Hitman 2 Recensione: un milione di modi per uccidere con l'Agente 47

A due anni dall'uscita del primo capitolo, l'Agente 47 torna con un sequel che mette alla prova il nostro talento da assassino.

Hitman 2
Recensione: Playstation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Si dice che la Morte abbia le sembianze di una vecchia signora, vestita di nero ed armata di falce. Invece, nel mondo videoludico, la mietitrice di anime è un uomo distinto, con un elegante completo scuro, una cravatta rossa ben annodata al collo, un cranio liscio e lucido ed un codice a barre tatuato sulla nuca. La Morte ha anche un nome, o meglio, un codename: Agente 47. Dopo essersi ritirato dalle scene per un po' di tempo, di recente il nostro assassino è tornato in azione con Hitman, una ripartenza che ha aperto alla serie le porte del sandbox.
    A due anni dal suo ultimo incarico, l'Agente 47 scende di nuovo in campo con un sequel che migliora quasi ogni aspetto del predecessore: Hitman 2 abbandona la formula episodica per proporre una soluzione più tradizionale, con un pacchetto completo di missioni da giocare tutte al lancio, ed inoltre cambia persino "agenzia", passando da Square-Enix a Warner Bros. Al timone c'è sempre il team IO Interactive, pronto a mostrarci ancora una volta come si commette l'omicidio perfetto. Indossate i guanti, prendete le vostre paperelle esplosive, lucidate la canna della vostra pistola ICA19 e preparatevi al massacro.

    Un codice a barre al posto del cuore

    L'Agente 47 e la sua fida "socia in affari" Diana Burnwood tornano in azione dopo gli eventi del primo capitolo: sono sulle tracce di una pericolosissima élite segreta che, com'è ovvio, affonda le proprie radici nell'alta società e governa nell'ombra il destino del mondo. Ma in questo caso la vicenda globale si intreccia con quella privata del nostro Killer dallo sguardo di ghiaccio. Il passato di 47 emerge dalla nebbia, ed i suoi ricordi si fanno sempre più nitidi.

    Se si esclude il buon accompagnamento sonoro, che riesce a scandire a dovere lo svolgersi degli eventi senza farci precipitare in una noia soporifera, sarà meglio abbassare ogni aspettativa per quanto concerne la trama di Hitman 2: piuttosto elementare e stereotipata, la vicenda prosegue tramite scene d'intermezzo molto statiche, che scavano lievemente sui trascorsi del protagonista e lasciano ampi margini per un sequel. È evidente che il team si sia limitato a svolgere un semplice compitino di routine, un collante innocuo e dimenticabile che fa da cornice ad una componente ludica di tutt'altro spessore. Il tentativo di "umanizzare" 47 resta comunque uno spunto che meriterebbe un approfondimento superiore, affiancato da uno storytelling più dinamico ed avvincente. Sul piano del racconto, i nostri occhi sono già puntati verso il terzo capitolo: la voglia di vedere la storia evolversi di pari passo col gameplay è una speranza dura a morire. A meno che 47 non decida di ucciderla.

    Killing me softly

    Senza badare eccessivamente ai preamboli narrativi, com'era prevedibile, IO Interactive sceglie di focalizzarsi soprattutto sul gameplay. Hitman 2 è una naturale prosecuzione del primo episodio, di cui recupera integralmente la formula ludica, ampliandola ed affinandola. Quel che ne nasce è uno stealth game rigoroso e solidissimo, un sandbox d'ampio respiro dove la creatività del giocatore viene non soltanto assecondata, ma anche fortemente incentivata dalla marea di soluzioni disponibili. Lo scopo principale del gioco non è tanto quello di eliminare il più in fretta possibile i bersagli, ma di farlo nel modo più intelligente, originale e - possibilmente - silenzioso. La regola numero uno di qualsiasi assassino professionista, d'altro canto, è la discrezione, ed in Hitman 2 le nostre abilità di camuffamento e sfruttamento dell'ambiente circostante valgono più di qualsiasi pistola silenziata o di qualunque garrota. Ed ecco che, ancora una volta, ci troveremo ad operare in luoghi dalle dimensioni molto vaste, intricate e stratificate, piene di vicoli ciechi, di stradine secondarie, ingressi nascosti e stanze segrete. Sarà nostro dovere, per mantenere alto il buon nome dell'Agente 47, conoscere a menadito non solo le routine delle prede, ma anche la conformazione del setting, in modo da scovare il percorso che conduce sulla strada dell'omicidio perfetto. Tutte le ottime idee saggiate nello scorso capitolo tornano in questo sequel con una marcia in più: IO Interactive si è addestrato duramente, ed ha partorito un titolo davvero appagante sul fronte del gameplay, a patto di possedere la giusta pazienza per spulciare a menadito ogni approccio a disposizione.

