Itta Recensione: un viaggio psicologico sotto forma di bullet hell

Un bullet hell che si nutre di inquietudine e speranza, plasmato in pixel art da un unico autore: scopriamo l'opera prima di Jacob Williams.

recensione Itta Recensione: un viaggio psicologico sotto forma di bullet hell
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  • A volte è sufficiente indagare il significato di un nome per comprendere la natura di ciò che ci si trova di fronte. In ITTA è necessario fare uno sforzo ulteriore, ma è sicuramente un punto di partenza essenziale apprendere l'origine del titolo scelto per la propria opera prima da Jacob Williams, sviluppatore solitario dietro il quale si cela l'etichetta Glass Revolver. "Ebbi l'idea per il gioco il giorno in cui mi svegliai in un reparto di psichiatria. - ha raccontato l'autore in un'intervista - 'Itta' in giapponese significa 'andato' ed è in questo modo che mi sono sentito per così tanto tempo. [...] Nel gioco si ritrovano i temi dello smarrimento, della depressione, dell'auto-aiuto, [ ...] e credo che che il termine 'Itta' si leghi in qualche modo ad ognuno di essi".

    ITTA è un twin-stick bullet-hell plasmato in pixel art, al cuore del quale troviamo il viaggio di una bambina smarrita in un mondo desolante e alieno, che la costringerà ad un'oscura discesa in un inferno interiore prima di poter tornare a guardare al futuro con speranza. Un itinerario di crescita che Williams e la piccola protagonista hanno percorso insieme, sino a dare forma a un universo digitale che è espressione diretta e brutale della complessità dell'animo umano.

    L'orrore, tra giardini e rovine

    Le cupe atmosfere di ITTA si mostrano senza compromessi sin dalla sequenza iniziale: il risveglio della fanciulla, ammantata di una semplice tunica blu, è infatti quantomai traumatico. All'interno di una caverna, in un mondo sconosciuto, Itta trova accanto a sé i cadaveri del padre, del fratello e di Kiko, il gatto di famiglia. All'orrore si somma lo sconcerto, quando dal corpo dell'animale domestico si manifesta un candido e luminescente spirito di forma felina.

    Si tratta di un guardiano ancestrale, pronto ad affiancare la bambina nel percorso che la attende tra misteriosi giardini e rovine abbandonate. Inizialmente volto alla ricerca della madre, unico membro del nucleo famigliare a risultare scomparso, il viaggio di Itta si trasformerà però ben presto in qualcosa di decisamente più complesso e simbolico.

    Il mondo che si estende all'esterno della grotta in cui ha inizio l'avventura è denso di cupe minacce, che tuttavia si ritrovano sigillate all'interno di alcune misteriose caverne. Attorno a queste ultime, un mondo surreale, suddiviso in tre macroaree e tra le cui molteplici ispirazioni troviamo anche un pizzico di Italia. Tra le ambientazioni che hanno contribuito a plasmare l'universo di ITTA, il suo creatore cita infatti apertamente i Giardini di Bomarzo.

    I giardini di Bomarzo

    Situati presso l'omonimo comune laziale, sono piuttosto noti anche come Parco dei Mostri, in virtù della propria strana struttura. Infrangendo i dettami dei classici giardini all'italiana del Cinquecento, questi ultimi accolgono infatti un bosco popolato di insolite sculture, raffiguranti draghi, creature inquietanti e mitologiche. Un design effettivamente ampiamente riconducibile ad alcune delle aree rappresentate dalla pixel art di ITTA.

    Ma oltre che da atmosfere surreali e furiosi nemici blindati dietro solidi portali di pietra, il mondo di gioco del bullet-hell è popolato anche da un'interessante e variegata schiera di NPC, tra divinità, entità spirituali, golem ed esseri umani ormai prossimi allo smarrimento. Ognuno di essi offrirà un piccolo spaccato sulla mitologia che caratterizza questo strano limbo in cui si è ritrovata catapultata la bambina, in interazioni che si sviluppano in maniera dinamica lungo l'avanzare dell'avventura e l'esplorazione della mappa.

    Ad arricchire il quadro dipinto da queste anime erranti troviamo accenni di narrazione ambientale, la possibilità di consultare alcuni documenti rinvenibili nel corso del nostro viaggio in cerca di speranza ed alcune brevi, ma suggestive cut-scene. ITTA avvolge il giocatore con un racconto volutamente sfumato ma coinvolgente, che si presta a più interpretazioni e lascia spazio a molti "non detti". In maniera coerente, lo stesso finale dell'opera, più che offrire una conclusione strutturata, rappresenterà piuttosto uno spunto di riflessione per il giocatore.

    Quello del bullet-hell è un mondo in cui le leggi che regolano la vita e la morte si applicano in maniera arbitraria, un rigoglioso ma macabro giardino in cui la fine è dettata non dal deperimento del corpo, ma da quello della mente. Il rischio di perdere se stessi è costante e pressante e la stessa Itta dovrà imparare a sopportarne le conseguenze. Fronteggiare e uccidere i suoi pericolosi avversari rappresenterà un trauma per la bambina, in un vortice di cruento smarrimento in costante bilico tra alienamento e autodistruzione.

