Horizon Zero Dawn Recensione: l'open world di Guerrilla arriva su PC

Horizon Zero Dawn segue l'esordio di Death Stranding su PC e segna il debutto di una esclusiva Sony su un'altra piattaforma.

Horizon Zero Dawn PC 4K 60 fps
Recensione: PC
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Tre anni fa giungeva su PS4 Horizon: Zero Dawn, un'esclusiva che si rivelò fondamentale per la piattaforma Sony e che definitivamente consacrò Guerrilla Games come uno dei team più promettenti dell'ecosistema PlayStation. Il lancio di questa nuova IP fu letteralmente dirompente: fin da subito l'immaginario "post-post-apocalittico" tratteggiato dallo studio di Amsterdam - verdeggiante e selvaggio, rigoglioso e popolato da maestose bestie titaniche - fece breccia nel cuore dei giocatori, e alla stessa maniera Aloy si impose come una protagonista sfaccettata e interessante, subito in sintonia con il grande pubblico e con le istanze di rinnovamento che spingevano in direzione di eroi non più monodimensionali e tipizzati.
    Se Bloodborne, due anni prima, aveva inaugurato la grande stagione di esclusive PlayStation, Horizon ha invece dato l'avvio ad un nuovo approccio produttivo dei team interni, che di lì in avanti hanno guardato con interesse crescente (e con buon successo) agli open world immersivi.

    Tre anni dopo l'uscita originale, l'arrivo di Horizon Zero Dawn su PC segna un altro momento epocale: si tratta infatti della prima esclusiva sviluppata internamente dai team di Sony che abbandona il mondo PlayStation e si lancia all'arrembaggio di una nuova piattaforma. Non sappiamo se questa scelta rappresenti il tentativo di provare nuove strategie commerciali, oppure la volontà di cogliere la ghiotta occasione innescata da Kojima Productions (che ha adattato il Decima Engine all'ambiente PC); siamo però ben felici di registrare questa apertura, soprattutto per tutti quegli utenti che finalmente potranno mettere le mani sul prodotto, oppure rigiocarlo con tutte le ottimizzazioni del caso.

    Quale sia il futuro dei prodotti griffati PlayStation Studios, insomma, lo scopriremo nei prossimi anni, ma intanto varrà la pena dare un'occhiata alla qualità del porting e capire se Horizon riesce ancora a dire la sua nel panorama videoludico attuale.

    Nella post-apocalisse di Guerrilla

    L'impatto con Horizon: Zero Dawn è ancora oggi spiazzante. La lunga sequenza introduttiva ci mette dapprima di fronte a questo mondo meraviglioso, alle creature monumentali che lo abitano, alle vedute incredibili di valli erbose e montagne gelate; e poi ci cala nei panni di una bimba impacciata che deve destreggiarsi con il più classico dei tutorial, estremamente standardizzato e poco stimolante.

    Per fortuna, smaltite le dovute formalità, il gioco si aprirà integralmente, lasciando l'utente libero di esplorare i suoi spazi, le sue meccaniche, la sua narrativa.

    Sul fronte del racconto, Horizon: Zero Dawn resta ancora oggi un prodotto eccezionale. Ci sono sostanzialmente due linee narrative che si intrecciano, portando il giocatore e la protagonista a scoprire un presente selvaggio e un passato dimenticato.È bello che questo curioso viaggio di esplorazione sia non solo quello dell'utente, ma anche quello di Aloy, che ha sempre vissuto isolata sui monti e adesso si mescola con tribù, credenze, usi e costumi, città grandiose, sovrani venerandi e gigantesche bestie meccaniche.

    Prospettive GlacialiLa versione PC di Horizon include anche Frozen Wilds, la prima e unica espansione dell'avventura di Aloy. Un'aggiunta di valore, che propone oltre dieci ore di contenuti inediti ambientati in un'area letteralmente meravigliosa. Sebbene la narrativa sia tutt'altro che indimenticabile, questo enorme DLC ribadisce l'abilità di Guerrilla Games nel costruire un immaginario potente e stratificato, affascinante e magnetico.

    La serie di quest che ci porta dalla Culla della Madre a Meridiana, e poi oltre verso territori selvaggi e infestati, ci permette di entrare in contatto con un mondo costruito splendidamente, pieno di storie e leggende, di culture e stili architettonici. La cura con cui Guerrilla ha caratterizzato la sua ambientazione è invidiabile, una grande prova di inventiva e sfoggio artistico.A monte c'è anche il "racconto della catastrofe", ovvero l'indagine attraverso cui Aloy scoprirà il passato dimenticato della Terra, il disastro della caduta. Le vuote carcasse dei palazzi che costellano gli spazi di Horizon, del resto, sono indiscutibilmente il residuo riarso della nostra società, gli "ossi di seppia" di un'umanità che non esiste più.

    Senza entrare troppo nel dettaglio, diciamo soltanto che nel corso dell'avventura la protagonista verrà a conoscenza della grande calamità che ha segnato la fine del nostro mondo, e sebbene le scene d'intermezzo che la raccontano non siano certo incredibili per dinamismo e regia, le trovate narrative sono brillanti ed efficaci.