    In Hitman 2 ci attendono ben sei location differenti, ciascuna caratterizzata da una planimetria piuttosto articolata, e non certo di immediata lettura: spetterà a noi, dopo diversi tentativi, memorizzare le scorciatoie, le vie di fuga, i nascondigli ideali ed i pattern delle guardie, così da agire nella maniere più "pulita", senza destare sospetti. Le variabili, a tal proposito, sono innumerevoli, tanto da lasciare sbalorditi i veterani e un po' spaesati i killer più inesperti.

    Per creare un equilibrio tra questi due estremi, il team ha architettato le cosiddette "Storie": si tratta di soluzioni suggerite direttamente dal gioco, attraverso alcuni indizi ed icone, che ci guideranno verso il completamento dell'incarico, proponendo una serie di passaggi ben scanditi. Ogni capitolo ne contiene diverse, alcune più creative ed altre più spettacolari: in entrambi i casi, ad una prima run, Hitman 2 ci induce a terminare gli obiettivi seguendo simili occasioni, permettendoci quindi di familiarizzare con il contesto e scoprire anche ulteriori dettagli sul background narrativo.

    Le "Storie" infatti non sono semplici strade scriptate per giungere rapidamente ai titoli di coda, bensì frammenti di un racconto che arricchiscono le personalità dei villain e ci forniscono intriganti particolari sulle loro losche attività. Ma se proprio non volete ricevere alcun "aiuto", potete sempre affidarvi interamente alla vostra fantasia. Sotto questo punto di vista, Hitman 2 lascia all'utente una libertà con pochi paragoni: potremo travestirci in qualunque modo, creare distrazioni di ogni genere, provocare cortocircuiti, incidenti automobilistici, avvelenare le vittime o attirarle in disparte per poi trafiggere la loro carotide con un cacciavite. Prima di agire, occorrerà sempre procedere con cautela, origliando le conversazioni, raccogliendo i documenti, aspettando il momento più propizio per compiere il misfatto. Il tutto, chiaramente, dovrà avvenire senza destare il benché minimo sospetto.

    Perché Hitman 2 dia il meglio di sé, è fondamentale che il giocatore scelga insomma di dedicargli il tempo che merita. In tal senso, ogni mappa potrà richiedere anche diverse ore prima di essere completata con un punteggio dignitoso: maggiori XP guadagneremo alla fine della missione, d'altronde, più velocemente saliremo di livello, e riusciremo a sbloccare inedite possibilità d'azione, come nuove armi e location da cui cominciare l'incarico.

    La rigiocabilità è l'arma più potente nelle mani di IO Interactive, e ci stimola a dare sempre il meglio di noi stessi sia per battere i nostri record, sia per confrontarci con gli altri assassini sparsi per il globo. Ovviamente, a fare la differenza è soprattutto la meticolosità, la precisione, l'inafferrabilità. Non uccidere innocenti, nascondere bene i corpi, esplorare fino in fondo ogni anfratto: sono tutte attività che non vanno quindi assolutamente trascurate, pena un drastico calo delle performance a fine prova. L'eccellente level design e la struttura a strati della mappa rende dunque ogni sessione di gioco unica e divertente, grazie anche ad una serie di rifiniture che perfeziona le fasi stealth. Accovacciandoci nell'erba alta o confondendoci tra la folla potremo passare inosservati agli occhi delle guardie più distanti, non prima di aver dato uno sguardo al sistema di sicurezza della zona, ed aver disattivato le telecamere di sorveglianza, pronte a ricordarci in ogni momento quando siamo stati "inquadrati" dal loro obiettivo inquisitore. Per non invalidare la nostra copertura, ci toccherà pertanto assumere un'identità impeccabile, priva di sbavature: un cuoco, ad esempio, non porta certo con sé sulle spalle un'ascia o un fucile a pompa.

    In nostro soccorso subentra qui l'iconica valigetta nera di 47, da equipaggiare all'inizio della missione, all'interno della quale potremo celare vari strumenti di morte per portarli in giro senza attirare sguardi indiscreti. Queste piccolissime migliorie non ingigantiscono né rivoluzionano in modo esponenziale l'impalcatura ludica eretta dallo scorso capitolo, eppure ne smussano intelligentemente qualche spigolo, allo scopo di donare all'utente una vastissima gamma di opportunità.

