Judgment Recensione: lo spin-off di Yakuza rimasterizzato per la next-gen

Judgment fa il suo esordio su PlayStation 5 con un rimasterizzazione di qualità, che ribadisce tutto il fascino dell'universo di Yakuza.

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  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Annunciata lo scorso febbraio con un trailer a sorpresa, la versione rimasterizzata di Judgment si appresta a fare il suo esordio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Stadia con il suo consueto carico di stile e sostanza. La nuova versione del titolo offre importanti migliorie sul versante tecnico, che contribuiscono a rafforzare il richiamo inebriante dell'iconica Kamurocho, lo storico palcoscenico della serie Yakuza. In questo senso, la nuova edizione di Judgment può rappresentare un eccellente punto d'accesso all'universo creato da Ryu Ga Gotoku Studio, a maggior ragione considerando i pregi del lavoro di rimasterizzazione portato avanti dal team di Toshihiro Nagoshi. Ok, non c'è il karaoke, ma le cose di cui innamorarsi sono davvero tante.

    Ritorno a Kamurocho

    Cresciuto tra i vicoli di Kamurocho, in un caleidoscopio di quotidiana brutalità e inattesa virtù, Takayuki Yagami sembra quasi la personificazione dei dualismi che animano il quartiere simbolo di Yakuza, un ricettacolo di luci abbacinanti e cupe ombre. Tak è un uomo risoluto e inflessibile, che non teme di sporcarsi le mani per difendere ciò che ritiene giusto, muovendosi con determinazione sul confine sottile tra la legge e il sottobosco criminale giapponese.

    Proprio a causa del suo spiccato senso dell'onore, l'uomo ha deciso di abbandonare una brillante carriera da avvocato per vestire i panni del detective, nella speranza di ottenere un dono che nel suo ambiente viene concesso solo di rado: la redenzione. Uno dei clienti difesi - con successo - da Tak si è infatti rivelato un killer a sangue freddo, e lui sente di non poter più perorare la causa della giustizia, non in un aula di tribunale. Una nuova ondata di feroci crimini rischia però di sconvolgere i delicati equilibri di Kamurocho: cadaveri senza occhi abbandonati in giro per le strade, la minaccia di una sanguinosa guerra tra clan, vecchi conflitti e nuovi misteri sui quali si allunga l'ombra di un intrigo che Yagami non può certo ignorare. A partire da queste premesse narrative, gli sviluppatori di Ryu Ga Gotoku Studio hanno costruito una delle migliori sceneggiature mai viste nell'universo di Yakuza, per quello che è tutti gli effetti uno spin-off della saga di Toshihiro Nagoshi.

    In linea con i canoni della sua "serie madre", Judgment incanta i sensi dei giocatori con un vivido spaccato della cultura giapponese, rielaborata in chiave "pulp" per alimentare il fascino di un'esperienza coinvolgente e carica di personalità, che recupera gli stilemi tipici di Yakuza arricchendone la formula con sfumature da "detective story" inedite.

    Sebbene non tutti i tasselli del mosaico creativo siano completamente a fuoco (le fasi investigative e di pedinamento appaiono tutt'ora abbozzate e poco interessanti), l'avventura di Tak Yagami risulta nel complesso tanto avvincente quanto efficace, col contributo di un combat system molto vicino a quello visto in Yakuza 0, che permette al protagonista di utilizzare due differenti stili per avere la meglio sugli avversari.

    Seppur semplificato rispetto agli standard della serie principale, anche il sistema di potenziamento risulta funzionale e ben congegnato, anche in relazione alle varie attività secondarie offerte dalla vitale Kamurocho, che non mancherà di tentarvi con una lunga serie di passatempi e incarichi collaterali, con la complicità di un cast vivace e pittoresco. Proprio i rapporti stretti con i vari abitanti del quartiere, al centro di un meccanismo di progressione complementare, hanno un ruolo importante nel definire la particolare identità del titolo nonché la caratterizzazione del protagonista, sempre pronto a schierarsi in difesa dei più deboli.

    In buona sostanza, Judgment resta tuttora un frammento prezioso della continuity videoludica di Yakuza, capace di offrire ore e ore di divertimento sia agli appassionati della serie che ai neofiti dell'epopea criminale di Nagoshi-san.

