Immortals Miti del Regno D'Oriente Recensione DLC: dalla Cina con furore

Ci spostiamo dalla Grecia Antica alla Cina dei miti e delle leggende nei panni dell'eroe Ku: scopriamo insieme il nuovo DLC di Immortals Fenyx Rising.

Immortals: Miti del Regno D'Oriente
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Abbiamo assecondato i capricci degli dèi dell'Olimpo, risolto puzzle cervellotici, abbattuto creature d'ogni genere e cavalcato lungo le lande dell'Isola d'Oro alla ricerca della più piccola risorsa o del più prezioso pezzo di equipaggiamento per la nostra Fenyx, ma adesso è giunto il momento di andare oltre, di salutare i verdeggianti panorami della Grecia, di cambiare aria e salvare l'equilibrio di un altro mondo. Il Season Pass di Immortals Fenyx Rising, la grande e inaspettata sorpresa di Ubisoft che ha saputo guadagnarsi un posto di rilievo nella line up invernale del publisher francese, si arricchisce dunque del secondo tassello: Miti del Regno d'Oriente ci trasporta in Cina, al tempo di divinità e mostri, in una terra martoriata dal caos, e ci mette nei panni di un altro protagonista, un giovane guerriero pronto a far di tutto per ristabilire l'ordine. Se, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione del DLC Una Nuova Divinità, il primo contenuto del supporto post lancio si focalizzava quasi interamente sulla risoluzione di enigmi, facendo della materia grigia l'arma più potente nelle mani dei giocatori, Miti del Regno d'Oriente ripropone la stessa, identica formula ludica di Immortals in "formato ridotto". Un'avventura fatta di azione, esplorazione, puzzle solving, epicità e umorismo: le stesse caratteristiche che hanno reso grande l'epopea della coraggiosa Fenyx.

    La Cina, che mito!

    Cambia il mito e anche il protagonista (l'unico capace di eliminare divinità di pantheon diversi - ormai lo sappiamo - è Kratos...): messa da parte la forte Fenyx, la luce dei riflettori della nuova commedia di Ubisoft si focalizza su Ku, ragazzo ardimentoso che, nell'Antica Cina, si risveglia d'improvviso all'interno di una grotta, scoprendo che tutti gli abitanti sono stati tramutati in pietra (vi ricorda qualcosa?).

    Dopo essere stato attratto da un canto melodioso, Ku incontra la dea Nuwa, una dei Tre Augusti che regnavano sulla Cina: stando alle leggende, questa bellissima divinità non solo avrebbe inventato la musica (e la sua soave voce ne è un riferimento esplicito), ma sarebbe stata anche l'artefice della nascita degli esseri umani. Insieme a Nuwa e al potentissimo guerriero Gong Gong, Ku si impegnerà in una missione estremamente pericolosa: riportare ordine nel mondo dopo che il Caos ha squarciato il cielo, e frantumato l'equilibrio che manteneva stabile l'asse dell'esistenza.

    Anche senza perdere un piglio squisitamente scanzonato, Miti del Regno d'Oriente fa pendere l'ago della bilancia verso toni un po' più seriosi, cercando di restituire il senso di profondo dramma di un mondo completamente lacerato, nonché il turbamento emotivo di una divinità che ha visto la sua amatissima creazione - l'umanità - in procinto di estinguersi. È indubbio che il mito cinese sia da noi molto meno noto rispetto a quello greco: ne consegue che la storia del DLC, nell'arco delle circa 4/5 ore necessarie per completare la sola main quest, cerca di fare il possibile per darci un'infarinatura generale delle fondamenta mitiche, ora tramite i suoi protagonisti, ora attraverso documenti il cui scopo è quello di approfondire argomenti quali la creazione del mondo e delle entità che lo abitano. È anche vero però che il respiro della narrazione non è sufficientemente ampio per permetterci di familiarizzare a dovere con i capisaldi delle leggende orientali: a tal proposito, onde evitare che il giocatore si perda in un groviglio di gesta e divinità a lui ignote, il team è stato piuttosto intelligente nel mettere in scena pochissimi personaggi (che in effetti si contano sulle dita di una mano), in maniera tale da fornirgli il giusto spazio senza frammentare o appesantire il racconto.

