Hyrule Warriors: La recension della Definitive Edition su Switch

Dopo essere uscito su Nintendo Wii U e 3DS, Hyrule Warriors arriva su Switch con una riedizione ricchissima di contenuti denominata Definitive Edition.

recensione Hyrule Warriors: La recension della Definitive Edition su Switch
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  • Ammettiamolo, ognuno di noi ha quella combinazione di elementi culinari che il resto dell'umanità troverebbe deprecabile: le patatine con la Nutella, il panino radicchio e tonno, i pop-corn col miele. Ricette inusuali, frutto di un gusto quanto meno particolare che però, sorprendentemente, possono portare a risultati discreti. Hyrule Warriors è esattamente questo: la fusione fra due mondi lontanissimi, due idee di gioco diametralmente opposte, ma che riescono a trovare un inaspettato punto d'incontro. Dopo l'esordio su Wii U nel 2014 e il claudicante porting su 3DS targato 2016, la creatura nata dall'unione di Omega Force e Team Ninja sotto benedizione di Nintendo arriva adesso anche su Switch in questa Definitive Edition, insieme ad altri titoli originariamente usciti su Wii U - basti pensare a Mario Kart 8 Deluxe o Donkey Kong Country Tropical Freeze - in cerca del successo non ottenuto sulla sfortunata console munita di GamePad. Abbiamo speso gli ultimi giorni a randellare orde di demoni e mostri sia spaparanzati sul divano di casa che stretti nei sediolini della metropolitana. I ragazzi di Koei Tecmo saranno stati degni della fiducia risposta in loro dalla Grande N?

    The Legend of Mazzate

    Alzi la mano chi non ha mai giocato un capitolo di Dynasty Warriors. La alzi adesso chi non ha mai speso almeno un paio d'ore in compagnia di un The Legend of Zelda. Dalla discrepanza di risposte, riteniamo sia necessario introdurre gran parte dei giocatori al concetto di musou, particolare variante del genere hack ‘n slash ideata dalla stessa Koei Tecmo. Nei diversi capitoli dei Warriors, i giocatori controllano un singolo personaggio in grado di poter fare la bua alla pletora di nemici che gli si stanzia innanzi tramite l'utilizzo di due soli tasti, uno per gli attacchi leggeri e uno per quelli pesanti.

    Questo combat system molto intuitivo porta a fasi di combattimento sicuramente spettacolari per coreografie e gente che finisce gambe all'aria sullo schermo, ma allo stesso tempo potrebbe far accapponare la pelle agli amanti degli action più tecnici (a tal proposito, su Switch c'è una cosetta chiamata Bayonetta 2, giusto per ricordarvelo). Nella stragrande maggioranza delle occasioni, i vari livelli si risolvono nella conquista di diversi punti strategici, chiamati "avamposti", atti a richiamare i nostri commilitoni in luogo dei cattivoni a cui abbiamo appena fatto pentire di essersi arruolati. Hyrule Warriors Definitive Edition ricalca pedissequamente tale formula. Il gioco sviluppato da Omega Force e Team Ninja non cambia quasi nulla rispetto alle meccaniche di gameplay ideate sul finire degli anni '90 che hanno portato il franchise Warriors a costruirsi il proprio piccolo, per quanto affezionatissimo, bacino d'utenza. Certo, sono state aggiunte alcune meccaniche care agli aficionados di Zelda, come l'utilizzo di particolari strumenti per sconfiggere determinati boss, ma il 99% del gioco è un musou fin troppo accademico. Anche la minima componente di crafting inserita da Team Ninja e Omega Force, utile a sviluppare armi e abilità dei personaggi, non fa certamente gridare al miracolo e sicuramente non riesce a rendere Hyrule Warriors un gioco di ruolo. Se il gameplay è quello di Warriors, tuttavia, la restante porzione dell'offerta ludica pesca a piene mani dalla trentennale storia della saga ideata da Sua Santità Shigeru Miyamoto. Per quanto ne possano dire i fan più ortodossi ed oltranzisti, Hyrule Warriors compie un'ottima operazione di fusione per ciò che concerne l'idea estetica del gioco. Suoni, ambienti, armi, design dei personaggi principali, ogni elemento presente sullo schermo - con buona pace della sciarpa blu in dotazione al povero Link - è un rimando, una citazione, è palese (ma non stucchevole) fan service. La Definitive Edition che arriva in questi giorni su Switch racchiude al suo interno tutti i personaggi e le ambientazioni distribuite in forma di DLC in occasione delle due precedenti sortite.
    Con ben 29 personaggi giocabili fra eroi e cattivi, Hyrule Warriors: Definitive Edition è un compendium di tutto ciò che è stato The Legend of Zelda dai tempi del Nintendo 64 alle più recenti uscite su 3DS come A Link Between Worlds. Con il povero Breath of the Wild ridotto soltanto a due skin alternative per Link e Zelda, il gioco fortemente voluto da Koei Tecmo imbastisce una trama che, per quanto non sia esattamente opera di Shakespeare, riesce a intrattenere e incuriosire gli utenti. La storia è ripartita in tre diversi filoni, rispettivamente ispirati a Ocarina of Time, Twilight Princess e Skyward Sword, a cui si intervallano percorsi alternativi incentrati su altri capitoli della serie, come Majora's Mask e Link's Awakening, distribuiti originariamente come contenuti aggiuntivi a pagamento. Ognuno di questi percorsi condurrà i giocatori alla scoperta di ambientazioni e personaggi rivisitati per l'occasione. Tale opera di rivisitazione, però, è ben lungi dagli altissimi standard qualitativi a cui ci hanno abituato Miyamoto e Aonuma.