    Omicidi su commissioneCome il suo predecessore, anche Hitman 2 è un progetto in continua espansione. Sebbene siano cambiate le modalità di distribuzione, questo non significa che IO Interactive non si impegnerà a fondo al fine di aumentare progressivamente l'offerta del suo stealth game. Per l'occasione tornano i Contratti già saggiati nello scorso capitolo, ossia una serie di missioni create dall'utenza, nelle quali dovremo rispettare determinate regole di assassinio. Nulla ci vieterà, inoltre, di preparare noi stessi qualche Contratto, selezionando le vittime ed i metodi per farle fuori: dopodiché ci basterà caricare l'incarico sulla rete ed aspettare che qualche Killer accetti la sfida. Tramite il Legacy Pack (gratuito per tutti i possessori del primo Hitman) potremo anche giocare tutte le missioni del vecchio capitolo, opportunamente riviste con le migliorie ludiche inserite nel sequel. Chiudono il quadro i Bersagli Elusivi, eventi a tempo in cui la community verrà invitata a dare la caccia ad obiettivi molto importanti. Il primo di questi è nientemeno che l'attore Sean Bean: pronti ad ucciderlo una volta per tutte?

    Non tutto, però, funziona come dovrebbe: le sei mappe, ad esempio, non posseggono sempre la medesima qualità architettonica, ed alcune zone appaiono decisamente più complesse ed elaborate rispetto ad altre. Nessuna, per fortuna, raggiunge mai la mediocrità, ma avremmo comunque gradito una maggiore omogeneità qualitativa per quanto concerne la strutturazione delle aree di gioco. Anche l'intelligenza artificiale, per quanto ben implementata, di tanto in tanto si prodiga in qualche azione sconsiderata che rischia di rovinare un piano altrimenti ben congegnato. Sono inciampi che risultano meno evidenti al grado di sfida più elevato, ossia quando saremo obbligati ad agire con assoluta calma e riflessione: le falle dell'IA, del resto, si notano specialmente non appena la situazione a schermo diventa più movimentata, nelle sequenze in cui non potremo far altro che estrarre la nostra pistola e massacrare chiunque ostacoli la nostra fuga. Inutile ribadire che Hitman 2 non è uno sparatutto in terza persona, e che avanzare ad armi spianate è una pessima idea. Lo shooting è infatti ancora molto grossolano, così come lo scontro corpo a corpo, e le probabilità di uscire indenni da una sparatoria sono alquanto basse. Senza contare, in aggiunta, un calo drastico dello score a fine partita in caso di ripetute uccisioni di innocenti: se volete diventare assassini provetti, la vostra arma vincente è il silenzio.

    Un occhio da cecchino

    L'Agente 47 è un professionista a tutto tondo, e per questo sa come usare qualunque tipo di arma, dalla chiave inglese, passando per un gigantesco pesce da sfruttare come mazza, fino ad arrivare ad un più tradizionale fucile da cecchino. Nel menù di gioco troveremo ad attenderci una modalità chiamata Sniper Assassin, in cui il nostro killer preferito verrà incaricato di eliminare tre bersagli all'interno di un'enorme villa, armato unicamente del suo fucile. Che si tratti di un'attività accessoria lo si intuisce sin da subito, considerata la limitatezza dell'offerta.

    Avremo una sola mappa da analizzare dalla distanza, e 15 minuti di tempo per mettere a segno gli omicidi, evitando che i bersagli fuggano e provando ad eliminare il maggior numero di guardie del corpo. Anche in questo caso, non mancano certo le uccisioni creative, sotto forma di sfide che il team ci invoglia a completare, ma nel complesso l'insieme ci è parso soltanto un fugace passatempo, da giocare in solitaria o in cooperativa, che si esaurisce in un lampo. A poco vale l'incentivo di sbloccare nuovi fucili e potenziamenti ad ogni passaggio di livello, perché la presenza di una singola mappa - allo stato attuale - diminuisce notevolmente il replay value. Nel caso in cui IO Interactive decidesse di supportare anche Sniper Assassin con contenuti post lancio di qualità e prove diversificate, allora questa modalità potrebbe rivelarsi un discreto diversivo con cui allenare la propria mira.

    Questi fantasmi

    Presentata come una delle più grandi novità di questo Hitman 2, la Ghost Mode è in realtà l'elemento più debole del pacchetto. Parliamo di una modalità multiplayer in cui due giocatori si confrontano sulla stessa mappa, chiamati ad uccidere il medesimo bersaglio. Il primo dei due assassini che raggiunge 5 omicidi, si porta a casa l'attestato di miglior killer. Ciascuna preda dovrà essere eliminata senza che il cadavere venga rinvenuto nell'arco di circa 20 secondi, pena l'annullamento del punto conquistato.