    D'altro canto, è inevitabile che chiunque non abbia familiarità col mito cinese perda parte delle sfumature caratteriali dei protagonisti, nonché il modo in cui Ubisoft ha tentato di reinterpretarle. Per quanto alcuni tratti comportamentali di Gong Gong e Nuwa rimandino ad alcune divinità del pantheon greco, nell'insieme la storia di Ku si fa seguire con interesse; bisogna ammettere, tuttavia, che - una volta giunti allo scontro finale - si avverte chiaramente un po' di accelerazione nella gestione degli eventi, i quali avrebbero meritato qualche missione aggiuntiva per dar al DLC un afflato più epico e appagante. Ma in fondo, considerate le ambizioni dell'espansione e la ricchezza del Season Pass, può andar bene anche così: un breve ma intrigante viaggio, con una nota di ironia, all'interno di una mitologia davvero affascinate.

    Tesori d'Oriente

    La nuova mappa di gioco, caratterizzata da una discreta estensione, si suddivide in due macro-aree, dense - proprio come nel titolo originale - di prove da superare, armi da raccogliere, risorse da recuperare, orde di nemici da abbattere e scrigni da depredare. La formula ludica è la stessa che vi abbiamo già raccontato nella nostra recensione di Immortals Fenyx Rising, e prevede un piacevole equilibrio tra fasi esplorative, puzzle solving e combattimenti.

    Miti del Regno d'Oriente segue dunque in maniera pedissequa la struttura di partenza, ma ne diminuisce comprensibilmente l'estensione per adattarla alle logiche di un DLC. Ciò non toglie che, una volta completata la main quest, potremo trascorrere qualche ora aggiuntiva tra le lande cinesi per venire a capo di tutti gli enigmi e avere la meglio sulle trappole delle Rovine di Tian, il corrispettivo orientale delle Cripte del Tartaro, ossia dungeon pieni di puzzle e sfide, alcune delle quali anche piuttosto elaborate. In fondo, in Miti del Regno d'Oriente, a cambiare sono prevalentemente i nomi delle risorse e delle attività, ma il cuore del gameplay rimane inalterato: ecco che all'Ambrosia, utile per aumentare la salute, si sostituiscono i cristalli di Xi Rang, mentre al posto dei Fulmini di Zeus, con cui rimpinguare la stamina, troveremo l'Agata Celeste. Nel tempio di Nuwa potremo pertanto perfezionare i nostri talenti, creare pozioni e potenziare l'armamentario in dotazione, esattamente al pari di quanto avveniva nei panni di Fenyx. Le differenze rispetto al gioco base sono limitate, eppure non mancano di certo, tra enigmi che richiedono soluzioni inedite e un combat system che, pur riprendendo la maggior parte dei poteri già saggiati nell'avventura greca, introduce alcuni moveset tutti nuovi.

    Ku è un combattente molto agile e scattante, proprio come Fenyx, e i suoi talenti divini si mettono in mostra in un tripudio di effetti e combo pirotecniche, di schivate e assalti dalla distanza: più colpi metteremo a segno, più aumenterà un contatore a schermo che, una volta raggiunto il picco, massimizzerà l'efficacia degli attacchi. In sostanza, per quanto il senso di déjà-vu sia preminente, le leggere differenziazioni inserite da Ubisoft contribuiscono a dare a Miti del Regno d'Oriente una buona dose di carattere.

    Non particolarmente ispirata, di contro, è la resa dell'ambientazione: il riciclo di assets estrapolati dall'Isola d'Oro è palese, e avremmo gradito in tal senso un maggiore focus sull'architettura cinese, che solo a tratti riesce a manifestarsi nella sua poetica bellezza. Lo stesso può dirsi per le boss fight e, in generale, per l'intero bestiario, che rappresenta prevalentemente un reskin delle mostruosità greche declinate in salsa orientale, con variazioni davvero minime e pattern d'attacco ormai ben noti per chiunque abbia fronteggiato le schiere di Tifone.

    Immortals Fenyx Rising Immortals Fenyx RisingVersione Analizzata PCDel tutto slegato dall’avventura di partenza e accessibile dal menù principale, Miti del Regno d’Oriente è un DLC che ricalca con assoluta fedeltà la struttura ludica dell’epopea di Fenyx: più piccolo ma comunque piuttosto denso di attività, questo contenuto aggiuntivo offre un buon quantitativo di ore di gioco di qualità, configurandosi come un tassello decisamente soddisfacente del supporto post lancio di Immortals. Le gesta di Ku non hanno chiaramente l’equilibrio narrativo delle peripezie greche, e non aggiungono grosse variazioni alla formula del gameplay, ma si rivelano un’estensione comunque solida e piacevole, una digressione all’interno di un mito assai suggestivo che merita di essere esplorato a fondo, in attesa dell’uscita de Gli Dei Perduti, l’ultimo atto del Season Pass pronto a ricondurci nell’Antica Grecia.

    7.8

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