Recensione Julia: Innocent Eyes

Recensita l'avventura grafica ad episodi firmata da Artematica

Versione analizzata: PC
recensione Julia: Innocent Eyes
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Il “made in Italy” è sinonimo di qualità in molti settori dell'industria, ma non certo per il mercato videoludico. Inutile dilungarsi in un discorso che indaghi il perché dell'arretratezza "italica": i motivi, istituzionali e non solo, sono davanti gli occhi di tutti. Eppure la desolazione non è totale: Artematica Entertainment, insieme a Milestone, rappresentano due realtà attive e vitali. La prima è specializzata soprattutto nella produzione di avventure grafiche ispirate fumetti italiani (fra le quali ricordiamo con piacere Martine Mystère - Operazione Dorian Gray); l’altra perlopiù concentrata su simulatori di guida dedicati, come il recentissimo WRC - World Rally Championship, arrivato anche sulle console in alta definizione.
Julia: Innocent Eyes è il nuovo progetto di Artematica, ispirato all’omonimo fumetto di Sergio Bonelli Editore, protagonista di uno sviluppo travagliato, che ha rischiato più volte la cancellazione. Grazie a Warner Bros. Interactive, che ha preso in carico gli oneri di pubblicazione e distribuzione, il nuovo titolo dello studio ligure è pronto a riempire i monitor PC degli amanti del genere, trasportandoli nell’affascinante mondo dell’abile criminologa Julia, impegnata a risolvere un caso apparentemente impossibile.

Un misterioso omicidio

Tutto inizia quando la sera di Halloween la figlia del Giudice Howard viene trovata morta nel garage della sua abitazione. Purtroppo il ritrovamento non è immediato, e passano alcuni giorni prima che la famiglia, rientrata in fretta e furia dalle vacanze poiché impossibilitata di mettersi in contatto con la ragazza, si renda conto del tragico evento. La nostra protagonista, Julia, sarà accompagnata nelle indagini dal Tenente Webb, cui si uniranno in seguito anche il Sergente Irving e l’investigatore privato Leo Baxter. Le ricerche cominciano proprio nell’abitazione degli Howard, per capire prima di tutto quale potrebbe essere il movente del delitto: semplice storia passionale finita male o una sorta di vendetta nei confronti del padre per una sentenza recentemente emessa? Inutile aggiungere allora che è proprio la storia il punto forte del gioco. A fronte di una serie di carenze ed incertezze del comparto ludico (che adesso esamineremo con calma) si erge la qualità della sceneggiatura che, forte della famosa licenza, riesce a coinvolgere il giocatore fino a trascinarlo, con forza, sino alle battute finali. Una sorta di attrazione magnetica che più volte porterà il videoplayer ad impegnarsi come non mai nella risoluzione di un passaggio più ostico, per capire come va a finire la vicenda. Questo fattore ha aiutato senz’altro il prodotto al momento della nostra valutazione finale, dal momento che lo stimolo a proseguire non manca davvero mai, nonostante gli inciampi della struttura ludica.

Importante premessa

Per Julia: Innocent Eyes gli sviluppatori hanno optato per una distribuzione episodica mensile, con il primo capitolo già disponibile dal 24 settembre. Questa scelta, spiega Artemetica, è stata presa proprio per dare al gioco i connotati di un fumetto, con tre puntate chiamate a raccontare altrettanti giorni di indagini, pubblicate appunto al ritmo di una al mese. La seconda è prevista in uscita per il 22 ottobre, mentre quella conclusiva sarà disponibile il 26 novembre. Grazie a Warner Bros., noi abbiamo già completato l’avventura, motivo per cui questa recensione darà un giudizio complessivo sull’intera produzione, senza spezzettare la valutazione per episodi.

Una avventura grafica dallo stile classico. Fin troppo?

Julia: Innocent Eyes è dunque una classica avventura grafica vecchio stile, un titolo "punta e clicca", del genere che ha fatto la fortuna di titoli come Monkey Island, Gabriel Knight, Day of the Tentacle.
Ora, non è tanto l’impostazione ludica scelta a non convincerci, anche perché è stato ampiamente dimostrato più e più volte che bastano un paio di trovate geniali per rendere una struttura di tal fatta attuale ancora ai giorni nostri. Purtroppo in Julia mancano i guizzi d'originalità e i colpi di genio che, dai veterani di Artematica, sarebbe lecito pretendere. Partiamo dagli enigmi. Oltre ad essere poco originali e ispirati (limitandosi alla ricerca di qualche oggetto da combinare, e ad un altro paio di soluzioni stereotipe), sono di una semplicità quasi imbarazzante, ed i giocatori con una certa dimestichezza nelle avventure grafiche non troveranno particolari problemi a terminare l'avventura. C’è poi la spinosa questione del sistema di controllo, che abbiamo trovato fin troppo macchinoso e lento (nell'accesso ai vari menù e nella selezione delle opzioni per l'interazione con scenari e personaggi. Il tutto è accompagnato da una telecamera scomodissima, che seppur possa essere mossa con le frecce direzionali della tastiera, nasconderà diverse volte parti dello scenario importanti per la risoluzione delle indagini, lasciando l'utente a girare un po’ a vuoto per gran parte del tempo, salvo poi scoprire che la soluzione stava lì, a portata di mano: sarebbe bastato solo spostare la visuale. Per un titolo che fa dell’investigazione e del colpo d'occhio il suo cardine, questo diventa un difetto decisamente importante. L’esigua durata di ogni episodio va poi ogni oltre immaginazione, forse a dimostrazione del fatto che la frammentazione sia una decisione presa all’ultimo momento. Certo, non stiamo parlando di un prodotto che viene venduto a prezzo pieno, ma trovarsi di fronte ai titoli di coda dopo poche ore di gioco non è il massimo e, vista la pochezza degli enigmi, il fattore rigiocabilità è praticamente nullo.

