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Recensione Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart

Uno spin-off strategico per la saga Compile Heart

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Sembra impossibile sia già passato così tanto; eppure Playstation Vita ha appena spento - almeno in occidente - le candeline del suo terzo compleanno. Il bagliore emanato dalle tre fiammelle però, nel corso del tempo non è sempre parso limpido. Si sono alternati momenti di lucido fulgore ad altri relativamente tremolanti., in dipendenza del supporto che le software house hanno garantito alla macchina.
Sotto quest'aspetto, uno tra i team di sviluppo più attivi sul fronte del supporto all'handeld Sony - anche in occidente, grazie alla mediazione di NIS America e Idea Factory - è senza dubbio Compile Heart, che la maggior parte di voi conoscerà principalmente per la saga ruolistica tutta al femminile capitanata dalla tenera Neptune, riuscita a raccogliere attorno a sé un nutrito numero di affezionati.
Dopo le ottime rivisitazioni portatili degli episodi pubblicati per il monolite nero e con un Re;Birth 3, degna conclusione della trilogia di Gameindustri, uscito in Giappone lo scorso dicembre, giunge finalmente anche nei nostri lidi l'interessante declinazione tattico-strategica della serie. Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart vede come protagonista indiscussa Lady Noire, Control Processor Unit di Lastation.

UN SEGRETARIO ALLA BASILICOM

Contrariamente da quanto narrato nella trilogia Hyperdimension Neptune, questo episodio tutto nuovo si affranca dal set precedente, spostandosi dall'ormai conosciuto mondo di Gameindustri in una terra diversa, conosciuta come Gamarket. Cambia il mondo, ma fatti e fattarelli della trama, specialmente quando si parla di giovani e procaci divinità dalle spiccate manie di protagonismo, restano sempre gli stessi.
Troviamo infatti Gamarket in balia delle continue scaramucce tra le quattro avvenenti CPU - divinità protettrici di altrettante regioni - intente a contendersi la consueta supremazia finale, e desiderose di unificazione il mondo sotto un'unica guida. Vecchi dissapori che abbiamo già imparato a conoscere durante la tormentata epoca narrata nella precedente trilogia e conosciuta come "Console War". I neofiti comunque non devono temere: salvo per alcune delle protagoniste, in Hyperdevotion Noire non v'è alcun collegamento con episodi o avvenimenti della serie principale.

Gamarket è dunque un mondo diviso, costretto ad assistere ai quotidiani scontri tra le proprie divinità. Una, più di tutte, sembra poter prevalere: la nostra protagonista ovviamente, Lady Noire. I giochi sembrano ormai fatti; l'unificazione di Gamarket sotto il vessillo di Lastation è ad un passo. Lady Noire però, mossa da un misto di ingenuità e buona fede, si lascia abbindolare da una losca fattucchiera, che le promette una scorciatoia, per velocizzare il processo. Le conseguenze, al solito, sono nefaste, e Gamarket si trova nel caos più completo, col potere delle divinità grandemente ridimensionato. Volenti o nolenti le quattro dee, coadiuvate comunque da un nutrito stuolo di comprimarie, devono unire le forze per porre rimedio al guaio causato dalla loro collega: in tutto questo il giocatore non è altro che il novello segretario/tuttofare di Noire, e a lui le divinità si rivolgeranno per coordinare gli sforzi o dirimere le controversie. Certo, nulla di particolarmente originale, come potete notare, almeno in superficie. A donare spessore alla struttura narrativa e al nutrito gruppo di ragazze è il modo in cui le vicende vengono narrate; ormai un vero e proprio marchio di fabbrica per Compile Heart.
Siparietti comici, battute al vetriolo, dialoghi e scenette in pieno stile visual novel condite da una buona dose di fan service contribuiscono ad alleggerire il comparto narrativo rendendolo allegro, caratteristico e sopratutto non banale. Questo poi dev'essere unito ad un'altrettanto particolare presentazione stilistica che approfondiremo a breve.

WELCOME TO LASTATION!

