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Recensione Hitman Episodio 4 - Bangkok

Dopo aver accompagnato l'Agente 47 in location mozzafiato geograficamente vicine tra loro, è arrivato il momento di volare a Bangkok.

Hitman: Episodio 4 - Bangkok

Videorecensione
Hitman: Episodio 4 - Bangkok
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Quattro di sette: altro giro, altra corsa. Anzi, altro viaggio. L'avventura del pelato sicario è giunta al proverbiale giro di boa forte di un percorso affrontato in costante crescita. E ciò non solo per l'elevato livello qualitativo messo in campo sin dall'inizio, ma anche grazie al peculiare modello di business scelto che ha permesso al team di sviluppo di smussare in corsa le criticità tecniche del titolo, prestando orecchio alla voce della sempre più nutrita - e vivace - community. Ora, dopo aver accompagnato 47 in location mozzafiato geograficamente "vicine" tra loro, è arrivato il momento di voltare pagina e volare dall'altra parte del mondo, immergendoci nelle atmosfere esotiche del sud est asiatico per un incarico molto particolare. L'algido assassino, però, forse per il troppo lavoro questa volta sembra accusare la fatica.

Benvenuto nel Club 27

Il quarto episodio ci accoglie nel solito modo asciutto e diretto che abbiamo imparato a conoscere nel corso di questi mesi: c'è un nuovo cliente che richiede i servigi offerti dall'Agenzia. 47 non fa domande. Alla fine è un lavoro come un altro e finché il cliente paga, non serve far domande. Anzi, conoscere più del dovuto in certi casi non può che condurre al fallimento.
Come al solito, all'assassino senza nome interessano due VIP, ospiti di un albergo di lusso che si affaccia su Bangkok. In questo caso, però, non si tratta di terroristi internazionali, trafficanti d'armi o altri ameni personaggi che occupano un posto d'onore nel mondo criminale. A 47 interessa una giovane (ventisettenne, coincidenza?) rockstar - figlio, tra l'altro, di un magnate à la Richard Branson -, frontman di una band emergente del panorama indie e il suo spregiudicato avvocato. Cosa avranno fatto per meritare le attenzioni di un sicario? Secondo il cliente, i due sarebbero coinvolti direttamente nella morte di una giovane modella, precipitata da un super attico di New York giusto qualche mese prima. Niente di che, insomma. Soprattutto, sembra un incarico che all'apparenza non ha nulla a che spartire con i precedenti. All'apparenza, appunto. In questo quarto episodio la matassa, invece di dipanarsi e diradare i punti oscuri del plot narrativo, si fa ancora più ingarbugliata rimandando l'appuntamento ai prossimi incarichi. Le risposte arriveranno. 47, come il giocatore, attende che finalmente si sveli il disegno del destino. Il team di sviluppo, però, ha recentemente annunciato d'avere in programma altre stagioni ad episodi, per cui l'avventura dell'assassino senza nome potrebbe durare ancora a lungo.

Bangkok, in lontananza

Dimenticatevi Sapienza, sospesa tra una terra assolata e un cielo solcato da nuvole che paiono rapide pennellate su una tela color cobalto. Dimenticatevi anche l'angusto budello marocchino, straripante di umanità e atmosfere moresche. L'ampia location italiana e Marrakech, ovvero i setting più riusciti sino a questo momento, hanno indubbiamente innalzato la qualità della produzione IO-Interactive per ciò che concerne il design ambientale, studiato nei minimi dettagli con un occhio di riguardo tanto per la certosina caratterizzazione quanto per la giocabilità generale. Dunque, era lecito aspettarsi che il titolo continuasse a crescere qualitativamente sino al climax finale.

Con Bangkok però, purtroppo, ci si è fermati. Questa nuova location asiatica possedeva davvero un enorme potenziale, ma il team di sviluppo ha fatto un passo indietro tornando "al chiuso". L'esotica metropoli, anticamente conosciuta come la "città degli angeli" si staglia all'orizzonte. Lo skyline cittadino, che mescola architetture moderne e antichi complessi religiosi, sembra incendiarsi colpito dalla luce di un tramonto da favola. Al di là del fiume notiamo la sagoma del Wat Arun, antico complesso templare costruito secondo i dettami dello stile khmer. Purtroppo dobbiamo distogliere lo sguardo e girare i tacchi, perché nostri obiettivi si trovano al sicuro all'interno dell'hotel, circondati da decine di occhi indiscreti, entourage, guardie del corpo e CCTV.
L'edificio di lusso si stratifica su più livelli e spazia dai locali della servitù nel seminterrato sino alle suite imperiali in cui la band sta finendo di registrare l'atteso album. La mappa, ancorché vasta, appare molto lineare a causa del continuo ripetersi di corridoi rivestiti di Teak, scale e camere arredate in serie. Gli ambienti non trasmettono le stesse emozioni delle precedenti location, portando a completare l'incarico senza prestare grande attenzione a ciò che ci circonda. Come di consueto a ogni bersaglio corrispondono modus operandi e opportunità ben distinte. Questo episodio ne prevede ben otto, tutte varie, caratteristiche e ben implementate nel contesto. La giovane rockstar è circondata dalla propria crew e si muove tra lo studio di registrazione e la propria stanza, mentre lo schizzinoso avvocato gironzola per il piano terra lamentandosi di tutto ciò che lo circonda. Il giocatore può decidere di seguire le Opportunità, oppure fare di testa propria ed esplorare liberamente l'ambiente di gioco reperendo i materiali e i travestimenti più disparati. Questo episodio infatti, più breve dei precedenti, per aumentare leggermente la longevità dell'incarico ci mette di fronte a oltre sessantacinque sfide con cui misurarsi e innalzare, così, il punteggio maestria.

Non manca ovviamente la consueta scalata Escalation, nuovi bersagli Elusivi, nuovi contratti per la modalità Contracts e l'arrivo del quarto membro appartenente ai Sarajevo Six per gli utenti PlayStation 4. Inoltre, il quarto viaggio di 47 porta con sé anche numerose migliorie che apportano diversi aggiustamenti all'esperienza di gioco. Ora infatti i tempi di caricamento appaiono grandemente ridotti e l'instabilità che affliggeva il frame rate (se bloccato a 30 fps) si è ridotta in modo sensibile, regalando maggiore fluidità all'azione di gioco.

Hitman Episodio 4: Bangkok, pur rimanendo un'esperienza più che godibile, rappresenta comunque un passo indietro rispetto alla qualità a cui ci hanno abituato i predecessori. La mappa di gioco, pur funzionando e presentando una buona varietà di situazioni e opportunità per l'algido assassino senza nome, non possiede il carattere adeguato per far breccia nel cuore e nei ricordi del giocatore. Bangkok sa di occasione sprecata insomma, perché la location - basta vedere lo skyline cittadino e l'evocativo tramonto sul fiume - aveva grandi potenzialità. Il team di sviluppo, invece, ha preferito non rischiare, tornando alle origini e limitando l'esperienza all'interno di un singolo edificio che, per quanto stratificato su più piani, fa davvero rimpiangere l'estensione di Sapienza e Marrakech. L'offerta complessiva, comunque, rimane quella di sempre con nuovi contratti, le scalate Escalation, il quarto bersaglio dei Sarajevo Six per gli utenti PlayStation 4 e nuovi bersagli Elusivi. Il background narrativo, all'apparenza, non fa passi avanti anche se la sensazione è che si stia preparando il terreno per l'avvento di qualcosa di grande. Non possiamo che darvi appuntamento ai prossimi episodi che, pare, saranno ben più dei sette previsti.

7

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