Jump Force: Recensione del picchiaduro crossover di Bandai Namco

Gli eroi delle serie manga e anime più famose (tra cui Dragon Ball, Naruto e One Piece) si incontrano in un crossover decisamente ambizioso.

Jump Force
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Quando il mondo si ritrova vittima di minacce che nessun individuo normale sarebbe capace di affrontare, ecco che gli eroi Jump si ergono a difesa dell'intero multiverso. Questa volta, però, la battaglia per la salvezza sembra essere ben oltre la portata di saiyan, pirati, ninja, cavalieri o samurai. Sin dal suo trailer d'esordio durante l'E3 2018, l'ambizione di Jump Force è stata subito evidente: il suo obiettivo era quello di celebrare nel migliore dei modi il 50esimo anniversario di Weekly Shonen Jump, la rivista nipponica sulla quale hanno preso vita i manga più importanti dell'ultimo mezzo secolo. Non è un caso, in effetti, che a guidare il picchiaduro di Bandai Namco ci siano Son Goku, Monkey D. Rufy e Naruto Uzumaki, tre volti appartenenti a opere che sono diventate dei veri e propri cult a livello globale.

    Sviluppato dai ragazzi di Spike Chunsoft - autori di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi, J-Stars Victory VS+ e One Piece Burning Blood - Jump Force porta quindi in scena i più grandi guerrieri provenienti dalla blasonata fucina editoriale di Shonen Jump. Un fighting game tridimensionale che cerca di recuperare la spettacolarità dei suoi predecessori, provando però anche ad andare oltre il semplicistico fan service. Il risultato, purtroppo, non ci ha lasciato del tutto soddisfatti.

    J-Warriors Uniti!

    Nonostante gli incredibili universi in cui si ambientano le avventure di paladini come Goku, Naruto e Seiya, la campagna per giocatore singolo di Jump Force si svolge nel mondo reale. La nostra dimensione è stata colpita da diversi cataclismi di origine sconosciuta, che sembrano generati da una serie di portali dai quali fuoriescono creature di ogni tipo. Alcuni dei villain più minacciosi di tutto il panorama editoriale del Sol Levante, tra i quali Freezer di Dragon Ball e lo spietato Marshall D. Teach di ONE PIECE, iniziano a mettere a ferro e fuoco diverse metropoli sparse in tutto il mondo: Hong Kong, San Francisco, Parigi e molti altri Paesi come Giappone e Nuova Zelanda vengono insomma invasi da morte e distruzione.

    L'avanzare degli antagonisti provoca, purtroppo, la dipartita di molti innocenti, tra i quali spicca un essere umano senza nome né volto destinato a diventare l'avatar del giocatore. Mentre Son Goku cerca di fermare le malefatte dell'imperatore galattico, Future Trunks si fa largo tra le macerie della città fino a raggiungere un cadavere. Con l'ausilio di una tecnologia misteriosa, il giovane saiyan riporta in vita l'individuo fondendo il suo corpo con un cubo Umbras che, oltre a compiere il miracolo, fornisce all'innocente un potere latente e la capacità di combattere al pari dei guerrieri presenti nel gioco di Bandai Namco.

    Un prologo così cupo apre le porte all'intera campagna di Jump Force, in cui gli utenti potranno creare un avatar modellando le sue fattezze e definendone le abilità di partenza: partendo dalla capigliatura, dalla forma del volto o del fisico, i giocatori avranno modo di definire una sorta di classe di appartenenza del proprio lottatore ideale, selezionando tra arti marziali, abilità ninja o stile piratesco. In seguito il protagonista viene introdotto all'intero assetto narrativo della produzione: un individuo chiamato Direttore Glover ha riunito tutti i principali eroi provenienti dal cosiddetto "Universo Jump", ovvero un insieme di reami che ospita i più grandi franchise targati Shueisha come Dragon Ball, Naruto, ONE PIECE, Saint Seiya, Hokuto no Ken, My Hero Academia, Black Clover, Yu-Gi-Oh! e così via.

