Hokko Life Recensione: costruiamo un villaggio, in stile Animal Crossing

Hokko Life esce da un lungo periodo di accesso anticipato con l'intenzione di stimolare la creatività dei giocatori. Ci avrà convinti?

Hokko Life Recensione: costruiamo un villaggio, in stile Animal Crossing
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Disponibile per
  • Pc
  • Switch
  • Internet è letteralmente pieno di meme sulla cattiveria di quel perfido procione capitalista che è Tom Nook, capace di sfruttare senza remore il lavoro minorile dei suoi due nipotini e di dimostrare un attaccamento al denaro talmente intenso da essere quasi surreale. Solo che la serie Animal Crossing è molto di più: è un simulatore di vita in comunità vivace e dinamico che ha creato meravigliose situazioni di solidarietà e mutuo aiuto tra giocatori, per di più addolcendo per molti - con la sua ultima iterazione, Animal Crossing: New Horizons - i difficili momenti del primo lockdown pandemico.

    Oggi, però, non parliamo di Animal Crossing (se non l'avete ancora letta, qui trovate la nostra recensione di Animal Crossing: New Horizons). Dopo oltre un anno di accesso anticipato, il community sim Hokko Life approda a una versione definitiva su PC, console Playstation e Xbox, oltre che su Nintendo Switch (la versione da noi testata). Se sulla carta il titolo indipendente di Team17 vuole offrire un'esperienza rilassante e dare spazio alla creatività dei giocatori, nella pratica ci siamo trovati di fronte a un qualcosa di molto lontano dalle intenzioni degli sviluppatori: vi spieghiamo il perché nella nostra recensione di Hokko Life.

    Basta, cambio vita!

    Come molti suoi predecessori all'interno di questo genere, anche il (o la) protagonista di Hokko Life desidera dare un nuovo inizio alla sua vita. Scesa dal treno, si trova nel villaggio di Hokko, accolta dal barista-elefantino Oma e dal negoziante-giraffa Moss.

    Da qui in poi comincia un turbine di eventi: ristrutturiamo una vecchia catapecchia per renderla la nostra casa, raccogliamo legna e rocce per costruire nuove strutture con cui abbellire il villaggio, esploriamo la zona per trovare miniere, foreste, spiagge e laghetti in cui dedicarci alla pesca.L'inizio è certamente familiare per gli appassionati di community sim. Peccato però che i giocatori debbano confrontarsi con design piuttosto stravaganti degli abitanti del villaggio - più che creare un effetto simpatico, alle volte ricordano le inquietanti bambole animatroniche di Five Nights at Freddy's - e con la fissità delle loro espressioni facciali. Non va meglio con le animazioni, e questo vale anche per il protagonista: compenetrazioni e movimenti strampalati sono all'ordine del giorno in Hokko Life, e per un titolo che ha trascorso più di un anno in Early Access questo è davvero strano. Abbiamo inoltre constatato una certa piattezza nei colori del gioco, che dovrebbero esprimere tutta la vivacità di un villaggio in crescita; al contrario, le distese erbose, la spiaggia e le altre ambientazioni sembrano coperte da una patina che conferisce loro grigiore e spegne ogni entusiasmo.

    Sfruttamento a tutto spiano

    Abbiamo parlato di Tom Nook in apertura di questa recensione. Non a caso: se in Animal Crossing capita abbastanza spesso di sentirsi sfruttati dal procione più famoso della storia dei videogiochi, in Hokko Life questa sensazione è costante e riguarda tutti gli abitanti del villaggio. È letteralmente impossibile non seccarsi dopo l'ennesima richiesta di Ren di riparare una sedia nell'arco di una giornata, e per di più - una volta finito - di piazzargliela in casa nel posto che preferiamo.

    La possibilità di arredare le case dei nostri compatrioti è certo una feature gradita per i maniaci del controllo, ma ha uno sgradevole effetto collaterale: non permette alla personalità degli animaletti di emergere. In altre parole, ogni abitante di Hokko sarà come lo vogliamo noi, un foglio bianco da scrivere a piacimento - sempre che il giocatore abbia voglia di soddisfare le loro bizze, raccogliere una quantità immane di legna e dedicarci con impegno al DIY.