    Un Inferno emotivo e di proiettili

    Per cercare una via in grado di ricondurla a casa, la protagonista dovrà farsi strada attraverso una selezione di 18 Boss, alcuni dei quali opzionali. Come detto, per affrontare questi ultimi sarà necessario accedere ad aree specifiche del mondo di gioco, che andranno a costituire le arene all'interno delle quali cimentarsi in intricate danze della morte, da affrontare schivando colpi a schermo che si faranno via via più numerosi con l'avanzare delle fasi che regolano ciascun combattimento. Discreta la varietà di mezzi con cui gli avversari cercheranno di arrestare il viaggio di Itta, anche se su questo fronte si sarebbe forse potuto optare per un approccio maggiormente ricercato. Particolarmente limitante in tal senso la scelta di non rendere , se non in pochi casi, particolarmente distintive le arene delle Boss Fight, piuttosto simili le une alle altre.

    Nonostante queste parziali mancanze, il combat system si presenta come godibile ed intuitivo. La curva di difficoltà risulta ben calibrata, senza mai raggiungere livelli di sfida eccessivamente elevati. In questo senso, ITTA si classifica come un'ottima opzione per i giocatori che vogliono avvicinarsi al genere dei bullet-hell: certi Boss risultano ovviamente più ostici di altri, ma alcuni accorgimenti vanno in aiuto ai neofiti del genere. In qualunque momento, sarà infatti possibile scegliere dal menu delle opzioni di dotare la protagonista di vita infinita oppure di incrementare il danno inflitto dai suoi colpi.

    Per affrontare i Boss che la attendono lungo il cammino, Itta avrà a disposizione un set di ami astrali: inizialmente, l'unica opzione sarà offerta dal revolver del padre, ma con l'avanzare del gioco si potranno, ad esempio, imbracciare shotgun o scagliare bombe contro i propri nemici. In tal senso, bisogna tuttavia segnalare che, nella nostra esperienza, alcune armi si sono rivelate decisamente più efficaci di altre, andando così in parte a smorzare lo stimolo a cimentarsi in stili di combattimento differenti.

    Per destreggiarsi tra i fitti colpi avversari, il giocatore potrà sfruttare anche la possibilità di ricorrere ad agili capriole, utili per evitare una raffica di proiettili o per raggiungere rapidamente una posizione di vantaggio all'interno dell'arena. Non è previsto alcun meccanismo legato al consumo di stamina e il loro utilizzo è dunque completamente esente da vincoli. Inoltre, schivare proiettili all'ultimo secondo consentirà a Itta di caricare una specifica barra di energia: una volta colmata quest'ultima, il personaggio risulterà temporaneamente invulnerabile e sarà in grado di infliggere danni maggiori per alcuni secondi. La meccanica è giustificata a livello narrativo: dentro di sé la bambina cela infatti un lato oscuro che si nutre di rabbia e tristezza. Con l'avanzare dell'avventura, quest'ultimo si rafforzerà, apprendendo colpi sempre più potenti.

    Le Boss Fight si integrano in un'ambientazione che offre un interessante spazio anche all'esplorazione. Avventurarsi con attenzione per la mappa di gioco consentirà infatti di incrementare la propria resistenza vitale, recuperare nuove armi o imbattersi in templi presso i quali rafforzare il lato più oscuro della protagonista. La caccia ad alcune creaturine o alcune apposite postazioni consentiranno inoltre a Itta di affiancare ai normali cuori a propria disposizione altrettanta salute aggiuntiva, che non si ripristinerà se persa prima di una morte. Saltuariamente, alcuni semplici puzzle ambientali renderanno più intrigante l'avanzamento attraverso il mondo di gioco, del quale potremo progressivamente comporre la mappa recuperandone frammenti che saranno poi interpretati da un apposito NPC.

    Il gioco è attrezzato di un sistema di salvataggio automatico decisamente generoso: i progressi compiuti verranno infatti messi al sicuro con estrema frequenza. Addirittura, ITTA procederà con un salvataggio ogni volta che ci troveremo di fronte all'ingresso dell'arena di un Boss: in seguito a una sconfitta sarà dunque rapidissimo il percorso da compiere per cimentarsi in un nuovo tentativo.

    Ad accompagnare il dipanarsi dell'avventura, la cui durata si colloca indicativamente tra le 5 e le 8 ore a seconda del livello di abilità e della propensione all'esplorazione, il giocatore sarà accompagnato da una incalzante colonna sonora. Piuttosto semplice e composta da un numero ridotto di brani, questa risulta comunque in grado di avvolgere con la giusta atmosfera l'avanzata di Itta. Da segnalare, infine, l'assenza del supporto alla lingua italiana: l'inglese utilizzato, in forma scritta, è tuttavia di semplice comprensione.

    Itta IttaVersione Analizzata Nintendo SwitchL'opera prima di Jacob Williams, disponibile su PC e Nintendo Switch, rappresenta un valido punto d'ingresso per coloro che vogliono avvicinarsi al genere dei twin-stick bullet-hell: le opzioni in termini di accessibilità azzerano infatti il timore di scontrarsi con ostacoli insormontabili. I veterani del genere potranno evitare di ricorrervi, gustandosi a pieno la furia scatenata dai Boss di ITTA, che offrono un livello di sfida interessante, ma quasi mai eccessivamente elevato. Un'avventura che affianca alle dinamiche di gameplay tipiche del genere un'intrigante componente narrativa, caratterizzata da un finale un po' evanescente, che si rivolge soprattutto agli amanti dei racconti privi di confini rigidi e ben definiti.

    7.8

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