    I guerrieri, riunitisi in un una lobby centrale divisa in vari dipartimenti, compongono proprio la Jump Force: una speciale unità che agisce nella nostra dimensione ed è preposta a combattere i villain che hanno invaso la realtà. La J-Force, nei cui ranghi viene subito arruolato il nostro avatar, è organizzata a sua volta in tre sotto-divisioni: le squadre Alfa, Beta e Gamma, ciascuna di esse con una specifica tipologia di missioni. I membri dell'Alfa (guidati da Goku) sono predisposti agli assalti frontali durante le battaglie, quelli della Beta (capitanati da Rufy) alle esplorazioni ricognitive e quelli della Gamma (che hanno Naruto come leader) agiscono sotto copertura durante le missioni stealth.

    Le categorie fin qui elencate, tuttavia, hanno una valenza prettamente narrativa, senza alcuna distinzione in termini di meccaniche di gioco, giacché le missioni che scandiscono la storyline di Jump Force - così come quelle secondarie - sono incentrate unicamente sui combattimenti.

    Col passare degli incarichi, in ogni caso, i paladini iniziano a scoprire maggiori dettagli sui cubi Umbras e fanno la conoscenza dell'entità che si cela dietro il caos generato dalle fratture dimensionali: Kane, una sorta di stregone, intende rimodellare il Multiverso a suo piacimento e spetterà ovviamente ai nostri beniamini il compito di fermarlo. Nonostante le premesse interessanti, la trama di Jump Force non riesce mai a decollare e si sviluppa attraverso una dozzina di ore dall'andamento piuttosto blando e ripetitivo. Gran parte delle missioni della quest principale, infatti, consiste nel fronteggiare nemici oscuri generici o personaggi corrotti dall'Umbras, con l'obiettivo di riportare gli eroi alla normalità e rimpinguare le fila della Force e, di conseguenza, anche il roster. Le sequenze video che mandano avanti la storia, inoltre, non restituiscono un grande impatto visivo, relegando le parti più spettacolari e coreografate ad alcuni fugaci segmenti: il più delle volte, infatti, ci ritroveremo dinanzi a scene statiche in cui i personaggi si limitano a battersi l'un l'altro, dialogando per qualche secondo prima di lasciare il prosieguo della battaglia nelle mani del giocatore.

    Tra Jump e realtà

    Jump Force cerca di allacciarsi all'impostazione, narrativa e concettuale, di Dragon Ball Xenoverse: nei panni del nostro avatar possiamo muoverci in un hub centrale suddiviso in varie aree, e dal quale è possibile sia interagire con altri giocatori in modalità online, sia accedere a Negozi, Potenziamenti, NPC, scontri (online e offline) e Missioni.

    Portare a compimento le quest permette di acquisire punti esperienza e denaro da investire nella progressione del nostro alter ego: salendo di livello, infatti, accresceremo le statistiche dell'avatar e ne incrementeremo i relativi modificatori, mentre con la valuta in-game ottenuta dalle battaglie si potranno acquistare abiti, accessori e Tecniche con cui personalizzare il proprio personaggio. Jump Force si limita però a scalfire timidamente le meccaniche ruolistiche e da fighting game che lo caratterizzano, senza offrire una quantità di contenuti davvero soddisfacenti. Manca, ad esempio, il tasso di sfida e le dinamiche di crafting (relative a oggetti, potenziamenti ed equipaggiamenti) proposti in Xenoverse ed è praticamente assente l'elemento cooperativo per quanto concerne le missioni secondarie - divise tra Missioni Libere ed Extra.

    Peccato in aggiunta che la lobby di gioco non sia fruibile con grande intuitività, poiché i punti di interesse non vengono specificati in maniera sufficientemente chiara: il più delle volte, quindi, ci ritroveremo a vagare in giro per l'hub centrale alla ricerca del punto esclamativo che segna l'inizio di una Missione Chiave (nome in codice per indicare la Storia).

