Heroes of the Storm 2.0

Heroes of the Storm si aggiorna alla versione 2.0, abbiamo provato con mano le principali novità del MOBA di Blizzard.

recensione Heroes of the Storm 2.0
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  • Nell'intero panorama videoludico nessuno si preoccupa dei propri prodotti quanto Blizzard: la casa di Irvine continua a supportare i suoi giochi con patch, migliorie, rifiniture e nuove espansioni per lungo, lunghissimo tempo. Basti pensare che quasi un anno fa venne pubblicato un nuovo aggiornamento per Diablo II ed un altro per Warcraft III, a testimonianza di come, anche a tantissimi anni dall'uscita, mamma Blizzard non abbandoni i suoi pargoletti. Inutile, poi, ripescare la felice storia di World of Warcraft, che dal 2004 ad oggi continua ad essere uno degli MMORPG più giocati, fatturando ancora milioni di dollari l'anno. In un epoca dove giochi del genere sono costretti a passare al modello free-to-play, tutto ciò è davvero degno di nota.
    Piuttosto recentemente gli sviluppatori californiani hanno anche iniziato a percorrere nuove strade, perseguendo un atteggiamento coraggioso e inusuale per chi ha la possibilità di adagiarsi sugli allori. Nel 2014 è stato il turno di Hearthstone, che a pochi mesi dal lancio era già uno dei card game più giocati sul mercato. Nel 2016 è toccato ad Overwatch (figlio di un fallimento denominato Project Titan), che con gli attuali trenta milioni di giocatori si appresta a riscrivere la storia degli sparatutto online. Nel 2015, però, c'è stato un titolo che ha rischiato di far crollare la fama di Blizzard come il Re Mida dei videogiochi: ad Heroes of the Storm non è toccata la gloria dorata né del suo fratello minore, né di quello maggiore. Il MOBA era intenzionato a scalzare dal trono League of Legends e DOTA 2, ma i magri risultati convinsero ben presto tutti che questo non era possibile. Lo sviluppo è andato avanti, con coraggio e costanza, per strappare il gioco dalle grinfie di un immeritato oblio, finché Blizzard non ha deciso di muoversi con ancora più decisione annunciando Heroes of the Storm 2.0. Già disponibile per tutti dallo scorso 25 aprile, la versione 2.0 introduce un gran quantitativo di novità di cui vi abbiamo già parlato in occasione di un evento parigino. Ritorniamo sull'argomento per darvi le nostre impressioni dopo una prova diretta.

    Ricchi premi e cotillon

    Nei MOBA non bastano mappe rivoluzionarie, eroi geniali quanto folli e modalità alternative alla formula classica. No, i multiplayer online battle arena sono anche dei luoghi dove sfoggiare il proprio gusto per la moda, delle passerelle in cui sfilare per mostrare al mondo il nuovo abito di pizzo. E non c'è nulla di male in tutto ciò: è semplicemente l'evoluzione di un mercato, in cui l'"inutile" e l'"estetico" acquisiscono un ruolo alle volte anche paritario a tutto il resto. Con l'avvento dei DLC e della formula free-to-play questo gusto per il dandismo è cresciuto esponenzialmente, tanto che anche Heroes of The Storm ha dovuto seguire la corrente. L'aggiornamento 2.0, quindi, non tocca in nessun modo la giocabilità, ma modifica il sistema di ricompense, quello di progressione ed introduce una miriade di oggetti estetici. L'intento è duplice: conquistare nuove platee di giocatori e far felici i veterani, che cominciavano a soffrire un sistema di progressione fin troppo lento e scialbo.
    Attingendo a piene mani dal sistema presente in Overwatch, Blizzard ha portato i forzieri anche nel suo MOBA. Divise per rarità, le loot chest si ottengono all'aumentare del livello giocatore, che da ora sarà rappresentato dalla somma del livello di tutti gli eroi giocati. Tramite obiettivi sempre vari, come quello di raggiungere il livello 10 con un eroe, la situazione è finalmente diventata più movimentata e gratificante. Le ricompense più succulente, ad esempio le gemme o forzieri di rarità maggiore, spingono inoltre i giocatori a sperimentare quanti più eroi possibile, in maniera, peraltro, anche piuttosto naturale.
    Tutto può essere ottenuto a partire dalle casse, e se la fortuna non ci arride (neanche effettuando il reroll con l'oro) è sempre possibile craftare l'oggetto estetico di nostro interesse con i Frammenti, che si ottengono dai doppioni oppure direttamente come ricompensa. Chi desidera investire i propri risparmi nel gioco di Blizzard, può invece acquistare dei pacchetti di gemme (ottenibili anche come ricompensa di livello), le quali hanno un prezzo piuttosto basso rispetto alla concorrenza. Con le gemme possono essere acquistati gli eroi e alcuni elementi nel catalogo del Featured Shop, che, però, non comprende la totalità degli oggetti disponibili.
    Grazie a questa mole di ninnoli estetici e alle numerose possibilità per accaparrarseli, fin dall'apertura dei server di Heroes of the Storm 2.0 le partite ci son sembrate un carnevale veneziano: colorate e vive, popolate da eroi con abiti ora buffi ora tremendamente aggressivi. Il gioco di Blizzard è in fermento, stracolmo di utenti vecchi e nuovi curiosi di scartare i regali e di esibirli poi nelle partite, in un clima quasi di festa. Tutto ciò, ve lo confessiamo, non ci dispiace affatto, ma siamo consci che nel giro di qualche mese, quando il fattore novità esaurirà il suo vigore, questa sensazione scemerà progressivamente.

    Siamo invece contenti di esserci sbagliati a riguardo degli spray e delle emoji: pensavamo che con nuovi strumenti per schernire gli avversari o per aggiungere pepe alla chat di gioco, alcuni giocatori avrebbero reagito in maniera nociva. Contro ogni previsione, in tutti i match affrontati prima di scrivere quest'articolo non ci è mai capitato di vedere situazioni fuori dall'ordinario (quindi sono esclusi gli insultatori seriali che se la prendono con tutto il parentame). Una cosa che ci dispiace notare, in ogni caso, è che l'aggiunta delle frasi e delle provocazioni custom ha portato all'eliminazione dei simpatici scambi di battute che gli eroi facevano prima del match. Speriamo che gli sviluppatori raccolgano i feedback degli utenti, che sui forum si stanno lamentando di questo fatto.
    Insomma, siamo rimasti piuttosto soddisfatti da Heroes of the Storm 2.0, pur riconoscendo che il gioco ha bisogno di un rilancio della modalità competitiva, ricca di problemi che ne minano la godibilità. E anche se molti continuano a lamentarsi per via della frivolezza delle nuove aggiunte, ci viene difficile pensare che Blizzard voglia trascurare i giocatori più pragmatici (a cui, a memoria, erano dedicati tutti gli aggiornamenti precedenti al 2.0). E poi, anche il più indefesso sostenitore dell'hardcore gaming, fiero nemico di qualsiasi cosa non sia essenziale, non può non smuoversi davanti alle curve perfette di una Kerrigan Cheerleader o agli eccessi di una Morales Cupido. Un plauso, quindi, agli artisti di Irvine, che continuano a regalarci modelli vari, belli e creativi. Dopo il grosso aggiornamento 2.0 Blizzard continuerà a muoversi in maniera più tradizionale: il prossimo passo vedrà l'introduzione di D.Va, direttamente dall'universo di Overwatch. Torneremo a parlarne in futuro, sempre qui, sulle pagine di Everyeye.it.

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