Hyperdevotion Noire non si limita ad essere un mero "spin off" della serie principale. Per l'occasione Compile Heart cambia riferimenti, passando dal consueto action-RPG alla strategia a turni; andandosi ad affiancarsi dunque, seppur con i dovuti distinguo, ad altri esponenti del genere apparsi su Vita nel corso di questi tre anni. Impossibile, in questo senso, non citare i sempre ottimi Disgaea dei ragazzi di Nippon Ichi Soft. e, da ultimo, il recente ed impegnativo Natural Doctrine.
I crismi dei T-RPG Compile Heart li ha rispettati sino in fondo, non mancando però di infarcirli con alcuni tocchi del tutto personali.
La struttura di gioco, così come accadeva nella serie maggiore, è fondamentalmente suddivisa in due sezioni distinte, ma al contempo intimamente connesse tra loro.
Da un lato infatti v'è la sezione gestionale, molto simile a quella degli episodi principali, ma in questo caso racchiusa nella piazza della capitale, sulla quale si affacciano diversi edifici, fondamentali come vedremo per la gestione del gruppo e per il prosieguo dell'avventura. Dall'altro è ovviamente presente il combattimento, che si fonda su una classica e ragionata esperienza turn based a "griglie" tridimensionali.

Come si accennava poco fa, quando non si è impegnati in qualche combattimento, ci si può dedicare pienamente - e come ogni JRPG che si rispetti - alla completa gestione del gruppo di donzelle, attraverso le differenti opzioni che si affacciano sulla piazza principale della città. Oltre alla possibilità di accettare le missioni (principali e secondarie) nonché alla presenza del fondamentale vendor - sempre ricco di armi, equipaggiamento ed altri oggetti consumabili - ritroviamo le attività che molti di voi ricorderanno: ossia quelle di "ItemDev" e di "DiscDev". La prima può essere accostata al classico crafting e permette di produrre nuovi oggetti ed equip partendo dai progetti che si guadagnano con le missioni o con l'uccisione dei nemici; mentre la seconda consente di masterizzare CD o altri supporti di memoria, in modo da ottenere determinati bonus in battaglia e benefici di stato per le combattenti che andranno ad utilizzarli.
Infine, dev'esser fatto un brevissimo cenno alla modalità "Sim Noire", del tutto scollegata dal corpus dell'avventura. In buona sostanza, in questa modalità la diva Noire risponde alle più svariate domande che le giungono dai cittadini, guadagnando "Sim Point": una sorta di valuta speciale che possiamo utilizzare per comprare oggetti d'arredo ed abbellire la stanza della CPU. Un po' come avviene con la teen idol digitale Hatsune Miku Project Diva. Nulla di eclatante comunque: sembra esser più una simpatica distrazione che non una modalità in cui perderci delle ore.

BELTÁ A TURNI

Una volta soddisfatti della gestione e sicuri della forza distruttiva del nostro party, si passa a spulciare le missioni, suddivise in principali e secondarie. In Hyperdevotion Noire le sub quest rivestono un ruolo meramente accessorio e si sostanziano in stage molto simili tra loro in cui l'unica condizione per guadagnare la vittoria è l'annientamento totale del gruppo nemico. Sotto questo aspetto la varietà non è certo di casa, anche se tutto fa brodo allorquando si tratta di “farmare” esperienza, denaro e materiali per il crafting.
Le cose cambiano invece con le quest principali, ben più varie ed impegnative, grazie anche ad un level design certosino che ci permette di sfruttare a nostro vantaggio caselle sopraelevate, attacchi ai fianchi, handicap, piattaforme semoventi e così via.
Ad accomunare missioni principali e secondarie, però, troviamo il combat system; vero punto focale dell'intera produzione di Compile Heart. Esso non si discosta da quanto siamo abituati a vedere in produzioni del medesimo tenore: all'inizio di ogni scontro (su scacchiere rigorosamente isometriche) dobbiamo scegliere il gruppo che scenderà in battaglia, assegnando contestualmente il ruolo di leader ad una ragazza. Questa scelta non è priva di conseguenze, in quanto ogni combattente è dotata di abilità e bonus passivi peculiari che influenzano l'intero party. Una volta iniziato lo scontro ad ogni eroina può essere impartito uno dei classici ordini, ossia movimento, utilizzo oggetti, attacco, attacco speciale e così via. A questo proposito, tra gli ordini compare anche "lift". Vi ricordate da quale TRPG viene mutuata questa feature?
Comunque, bisogna dire che Compile Heart ci ha messo del suo, mantenendo ed adattando alcune caratteristiche tipiche della serie principale. Non dobbiamo dimenticare che quattro membri del gruppo sono pur sempre delle CPU ed in quanto tali possiedono anche una forma divina, denominata "HDD". Essa porta con sé un pesante boost alle statistiche e ai danni inflitti, anche se per un periodo limitato. Una volta attivata infatti sarà possibile sfruttarla per soli tre turni; un buon compromesso, questo, in favore di strategia e bilanciamento generale. Altra feature interessante che fa ancora una volta la sua ottima figura è il "Lily Rank", ossia il grado di affinità ed accordo tra le combattenti, ora più utile che mai. Affiancare le unità su caselle adiacenti infatti permette agli attacchi speciali delle eroine di ricevere un deciso incremento nella percentuale di hit rate e danno.