    La bottega di Sally e lo spazio di creazione e modifica degli oggetti offrono senz'altro stimoli creativi, ma subentra presto una domanda: perché sto facendo tutto questo?

    Questo interrogativo, a un certo punto, si palesa nella mente di qualunque giocatore di life sim - sì, anche dei migliori esponenti del genere - ma nel caso di Hokko Life bastano davvero poche ore per avvertire un senso di vuoto e di respingimento nei confronti degli abitanti di Hokko. Non aiutano le interfacce del menu (davvero poco eleganti) e un infelice sistema di catalogazione delle specie animali (insetti e pesci, principalmente) reperibili armandosi di retino e di canna da pesca. A livello tecnico, lo scatto che ci mette istantaneamente la nostra preda in mano dopo la cattura crea un effetto straniante e sgradevole, che non incoraggia in alcun modo la caccia alla fauna selvatica. Meglio così: gli animaletti dormiranno sonni tranquilli, mentre noi rimarremo turbati dagli improvvisi cambi di colore degli abitanti di Hokko nel corso dei dialoghi...

    Esplorazione a scatti

    Il tema delle catture scattose rimanda allo stato, al momento definibile come disastroso, del port di Hokko Life per Nintendo Switch.

    Anche nelle fasi iniziali dell'avventura - quando il villaggio è praticamente vuoto, con pochissime case e ancor meno abitanti - abbiamo fatto esperienza continua di cali di frame rate e stuttering che hanno reso difficoltose le nostre partite. Al di là di questo, un problema drammatico del gioco sono i suoi frequentissimi (e lunghissimi) caricamenti. Bisogna attendere diversi secondi per entrare nelle abitazioni e nei negozi, oltre che per passare da una parte all'altra del territorio di Hokko Life. E la zona è davvero frammentata: l'area dei negozi è separata da quella delle abitazioni, che a sua volta è separata dalla spiaggia, e se vorrete passare dal bar alla miniera - giusto per fare un esempio - bisognerà affrontare ben quattro caricamenti.

    In altre parole, Hokko Life è lento, lentissimo, e questo vale anche per lo sviluppo della cittadina: vero è che i giorni di gioco non equivalgono a quelli reali (quindi si può andare a dormire anche spesso per passare a un nuovo giorno e sperare che accada qualcosa di nuovo), ma sono comunque necessarie decine e decine di ore per sbloccare le feature di gioco più interessanti e costruire un villaggio più o meno degno di questo nome.

    Se i pacati accordi di chitarra che accompagnano le fasi iniziali dell'avventura ci avevano fatto ben sperare sulla soundtrack di Hokko Life, siamo in seguito rimasti delusi dalle musiche, piuttosto scialbe e nel complesso poco efficaci. È disponibile una traduzione in lingua italiana, ma la frequente mancanza di punteggiatura e la bassa qualità di scrittura dei dialoghi (non una colpa dei traduttori) impediscono di provare empatia nei confronti degli abitanti di Hokko.

    Hokko Life Hokko LifeVersione Analizzata Nintendo SwitchHokko Life approda su Nintendo Switch in uno stato tecnico inaccettabile, tanto che ogni possibilità di provare simpatia per i piatti abitanti di Hokko e per le loro vicende sfuma a prescindere. Non aiutano la bassa qualità della scrittura e una struttura dell’esperienza che ci ha fatto sentire intrappolati a Hokko, e non padroni dell’avventura. Trascinati in un vortice di incarichi, raccolta di legna e spiacevoli sessioni di pesca, non siamo rimasti in alcun modo affascinati da un life sim che prometteva un’esperienza rilassante e creativa, ma che a conti fatti non riesce a competere con i più blasonati esponenti del genere, Animal Crossing e Stardew Valley su tutti.

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