    Come già avevamo avuto modo di constatare in occasione dell'uscita su Wii U, Hyrule Warriors mostra il fianco a più di una critica in termini di realizzazione tecnica. È chiaro che il budget a disposizione degli sviluppatori non fosse da blockbuster, eppure i difetti che avevano inficiato sulla prima versione del gioco persistono, nonostante la maggior potenza di calcolo garantita da Switch. Ambienti di gioco spogli e anonimi, texture e modelli poligonali dei nemici mediocri, cali di frame rate nelle situazioni più complicate. Per di più, in modalità portatile...

    La guerra nello zaino

    Hyrule Warriors era già stato adattato alle console portatili nel 2016, quando era stato compresso, tagliato e rimescolato per entrare in una cartuccia per 3DS. In questa versione ibrida, il gioco resta esattamente identico a quello fruibile sulla TV di casa, ma le magagne non tardano a farsi notare. Se la riduzione delle dimensioni dello schermo - e della risoluzione con essa - aiuta a nascondere i difetti del modesto motore grafico, il passaggio alla modalità handheld causa due grandi problemi: il crollo verticale del frame rate e l'impossibilità di lettura dell'interfaccia utente, piena di dettagli e scritte già di per sé piccole in modalità TV e praticamente invisibili con Switch fra le mani. L'arrivo su Switch ha comunque portato un'interessante novità: il multiplayer locale.

    Rock 'n Roll PrincessSe il motore grafico non fa gridare al miracolo, le musiche di gioco riservano più di un sorriso. La colonna sonora di Hyrule Warriors non è altro che un unico grande arrangiamento dei pezzi più celebri ascoltati negli ultimi vent'anni, tutti riletti in chiave hard rock/power metal. Falciare centinaia di nemici mentre le chitarre rimbombano in sottofondo renderà sicuramente felici i giocatori dai gusti più "esagerati".

    Condividendo i joycon con un amico, quasi tutte le missioni delle diverse modalità di gioco potranno essere affrontate in cooperativa, dividendo lo schermo in due fasce orizzontali. In alcuni frangenti, avere un amico accanto potrebbe tornare decisamente utile per superare l'enorme quantità di contenuti che Hyrule Warriors garantisce - a patto di non annoiarsi con un combat system all'acqua di rose e saper scendere a compromessi con un sistema di controllo castrato dalla mancanza dei dorsali e del secondo analogico. Oltre alla Modalità Leggenda, nome affibbiato a quello che è a tutti gli effetti lo story mode, il gioco offre due interessanti modalità: Sfida, sorta di survival/mission mode, e la Modalità Avventura, anch'essa organizzata in missioni tematiche. In particolare, questa variante di gioco sarà particolarmente apprezzabile dopo aver completato la storia. Le varie missioni verranno offerte avanzando di casella in casella su un tabellone identico alle mappe degli Zelda a 8 bit: ogni casella ha una missione tematica (sconfiggere tot mostri, battere il boss in un delta di tempo stabilito), in alcuni casi affrontabile solo dopo aver ottenuto particolari oggetti o determinati personaggi nella modalità storia. Superata la missione, avremo accesso ad altre caselle, arrivando così a scoprire ogni tassello della mappa. Un buon modo per rendere omaggio alla natura dei "veri" Zelda, fatta di esplorazione e raziocinio, decisamente accantonati in questo Hyrule Warriors.

    Hyrule Warriors Definitive Edition Hyrule Warriors Definitive EditionVersione Analizzata Nintendo SwitchHyrule Warriors: Definitive Edition è la terza versione del musou sviluppato da Omega Force e Team Ninja ad arrivare sul mercato, dopo l’uscita del 2014 per Wii U e il porting per 3DS del 2016. Oggi come allora, il titolo prodotto da Koei Tecmo ci ha lasciati moderatamente soddisfatti. Con un gameplay immediato e mai inutilmente ostico, Hyrule Warriors straborda di contenuti. Fra modalità di gioco e personaggi utilizzabili, il gioco assicura decine e decine di ore di divertimento ai fan dei musou alla ricerca di una nuova variante del loro genere preferito, così come potrebbe essere un ottimo punto di partenza per i fan di Zelda alla scoperta di generi inesplorati. In questa edizione su Switch, inoltre, vengono inclusi nel biglietto d’entrata tutti i personaggi e gli stage distribuiti nelle due precedenti edizioni come DLC, portando il numero di eroi utilizzabili addirittura a 29, controllabili poi anche nell’inedita modalità multiplayer in split screen, in accordo con quella filosofia “share&play” che sta facendo la fortuna dell’ibrida di casa Nintendo. Purtroppo, la realizzazione tecnica claudicante e la ripetitività sul lungo periodo della formula di gioco limitano la potenza espressiva di una produzione che forse avrebbe meritato maggior fortuna già quattro anni fa. Chissà che questa non sia la volta buona.

    7.2

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