Human Fall Flat: recensione della versione per smartphone

Human Fall Flat, già disponibile sulle altre piattaforme, approda su iOS e Android, con l'obiettivo di portare il flaccido Bob sui nostri smartphone.

recensione Human Fall Flat: recensione della versione per smartphone
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  • Mobile Gaming
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Si dice che sognare di cadere nel vuoto sia un sinonimo di insicurezza e fragilità. Secondo la scienza, invece, questa sensazione viene percepita quando si entra nella fase REM del sonno, un momento in cui il corpo è paralizzato e si abbandona totalmente alle braccia di Morfeo. Non appare come una coincidenza, quindi, che Human: Fall Flat sia incentrato su un protagonista dormiente, che sogna terre popolate da puzzle e ostacoli da affrontare con movimenti imprecisi e pasticciati.

    Interpretazioni a parte, l'opera di No Brakes Games, dopo il suo esordio su PC e i successivi approdi su console, si reinventa come una produzione mobile e porta su smartphone il suo protagonista: il malleabile Bob. Bando alla ciance dunque: i sogni non attendono.

    Marshmallow

    Il nostro Bob è un "essere umano" qualsiasi, non è dotato di una particolare agilità o rapidità, e non ha in dotazione alcun potere straordinario. Durante il sonno, però, la sua fantasia crea luoghi d'ogni tipo: castelli medievali, antiche rovine azteche e manieri oscuri. La routine di queste fantasie è la medesima, con il nostro alter ego che sogna di precipitare nel vuoto per poi ritrovarsi nei luoghi della sua immaginazione. L'obiettivo diventa quindi quello di trovare l'uscita di ogni stage, e per farlo bisogna risolvere puzzle in cui il principale avversario del giocatore sarà proprio il corpo del placido Bob.

    Il nostro alter ego è infatti particolarmente flaccido e goffo. Può compiere piccoli salti, aggrapparsi o afferrare qualsiasi cosa, ma le sue braccia gelatinose rendono difficoltosa qualsiasi operazione: dal premere un pulsante a sollevare una cassa, ogni azione comune diventa quasi un'impresa nei panni del "budinoso" protagonista. Human: Fall Flat fa di questo scenario il suo leitmotiv, grazie a una fisica del personaggio e degli oggetti costruita sulla volontà di non rendere mai facile la vita al giocatore. Un tratto comune a opere "caciarone" come Gang Beasts, I am Bread o Surgeon Simulator.

    Nonostante un gameplay decisamente sopra le righe, il lavoro di No Brakes Games pare avanzare la pretesa di avvicinarsi a produzioni del calibro di The Witness, mettendo l'utente di fronte a numerosissimi enigmi ambientali da risolvere con astuzia e pazienza.

    Per completare gli otto livelli presenti teoricamente bastano circa tre ore, ma imparare a padroneggiare il buon Bob non è un compito così facile. Gradualmente si passa da puzzle "semplici" (es. spostare una cassa per attivare un pulsante), a incarichi ben più articolati, che richiedono ad esempio di utilizzare una catapulta per abbattere un muro. Non mancano poi mezzi pesanti da guidare, come gru o navi, e perfino girare il volante può diventare una sfida assai ardua da portare a termine.

    C'è da dire che alcuni rompicapo lasciano una libertà d'approccio decisamente interessante: in un livello, tanto per dirne una, abbiamo fatto a meno di una cassa da trasportare attraverso un dirupo, sfruttando al suo posto una vetrata in frantumi per attivare una pedana sensibile al peso. In certi casi basta quindi osservare l'ambiente circostante per evitare inutili passaggi, però, man mano che si prosegue nell' avventura, questo spazio di manovra viene progressivamente meno. Buona parte degli enigmi diventano lineari, piatti e di facile intuizione, e si prova una leggera frustrazione a sapere che l'unica difficoltà è rappresentata dall'involucro lattiginoso del protagonista. "Il bello e il brutto" dell'esperienza di Human: Fall Flat si racchiude in questo concetto: è più divertente trovare modi alternativi per superare i limiti di Bob che affrontare i puzzle concepiti dagli sviluppatori, mai particolarmente brillanti o degni di nota.

