Joe Dever's Lone Wolf Recensione: Il lupo solitario arriva su Nintendo Switch

Le avventure di Lupo Solitario, dopo le fortunate release mobile, PC e PS4, giungono anche sull'ibrida Nintendo

recensione Joe Dever's Lone Wolf Recensione: Il lupo solitario arriva su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Grandi librerie, negozietti di provincia, polverose edicole di più o meno note stazioni balneari: tra gli anni Ottanta e i Novanta i librogame erano davvero ovunque. Una sorta di versione "in solitaria" dei tradizionali giochi di ruolo cartacei, che in Italia ha raggiunto la popolarità principalmente grazie alle avventure di Lupo Solitario, monaco dell'ordine dei Ramas nato dalla penna del talentuoso autore inglese Joe Dever.
    Inventato nel 1977 come ambientazione per una campagna di Dungeons and Dragons, il Magnamund è anche in questo caso lo sfondo delle avventure del solitario protagonista: trent'anni e ventinove libri dopo, questo universo Dark Fantasy giunge anche su Switch, grazie all'ennesima trasposizione di Joe Dever's Lone Wolf, titolo inizialmente sviluppato per piattaforme mobile e successivamente trascinato su PC e console.

    Nostalgia canaglia

    Chi ancora conserva in uno scatolone buona parte delle avventure cartacee pubblicate in Italia da EL (come chi vi scrive) accoglierà l'arrivo di Joe Dever's Lone Wolf su Switch con discreto entusiasmo. A maggior ragione se consideriamo che il gioco è sviluppato da una software house italiana (Forge Reply) e che la qualità della produzione è sicuramente solida.
    L'avventura recupera molti elementi dall'opera di riferimento, a partire dalla personalizzazione del proprio protagonista, il cui talenti Ramas andranno selezionati prima di gettarsi nella mischia. Le abilità che sceglieremo, proprio come succedeva sfogliando le pagine dei Librogame, saranno efficaci in diverse situazioni: alcune potranno essere attivate in combattimento, altre aumenteranno invece la possibilità di scelta durante le fasi squisitamente narrative, scritte nero su bianco proprio come succedeva nelle opere originali.
    Dopo aver personalizzato abilità ed equipaggiamento del nostro personaggio verremo subito calati nel mezzo dell'azione Il racconto comincia con il nostro protagonista che si avvicina a Rockstarn: coprendo un buco narrativo che si colloca fra il terzo ed il quarto libro della saga, questo episodio digitale di Lone Wolf vuole raccontarci un'avventura ambientata nei freddi territori a nord del Magnamund. La traduzione italiana è curata, efficace, e i fan di lungo corso ci metteranno ben poco a lasciarsi conquistare dalla narrazione:.
    Nel corso dei quattro capitoli che compongono il gioco accompagneremo il nostro monaco guerriero tra feroci combattimenti e scelte che cambieranno il nostro destino, aumentando di gran lunga il fattore rigiocabilità. Certo, verificare cosa sarebbe successo se avessimo ad esempio scelto il sentiero attraverso il bosco invece che la strada principale non è semplice ed immediato come nella controparte cartacea, ma sicuramente invoglia a far ripartire l'avventura almeno una seconda volta dopo i titoli di coda.
    Comoda e ben pensata anche l'interfaccia: sul lato sinistro dello schermo avremo la pagina del libro, splendidamente riprodotta con tanto di illustrazioni, che sfoggia uno stile grafico che ricorda a tratti il mai troppo osannato Soul Sacrifice; a destra potremo invece scegliere, a seconda della necessità, se visualizzare informazioni utili come la mappa, l'inventario o lo status del nostro eroe.
    La storia (scritta dallo stesso Joe Dever) è, come d'altro canto nella serie di librogame, ben strutturata e scritta ottimamente: lo stile asciutto ma estremamente evocativo dell'autore inglese si adatta perfettamente ad un mondo fantasy ruvido, implacabile e ancora più dark di quanto già non fosse nei libri.

