Hitman HD Enhanced Collection Recensione: doppio ritorno per l'Agente 47

IO Interactive lancia una collection che include le versioni rimasterizzate di Hitman Blood Money e Hitman Absolution.

recensione Hitman HD Enhanced Collection Recensione: doppio ritorno per l'Agente 47
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • IO Interactive ci riporta nel passato del killer videoludico per antonomasia con un pacchetto rimasterizzato di Hitman: Blood Money e Hitman: Absolution. Rincontrare un amico di vecchia data regala quasi sempre sensazioni a metà tra gaudio e trepidazione, a maggior ragione quando questo è solito presentarsi in abito da sera, cravatta scarlatta e con i "ferri" del mestiere ben celati sotto la giacca, tanto che tra un bicchiere di vino e una tartina dal gusto amarognolo è probabile ci scappi anche il morto. Al di là di facili allusioni al nostro amato pelatone, in realtà l'Agente 47 negli ultimi anni non è rimasto nell'ombra: IO Interactive infatti è riuscita a rilanciare una saga che, nonostante la formula episodica del primo capitolo e la migrazione presso Warner Bros, lo scorso 13 novembre ha conquistato la critica di settore con Hitman 2.

    Oltre al futuro della serie, tuttavia, il team guarda anche al passato: con una stretta al collo fortemente nostalgica, ecco arrivare sul mercato un pacchetto pronto a toccare le corde dei giocatori di vecchia data: Hitman HD Enhanced Collection rispolvera due titoli che hanno segnato, ognuno in maniera diversa, la scia di uccisioni di 47. Tirando a lucido quindi Hitman: Blood Money e Hitman: Absolution l'intento è quello di consegnare alle console di attuale generazione delle versioni meglio fruibili e - perché no? - reclutare tra le fila dell'Agenzia nuove leve affascinate dalle numerose possibilità mortifere offerte. Per quanto l'azione di restauro dimostri un discreto impegno produttivo, tuttavia la politica adottata per questa remastered risulta alquanto aggressiva: affinché si possa provare il brivido dell'assassinio perfetto in alta definizione, il "contratto" da pagare sarà piuttosto salato.

    Due facce della stessa "moneta"

    La scelta di collocare Blood Money e Absolution insieme in un'unica collezione potrebbe sembrare una soluzione sconclusionata. In effetti, se si guarda indietro, i due prodotti rappresentano dei momenti tanto significativi quanto divergenti della storia di Hitman: da una parte il primo si faceva carico di quella libertà d'approccio cara ai fan, rendendo di fatto il gioco uno dei più apprezzati e influenti nel panorama di genere, dall'altra a distanza di sei anni il secondo proponeva una formula più inclusiva, aggiungendo una narrazione e delle meccaniche coerenti con il periodo d'appartenenza. Tuttavia mettere in contatto queste due direzioni con obiettivi tanto differenti, diventa interessante per comprendere quanto la software house danese abbia plasmato il proprio parco della morte, cercando di mantenerne salde le fondamenta.

    Uscito a cavallo tra le sesta e la settima generazione, Hitman: Blood Money permetteva - soprattutto grazie ad un engine rinnovato - di oltrepassare ostacoli come le finestre, utilizzare il corpo di una guardia come scudo umano e nascondere le vittime negli iconici contenitori, il tutto con un set di animazioni più convincente e abbracciando una dinamicità capace di stuzzicare l'estro creativo dei giocatori. Se questo quarto capitolo si è conquistato un posto nel sancta sanctorum di molti killer provetti, la motivazione è da ricercare nello spirito arcade dei livelli, alcuni dei quali sono rimasti nell'immaginario collettivo.

    Senza molti preamboli l'Agente 47 doveva muoversi tra i vari contratti (separati da intermezzi narrativi slegati con il gameplay), uccidendo l'obiettivo pattuito, naturalmente le manovre con le quali poteva portare a termine l'incarico andavano dalle più "incidentali" e chiassose, alle opzioni più silenti, nonché preferibili in termini di ricompense. In particolare, il sistema di progressione del nostro arsenale concedeva una profondità molto gradita a chiunque volesse personalizzare al millimetro le eliminazioni, inoltre l'introduzione del parametro della notorietà le rendeva molto più avvincenti: infatti, tra uno stage e l'altro, il giornale di cronaca riportava informazioni come un possibile identikit nelle mani degli investigatori a causa di una nostra disattenzione o della ripresa di una videocamera, Tutto questo, chiaramente, aumentava l'immersione e ci spingeva ad agire nell'anonimato, pena una difficoltà maggiore nelle missioni successive (era persino possibile corrompere testimoni e forze dell'ordine per diminuire il livello di notorietà).

