InnerSpace Recensione: un viaggio interstellare nell'Inverso

InnerSpace è un gioco di esplorazione aerea che ci porterà a visitare l'Inverso, una misteriosa zona interstellare tutta da scoprire...

recensione InnerSpace Recensione: un viaggio interstellare nell'Inverso
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • InnerSpace viaggia sospeso, alla costante ricerca di una direzione. Non se la sente di rifiutare del tutto le canoniche meccaniche videoludiche: prende in prestito le basi dei simulatori di volo, arricchisce di collezionabili l'esplorazione e non disdegna potenziamenti da sbloccare. Allo stesso tempo tenta la via dell'esperienza dei sensi, del sottotesto filosofico, delle atmosfere indefinibili. Assorbe le mode contemporanee, ma con quella riserva tipica del videogiocatore di vecchia data ancora alla ricerca di sfide e obiettivi. Il titolo dei ragazzi di PolyKnight Games, nato grazie a una campagna di crowdfunding terminata con evidente successo, arriva su PS4 e sorprende per un gusto estetico, seppur non del tutto originale, evidentemente raffinato.

    Mondi al contrario

    InnerSpace immagina mondi al contrario: come se il pianeta Terra non si sviluppasse al di fuori, come accade, ma al proprio interno. Immaginate allora una prospettiva capovolta. Il mare e le montagne stanno in cielo, il cielo e il vuoto in cui muoversi stanno nel mezzo, là dove normalmente si trova il nucleo. Il mondo di InnerSpace ha origini lontane: furono gli Antichi a creare quei pianeti oggi disabitati, collegati tra loro da portali circolari. Gli Antichi avevano imparato a incanalare l'energia del vento, ma poi successe qualcosa. L'avvento dei semidei condusse gli Antichi all'estinzione: è la metafora del tempo che scorre, dell'incapacità di adattarsi alla mutevolezza delle cose.

    Fatto sta che ora quei pianeti sono cimiteri, luoghi senza vita in cui sopravvivono le tracce dell'antica civiltà. Si scorgono monumenti, aree residenziali, misteriose e imponenti costruzioni disseminate tra il cielo interno e la volta acquatica. Si parlava di direzione artistica raffinata. Gli sviluppatori, qui alla loro prima opera commerciale, dimostrano un gusto per la composizione cromatica e paesaggistica non indifferente: i pianeti possiedono un'identità marcata e coerente, sono spazi che colpiscono per maestosità e incuriosiscono per complessità. Invitano il giocatore a essere esplorati, forti di un'atmosfera onirica e rilassante.

    Il cartografo e l'archeologo

    Ma chi è il giocatore? In InnerSpace si vestono i panni del Cartografo, un piccolo aereo riportato in vita da un Archeologo, un altrettanto piccolo sottomarino interessato da tempo al passato di quei luoghi. Uno studioso che vi accompagnerà lungo il percorso. Sarà lui a rispondere alle vostre domande, a darvi consiglio qualora vi ritroviate smarriti. Il vostro obiettivo? Esplorare i pianeti, riattivare le connessioni tra loro, recuperare i reperti che raccontano il passato. Nessun nemico, fatta eccezione per i semidei che incontrerete: figure pacifiche, che in un certo senso dovrete riattivare come quei mondi, sorta di colossi da comprendere e "liberare".

    Sono tuttavia il volo e l'esplorazione a farla da padroni. Il vostro cartografo volteggia, cambia verso, si infila in stretti cunicoli. Può essere anche potenziato, a patto di trovare i giusti reperti. I diversi cartografi possiedono abilità e specifiche di volo differenti. Ci sono frangenti in cui dispiace che l'esplorazione avvenga tramite il volo, sebbene sia possibile cogliere tutta la libertà offerta da questa scelta: sono quei momenti in cui il piccolo aereo si incastra, in cui una manovra errata produce collisioni indesiderate. Non è sempre facile guidare quell'oggetto. Eppure, quando si riesce a volteggiare nel migliore dei modi, a tuffarsi in acqua e poi a riemergere, si avverte appieno il gusto dell'esplorazione. Peccato non sia un'esperienza continua, che l'armonia ceda talvolta il passo alla frustrazione.

    Non voglio citare quel gioco

    Non si tratta inoltre di un'avventura in sé longeva. Dipende tuttavia dal vostro approccio, dalla voglia di recuperare tutti i reperti, di esplorare ogni anfratto alla ricerca del vento (necessario per sbloccare alcuni potenziamenti). InnerSpace può essere vissuto come un'esperienza bucolica, e a dire il vero funziona, forse anche per merito del suo discreto ed evocativo accompagnamento sonoro. Però patisce un po' quel suo viaggiare sospeso, quel suo non prendere una direzione.

    Ti dà degli obiettivi ma rifiuta la mappa; ti invita a esplorare ma a volte rende le manovre tediose e confuse. Si nota la sua natura acerba, ma allo stesso tempo s'intuisce il notevole potenziale degli sviluppatori. Giungere al termine della recensione senza aver mai citato Journey è un gran traguardo. Ma è giusto dirlo: siamo lontani dalla vette raggiunte dal capolavoro di Thatgamecompany.

    InnerSpace InnerSpaceVersione Analizzata PlayStation 4InnerSpace colpisce per una direzione artistica nient'affatto banale, perfettamente in grado di veicolare e narrare l'animo "esistenziale" del gioco. Purtroppo, però, gli elementi più propriamente ludici (la ricerca dei reperti, la gestione del volo, i diversi potenziamenti) vanno un po' a confliggere con l'idillio di un'esperienza che a tratti si fa macchinosa e parzialmente confusa. Il piacere di esplorare quei mondi surreali lascia spazio allo spaesamento, alla ricorsività, nel tentativo di individuare quell'ultimo reperto, di maneggiare l'aereo imbizzarrito. Forse sarebbe stato meglio togliere, ripulire, offrire un'esperienza ridotta all'essenziale, come fece Journey a suo tempo. Il titolo di PolyKnight Games è un'opera tuttavia affascinante, che fa ben sperare per il futuro degli sviluppatori di Dallas.

    6.9

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