    Sebbene Horizon affronti il tema del cataclisma con un piglio quasi "archeologico" (si tratta di un evento lontanissimo, troppo distante per rappresentare una ferita aperta), la sceneggiatura ci presenta momenti tragici e persino toccanti, che parlano di guerra, di sacrificio, di scienza e di rinascita. Zero Dawn è un esponente prezioso del genere distopico, perché tratta il tema dell'avvento delle macchine con estrema originalità, seppellendo un passato tragico sotto il terreno florido di un mondo nuovo.

    Freccia contro ferro

    Anche sul fronte del gameplay il lavoro di Guerrilla riesce a stupire. Possiamo dire senza timor di smentita che Horizon è uno degli action/adventure a mondo aperto con il gameplay più dinamico, stratificato e caratterizzante.

    L'azione di gioco è intensa e diretta, basata per la maggior parte sul combattimento a distanza. L'arco di Aloy è uno strumento prezioso che permette di tendere agguati alle Vedette, emergendo dall'erba alta un attimo prima di scoccare una freccia precisa, ma anche di infiammare le ali degli Smerigli o di congelare le fauci di un Celermorso. Poco a poco l'arsenale della protagonista si arricchirà di nuovi strumenti, indispensabili per sfidare le creature meccaniche. Se è vero che Corsieri e Cervaviti sono prede facili, alcune battaglie con le bestie più tenaci sono davvero indimenticabili, per intensità, ritmo, evoluzione. Smontare pezzo dopo pezzo il corpo di un Divoratuono, annichilire un branco di Secodonti infuriati mirando ai loro punti deboli, è un'esperienza sempre tesa e stimolante.
    Per altro, se la benedizione dei 60fps aveva un effetto solo marginale sul gameplay di Death Stranding, per sua natura molto "riflessivo" e compassato, l'azione di Horizon viene estremamente rinvigorita dalle doti del porting. Una maggiore reattività e una responsività senza precedenti rendono molto più appaganti le battaglie contro i bestioni robotici.

    Il gameplay di Horizon non è comunque privo di storture evidenti, che il lavoro di conversione non è ovviamente riuscito a correggere. L'intelligenza artificiale degli avversari umani resta di infimo livello, tutto il sistema del corpo a corpo andrebbe completamente rivisto, e l'insieme di questi due problemi sfocia di tanto in tanto in situazioni insipide quando non frustranti.

    Le missioni di liberazione dei campi di banditi sono un esempio concreto degli elementi che non funzionano, ma per fortuna queste ultime sono presenti in numero irrisorio e non rappresentano uno dei pilastri portanti della produzione. Ci sono altri elementi che non sono invecchiati benissimo, come il sistema di scalate dinamiche, che oggi sembra troppo inquadrato e poco incisivo. D'altro canto il sistema di sviluppo di Aloy e del suo armamentario, per quanto non rivoluzionario, risulta a suo modo efficace e veicola un buon senso di progressione, incentivando la raccolta di risorse, l'accumulo di punti esperienza ed il completamento delle molte attività secondarie.

    Dal punto di vista strutturale, vi invitiamo a non cercare in Horizon una nuova pietra miliare dell'open world.

    L'organizzazione degli incarichi principali e secondari resta in linea con gli standard generali dei titoli a mondo aperto, e sebbene il team di sviluppo non si sia mai tirato indietro dal punto di vista narrativo, mancano quasi del tutto i colpi di genio, le situazioni impreviste e la narrazione emergente che si trovano ad esempio nelle praterie indimenticabili di Red Dead Redemption 2. Non è un male aderire ad un canone classico e tradizionale, ma è chiaro che (anche grazie alle conquiste di Rockstar) il mercato di oggi non è più quello di tre anni fa, e per alcuni la struttura di Horizon potrebbe rivelarsi un po' conservativa.

    L'impresa di migliorare l'eccellenza

    Se l'arrivo sugli scaffali della versione PC di Death Stranding ha segnato l'esordio del Decima al di fuori dei confini dell'ecosistema ludico di PlayStation, l'ultima iterazione di Horizon Zero Dawn rappresenta una tappa altrettanto importante per il percorso evolutivo del motore di Guerrilla. Si tratta infatti di un'importantissima "prima volta" per lo sviluppatore olandese, che in questo caso si è occupato in prima persona di mettere la propria tecnologia al servizio di un porting tanto atteso quanto complesso.

    Come intuibile, adattare un engine first party - progettato per le caratteristiche di una specifica piattaforma - alle variabili hardware del mercato PC non è infatti un'impresa da poco, specialmente quando si è alle prese con uno degli apici tecnici della lineup di PlayStation 4. A questo proposito, prima di analizzare nel dettaglio l'esito di questa operazione, vale la pena di stabilire sin da subito un punto essenziale: per quanto lo sblocco del frame rate e l'aumento della risoluzione nativa siano elementi da non sottovalutare, la versione PC di Horizon Zero Dawn non si discosta più di tanto dalla sua controparte per console. D'altronde l'opera di Guerrilla fa sfoggio uno dei migliori comparti grafici della generazione e, partendo da questi presupposti, è chiaro come i margini per imbellettare ulteriormente il titolo fossero alquanto risicati, specialmente considerando che parliamo di una produzione in grado di mettere alla prova anche le macchine più potenti.