Per fortuna però non mancano gli spunti interessanti ed anche un paio di idee innovative in grado di dare valore al pacchetto. Con il passare delle ore, il giocatore potrà trovarsi a controllare più di un personaggio contemporaneamente, tramite un apposito menu. Questo espediente permette di gestire le indagini da diversi punti di vista e, inoltre, sarà di fondamentale importanza per la continuazione della storia. Per fare un esempio, Julia avrà bisogno di esaminare un bottone insanguinato presso i laboratori specializzati del centro di Polizia. Per farlo dovrà affidarsi al Sergente Irving, cui compito è proprio quello di svolgere alcuni lavori di ufficio. Il giocatore, quindi, prima di tutto raccoglie la prova nei panni della criminologa e poi, dopo averla inviata ai laboratori, passerà nelle vesti del Sergente, che si occuperà di farlo esaminare dai suoi specialisti. Una volta finito, Irving informerà Julia e il Tenente Webb dei risultati, che potranno dunque riprendere le indagini, acquisiti ulteriori elementi. Ingranaggio fondamentale di tutto questo meccanismo sarà rappresentato dal cellulare. Ogni personaggio sarà infatti dotato di un telefono mobile, con il quale potrà dunque informare i colleghi di eventuali sviluppi nelle indagini, in maniera tale che alla fine si potrà fare un quadro generale della situazione e decidere come proseguire. Tramite il cellulare sarà possibile effettuare chiamate o mandare SMS. Quest’ultimi non dovranno naturalmente essere scritti manualmente, lettera per lettera, dal giocatore, ma verranno composti automaticamente in seguito a riflessioni fatte dal personaggio su una determinata situazione. Oltre al solito inventario, dove saranno depositati tutti gli oggetti raccolti durante le indagini (con la possibilità di combinarli tra loro), l’utente avrà infatti a disposizione sulla destra dello schermo un altro menu a comparsa, contenente questa volta dei pensieri, ricordi o valutazioni fatte nel corso delle ricerche. Questi saranno fondamentali per l’emissione di un giudizio, di conseguenza per il prosieguo della storia. Nel corso della nostra inchiesta ci siamo trovati ad esempio a mettere insieme due pensieri per formulare una rilevante riflessione spedita come SMS ad un collega. Oppure, abbiamo dato vita ad un dossier preliminare dell’assassino (mettendo assieme i primi accertamenti fatti sul luogo del crimine), inviato via e-mail al tenente Webb. La possibilità di usare poi dei gadget speciali accresce il coinvolgimento di tutti gli amanti del genere investigativo, seppur i difetti elencati sopra rovinino un po’ quella che sarebbe potuta essere un’esperienza di qualità ancora maggiore, magari non in grado di confrontarsi con i migliori del genere, ma capace di porsi come uno dei più bei prodotti di questa tipologia degli ultimi mesi.

Un fumetto interattivo

Anche il comparto grafico lascia un po’ a desiderare. Forse anch’esso vittima del travagliato sviluppo che ha coinvolto la produzione, non riesce mai a risultare impressionante e incisivo come dovrebbe essere in un’avventura grafica. Diciamo pure che Julia si accontenta dell’essenziale: i modelli dei personaggi non spiccano per quantità poligonale ma sono curati nell’aspetto, seppur manchino espressioni facciali degne di nota e soprattutto una sincronizzazione perfetta con il parlato. Per gli ambienti vale lo stesso discorso. C’è stata solo l’accortezza di renderli delicati e tutto sommato gradevoli alla vista, ma non riescono ad impressionare in alcun modo, se non per la riproduzione perfetta e maniacale di quanto visto su giornaletto. In tal proposito, le cut-scene sono caratterizzate proprio da riquadri in stile fumetto, tutti in bianco e nero e disegnati a mano; una scelta chiaramente fatta per rendere omaggio all'ispirazione originale, e senz’altro un modo carino e apprezzabile di raccontare la storia. Chiude il quadro un comparto sonoro sulla sufficienza, composto da un accompagnamento musicale anonimo e a volte un po’ fastidioso, e da un discreto ma altalenante doppiaggio in italiano, con alcune voci ben recitate ed altre che sembrano semplicemente leggere il copione, senza emotività e capacità recitative.

Julia: Innocent Eyes Julia: Innocent Eyes raggiunge la sufficienza grazie ad una storia ben narrata e coinvolgente, un'ispirazione fedele al fumetto originale di Giancarlo Berardi ed un gameplay graziato da un paio di trovate interessanti. Non mancano i difetti, che relegano quest’avventura grafica al poco ambìto spazio delle occasioni sprecate. Enigmi fin troppo semplicistici e poco ispirati, un sistema di controllo macchinoso ed affaticato, ed una longevità decisamente sotto la media del genere non aiutano il titolo ad ottenere più della valutazione assegnatagli. Rimane comunque un prodotto interessante, che consigliamo tranquillamente a tutti gli amanti del fumetto, mentre invitiamo ad una prova a chi è semplicemente attratto dal genere investigativo.

6

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