    Un look che uccideIl colpo d'occhio di Hitman 2 è indubbiamente appariscente. Il merito spetta all'enorme mole di NPC che popola le ambientazioni, ed anche all'altissimo livello di dettaglio e di interattività delle zone esplorabili. Architetture, suoni, luci, colori e brusii di personaggi indaffarati concorrono a creare uno spettacolo che dà l'idea di essere vivo e credibile. Una simile grandezza paga però lo scotto di prestazioni un po' claudicanti. Nel menù di gioco è possibile optare sia per un frame rate bloccato a 30fps, con cali sempre presenti ma meno invasivi, sia per una fluidità priva di vincoli, che tuttavia non raggiunge mai realmente la soglia dei sessanta fotogrammi, ed anzi oscilla con ancora più vigore. Quando si osservano più da vicino i modelli poligonali dei passanti e le loro animazioni, inoltre, si notano approssimazioni un po' stantie e non certo all'avanguardia. Sono difetti che, nella cornice grafica ed artistica del gioco, hanno un peso non troppo faticoso da sopportare.

    Benché si muovano in contemporanea, i partecipanti agiscono nel proprio mondo, che non viene influenzato in alcun modo dalle azioni del rivale: nel corso della missione, però, potremo vedere il nostro avversario operare sullo schermo come una sorta di fantasma, un modello poligonale intangibile e privo di colore. Una simile scelta è pensata per suscitare un pizzico di ansia durante i nostri tentativi di assassinio, acuita da un messaggio vocale che ci informa di ogni azione compiuta dal nemico, che sia un cambio di vestiti o un omicidio messo a segno. Sulla carta l'idea è efficace, ma nella pratica la Ghost Mode mostra il fianco a qualche problema di troppo. Anzitutto, i ritmi imposti dal gameplay snaturano palesemente l'anima strategica di Hitman 2: tutto è infatti più accelerato e bisogna agire in fretta per terminare la missione, senza perdere tempo ad elaborare piani calcolati alla perfezione. Ne consegue che spesso si corre da una parte all'altra della mappa (al lancio è disponibile solo quella di Miami) cercando il travestimento più adatto per raggiungere l'obiettivo e arraffando qualche arma improvvisata nei box sparsi lungo l'ambientazione. L'allontanamento dai canoni del brand non rappresenta comunque il vero difetto della Ghost Mode: il dubbio più grande, al momento, riguarda infatti il bilanciamento complessivo. La modalità è attualmente in beta, e quindi il team si concede ancora un po' di tempo per limarne alcuni aspetti, ma come esordio sarebbe stato più opportuno partire da basi maggiormente solide.

    In caso di morte, ad esempio, non ci sarà alcuna penalità; inoltre, se il respawn avviene nei pressi del bersaglio, l'utente appena defunto otterrà un vantaggio considerevole rispetto allo sfidante che, invece, pur di non farsi scoprire, si trova dall'altro capo della mappa.

    Le vittime, in aggiunta, eseguono azioni alle volte completamente sconnesse, ora camminando da sole in un parcheggio isolato, ora rimanendo interi minuti a fissare la folla, obbligandoci ad attese interminabili prima di poter agire. L'inserimento di ulteriori aree estrapolate dalla main quest ed una ricalibrazione di alcune dinamiche ludiche potrebbero dare nuova linfa ad un'esperienza multiplayer che, nell'insieme, riesce a regalare saltuariamente qualche brivido di divertimento, esaltando lo spirito competitivo del killer che c'è in noi.

    Hitman 2 Hitman 2Versione Analizzata Playstation 4Con Hitman 2 la deriva sandbox intrapresa dalla saga tocca nuove vette di libertà creativa, dandoci l’opportunità di sbizzarrirci con ogni mezzo e stile immaginabile. Sono davvero pochi i limiti imposti da questo sequel, che affina con perizia il gameplay della serie, stimolandoci a sperimentare sempre nuove maniere per uccidere. Tutta l’attenzione riposta nell’anima ludica non si riscontra però anche in altri aspetti dell’offerta: una trama di semplice contorno fa infatti il paio con un parco di modalità semplicemente accessorie, come la Sniper Assassin ed il Ghost Mode. La promessa di un sostanzioso supporto post lancio, con Contratti e Bersagli Elusivi, potrebbe comunque allungare la vita di un prodotto che fa della varietà la sua arma vincente. Se avete giocato al precedente episodio, potrete già immaginare quello che vi aspetta: un incredibile quantitativo di possibilità con cui sfogare le vostre manie omicide. Fidatevi: dinanzi a questa vastità, c’è da rimanerci secchi.

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