    Con la configurazione di prova, impostando tutti i settaggi al massimo e fissando la risoluzione a 2160p, abbiamo infatti registrato un frame rate compreso tra i 30 e i 40 fps, con qualche ragionevole fluttuazione legata alle circostanze ludiche e alla densità dello scenario. Anche scendendo al preset "medio", in gran parte sovrapponibile all'offerta del gioco base, non siamo mai riusciti a raggiungere la soglia dei 60 fps, e abbiamo registrato valori non troppo lontani da quelli precedenti (tra i 10 e i 15 fps in più).

    Questo perché il principale tallone d'Achille della conversione coincide con una gamma piuttosto limitata di opzioni di scalabilità, un tratto comune a molti porting da console. Abbiamo inoltre notato qualche lieve inconsistenza nel divario prestazionale tra i diversi preset, al netto di una qualità dell'immagine sempre convincente. Impostando la risoluzione a 1440p, siamo comunque riusciti ad raggiungere l'obiettivo dei 60 fps (con qualche calo saltuario) anche con tutte i settaggi a ultra: un compromesso che, considerando la pregevolezza del comparto grafico, è facile accettare di buon grado.

    In alternativa è possibile optare per una risoluzione dinamica calibrata secondo specifici valori di frame rate, oppure ridurre quella di rendering con upscale a 4K: due soluzioni "di comodo" piuttosto efficaci, che non compromettono la gradevolezza generale dell'esperienza.

    Del resto l'affresco post apocalittico dipinto da Guerrilla resta tutt'oggi una vera gioia per gli occhi, fatto di caldi cromatismi e scorci mozzafiato capaci di rapire i sensi col contributo di una direzione artistica straordinaria. L'eccellente lavoro svolto dal team sul fronte dell'effettistica, soprattutto in post processing, mostra i propri frutti anche su PC, sebbene alcune scelte "conservative" non ci abbiano convinto del tutto. La gestione del LOD, in particolar modo, risulta sostanzialmente inalterata rispetto alla versione console, ed è quindi facile notare un po' di pop-in causato dall'aggiornamento in tempo reale delle geometrie. Di contro, però, abbiamo gradito molto il miglioramento delle screen space reflection sulle superfici acquatiche, che rendono questi elementi dello scenario molto più efficaci.

    Allo stesso modo, ci è piaciuta - e molto - l'aggiunta dell'effetto "dynamic foliage" ai grandi spazi aperti dell'open world di Guerrilla: vedere Aloy scuotere fronde e cespugli a ogni passo alimenta non poco il senso di immersione garantito dal gameplay, nonché il dinamismo del contesto naturale che lo ospita.

    In generale, quindi, possiamo confermare che Horizon Zero Dawn si presenta all'appuntamento con l'utenza PC con un porting tutto sommato solido e soddisfacente, seppur non "miracoloso" quanto il suo cugino apocalittico Death Stranding (recuperate la recensione di Death Stranding per PC). A fare la differenza, in questo caso, è soprattutto l'assenza di tecnologie all'avanguardia come il DLSS 2.0, un vero e proprio "game changer" quando si parla di rapporto qualità/prestazioni.

    Horizon Zero Dawn Horizon Zero DawnVersione Analizzata PCHorizon Zero Dawn porta su PC un mondo vibrante e unico, ottimamente caratterizzato e meraviglioso da osservare. L'avventura di Aloy, al netto di qualche evidente imperfezione e di alcuni aspetti che peggio hanno retto la prova del tempo, è ancora oggi affascinante ed estremamente divertente da giocare. Quello di Guerrilla resta insomma uno dei titoli a mondo aperto più preziosi degli ultimi anni, non solo per il fascino del racconto e dell'ambientazione, ma anche per un gameplay dinamico, reattivo, stratificato e coinvolgente. Un'avventura dal piglio decisamente intenso, con una componente action energica e una sceneggiatura indelebile. Al netto delle sue caratteristiche ludiche, il porting dei ragazzi di Guerrilla può definirsi solido ma non eccellente. Il lavoro che Kojima Production ha operato su Death Stranding (stiamo parlando appunto dello stesso engine, il Decima) è sostanzialmente impeccabile, mentre in questo caso tra l'assenza di DLSS 2.0 e alcuni problemi di ottimizzazione vanno registrate alcune piccole (ma non invalidanti) oscillazioni qualitative. Se siete da sempre utenti PC, l'occasione per entrare in contatto con una delle più significative esclusive PlayStation resta comunque ghiotta. Non lasciatevela scappare, e scoprirete un universo straordinario e un racconto post-apocalittico letteralmente raro e inestimabile.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080
    8.8

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