Sbloccato nelle fasi iniziali del titolo, qui si colloca una delle numerose faglie spaziotemporali che popolano la stazione orbitante. Denominate Brecce, queste svolgono di fatto la medesima funzione dei falò di Dark Souls, anche se con alcune importanti differenze. Oltre a rappresentare i checkpoint dal quale ripartirà la missione della Progenie in caso di prematura dipartita, le faglie costituiscono anche i punti di partenza e di approdo del sistema di viaggio rapido.

    In sparuti casi, i portali si interfacceranno in maniera automatica, ma la maggior parte delle volte per collegare tra loro le Brecce sarà necessario attivare una procedura di Sincronizzazione tramite un apposito consumabile. Attenzione però: i Sincronizzatori non saranno abbastanza numerosi da consentire di collegare ogni faglia scoperta durante l'avventura. La scelta del momento e del luogo in cui sfruttarli dovrà dunque essere fatta con saggezza.

    Una soluzione interessante, che pone ben presto il giocatore di fronte a importanti dilemmi strategici, invogliandolo a scegliere, ad esempio, quando potenziare un'arma, dato che simile attività può essere svolta solo nell'hub centrale. Nei panni della Progenie, ci sentiremo così incentivati a dedicarci a un'attenta esplorazione, nel tentativo di sbloccare ogni scorciatoia che possa ricondurre a una Breccia già attivata.

    I portali rappresentano l'unico punto presso il quale è possibile potenziare il proprio personaggio.

    Nuovamente, il modello è quello introdotto dalle produzioni From Software. In Hellpoint, la valuta di gioco non è però costituita da Anime, bensì dai misteriosi Assioni, che dovremo sfruttare in maniera oculata per incrementare il livello di esperienza del nostro alter-ego. I parametri in cui investire le risorse sono presenti in gran numero: si spazia dai tradizionali Salute e Resistenza, utili per incrementare punti vita e stamina, a indicatori volti a potenziare l'Energia a nostra disposizione, necessaria per sfruttare diversi dispositivi o le armi da fuoco. Il crescente scotto richiesto all'aumento di ciascun livello rende di fatto impossibile sperimentare in un'unica run ogni potenzialità offerta dalle opzioni di personalizzazione, offrendo ampio margine per rivivere l'avventura in New Game Plus con uno stile di gioco completamente differente.

    In Hellpoint, il giocatore può contare su di un vasto assortimento di armi da mischia, elmi e armature e su una più contenuta selezione di armi da fuoco e catalizzatori, oltre a un discreto numero di scudi. Tra lance, falcioni e persino frammenti di colonne, alla pura quantità si accompagna anche un'effettiva differenziazione in termini di moveset, peso e portata degli armamenti. Ogni strumento dell'arsenale potrà inoltre essere potenziato tramite un investimento in Assioni e l'utilizzo di speciali chip che, qualora decidessimo di modificare la nostra arma principale, potranno essere liberamente trasferiti nel nuovo strumento d'offesa. Una soluzione apprezzabile, che, pur richiedendo il sacrificio degli Assioni, incentiva comunque il giocatore a sperimentare molteplici possibilità in termini di assetto da combattimento.

    A concedere ulteriore sfogo alla vena creativa dell'utenza, ci pensano poi apposite stazioni tecnologiche presso le quali dedicarsi alla fabbricazione di armi, equipaggiamenti e upgrade, alcuni dei quali ottenibili solo tramite questo processo. Qui, potremo sfruttare i materiali e le numerose formule di crafting rinvenuti durante i nostri pellegrinaggi su Irid Novo. Complessivamente, il sistema plasmato da Cradle Games dà dunque forma a un efficace equilibrio, che ci ha spinti a dedicarci con curiosità sia all'esplorazione, in cerca di materiali preziosi o Modelli e armamenti più rari, sia alla prova sul campo di un ampio numero di configurazioni per l'equipaggiamento della nostra Progenie.

    Creare un alter-ego più eclettico o specializzarsi in unico approccio al combattimento sono entrambe opzioni percorribili, a seconda delle preferenze e dello stile di gioco. Essenziale è però non sottovalutare mai gli ostacoli che ci attendono lungo il cammino: la morte del personaggio implica infatti la perdita di tutti gli Assioni accumulati, che potranno essere recuperati soltanto raggiungendo il luogo della propria dipartita.