    A questo proposito, la versione rimasterizzata del gioco rappresenta un'ottima occasione per avvicinarsi alla saga senza sentire il peso del suoi trascorsi, visto che la sua natura "stand alone" non richiede ai giocatori di recuperare nessuno dei capitoli con protagonista il Drago di Dojima (un'impresa che comunque vi consigliamo caldamente). Un'opportunità il cui valore potrebbe raddoppiare in futuro, nel caso in cui Ryu Ga Gotoku Studio decida di trasformare Judgment in una serie a sé stante, magari con l'intento di preservare lo storico assetto action di Yakuza dopo la svolta ruolistica di Like a Dragon (l'ascesa di Ichiban nella nostra recensione di Yakuza Like A Dragon).

    Luci e ombre di un quartiere che non dorme mai

    Passando alle caratteristiche proprie di questa nuova versione, la remaster di Judgment non offre particolari novità sul piano contenutistico, fatta eccezione per l'aggiunta di tutti i DLC pubblicati dopo il lancio (per la gran parte pacchetti contenenti oggetti bonus e chincaglierie assortite) e la sostituzione del flipper nell'ufficio di Yagami con un fiammante cabinato di Out Run.

    Di contro, le migliorie sul fronte tecnico sono numerose e immediatamente evidenti, a partire dal raddoppio del frame rate, che ora si mantiene stabilmente ancorato alla soglia dei 60 fps, senza alcun cedimento degno di nota. Sebbene il team non abbia offerto dettagli specifici circa la risoluzione nativa di questa versione, possiamo confermarvi che su PS5 la remaster mostra un netto passo avanti per quanto concerne la definizione delle texture e la pulizia dei modelli poligonali, per quanto permanga qualche elemento meno convincente. Gli interventi più significativi riguardano però l'effettistica e il sistema d'illuminazione, rivisto e potenziato per donare a personaggi e scenari un aspetto più naturale e credibile. Va detto che la moltiplicazione delle fonti di luce e dei riflessi, il miglioramento degli shader e delle ombre possono talvolta alterare in maniera netta i "toni" dell'insieme, specialmente se si confrontano direttamente le immagini delle diverse versioni. In alcuni momenti Judgment sembra infatti allontanarsi visibilmente dalle sfumature più cupe dell'avventura originale, con la complicità di una palette cromatica a volte un po' troppo satura. Vale la pena di sottolineare che si tratta di una considerazione con un peso relativo nel quadro generale della produzione, e possiamo assicurarvi che la resa complessiva si mantiene su livelli più che soddisfacenti.

    Le novità della remaster

    L'elenco delle migliorie include una gestione più generosa del LOD (level of detail), e la quasi totale scomparsa dei fenomeni di pop-in visti nell'edizione originale (a tal proposito ecco la recensione di Judgment per PS4), specialmente su PlayStation 4 standard. Merita senza dubbio una menzione anche la notevole riduzione dei tempi di caricamento, che per forza di cose influisce positivamente sul ritmo del gameplay.

    Judgement torna dunque sugli scaffali con una remaster di buona qualità che sicuramente merita l'attenzione dei giocatori, per quanto la strategia di commercializzazione scelta da SEGA non ci abbia convinto del tutto. Chiariamoci: i quaranta euro richiesti per l'acquisto sono sicuramente giustificati, eppure avremmo gradito se il publisher avesse offerto ai possessori della versione base opzioni di "upgrade" più vantaggiose. Non parliamo necessariamente di un aggiornamento gratuito, probabilmente ostacolato da ragioni tecniche (i salvataggi delle due versioni non sono compatibili), ma magari di un prezzo agevolato per gli acquirenti della prima ora. A prescindere da queste considerazioni, la remaster di Judgment resta un prodotto solido e curato, pronto ad accogliere i giocatori tra le maglie di un universo tanto ricco quanto affascinante, e a conquistarli con un concerto di brutalità, ironia ed intense emozioni.

    Judgment JudgmentVersione Analizzata PlayStation 5Judgment varca i confini dell’attuale generazione con una remaster di buona fattura, che mostra evidenti migliorie in tutti gli aspetti salienti del comparto tecnico. Forte di un sistema d’illuminazione profondamente rivisto, che valorizza tutti gli interventi operati sul fronte della resa generale dell’immagine, il titolo di Ryu Ga Gotoku Studio si presenta al pubblico in una forma smagliante, complice la solidità di un’offerta ludica rimasta sostanzialmente intonsa rispetto alla versione originale. Alcune scelte non ci hanno convinto appieno, soprattutto per quanto riguarda la palette cromatica e la strategia di commercializzazione del prodotto, ma non possiamo fare comunque a meno di consigliarvi di dedicare la giusta attenzione al titolo, che potrebbe rappresentare per molti un eccellente punto d’accesso alla saga di Yakuza.

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