    Il picchiaduro di Spike Chunsoft consente poi di completare la progressione del proprio personaggio, una volta terminata la storia, attraverso una basilare modalità Multiplayer: tramite l'online potremo condurre partite Classificate e Amichevoli secondo le consuete regole del matchmaking, mentre con le battaglie Veloci avremo l'opportunità di cimentarci in scontri "mordi e fuggi" per il semplice gusto di confrontarsi con altri lottatori provenienti da tutto il mondo.

    A tal proposito, i patiti dei combattimenti in rete saranno felici di sapere che siamo rimasti soddisfatti del funzionamento dei server: sia il sistema di abbinamento che la fluidità di gioco durante le sessioni online non ci hanno causato alcun problema, a dimostrazione di quanto il team di sviluppo abbia fatto tesoro dei disguidi riscontrati nel corso della Beta.

    Per dar prova delle nostre abilità sia online che in locale potremo pescare da un roster ricchissimo che include una quarantina di lottatori, provenienti dai più famosi manga di Weekly Shonen Jump del passato e del presente. Da Dragon Ball a Ken il Guerriero, passando per Yu Yu Hakusho e City Hunter fino ad arrivare ai più giovani esponenti del panorama battle shonen contemporaneo come My Hero Academia e Black Clover, ciascun franchise propone un cospicuo numero di combattenti.

    In tal senso, però, c'è da segnalare qualche lacuna che avrebbe arricchito notevolmente il cast di un titolo che fa dell'accumulo il suo punto di forza: in Jump Force soltanto i brand più blasonati includono un numero nutrito di personaggi, mentre quelli di minor spicco ne contengono al massimo un paio. Dal roster, in sostanza, ci saremmo aspettati perlomeno di ritrovare i lottatori ammirati in J-Star Victory VS+, ossia il predecessore spirituale dell'opera di Bandai Namco: ed invece, all'elenco mancano volti come Jonathan e Joseph Joestar de Le Bizzarre Avventure di JoJo, lasciando il palcoscenico unicamente a Jotaro e Dio Brando, così come non è della partita un volto iconico come Gintoki Sakata, protagonista dell'amato manga umoristico Gintama.

    Saiyan, ninja, pirati

    Quando si scende nell'arena si riflette il cuore pulsante di Jump Force, e non potrebbe essere altrimenti. Finora abbiamo evidenziato come il picchiaduro sviluppato da Spike Chunsoft sia composto da una duplice anima: da un lato il tentativo di abbandonare i toni leggeri e staccarsi dal semplice fan service, sia dal punto narrativo che contenutistico, dall'altro l'incapacità di andare fino in fondo e mantenersi su un'offerta (quantitativa e artistica) davvero degna di nota.

    Questo dualismo si riflette anche nel gameplay, caratterizzato da scontri a squadre di 3 contro 3, durante i quali i guerrieri saranno intercambiabili tra di loro. Il combat system si divide tra colpi leggeri e pesanti da alternare e concatenare, a cui si affiancano anche le immancabili prese, la cui animazione varia a seconda delle abilità in possesso dell'eroe o del villain. Benché Jump Force sia un gioco che invogli l'utente ad attaccare con vigore per dar sfoggio della sua potenza, alle volte sarà anche necessario chiudersi in difesa, effettuando impenetrabili parate per poi lanciarsi con un impeto verso l'avversario. Ogni combattente ha a propria disposizione quattro Tecniche: tre di esse, attivabili premendo in simbiosi un dorsale e un pulsante frontale, danno vita ad alcuni dei colpi più iconici che abbiamo ammirato tra le pagine dei manga o nelle puntate degli anime. Il quarto comando attiva invece la Tecnica Risveglio, che può essere liberata soltanto quando l'apposito indicatore raggiunge un certo quantitativo di energia: questa Ultimate ci darà la facoltà di inscenare colpi finali dal grande impatto scenografico ed azionerà in automatico anche il Risveglio del combattente, permettendogli di mostrare il massimo del suo potenziale.