    Il tentativo a disposizione del giocatore è uno solo, e verrà spesso reso più complesso dalla comparsa del cosiddetto "Fantasma", una versione spettrale di noi stessi determinata a sconfiggerci. Avversario particolarmente ostico e tenace, questo alter ego malvagio non può essere evitato, il che causa talvolta una sincera frustrazione quando ci troveremo a ripercorrere una sezione particolarmente complessa. Tuttavia, bisogna quantomeno riconoscergli una certa (apprezzata) clemenza: nel corso dei nostri test, ci ha infatti dato l'impressione di essere restio ad apparire nel caso in cui ad averci provocato la morte sia stato un Boss.

    Il combat system: una formula collaudata

    Sul fronte del combat system, gli appassionati delle produzioni From Software si troveranno immediatamente a proprio agio: l'assetto dei comandi è infatti pressoché identico e spazia da attacchi leggeri a quelli caricati, passando per un sistema di parata e aggressioni alle spalle. Anche in Hellpoint esiste una sorta di parry, ma va detto che la sua rilevanza nell'economia del gameplay è decisamente ridotta: non ci siamo mai ritrovati nella situazione di dovervi fare forzatamente ricorso per superare una specifica tipologia di nemici. Una scelta che potrebbe non essere gradita agli appassionati del souls-like, ma che risulta invece apprezzabile pad alla mano.

    Pur molto divertente, il sistema di combattimento di Hellpoint non risulta sempre preciso: alcune mancanze nella gestione della telecamera e nel meccanismo di lock dei nemici contribuiscono, a nostro parere, a rendere pienamente comprensibile e assennata la decisione di semplificare il combat system.

    Altre scelte di game design contribuiscono del resto a rendere comunque dinamiche le fasi di combattimento. Ad esempio, sia le cure a nostra disposizione sia l'Energia potranno essere ricaricate tramite la messa a segno di attacchi fisici: una gradita ed efficace soluzione, che ci ha spesso obbligati ad alternare approcci prudenti ad azioni più ardite. Entrambi i parametri, inoltre, non godono di un ripristino automatico al momento dell'utilizzo di una Breccia, che ricarica invece completamente la Salute del personaggio. Sfruttare i portali, inoltre, non causerà il respawn di nemici nell'area, evento che il team ha scelto di legare allo scorrere del tempo o a un Game Over.

    Le meccaniche delle Brecce vanno così a compensarsi l'una con l'altra, creando un equilibrio che abbiamo trovato efficace. Apprezzata inoltre la scelta di affidare al protagonista un utile cubo fluttuante: un concentrato di tecnologia che può essere equipaggiato con tre differenti software, liberamente utilizzabili in ogni momento del gioco. Estremamente variegati, questi ultimi consentono ad esempio di illuminare l'area circostante, di consumare Energia per ripristinare lentamente punti vita o, ancora, di rientrare rapidamente all'ultima Breccia visitata.

    Lo spazio profondo in compagniaHellpoint sfoggia un comparto multigiocatore che rievoca ed amplia il format proposto dai titoli From Software. Nella sua declinazione online, il souls-like offre interazioni sia cooperative sia PvP: per semplificare il processo, ogni partita è associata a un codice identificativo individuale. Ad arricchire l'offerta, troviamo la possibilità di affrontare l'intera avventura su Irid Novo in multiplayer locale, grazie al quale una Progenie alleata può unirsi al nostro viaggio in qualsiasi momento. Un'opzione aggiuntiva sicuramente apprezzabile, nonostante la soluzione offerta dallo split-screen renda l'azione più caotica in taluni frangenti.

    Segnaliamo inoltre la presenza in Hellpoint di un comando di salto, eseguibile tramite la semplice pressione di un unico tasto e utile a offrire maggiore dinamicità tanto ai combattimenti quanto all'esplorazione, che spesso ne fa utilizzo per dar vita a impegnative sessioni di platforming, pericolosa ma anche ghiotta occasione per metter mano a oggetti particolarmente rari o preziosi. Per portare a termine il proprio viaggio attraverso Irid Novo è necessaria circa una ventina di ore, ma aree e boss opzionali possono tranquillamente estendere la durata della permanenza nella stazione spaziale. Un sistema di New Game Plus, la volontà di imbattersi in ognuno degli NPC presenti in-game e la presenza di molteplici finali incrementano inoltre il margine di rigiocabilità. Sul fronte della difficoltà, segnaliamo che il grado di sfida di Hellpoint, se pur di buon livello, si attesta in linea generale al di sotto di quello proposto dai giochi From Software o da altri titoli rappresentativi del genere souls-like. In caso di fasi troppo ardue, ad ogni modo, sarà sempre possibile contare su di una modalità multiplayer cooperativa.

