Hundred Days Recensione: un gestionale a tema vitivinicolo made in Italy

Hundred Days è un videogioco che consigliamo senza dubbio di degustare: sviluppato da Broken Arms Games è disponibile ora su PC e Google Stadia.

Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Stadia
  • Dopo aver affrontato le sfide della coltivazione del riso nella recensione di Sakuna: of Rice and Ruin, è giunto il momento, per chi scrive, di mettere nuovamente alla prova le proprie origini piemontesi: l'obiettivo? Creare un vino perfetto! A proporre con efficacia e originalità questa sfida, non poteva che essere un team di sviluppo nostrano: direttamente dalla provincia di Alessandria, Broken Arms Games invita il pubblico alla scoperta della tradizione vitivinicola, per un viaggio da compiere a piccoli sorsi, lungo i pendii delle splendide colline delle Langhe.

    Le origini di Hundred Days si intrecciano con il vissuto della piccola software house italiana, che per realizzare il suo gestionale a tema vitivinicolo ha potuto contare - oltre che sull'esperienza diretta di uno dei soci fondatori - anche sull'immensa rete di piccoli e grandi produttori attiva sul proprio territorio. I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, oltre che un Patrimonio UNESCO, rappresentano del resto un'eccellenza italiana tanto naturalistica quanto produttiva. Preparate dunque il calice da degustazione per un'esperienza ludica divertente e ben confezionata: Hundred Days è ora disponibile su PC (via Steam, Epic Games Store e GOG) - dove lo abbiamo testato - e Google Stadia.

    È finito il vino?

    Il modo migliore per avvicinarsi ad Hundred Days è sicuramente la Modalità Storia, volta ad introdurre i neofiti al mondo della vinificazione. Quest'ultima ci pone nei panni di una giovane decisamente fortunata, che da impiegata in un cupo ufficio londinese si ritrova improvvisamente ereditiera di un'azienda vitivinicola nei dintorni di Alba.

    Trasferitasi nelle Langhe, la ragazza deve apprendere quanto più possibile su coltivazione delle viti, fermentazione dell'uva, invecchiamento del vino e molto, molto altro. L'obiettivo non può che essere uno: trasformare il cascinale in un'eccellenza non solo locale, ma internazionale, in grado di esportare nettare piemontese in tutto il mondo.

    Priva di esperienza ma non di volontà, la nostra londinese si ritrova ben presto circondata di amici, esperti consiglieri e rinomati ristoratori, tutti pronti ad assisterla in questa impegnativa avventura. Tra toni leggeri e rilassati, Hundred Days propone una narrazione semplice ma piacevole, funzionale alla presentazione delle meccaniche essenziali del titolo.

    Ad introdurre il giocatore al mondo della vinificazione è una schermata dai toni pastello, che ricrea con un'estetica stilizzata e nostalgica le campagne delle Langhe. A dominare sin da subito la plancia di gioco è un casellario, rappresentazione grafica delle azioni che è possibile eseguire in una intera giornata. Che si tratti di piantare viti, imbottigliare vino o riparare un macchinario, ogni processo produttivo si traduce a schermo in una sorta di carta-azione. Scartata sul campo di gioco, questa si converte in un tetramino, che dovrà essere collocato con attenzione sul tabellone.

    Come facilmente intuibile, ottimizzare lo spazio a propria disposizione è essenziale, così da poter compiere più azioni contemporaneamente. L'operazione è tuttavia in grado di rivelarsi più articolata di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Inizialmente, la nostra plancia è ad esempio molto piccola, in grado dunque di ospitare un numero piuttosto limitato di combinazioni.

    A complicare le cose, ci pensano poi i procedimenti più complessi, come l'invecchiamento del vino o la fermentazione, che richiederanno più giorni per essere portati a termine. La vendemmia, ad esempio, occuperà per ben tre turni di gioco la quasi totalità dello spazio iniziale.

    Gli imprevisti sono poi costantemente in agguato, con peraltro la brutta abitudine di presentarsi in forma di tetramini piuttosto complessi da incastonare con i propri colleghi. L'improvvisa rottura di una pressa, la necessità di ripulire una vasca o di operare un trattamento urgente per contrastare un parassita delle vigne sono tutte azioni che obbligano il giocatore di Hundred Days a stabilire delle priorità e a compiere delle scelte. Lo scorrere delle giornate, regolato in piena autonomia dal giocatore, porta con sé anche l'alternarsi delle stagioni, arbitro inderogabile del processo di vinificazione.

