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Intruders Hide and Seek Recensione: un nascondino mortale su PS VR

L'avventura stealth targata PlayStation VR regala un thriller che in realtà virtuale risulta sì piacevole, ma non molto rimarchevole.

recensione Intruders Hide and Seek Recensione: un nascondino mortale su PS VR
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Il mercato dei videogiochi per la realtà virtuale è in continua espansione. In casa Sony, in particolare, il PlayStation VR accoglie un numero sempre maggiore di nuove proposte, ed in tempi recenti abbiamo ricevuto sui nostri scaffali titoli davvero memorabili. La delicatezza di avventure come Moss si è infatti alternata all'estro di Astro Bot e al divertimento di Farpoint. Finora, però, nella libreria del visore nipponico, è mancato un titolo stealth che potesse esprimere appieno tutti i pregi del genere: Daedalic Entertainment e Tessera Studios ci hanno provato con Intruders: Hide and Seek, un'avventura totalmente votata alla furtività che cerca di beneficiare di questa giovane tecnologia per massimizzare il coinvolgimento sensoriale dell'utente. Dopo averlo provato, affrontando la lunga notte del povero Ben armati del nostro caschetto, possiamo affermare che - al netto della buona idea di base - l'esperimento non può dirsi completamente riuscito.

    Panic Room

    Il piccolo Ben Richter, un bambino di appena dieci anni, rientra insieme alla sua famiglia - composta dai genitori e dalla sorellina più piccola - nella sua immensa casa di campagna, una villa circondata da campi e alberi che si prepara a diventare il teatro di una notte di orrori. I primi minuti di Intruders: Hide and Seek ci introducono i pochi personaggi principali del racconto, ci portano a conoscerne meglio il background narrativo e ci permettono di prendere familiarità con le meccaniche ludiche dell'opera.

    Brevi scene d'intermezzo si alternano ad una sessione di nascondino tra Ben e sua sorella, finché non giunge il calare delle tenebre. La piccola non riesce a dormire e i due fratellini decidono così di seguire il padre, che sembra custodire un segreto, in una stanza nascosta all'interno dell'abitazione. I bimbi giungono quindi in una Panic Room, ovvero un bunker anti-panico da utilizzare in caso di pericolo, situato nel loro stesso garage.

    È proprio qui che diventano testimoni di un evento terribile: tramite il sistema di sorveglianza del papà, scoprono che tre intrusi hanno preso in ostaggio i loro genitori e si preparano ad entrare in casa per rubare un oggetto inizialmente ignoto. Mentre sua sorella rimane al sicuro nella Panic Room, dunque, l'indifeso Ben si addossa il compito di liberare la sua famiglia dalle grinfie dei tre malviventi, facendosi largo silenziosamente lungo l'immensa magione in modo da chiamare i rinforzi per trarre in salvo gli sfortunati Richter.

    Avanzando attraverso stanze, scalinate e androni della villa, sia il protagonista che il giocatore avranno modo di scoprire ulteriori retroscena, fino ad arrivare alla verità che si cela dietro le azioni del padre e le motivazioni dei sinistri rapinatori. Quella di Intruders è una sceneggiatura che non brilla particolarmente per qualità della scrittura, ma riesce in ogni caso a muovere le fila di un racconto coerente e credibile, supportato inoltre da qualche momento un po' più avvincente.

    La trama del gioco di Deadalic e Tessera pesca a piene mani dalla cinematografia di genere. Non ci troviamo, in fondo, davanti a un horror puro: parliamo, piuttosto, di un thriller psicologico che si ispira neanche troppo velatamente al film Panic Room di David Fincher, con Jodie Foster e Kristen Stewart.

    È anche una sorta di "Mamma ho perso l'aereo" in salsa molto più cupa e in cui, invece di sgominare gli intrusi, Ben non deve far altro che scappare, muovendosi senza far rumore e sfruttando l'ausilio delle ombre e degli anfratti in cui nascondersi. Nelle circa tre ore di durata, in sostanza, dovremo vender cara la pelle in attesa che qualcuno giunga in nostro aiuto.

    Chi cerca trova

    Insomma, in Intruders: Hide and Seek sarete in tutto e per tutto una preda inerme di fronte ad adulti che non si faranno scrupoli nel tramortire il protagonista in caso riescano a catturarlo, determinando così il Game Over. Quest'avventura in soggettiva è, come il titolo suggerisce, un letale nascondino che prende forma attraverso uno stealth game estremamente basilare, basato sulla necessità di spostarsi liberamente nelle zone in cui la sfera visiva degli inseguitori non può raggiungerci.

