Indivisible Recensione: l'amicizia contro l'oscurità in un nuovo Action RPG

Gli autori di Skullgirls tornano sul mercato con un'avventura imperdibile, a metà tra il gioco di ruolo ed il metrodivania.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Basta davvero poco per affezionarsi ad Ajna: quel suo carattere spigliato, quell'aria da sbruffona, quel tocco di incoscienza che solitamente accompagna l'adolescenza ce la rendono subito simpatica, come se fosse una nostra amica un po' pazza. E di conseguenza, è sufficiente un rapido sguardo per innamorarsi anche di Indivisible, l'avventura ruolistica firmata Lab Zero, della quale è protagonista e mattatrice: insieme a lei percorreremo un viaggio lungo più di venti ore, attraverso un mix di generi e di stili sorprendentemente organico, denso e ricchissimo di suggestioni.

    Quello che inizia come un adventure bidimensionale con elementi da gioco di ruolo abbraccia ben presto i canoni del platforming, per aprirsi poi ad una complessa struttura da metroidvania: Indisivible è un insieme di idee travolgenti, che si connettono le une con le altre proprio come fa la nostra eroina con i personaggi che incontra sul suo cammino, dando forma ad un'esperienza che, nella sua squisita semplicità, si legherà alla nostra memoria in maniera indissolubile.

    Un bellissimo racconto di formazione

    Ajna ha solo 16 anni, e la sua giovane età si porta in dote sia un goccio di spensieratezza, sia un'oncia di animosità che sfocia nell'irrazionalità. È tanto bella quanto scapestrata, ma anche tanto aggressiva quanto abile nel combattimento.

    Addestrata all'arte della lotta sin da piccola dal padre, Ajna dovrà mettere alla prova gli insegnamenti del genitore non appena il suo villaggio viene attaccato dall'esercito del tremendo Ravannavar: dopo aver perso tutto ciò che aveva, questa fanciulla dalla pelle color ambra s'incammina per un viaggio fino ai confini del mondo allo scopo di ottenere vendetta.

    Lungo la strada, la ragazza si renderà conto di possedere un potere straordinario, che le permette di assorbire dentro il suo "regno interiore", ossia una dimensione onirica situata nella sua mente, lo spirito ed il corpo di altri esseri umani, per poi liberarli all'occorrenza, quando risultano più utili per i suoi scopi.

    Senza neanche riflettere a sufficienza sulle origini di queste anomale doti, Ajna si unisce di volta in volta ad altri guerrieri, maghe, condottieri, pirati e giustizieri, che decidono di seguirla e di combattere al suo fianco per salvare il mondo da un piano potenzialmente catastrofico.

    Su queste premesse abbastanza elementari, Indivisible comincia ad intessere un ordito narrativo genuino e adorabile, brioso e a tratti anche molto potente dal punto di vista concettuale. L'opera di Lab Zero è un racconto bellissimo nel senso più puro del termine, che propone una trama semplicissima e scorrevole, ma non per questo banale o soporifera.

    Sebbene alcuni risvolti o colpi di scena siano ampiamente prevedibili, Indivisible si sorregge su una scrittura sempre puntuale, stuzzicante e divertente, che in alcune istanze è persino in grado di suscitare un pizzico di inaspettata commozione. Nell'arco delle venti ore che ci separano dal delizioso finale, ci si rende conto di come il viaggio di Ajna acquisti un sotto testo sottilmente simbolico, capace di tracciare il profilo di un impeccabile racconto di formazione, che tocca temi come l'irrequietezza, il senso di perdita, l'importanza del perdono, il valore del supporto reciproco e della compassione. La crescita emotiva e caratteriale di Ajna è narrata insomma con una delicatezza rara, e l'abilità di "tenere stretti a sé", all'interno del suo animo, tutti coloro in cui si imbatte diventa persino un'adorabile metafora del lato più egoistico dell'amicizia.

    Azione ed esplorazione

    Indivisible è un concentrato di creatività, che sulla base di un action-rpg a scorrimento orizzontale innesta una serie di meccaniche ludiche tutte ben amalgamate tra di loro. Le prime ore dell'avventura sono contraddistinte da un andamento piuttosto lineare, in cui dovremo orientarci perlopiù in un'unica direzione, apprendendo di volta in volta nuove abilità con cui superare nemici ed ostacoli ambientali.