    Alcuni guerrieri, come Goku e Vegeta, sono inoltre in possesso di un ulteriore livello di Risveglio: nel caso dei due saiyan, lo stadio più avanzato del loro moveset gli garantisce l'evoluzione in SSJ Blue, la mutazione divina apparsa nella serie anime di Dragon Ball Super.
    Pad alla mano, Jump Force restituisce un feeling immediato e votato totalmente alla spettacolarità: ne deriva un button mashing costante, in cui non trova spazio la benché minima traccia di un bilanciamento coerente tra abilità e statistiche dei guerrieri.

    In tal senso la produzione ci costringe a confermare, purtroppo, le sensazioni non proprio positive che avevamo maturato nel corso dei nostri precedenti contatti con il prodotto: spesso sulla scena prende vita una spessa coltre di caos, generata da effetti particellari ed esplosioni talmente roboanti e veloci da compromettere in parte la leggibilità dell'azione, un peso che risulta aggravato anche dalla pessima gestione della telecamera.

    La visuale ci teletrasporta lungo gli stage con una frenesia a tratti eccessiva, e la regia frettolosa espressa durante le Tecniche più spettacolari non permette neanche di godere appieno delle belle coreografie che scaturiscono dalle super. L'elemento tattico, inoltre, è indebolito dalla presenza di una barra della salute condivisa da tutti i membri del team: un elemento che rende gli scontri estremamente veloci, in cui il giocatore dovrà concentrarsi esclusivamente sulla distruzione assoluta, senza troppi fronzoli strategici.

    Pur al netto di simili mancanze, i duelli del gioco sapranno tutto sommato divertire chi cerca un picchiaduro spensierato ed intuitivo, lontano dalle mire competitive di altri congeneri e privo di una grossa curva d'apprendimento.
    In ogni caso, anche il comparto grafico non ha saputo convincerci appieno: Jump Force abbandona il cel shading tipico delle produzioni ispirate all'animazione nipponica e sceglie di spingere al massimo sul realismo imposto dall'Unreal Engine 4: il risultato, purtroppo, è a nostro parere un colpo d'occhio difficile da digerire. I modelli sembrano plasmati con la plastilina, avvicinando i protagonisti alle fattezze di un'action figure nemmeno particolarmente dettagliata.

    Come se non bastasse, soprattutto durante le sequenze video nella Storia e negli spostamenti dell'avatar nella lobby, la produzione evidenzia anche dei palesi limiti nelle animazioni, accentuando movimenti innaturali e fin troppo legnosi. Una simile grafica ha quantomeno il merito di valorizzare il colpo d'occhio delle location: a differenza dei protagonisti, infatti, le texture ci sono parse molto dettagliate e gli scenari assumono connotati mozzafiato, regalando un contorno visivo indubbiamente piacevole.
    Sul versante delle performance tecniche, Jump Force cede il passo solo di rado a qualche lieve e innocuo calo di frame, specialmente quando l'azione si fa più concitata e spettacolare, ma nel complesso la fluidità e la solidità del motore di gioco si mantengono decisamente stabili.

    Jump Force Jump ForceVersione Analizzata PlayStation 4Jump Force è un picchiaduro ambizioso che inciampa più volte su se stesso, nel tentativo di superare i suoi predecessori e di rincorrere altri noti esponenti del genere. Il richiamo alla natura ruolistica di Dragon Ball Xenoverse è lampante, ma viene esercitato in un'offerta contenutistica appena sufficiente; il tentativo di imbastire una Storia dai toni più cupi merita un plauso, ciononostante l'andamento del racconto procede su binari fin troppo prevedibili e ripetitivi. Il gameplay, dal canto suo, porta in scena battaglie sì immediate e pirotecniche, ma anche talmente frenetiche da compromettere a tratti la completa leggibilità dell'azione, che risulta sporcata da una telecamera traballante e da un bilanciamento del tutto impercettibile. Il picchiaduro di Spike Chunsoft resta dunque un'operazione che si nutre di gustoso fan service, e che per questo potrebbe comunque soddisfare i sogni degli appassionati, a patto di chiudere un occhio su tutti i limiti di questo crossover.

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