    Tra le due remastered, Blood Money è quello che ha risentito in maniera minore del ritocco grafico: pur mostrando una notevole nitidezza, l'immagine complessiva appartiene ad un titolo i cui natali risalgono all'era PlayStation 2 e sul quale era forse impraticabile un'operazione di restauro maggiore - a meno che non si mettano le mani direttamente sul codice con un remake. L'esperienza risulta comunque più fresca e granitica a 60 frame per secondo, un aspetto decisamente migliore quando si tenta di far fuori un "figlio di papà" immerso nell'amorevole calore di una piscina riscaldata, mentre la neve fiocca incessante.

    Come abbiamo accennato, Hitman: Absolution fu invece una parentesi più sperimentale per la serie, d'altronde lo scenario stealth nel frattempo si era parecchio arricchito con avventure più partecipative che ponevano l'accento sulla storia. Nell'umanizzare un personaggio freddo ed impassibile come 47 - impresa ad oggi ancora incompiuta - l'episodio adottava una narrazione più fluida e cinematografica, mantenendo sì i cardini pluriomicida, ma implementando nuovi stratagemmi alla struttura. "L'istinto" permise al team di sviluppo di rendere più impegnative le sezioni di infiltrazione: non bastava travestirsi per passare inosservati e gestire questa risorsa era fondamentale affinché non si venisse riconosciuti. D'altra parte una simile meccanica apriva le porte del sandbox anche agli assassini freschi di patentino, evidenziando gli oggetti con i quali interagire e costruendo una sorta di Dead Eye poco in linea con l'anima ragionata della produzione.

    Nell'accostare due indirizzi paragonabili, ma dalle mire differenti, è curioso scoprire come il più recente abbia dovuto sacrificare dei dettagli avveniristici per il tempo: in Blood Money per esempio ogni arma (anche le bocche da fuoco) poteva essere lanciata, alcuni NPC di loro iniziativa raccoglievano le pistole per difendersi e, dopo aver ucciso qualcuno, se si attendeva un po', il cadavere veniva portato via dalla scena del crimine. Tra le maglie di Hitman HD Enhanced Collection, se si vuole, si può insomma riscoprire anche un valore filologico, oltre ai meriti tecnici che in Absolution trovano le performance migliori.

    Anche qui l'aggiornamento visivo dona un'immagine più nitida che, sebbene si aggiri sulla risoluzione Quad HD (2560x1440), grazie all'ottimo processo di upscaling, restituisce una definizione soddisfacente. Il lavoro più evidente è però quello svolto sull'illuminazione, e su effetti come nebbia volumetrica, lens flare, view distance e riflessi sulla capoccia liscia di 47, che si avvicinano - non completamente - a quelli degli ultimi Hitman. Peccato che questa versione non comprenda la modalità Contratti, in cui i giocatori potevano sfidarsi online creando di proprio pugno le missioni, IO Interactive infatti non possiede più i server originali, ma a quanto pare è disposta a trovare una soluzione nei prossimi mesi.

    Veniamo adesso alla nota dolente il biglietto d'ingresso (59,99 euro), pur non trattandosi di un porting pigro e pur rivolgendosi esclusivamente al pubblico console, è doveroso fare qualche considerazione: i giochi compresi nel pacchetto bazzicano sugli store digitali di Steam e Microsoft (entrambi retrocompatibili con Xbox One) da un bel po' di tempo, soggetti a sconti continui hanno visto calare il loro valore monetario e, nonostante non raggiungano la forza muscolare di queste versioni (su PC ottenibile con qualche mod), risultano tutto sommato ancora godibili. Discorso leggermente diverso per le piattaforme Sony, dove la HD Collection ricopre un vuoto prezioso in ottica futura. Proporre ad un prezzo così aggressivo questo cofanetto, ci lascia tuttavia perplessi dinanzi ad una strategia che risulta comunque virtuosa nel rendere più semplice la fruizione di due classici dell'Agente 47.

    Hitman HD Enhanced Collection Hitman HD Enhanced CollectionVersione Analizzata Playstation 4 ProProponendo in un’unica soluzione Hitman: Blood Money e Hitman: Absolution, IO Interactive e Warner Bros offrono un aggiornamento grafico percepibile a chiunque voglia indossare un elegante completo scuro ed incrociare due Silverballers tirate a lucido. D'altronde, recuperare questi due titoli così divergenti tra di loro è sicuramente consigliato anche per approfondire le origini della saga. Dato il costo del biglietto d’ingresso piuttosto elevato, sorge spontaneo consigliarvi di attendere un calo di prezzo prima di tuffarvi nella Hitman HD Enhanced Collection. Speriamo soltanto che l’Agente 47 non ce la faccia pagare.

    7

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