    La scelta di bivi narrativi oltre che abbondante è anche magistralmente orchestrata, influenzata come dicevamo dalle nostre scelte in sede di creazione del personaggio (alcune abilità potranno essere utilizzate per "risolvere" situazioni spinose), ma anche dalla nostra indole di giocatori.
    Ma Lone Wolf non è solo storia, e i combattimenti sono parte integrante dell'esperienza: quando entriamo in azione, il ritmo dello scontro è scandito da un meccanismo che ricorda l'ATB di Final Fantasy. Durante il nostro turno, sul personaggio compaiono delle icone "azione" in corrispondenza dell'equipaggiamento. Selezionandole, queste si apriranno in sottomenu a raggiera in cui si seleziona la tipologia d'attacco, organizzare la difesa oppure utilizzare le abilità Kai. Nonostante siano caratterizzati da un utilizzo massiccio di Quick Time Event, gli scontri presentano un sorprendente quanto spiccato piglio strategico: scegliere tra armi primarie e secondarie, o ancora tra l'utilizzo delle abilità di Lupo Solitario o degli strumenti curativi, ci pone davanti a infiniti scenari che metteranno in alcune occasioni a dura prova le nostre capacità tattiche. Dovremo infatti non soltanto prestare attenzione alla salute, ma anche alla resistenza fisica e alla barra delle abilità, cercando di bilanciarne l'utilizzo per evitare di dover attendere tempi di ricarica troppo lunghi prestando dunque il fianco ai feroci attacchi dei nemici che ci troveremo a fronteggiare. Il sistema funziona e diverte, restando certamente più dinamico e complesso del semplicissimo regolamento di battaglia dei librogame.
    Sfortunatamente l'utilizzo così preponderante di QTE cozza con la scelta di puntare sui controlli fisici, e il titolo risulta alla lunga meno fruibile di quanto non sia su mobile, dove l'utilizzo del touch screen rende l'interfaccia più gestibile e limita la pesantezza degli input in fase di combattimento.
    Questo è insomma uno dei pochi punti di debolezza di questo Lone Wolf: pur essendo un porting di ottima qualità, e non presentando alcun tipo di problema tecnico, l'origine mobile è evidente nella disposizione dell'interfaccia e dei menu. A tal proposito risulta sicuramente un'occasione persa la mancata implementazione dei controlli touch in modalità handheld, come peraltro visto in titoli quali L.A. Noire.

    Non che questo difetto infici in maniera critica la godibilità complessiva dell'esperienza, ma sarebbe stata una gradita aggiunta, a maggior ragione considerando come alcuni minigiochi risultino meno incisivi pad alla mano (le sequenze di lockpicking ricalcano pedissequamente quelle viste in Skyrim, risultando in ultima analisi piuttosto frustranti).
    Anche sul versante tecnico è evidente la genesi del titolo: il comparto grafico, pur migliorato e ripulito rispetto l'originale edizione mobile, mostra tutti i suoi cinque anni: alcune texture sono meno rifinite, i modelli poligonali non sono troppo dettagliati, e in generale è evidente come il comparto visivo non sia il pilastro portante della produzione. L'accompagnamento musicale è invece di ottimo livello: la colonna sonora richiama atmosfere medievali ed oscure, fungendo da perfetto sottofondo per le peregrinazioni del nostro Lupo Solitario.
    Fatte queste dovute considerazioni, tuttavia, ci teniamo a ribadire che le componenti narrative e ruolistiche sono predominanti e davvero di rara caratura, per un'opera che ci intratterrà per una dozzina di ore, durante le quali la storia ci terrà costantemente incollati al piccolo (o grande) schermo di Switch.

    Joe Dever's Lone Wolf Console Edition Joe Dever's Lone Wolf Console EditionVersione Analizzata Nintendo SwitchJoe Dever's Lone Wolf è un titolo più che interessante, con qualche incertezza legata soprattutto all'età anagrafica del prodotto ed alla sua genesi mobile. Al netto della discutibile scelta di non supportare il touch screen dell'ibrida della casa di Kyoto e di un comparto grafico datato, pur supportato da una direzione artistica notevole, il nostro Lupo Solitario ci farà comunque vivere un'avventura meravigliosa, che il sistema di scelte multiple renderà piacevole e altamente rigiocabile. Fan della serie di librogame o meno, per chi non l'avesse già spolpato nelle sue precedenti incarnazioni Lone Wolf risulta un titolo da non lasciarsi sfuggire.

    7.8

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