    Le meccaniche dell'avventura assomigliano a quelle di un walking simulator con aspetti interattivi, dal momento che non esiste un inventario di oggetti né è possibile utilizzare gli elementi sparsi lungo la casa: le uniche azioni concesse al giocatore, al di là del movimento, sono di spingere le porte, aprire cassetti, azionare leve e, infine, sfruttare ante e grate per acquattarsi al loro interno. Qui, in alcuni frangenti, subentra l'indovinata feature del respiro: al fine di regolare il ritmo respiratorio e non tradire la propria presenza all'orecchio dei nemici, il gioco ci chiederà di scuotere il controller in concomitanza con il battito cardiaco del protagonista. Sbagliare la sequenza porterà, chiaramente, ad emettere alcuni rumori, aumentando le probabilità di essere scoperti. Non sono presenti in Intruders neanche puzzle di alcun tipo: tutto ciò che conta, alla fine, è fuggire verso la libertà e la salvezza. Il grado di inquietudine nella creatura di Dadedalic risiede tutto nella capacità di far leva sulla psiche e proporre al giocatore la costante sensazione di essere braccato, unita alla consapevolezza di poter essere individuato al minimo singhiozzo.

    Il gameplay, dunque, risulta fin troppo povero di caratteristiche e decisamente poco incline alla varietà: nelle circa tre ore necessarie al completamento della storia, la formula ludica cade spesso vittima della ripetitività, e l'unico pretesto per proseguire nell'avanzamento sarà legato al gusto di sapere in che modo terminerà la vicenda.
    Ciò di cui soffre realmente Hide and Seek, però, è soprattutto la legnosità dei comandi di movimento, accentuati da un reparto tecnico non proprio eccezionale.

    A fronte di ambientazioni soddisfacenti e suggestive sotto il profilo artistico, va detto che i modelli non sono particolarmente definiti, né le texture e l'illuminazione risultano del tutto a fuoco, rendendo il colpo d'occhio alquanto obsoleto. Al di là del comparo grafico, i difetti della produzione si riconoscono principalmente nella sua offerta poco variegata e nell'incapacità di osare un po' di più sul piano dell'interattività, che avrebbe di certo acuito il senso di presenza.

    La visuale in VRPotrete giocare Intruders: Hide and Seek tanto in visuale standard quanto in VR, ma noi vi consigliamo di farlo con il visore PlayStation. A patto, ovviamente, che riusciate a sopportare una leggera, ma non invasiva, sensazione di motion sickness dovuta ai movimenti di camera. In vostro aiuto giunge l'opzione per impostare una visuale a rotazione classica e una settata per gradi, con la possibilità di personalizzarne la sensibilità allo scopo di ridurre quanto basta l'eventuale insorgere di nausea.

    Ciononostante, pur dinanzi alle sue evidenti limitazioni, Hide and Seek porta con sé anche una serie di elementi che meritano di essere presi in considerazione: il sonoro, ad esempio, è un valore aggiunto che diventa essenziale per proseguire nell'avventura. Che sia la necessità di seguire una voce, un suono o una vibrazione, prestare attentamente ascolto all'ambiente circostante permette sia di recuperare oggetti utili per l'avanzamento, sia di rendersi conto della posizione di ciascun nemico. Il giocatore deve prestare attenzione anche ai propri movimenti, poiché avvicinarsi rapinatori senza rimanere accovacciati produrrà un rumore sufficiente a farsi scoprire. In tal senso, abbiamo trovato l'intelligenza artificiale sufficientemente reattiva: a distanze ragionevoli, rimanere minimamente scoperti o agire in maniera rischia di allertare rapidamente i nemici, rendendoci quindi alla mercé della loro aggressività.

    Intruders: Hide and Seek Intruders: Hide and SeekVersione Analizzata Playstation 4Intruders: Hide and Seek non è una produzione mediocre, ma presenta alcune fragilità strutturali che non le permettono di scalare l'Olimpo videoludico di PlayStation VR. Una buona trama e un concept intrigante prestano il fianco a una costante ripetitività nelle meccaniche, povere di contenuti e soprattutto di varietà. L'inquietante partita a nascondino di Ben rimane un’esperienza comunque gradevole, soprattutto in virtù di un prezzo decisamente accessibile (19,99 euro), che può essere vissuta anche in modalità ‘standard’. Il nostro consiglio, però, è di giocare sfruttando PlayStation VR: a fronte di movimenti e comandi un po’ macchinosi, la visuale tridimensionale e il sonoro (opportunamente supportato dall'utilizzo di un paio di cuffie) renderanno l’esperienza immersiva quanto basta per regalare una manciata di ore sufficientemente coinvolgenti.

    6.5

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