    Il lato oscuro di Irid Novo

    Se sul fronte dell'immaginario, dell'impianto narrativo e del level design che funge da cardine al processo di esplorazione del mondo di gioco, Hellpoint ha saputo convincerci, è purtroppo necessario evidenziare come altri elementi ci abbiano invece suscitato una certa perplessità. Tra questi, il set di avversari che affollano Irid Novo. La varietà di nemici è abbastanza discreta, ma soltanto se non si tiene in considerazione il fatto che in moltissimi contesti ci siamo ritrovati ad affrontare come avversari comuni creature che avevamo già combattuto in veste di Boss in aree precedenti. Sottraendo questi ultimi al calcolo, il lavoro svolto su questo fronte risulta poco incisivo, soprattutto a fronte della creatività impiegata dal team nella creazione di aree di gioco molto differenziate.

    Un aspetto distintivo della produzione, che a nostro parere avrebbe potuto avere un impatto maggiore sulla produzione, è inoltre legato al percorso che Irid Novo compie in tempo reale attorno a Sagittarius A*. In alcune fasi, infatti, l'allineamento tra la stazione e il buco nero causa la comparsa nel mondo di gioco di ostacoli aggiuntivi, che nella nostra esperienza si sono però concretizzati principalmente in orde di avversari segnalate dalla comparsa delle medesima "nebbia" che anticipa una Boss Fight. Modificare il proprio percorso o attendere il superamento della fase orbitale consente di fatto di aggirarne gli effetti: un peccato, poiché l'idea, se implementata con maggiore determinazione, avrebbe potuto rappresentare un'intrigante aggiunta in termini di valore produttivo.

    Le stesse Boss Fight si presentano come uno dei punti meno riusciti della produzione. La struttura degli scontri è infatti alquanto ordinaria e ripetitiva: a un'attenta osservazione, i pattern di azione degli avversari risultano facilmente leggibili, mentre non è prevista una loro evoluzione in fasi. Una scelta che non rende gli scontri spiacevoli, ma che ne limita sicuramente l'epicità e l'impatto.

    Spiace peraltro rilevare che tre delle Boss Fight più sceniche della produzione siano state rovinate da imprevisti tecnici di varia natura, tra immortalità della nostra Progenie, avversari che improvvisamente cessano di attaccare o compenetrazioni che rendono sistematicamente impossibile raggiungere il nemico.

    Nella nostra esperienza abbiamo inoltre riscontrato alcune fastidiose problematiche. Nelle prime fasi di gioco, ad esempio, il nostro inventario mancava di registrare il recupero dei Sincronizzatori di Brecce, circostanza che ci ha impedito di rientrare all'hub di gioco sino alla conclusione dell'esplorazione di un'intera macroarea. Sul fronte tecnico, non abbiamo riscontrato ulteriori mancanze, se non per sporadici ma comunque poco rilevanti cali di framerate. L'impressione generale è quella di un comparto tecnico in parte acerbo, che ci auguriamo possa essere rifinito con la pubblicazione di eventuali patch post-lancio.

    Hellpoint HellpointVersione Analizzata PlayStation 4Offrire un giudizio finale su Hellpoint si è rivelato decisamente complesso. Da un lato, l'opera prima di Cradle Games, proposta peraltro a un prezzo contenuto (29.99 euro), riesce a coinvolgere il giocatore con le sue atmosfere cupe e misteriose, che invogliano a immergersi in questo inquietante universo digitale. L'esplorazione di Irid Novo è in grado di offrire scorci inattesi e sorprendenti: pur non eccellendo in termini di qualità grafica, l'Action RPG compensa le sue carenze con ambientazioni che, soprattutto nelle battute finali, riescono a suscitare un certo stupore. D'altra parte, risulta impossibile chiudere un occhio sui molteplici problemi tecnici riscontrati durante il nostro viaggio nei panni di Progenie. A tollerabili bug minori, imprecisioni della telecamera e sporadici cali di framerate, si sono infatti accompagnati difetti ben più rilevanti, che hanno ad esempio interferito gravemente con lo svolgimento di alcune boss fight. Con la speranza che il team di sviluppo possa intervenire con patch correttive post-lancio, al suo stato attuale Hellpoint si dimostra un soulslike indubbiamente dignitoso, incapace purtroppo di esprimere pienamente il proprio potenziale.

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