    Di conseguenza, non pensiate ad esempio di poter rimandare la vendemmia sino all'inverno né di poter trascurare le operazioni di potatura primaverili. Nel primo caso vi ritrovereste infatti a perdere il raccolto, nel secondo con un campo trascurato che necessita di un recupero speciale.

    Bianco o rosso? Entrambi!

    Inizialmente, la Modalità Storia di Hundred Days ci vedrà impegnati unicamente nella produzione di Barbera, ma quest'ultimo non rappresenta l'unica opzione disponibile. Al suo fianco, troviamo infatti tre tipologie di vino bianco, ovvero Chardonnay, Arneis e Cortese, oltre a due ulteriori vini rossi: il Dolcetto e Sua Maestà il Nebbiolo. Ogni vitigno attecchisce e cresce con maggiore facilità su specifiche tipologie di terreno, ragion per cui saremo ben presto chiamati a espandere i nostri possedimenti in favore di una maggiore ecletticità produttiva.

    Ma non solo: ogni scelta compiuta nella filiera vitivinicola andrà ad influenzare la qualità finale del nostro vino, con ogni annata che si vedrà assegnare una votazione in centesimi. Dedicarsi alla ricerca della formula perfetta è del resto l'elemento chiave dell'esperienza proposta da Hundred Days. I primi tentativi - proprio come nella realtà - difficilmente porteranno sulla tavola un prodotto di grande valore, ma, perseverando, i risultati non mancheranno di manifestarsi. E, francamente, nel momento in cui abbiamo dato vita a nettari d'eccellenza - rigorosamente con bottiglia e marchio personalizzati -, il titolo è riuscito a suscitarci una sincera sensazione di soddisfazione!

    Tra lieviti da impiegare nel processo di fermentazione, qualità dei macchinari, batteri, periodo di invecchiamento e altro ancora, è facile comprendere come le variabili da gestire siano decisamente numerose. Alcune di queste risultano presentate nel dettaglio nell'ambito della Modalità Storia, ma la comprensione delle dinamiche che ne regolano molte altre sarà invece affidata alle sperimentazioni del singolo utente. La campagna di Hundred Days si conclude in effetti in maniera fin troppo repentina, laddove vi sarebbe in verità stato tranquillamente spazio per una prosecuzione ulteriore. Intrattenendo invece gli aspiranti viticoltori per sole poche ore, la modalità invita ad apprendere le restanti informazioni direttamente sul campo.

    Una scelta che da una parte trasmette una sensazione di smarrimento, ma che dall'altra stuzzica l'intraprendenza del pubblico, invitandolo a non lasciarsi intimorire o scoraggiare dagli inevitabili errori che si presenteranno nel processo di apprendimento.

    Destreggiarsi tra i menu relativi a cantina, capanno degli attrezzi e magazzino può risultare inizialmente complesso, ma non lasciatevi abbattere: in poco tempo, i menu di Hundred Days vi sveleranno tutti i propri segreti. Alcuni aspetti, come la gestione dei clienti, l'acquisto di terreni aggiuntivi o lo sblocco di nuovi vitigni, risultano notevolmente intuitivi. Al contrario, altre dinamiche, come l'ampliamento del dipartimento marketing, risultano invece più farraginose da apprendere in autonomia. A fronte di queste considerazioni, avrebbe certamente giovato al gestionale una Modalità Storia più ampia e articolata o, in alternativa, una sezione riepilogativa o una guida in-game maggiormente strutturata. La mancanza non è ad ogni modo insormontabile: esplorando liberamente i menu di gioco con una sana dosa di curiosità e mettendo alla prova senza timore quanto appreso nella campagna, sarà possibile affinare la propria tecnica vitivinicola in relativamente poco tempo. Per testare ogni meccanica parte di Hundred Days in libertà, la Modalità Infinita del gioco è sicuramente la scelta migliore: senza vincoli di tempo o obiettivi precisi, ambizione e creatività sono qui i motori principali dello sviluppo della propria azienda.