CUTE SUPERDEFORMED STYLE

L'ottimo combat system - leggermente più semplice rispetto ad altri esponenti del medesimo genere, ma comunque assai efficace - viene sostenuto da una presentazione grafico-stilistica altrettanto curata, ben fatta e soprattutto particolarissima, grazie ad un design che non si limita all'aspetto meramente estetico. Anzitutto, ritroviamo il gradevole comparto grafico in cel shading della serie principale ma, al contrario dei precedenti episodi, qui le procaci pulzelle si presentano con uno stile del tutto peculiare, dal gusto tipicamente nipponico. Il cast, tutto al femminile ovviamente, è reso con l'inconfondibile e tenerissimo stile "chibi" o "superdeformed", con le classiche teste sproporzionate rispetto al resto del corpo, occhi grandi e molta simpatia. Ciò, assieme alle infinite citazioni videoludiche e alle riuscite sezioni visual novel, contribuiscono a mantenere l'esperienza di gioco su toni sempre leggeri, approfondendo in modo ironico il carattere e la personalità di ognuna delle ragazze - ben 22 - e dei loro antagonisti.
Oltre alla cura per i personaggi, anche il design dei terreni di scontro beneficia della cura generale riposta dagli sviluppatori. Mentre gli stage delle sub quest tendono ad un certo punto a ripetersi, quelli delle missioni principali sono davvero vari, ben studiati ed impegnativi. Terreni sopraelevati (da sfruttare per il sempre utile vantaggio tattico) si alternano a piattaforme semoventi ed a macchinari attivabili per passare da un punto all'altro del campo di battaglia; a trappole nascoste e così via. Una varietà davvero ben accetta, che garantisce l’unicità di ogni scontro, spronando il giocatore ad spremere le meningi per trovare di volta in volta la migliore strategia per portare a casa la vittoria. Da segnalare anche l'ottima gestione della telecamera e della visuale, regolabili a piacimento.
Infine, come sovente accade per le produzioni di Compile Heart, una menzione a parte merita l'ottimo doppiaggio, in lingua inglese chiaramente, e la soundtrack caratterizzata da motivetti orecchiabili e cadenzati che accompagnano l'avventura in modo non invadente.

Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart Hyperdevotion Noire non è un semplice spin off della serie principale. L'episodio che vede come protagonista indiscussa Lady Noire, la CPU di Lastation, si presenta come un'ottima esclusiva per la piccola di casa Sony e, forse, l'inizio di un nuovo corso per la serie firmata da Compile Heart. La prima incursione delle sensuali ragazze in un territorio sino ad ora inesplorato può dirsi sostanzialmente riuscito. Le caratteristiche narrative e d'atmosfera che si sono distinte come marchio di fabbrica della serie maggiore Hyperdimension Neptune, passano per un comparto stilistico rinnovato e si adattano al nuovo contesto di riferimento, creando così un ibrido davvero piacevole e non solo per gli occhi. La cura certosina riposta dagli sviluppatori non si limita alla mera estetica, ma concerne ogni singolo aspetto del gioco; a partire dal level design delle griglie tridimensionali deputate ad ospitare gli scontri, varie e ben caratterizzate. Si deve considerate anche un gameplay che, pur non aggiungendo nulla di trascendentale nel panorama TRPG, risulta comunque leggero, intuitivo e davvero divertente. In definitiva, un'esclusiva portatile da promuovere.

8

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