Hot Wheels Unleashed Recensione: schizzanti giocattoli arcade

Milestone si allontana dai consueti percorsi simulativi per proporre un adrenalinico racing game che celebra il popolare marchio Mattel.

Hot Wheels Unleashed
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Esistono poche cose al mondo in grado di sintetizzare alla perfezione quel periodo storico che va tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000 meglio delle Hot Wheels. Erano gli anni dei Tamagotchi, di Friends, del primo iMac, delle salopette e di Space Jam (avete letto la nostra recensione di Space Jam New Legends?), piccole schegge che andavano a comporre il mosaico della cultura pop di quel periodo, anni in cui il mercato aveva deciso che le bambine dovevano innamorarsi dei Furby o delle Bratz, mentre i maschietti dovevano bramare enormi collezioni di modellini in metallo di auto completamente fuori di testa.

    Fa quasi strano, quindi, trovarsi faccia a faccia con Hot Wheels Unleashed nel 2021, prima vera incursione di Milestone nel mondo dei racing così sfacciatamente arcade dai tempi in cui l'azienda si chiamava ancora Graffiti e pubblicava Screamer su PC. Hot Wheels Unleashed è solo l'ultimo di una miriade di videogiochi su licenza Hot Wheels, che di per sé è un brand nato addirittura alla fine degli anni '60 e che ha ricevuto la sua prima trasposizione videoludica addirittura nel 1984 su Commodore64; una lunghissima serie di titoli che, in un modo o nell'altro, hanno sempre cercato di andare oltre il concept alla base del brand cercando di staccarsi il più possibile dalla sua natura collezionistica e in un certo senso eccessiva tipica della sua incarnazione dei '90.

    Un videogame che parla di giocattoli

    Uno dei pregi più grandi ed apprezzabili dell'opera di Milestone è proprio quello di aver fatto il percorso inverso rispetto alla storia videoludica del brand. Mentre gli altri videogiochi a tema Hot Wheels cercavano di essere più simili ai videogiochi di corse arcade più tradizionali, Hot Wheels Unleashed abbraccia appieno le Hot Wheels nella loro forma reale; non cerca in nessuna maniera di presentarsi per ciò che non è ma punta tutto su una rappresentazione il più fedele possibile dei bolidi in quanto giocattoli più che come vere e proprie auto da corsa.

    Questa filosofia diventa più che mai esplicita quando si posano gli occhi sulle auto, realizzate come vere e proprie digitalizzazioni dei modellini originali a partire proprio dalla resa dei materiali in cui sono realizzati.

    Plastica opaca, metallo satinato, acciaio brillantinato e molte altre realizzazioni che richiamano cona fedeltà a tratti davvero impressionante le controparti reali dei mezzi venduti nei negozi di giocattoli; il colpo d'occhio di Hot Wheels Unleashed è sbalorditivo fin dai primi istanti di gioco grazie alla resa dei design a volte spigolosi e futuristici, a volte morbidi e sinuosi delle automobili che vanno a comporre il parco auto in miniatura che ha fatto la fortuna di Mattel in tutti gli anni in cui il brand ha infestato le case di tutti gli appassionati, che peraltro include anche un buon numero di riproduzioni di macchine realmente esistenti come la nuova 500 e i grandi classici dell'automotive come le Chevrolet Camaro, le Ford Mustang e i prototipi quasi fantascientifici di Koenigsegg.

    Lo stesso trattamento è stato riservato ai circuiti, che sono quasi interamente realizzati sulla base delle più classiche piste componibili in plastica che per anni hanno affollato le letterine indirizzate a Babbo Natale di un numero indefinibile di

    bambini in tutto il mondo.La resa dei materiali è meravigliosa e contribuisce a donare ad ogni auto e ad ogni pista un aspetto vissuto, quasi come se tutto ciò che appare a schermo avesse una storia da raccontare e fosse stato tirato fuori da uno scatolone per essere assemblato e tirato a lucido in occasione della gara che si sta affrontando. Il merito non è solo tecnico, non è soltanto una questione di quanto sia stato ben utilizzato Unreal Engine per progettare Hot Wheels Unleashed: il fulcro di tutta l'operazione e della sua resa effettiva a schermo è proprio la filosofia che Mattel e Milestone hanno deciso di adottare nell'ideazione del gioco, che risulta essere a conti fatti una celebrazione assoluta del brand e delle Hot Wheels come giocattolo.