    Regine e Re del vino

    Una volta presa dimestichezza con la notevole mole di informazioni e variabili che si cela tra le virtuali colline delle Langhe, gli imprenditori di Hundred Days sono pronti a trasformarsi in veri e propri artisti del vino nella Modalità Sfida del gioco. Quest'ultima consente infatti di mettersi alla prova con obiettivi impegnativi, da raggiungere entro un numero massimo di turni.

    È ad esempio possibile specializzarsi esclusivamente nella produzione di rossi o di bianchi, per dar vita ad annate in grado di aggiudicarsi valutazioni stellate da parte dei sommelier di tutto il mondo. Oppure si può scegliere di accrescere la fama della propria azienda dedicandosi ai clienti più esigenti. In questo caso, il focus della nostra attività saranno i cosiddetti "ordini speciali", ovvero commesse che richiedono di sperimentare con le dinamiche produttive allo scopo di ottenere nettari particolari.

    È possibile, ad esempio, ottenere un Barbera particolarmente dolce senza scendere a compromessi con la qualità? Può un rosso essere corposo anche senza processi di invecchiamento? Raggiungere questi risultati richiederà di padroneggiare alla perfezione ogni segreto dei produttori delle Langhe. A fronte di obiettivi più complessi non mancheranno peraltro difficoltà più o meno quotidiane.

    Pulizia e manutenzione dei macchinari saranno all'ordine del giorno, ma anche la natura potrebbe decidere di volgerci le spalle. Pericolosi parassiti potrebbero ridurre la qualità del raccolto, mentre anche i cambiamenti climatici potrebbero metterci lo zampino, con grandinate violente in grado di devastare le nostre preziose vigne. Non dimentichiamo infine la necessità di mantenere i conti dell'azienda in ordine: superare le nostre possibilità di spesa anche di poche migliaia di euro potrebbe condurci inevitabilmente alla rovina. Per sfruttare al meglio le nostre risorse, potremmo decidere di seguire le tendenze di mercato: periodicamente, il mutare dei gusti del pubblico potrebbe infatti consentirci di vendere i nostri prodotti ad un prezzo più elevato del consueto. Piacevoli aggiunte in termini di realismo e varietà, queste dinamiche contribuiscono ad accrescere la pressione sul giocatore, disinnescando il rischio di una eccessiva ripetitività dell'esperienza.

    Hundred Days Hundred DaysVersione Analizzata PCIn definitiva, nonostante alcune spigolosità, Hundred Days si conferma un esperimento vincente. Una Modalità Storia più ampia e la possibilità di usufruire di un tutorial maggiormente strutturato avrebbero potuto arricchire ulteriormente un titolo già contenutisticamente solido, che si colloca con originalità nel panorama dei gestionali a sfondo aziendale. Il nostro viaggio alla scoperta dei segreti delle Langhe si è rivelato non solo piacevole, ma anche istruttivo. Gli aspiranti produttori di vino virtuale troveranno ad attenderli una sfida ben calibrata e in grado di intrattenere per molte ore. Proprio sul fronte della longevità, segnaliamo in chiusura una nota aggiuntiva interessante. Come detto, il lancio di Hundred Days accompagna i giocatori in quel del Piemonte, per divenire esperti nella produzione di sei vini. Si tratta tuttavia di una premessa che potrebbe essere destinata ad ampliarsi nel prossimo futuro. Broken Arms Games non ha infatti celato il desiderio - in caso di accoglienza positiva da parte del pubblico - di supportare il titolo con una serie di DLC regionali, volti a introdurre nel gioco ulteriori realtà geografiche dalla forte tradizione vitivinicola. Un progetto sicuramente suggestivo, che potrebbe offrire nuovi spunti ad un'esperienza di base già solida, ora disponibile su PC e Google Stadia a 19,99 euro. In attesa di eventuali aggiornamenti su questo fronte, non possiamo che stappare un buon Nebbiolo per accogliere questo originale indie tutto made in Italy.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: AMD Ryzen 5 3450U
    • RAM: 16,0 GB
    • GPU: Radeon Vega Mobile Gfx
    7.5

    Che voto dai a: Hundred Days

    Media Voto Utenti
    Voti: 14
    7.7
    nd