    Ajna è in grado di saltare, di compiere un piccolo scatto laterale, e di utilizzare un'ascia con cui aggrapparsi alle superfici per darsi lo slancio e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Mentre sulle prime la progressione è scandita da un incedere univoco e rigoroso, nella seconda metà - con l'acquisizione di nuovi talenti - la struttura di Indivisible si trasforma in quella di un metroidvania a tutti gli effetti, in cui dovremo sfruttare a dovere le varie abilità dell'eroina per tornare sui nostri passi ed imboccare sentieri prima preclusi. L'ottenimento delle skill è cadenzato alla perfezione, e fino alla fine della storia guadagneremo costantemente nuovi upgrade, così da valorizzare a pieno la conformazione di un eccellente level design, sempre diversificato e ottimamente interconnesso. Solo durante le battute conclusive, a poche ore dallo scontro finale, si avverte un po' di stanchezza nella reiterazione delle medesime azioni: benché ogni missione da compiere abbia un suo senso nel mosaico narrativo, abbiamo avuto l'impressione che sfoltire qualche passaggio, a costo di sacrificare un tassello della longevità, avrebbe reso l'avventura maggiormente snella ed incisiva.

    Il team di Lab Zero ha comunque avuto la brillante intuizione di rimuovere da Indivisible le lungaggini di molti altri giochi di ruolo, riducendo le conversazioni al minimo indispensabile e proponendo una progressione automatica, priva di un albero dei talenti, nella quale i personaggi salgono di livello in totale autonomia.

    In tal senso, l'unica parte attiva del giocatore consiste nella necessità di rinvenire, durante l'esplorazione, alcuni cristalli che ci permetteranno di aumentare la difesa e l'attacco, assolutamente fondamentali per sopravvivere agli scontri di Indivisibile. È proprio il combat system uno dei fiori all'occhiello della produzione: Lab Zero ha infatti imbastito una formula che mescola un sistema a turni con la profondità di un picchiaduro.

    Anzitutto, i nemici sulla scena sono tutti ben visibili, e nelle fasi avanzate sarà possibile sia evitarli, sia - previo lo sblocco di specifiche doti - eliminarli in tempo reale senza dar inizio al duello vero e proprio. Scendendo in campo, invece, avremo a disposizione una squadra composta da un massimo di quattro membri, selezionabili a piacimento nella lista degli eroi raccolti nel corso della storia.

    Alcuni si uniranno alla nostra causa per ragioni narrative, mentre altri saranno del tutto opzionali: che si tratti di personaggi principali o secondari, ciascun amico di Ajna sarà delineato a meraviglia, sia sul versante del design, sia su quello della personalità, sia ancora sul piano delle capacità battagliere. Le mosse di ogni guerriero del party sono connesse ai quattro tasti frontali del pad, e ciascuna azione sarà regolata da un variabile numero di slot disponibili, che si ricaricheranno dopo l'uso: come in un fighting game, la pressione delle frecce direzionali in contemporanea con i pulsanti d'attacco dà vita ad assalti differenti, che possono essere uniti tra di loro per inanellare una serie di combo estremamente dannose. Chiaramente la diversità dei combattenti ci dà l'opportunità di allestire una squadra adatta a tutte le circostanze, composta da curatori, da maghi abili sulle distanze e da picchiatori corpo a corpo.

    Dal momento che dopo ogni azione dovremo attendere un periodo di ricarica, lo spauracchio del button mashing viene vaporizzato in un istante: anche se attaccheremo con un solo avatar, d'altronde, nessuno degli altri membri risanerà il proprio slot, e ogni singolo segmento si ricaricherà solo quando resteremo immobili.

    Ci toccherà dunque valutare attentamente le fasi di offesa e difesa, cercando di parare i colpi avversari con il corretto tempismo: i nemici potranno prendere di mira sia un solo bersaglio (la cui parata è legata al tasto del pad associato), sia l'intero team, per proteggere il quale saremo costretti a bloccare il colpo mettendo in posizione difensiva tutti i partecipanti.

    Soltanto se eseguiremo la parata con una tempistica perfetta non subiremo danni (ed anzi otterremo un bonus alla salute), in caso contrario verremo sempre feriti in qualche modo, anche se in misura minore rispetto ad un colpo preso in pieno. Una volta riempita un'apposita barra, infine, potremo dar vita al più classico dei super attacchi per incrementare di gran lunga le potenzialità offensive.