    La scelta di un'inedita deriva arcade

    Chi conosce Milestone saprà perfettamente che lo studio si è sempre associato a produzioni di stampo tendente al simulativo, prima coi giochi su licenza MotoGp, WRC ed MXGP, poi con Ride, prima storica IP originale nata dal team milanese (per approfondire, eccovi uno speciale sull'edizione PS5 di Ride 4). Hot Wheels Unleashed rappresenta una deviazione piuttosto evidente dal percorso più battuto dalla software house, una svolta improvvisa verso un videogame di corse arcade che fa della semplicità e dell'immediatezza le caratteristiche fondanti del suo sistema di guida.

    Acceleratore a tavoletta per tutta la durata delle gare e giusto un colpetto di freno per mettere l'auto di traverso e derapare tra le curve in modo da ricaricare l'indicatore del turbo, che a sua volta va utilizzato sui rettilinei e in prossimità di rampe e giri della morte. Quella di Hot Wheels Unleashed è una guida essenziale e ridotta all'osso, ma non per questo poco divertente o insoddisfacente all'atto pratico, anzi, questa sua immediatezza permette di godersi appieno le gare, che sono rese appassionanti ed adrenaliniche dal layout sempre sopra le righe dei tracciati e dal caos totale che si scatena in pista durante i confronti all'ultima sportellata con gli avversari.

    Corse che peraltro si presentano con una fluidità grandiosa su PS5, con una gestione del frame rate impeccabile anche nelle situazioni più concitate ed una presentazione grafica spaccamascella - salvo qualche piccolo problemino di caricamento delle texture per quanto riguarda gli ambienti di gioco. Pregevolissimo il supporto a Dualsense, che offre una buona risposta dei grilletti adattivi e del feedback aptico in ogni situazione.

    Male invece il comparto audio, che non offre alcuna differenziazione per il sound delle varie auto e che propone una colonna sonora un po' anonima e composta da pochissime tracce riproposte ossessivamente in heavy rotation (oltretutto velocizzate e pitchate fastidiosamente in alto ogni volta che si attiva il turbo).

    Ottimo il fatto che nonostante le sue semplificazioni, Hot Wheels Unleashed abbia comunque una valida fisica di gioco in relazione a quello che si propone di essere, soprattutto quando entra in scena un fattore fondamentale come la gravità, che è

    particolarmente incidente quando si percorrono i giri della morte: se affrontati a velocità troppo basse i killer loop si trasformano infatti in ostacoli insormontabili, richiedendo quindi di memorizzare il layout del tracciato in modo tale da riempire l'indicatore del turbo in tempo prima di rimanere bloccati di fronte alle pendenze più ripide.Sempre rimanendo in tema di semplificazioni, però, è un vero peccato che la campagna single player sia così scarna e poco varia da diventare in fretta molto ripetitiva e poco sfidante: gli eventi si dividono principalmente in gare a dodici partecipanti e time attack, intervallate ogni tanto dalle gare boss, che sono formalmente identiche alle gare veloci ma si svolgono su circuiti lunghi e particolarmente complessi. Il rischio è quello di annoiarsi in fretta, anche se va detto che il traino della produzione sembrino essere proprio le sue funzionalità online.

    Libero sfogo alla fantasia

    Ad arricchire il pacchetto c'è quella che probabilmente è la modalità più gradita di tutte, nonché quella che sarà l'ago della bilancia per determinare il successo del titolo nel tempo: la modalità Track Builder. Grazie ad un assortimento di venti componenti originali sarà infatti possibile sbizzarrirsi nella creazione di una vastissima quantità di circuiti originali, che una volta progettati e validati sarà possibile condividere con la community online.

    A fronte di quello che è a tutti gli effetti un videogioco semplicissimo l'editor di circuiti è sorprendentemente approfondito e complesso, ed è in grado di dare libero sfogo ai più creativi per la realizzazione delle piste più intricate e fuori di testa che si possano immaginare: un asso nella manica da non sottovalutare, che potrebbe effettivamente dare nuova linfa al gameplay nei mese a venire, coinvolgendo attivamente la community.

    Lo stesso vale per l'editor di livree, che però è decisamente più macchinoso, e che si scontra contro una gestione dei menù e delle scelte di quality of life più che discutibili. Realizzare una livrea customizzata è un processo molto lento, che si basa sugli stessi principi di quello già visto, per esempio, in Gran Turismo Sport pur funzionando in maniera molto più tediosa. Una volta realizzato un design si può, esattamente come succede con l'editor di circuiti, condividerlo in Rete, consentendo agli altri utenti di scaricarlo ed applicarlo alle proprie vetture dello stesso modello.