    Shake it out

    Come detto in apertura, questa versione del titolo di No Break Games cerca di ricreare su mobile l'avventura già vista su PC e console. In questo caso la mappatura dei tasti è ben visibile sullo schermo del proprio smartphone, con una levetta analogica virtuale utilizzata per muovere il nostro Bob, un tasto adibito al salto e una sezione per gestire le braccia del personaggio.

    Sulle altre piattaforme ogni arto superiore era controllabile con un grilletto, mentre su cellulare sono state apportate le dovute modifiche: in questo caso è presenta un'altra levetta, sovrapposta a una sezione divisa a metà, in cui il movimento orizzontale serve per comandare le singole mani di Bob, e quello in verticale per sollevarle. Queste ultime tendono ad attaccarsi come ventose a qualsiasi cosa, generando situazioni comiche, e basta applicare una leggera pressione sullo schermo per mantenere la presa o lasciarla (cosa utile per portare in giro oggetti).

    Altra meccanica fondamentale è l'arrampicata che, come avrete intuito, non è un'azione così semplice da portare a termine. Bisogna tenere le braccia alzate e, una volta che queste avranno aderito al bordo di una superficie, portare entrambi gli analogici in basso, ricordando di lasciare la presa al momento giusto (altrimenti non si potrà "né scendere e né salire"). La mappatura dei tasti funziona discretamente ma, nonostante lo schermo abbastanza ampio di un Huawei P10 Lite, la gestione delle singole mani risulta particolarmente macchinosa. Su mobile è quasi impossibile gestire i due arti contemporaneamente, ma è un aspetto su cui si può soprassedere poiché in linea con la particolare filosofia del gameplay.

    Risulta invece meno curata la telecamera: basta un tocco nelle parti libere del touchscreen per ruotare la visuale, ma spesso siamo andati incontro a input fantasma nella sezione dedicata alle mani, anche se tale riquadro era a debita distanza. Non mancano alcuni movimenti automatici dell'occhio virtuale, che tende ad avvicinarsi troppo mentre si interagisce con qualche oggetto, dando vita a riprese abbastanza problematiche.

    Fab Four

    Nel periodo successivo alla sua pubblicazione, Human: Fall Flat è stato arricchito da un comparto multiplayer incentrato sulla cooperativa fino a otto giocatori. Anche la versione mobile non ha perso questa caratteristica, e l'unico sacrificio dell'edizione riguarda il numero di partecipanti, che risulta dimezzato. Una mancanza di poco conto, dato che questa modalità ripropone i medesimi stage della campagna principale, con l'unica eccezione di un caos su schermo quadruplicato.

    Nulla di male negli intenti, ma a nostro avviso No Break Games ha commesso una leggerezza madornale, dato che partecipare a una partita online sovrascrive automaticamente i salvataggi dell'avventura in single player. Si tratta di uno scivolone di non poco conto, dato che un utente potrebbe desiderare un po' di distrazione dalla campagna in singolo, oppure osservare altri giocatori per superare un enigma più complicato. Aggiungete al tutto un matchmaking tutt'altro che eccellente e avrete davanti tutti i limiti di questa edizione mobile. Chiude il cerchio un comparto tecnico di buona fattura con pochissimi cali di frame rate, limitati ai soli caricamenti di un livello.

    Human: Fall Flat Human: Fall FlatVersione Analizzata Android GamesHuman: Fall Flat cede pochissimo sul fronte dell’esperienza di gioco rispetto alle sue controparti per PC e console, ma ciò non vuol dire che sia esente da problemi di design generale: dal multiplayer che sovrascrive i salvataggi della campagna ai puzzle che ogni tanto perdono quel piacevole guizzo di ingegno, il titolo di No Brakes Games ha molte debolezze di facile intuizione. Chi ha amato produzioni come Gang Beasts e I am Bread potrebbe trovarlo interessante e soddisfacente, con i dovuti compromessi, ma per il resto non si tratta di un’opera imperdibile.

    6.3

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