    Come si evince da questa breve descrizione, il combat system di Indivisible sa essere intuitivo ed al contempo molto stratificato e strategico: un cocktail eccellente e divertentissimo, che funziona senza sbavature e che è dotato di un notevole bilanciamento complessivo, quantomeno per tre quarti dell'esperienza.

    Soltanto nelle ultime ore, purtroppo, la potenza di Ajna e dei suoi amici tocca livelli talmente alti che solo i boss si dimostrano davvero impegnativi, mentre gli avversari minori potranno essere annichiliti con pochi assalti, cancellando di colpo tutta la profondità del sistema di lotta saggiata in precedenza.

    Questo squilibrio si nota anche in alcuni eroi, specialmente in quelli che entrano a far parte del gruppo sul finire dell'avventura, i quali ci sono parsi decisamente più efficaci in confronto ai compagni. Anche se la superiorità schiacciante della protagonista è pienamente giustificata dalle esigenze narrative, avremmo preferito insomma un grado di sfida un po' più equilibrato nelle fasi finali del gioco.

    Saltare con Ajna

    Di importanza indiscutibile all'interno di Indivisible sono anche le sequenze di platforming, che in alcuni frangenti diventano addirittura predominanti. Sin dal principio Ajna può compiere grossi balzi ed arrampicarsi sulle superfici a portata della sua ascia, ma è con l'avanzare della trama che il design delle ambientazioni si fa più contorto e elaborato.

    Sulle prime, l'anima platform dell'opera di Lab Zero è francamente farraginosa ed imperfetta: le collisioni non sono sempre adeguatamente precise, e la limitata ampiezza dei salti di Ajna potrebbe richiedere alcuni tentativi prima di essere padroneggiata come si deve, con lo spettro della frustrazione pronto ad assalirci ad ogni errore. Questa ruvidezza è la causa di sequenze piuttosto grossolane, che hanno il solo pregio, nelle ore iniziali del gioco, di non essere particolarmente invasive. Tuttavia, poco alla volta, di pari passo con la crescita dell'eroina, anche il platform si fa più rifinito e piacevole: ci vorrà un po' prima di conquistare i giusti upgrade, ma ad un certo punto tutte le fasi con piattaforme acquisiranno la medesima piacevolezza dell'esplorazione e del combat system. Le nuove abilità di Ajna rendono quindi i movimenti molto più dinamici e fluidi, supportati da un'architettura dei livelli e da una disposizione delle trappole mai eccessivamente proibitive né troppo superficiali.

    Un insieme di ispirazioni

    Il mondo di Indivisible fonda il suo fascino su un crogiolo di ispirazioni molto variegate: il tratto grafico è ammaliante, ed il character design semplicemente perfetto, frutto com'è di innumerevoli suggestioni estrapolate dagli anime e dalle culture più disparate.

    La direzione artistica si fregia di personaggi ed ambienti disegnati a mano, in un insieme visionario ed ipnotico, dove ogni singolo NPC sullo sfondo possiede una propria spiccata caratterizzazione. Da vedere, insomma, Indivisible è un gioiello assoluto, che spazia da panorami steampunk a distese desertiche, da città marittime a metropoli di matrice orientale. La bellezza dei disegni si può ammirare sia durante le rare scene d'intermezzo animate dallo Studio Trigger (gli autori di Kill la Kill), sia nelle schermate di dialogo che portano avanti la narrazione, parecchio statiche ma comunque gradevolissime, merito anche di un doppiaggio in lingua inglese da applausi e di un'ottima localizzazione italiana per i sottotitoli. A coronare il tutto c'è poi la sublime colonna sonora di Hiroki Kikuta, cullante ed incalzante, vispa ed epica, avvolgente e sognante.

    Indivisible IndivisibleVersione Analizzata PlayStation 4 ProSeguire la giovane Ajna lungo il suo viaggio si è rivelata un'avventura di grandissima intensità. Ricco, sfaccettato ed articolato, Indivisible è un prodotto che ibrida diversi generi in un amalgama indubbiamente riuscito, e che struttura una narrazione semplice ma amabile, con una progressione a metà strada tra il gioco di ruolo ed il metroidvania. Qualche incertezza nel bilanciamento e nelle fasi platform rappresenta solo un piccolo inciampo a fronte di un'opera ludicamente ed artisticamente di indubbio valore. Insomma, dopo più di venti ore trascorse in sua compagnia, anche noi ed Ajna ed siamo diventati indivisibili.

    8.5

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