    Il problema nasce proprio nell'ultima fase: Hot Wheels Unleashed non permette di selezionare volta per volta una delle tante livree a disposizione ma obbliga a tornare al menù principale, accedere al menù relativo alla propria collezione e da lì applicare di volta in volta la livrea desiderata, che rimarrà associata ad un veicolo fino a che non verrà compiuto di nuovo lo stesso identico procedimento seguendone tutti i passaggi. Una scelta peculiare che rende l'esperienza particolarmente scomoda e poco immediata che farà alzare più di un sopracciglio.

    Di lootbox ed aggiornamenti futuri

    Se è vero che uno dei pregi più grandi di tutto Hot Wheels Unleashed sta proprio nella filosofia con cui Milestone si è approcciata al brand esaltandone la sua natura di giocattolo per bambini, è anche vero che il dubbio più ingombrante relativo a tutta la produzione sia nella sua seconda natura, che sembra essere incentrata sulle

    casse premio e su una forma di monetizzazione in game che rischia di diventare dannosa per il titolo in sé. Ognuna delle tantissime auto presenti (al lancio se ne contano sessantasei tra modelli originali Hot Wheels, auto su licenza di varie case automobilistiche e marchi legati alla cultura pop) è ottenibile o tramite l'acquisto con valuta in game di una cassa premio o, a fronte di una spesa maggiore, tramite il negozio con le offerte del giorno, che mette in vetrina cinque modellini a rotazione ogni 24 ore. Il problema sta nella distribuzione delle risorse: per acquistare una cassa premio servono, al momento in cui viene redatta questa recensione, 500 monete d'oro, ottenibili però tramite la partecipazione agli eventi della campagna single player che in caso di raggiungimento almeno della terza posizione ricompensano il giocatore con una cifra piuttosto bassa di monete (si va dalle 30-40 degli eventi normali alle 100 delle gare boss), obbligando di fatto a dover partecipare ad un gran numero di corse prima di poter mettere da parte un gruzzolo sufficiente a comprare una cassa.

    Va detto che durante la campagna esistono eventi che ricompensano il giocatore con delle casse gratuite il cui contenuto può essere rivenduto per cifre diverse a seconda della rarità dell'auto ottenuta, però la sensazione di squilibrio tra costi e ricompense resta purtroppo troppo percepibile. Al momento non c'è la possibilità di acquistare risorse o casse con denaro reale e tutto il sistema è basato sull'acquisizione di risorse in-game, ma forse potrebbe essere introdotta la possibilità di acquistare dei booster pack contenenti monete d'oro e materiali utili all'upgrade delle auto.

    A prescindere da questo, però, la decisione di basare il gioco interamente su meccaniche di sblocco randomiche ammazza ogni senso di progressione, dal momento che ogni auto è disponibile in diversi livelli di rarità e prestazioni, tra cui una versione che è ottenibile solo ed esclusivamente tramite l'estrazione da una cassa premio, che peraltro non sono accompagnate da indicazioni relative al pull rate dei modelli più rari e performanti.

    È una scelta che cozza contro la stessa natura delle Hot Wheels che Unleashed si propone di celebrare, fatta di confezioni acquistabili singolarmente e trasparenti, in modo da dare la possibilità di scegliere cosa comprare. Una divisione delle auto in classi sbloccabili avanzando nella campagna avrebbe potuto migliorare sensibilmente il senso di progressione, che invece è inficiato dalla ripetitività della stessa e dalla completa aleatorietà delle lootbox, sensazione che rischia peraltro di aggravarsi con l'introduzione dei nuovi modelli prevista con i tre pass di espansione già annunciati per la campagna post-lancio.

    Hot Wheels Unleashed Hot Wheels UnleashedVersione Analizzata PlayStation 5Hot wheels Unleashed è, sotto alcuni punti di vista, un brillante videogioco di guida arcade. Semplice, immediato, divertente ed adrenalinico quanto basta, supportato da un ottimo comparto tecnico e che propone uno dei migliori editor di circuiti che si siano visti negli ultimi anni. Non si spiega però come un titolo così ben fatto possa essere inserito in un sistema di menù così macchinoso e controintuitivo, oltre al fatto che a fronte di un'eccellente interpretazione del marchio Hot Wheels sul piano estetico vada a contraddirsi in modo così evidente con la sua gestione delle lootbox, meccanica fondante del titolo che è andata ad influenzare il suo bilanciamento interno in maniera come minimo discutibile.

    7.3

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