Jurassic World Evolution 2 Recensione: il ritorno dei Dinosauri

Da Frontier Developments arriva il secondo capitolo della serie di gestionali dedicati al mondo di Jurassic World. Vediamo come se la cava.

Jurassic World Evolution 2 Recensione: il ritorno dei Dinosauri
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Chi da bambino non ha sognato almeno una volta di poter vedere e toccare dei dinosauri in carne e ossa? Un sogno che però, stando alle disavventure che nel tempo hanno travolto i protagonisti dei vari capitoli di Jurassic Park (e World), sarebbe meglio restasse un desiderio impossibile e irrealizzato. Perché insomma, ormai lo abbiamo capito, a scherzare con il fuoco spesso si finisce per bruciarsi. La serie di gestionali che porta il nome di Jurassic World Evolution (qui potete trovare la recensione di Jurassic World Evolution) può tuttavia venire incontro ai nostri sogni, dandoci la possibilità di stabilire un contatto diretto con le più pericolose bestie del giurassico ed ammirarle immerse nel loro habitat naturale, senza però rischiare niente, comodamente seduti di fronte a un monitor o una TV.

    Più grande e più feroce

    Jurassic World Evolution 2 è chiaramente indirizzato ai fan del primo capitolo e della sua controparte cinematografica, con i quali ha un legame molto forte, impossibile da non intravedere fin dalle prime battute di gioco. Si tratta però al tempo stesso di un netto passo in avanti rispetto al passato, che rende il prodotto finale più ricco e strutturato che mai.

    Ci sono più esemplari, tra cui alcuni particolarmente iconici per i fan come il Mosasauro, gigantesca specie acquatica protagonista di una delle scene più famose del primo Jurassic World (eccovi la recensione di Jurassic World). La lista è finalmente arricchita da svariate creature marine e volanti - che prima erano completamente assenti - ben note agli amanti della saga, e questo non è certo un dettaglio da poco, vista l'evidente volontà del prodotto di crogiolarsi in un po' di sano fan-service. Rispetto al capostipite si notano evidenti miglioramenti anche sotto molti altri aspetti, in primis sull'intelligenza artificiale e sui modelli di comportamenti dei vari dinosauri.

    Ma, in generale, è proprio tutta la parte dedicata alla gestione di dinosauri e rettili ad esser stata potenziata e approfondita. Controllarne frequentemente lo stato di salute e il benessere generale è a dir poco fondamentale, l'unico modo per accertarsi di evitare perdite ingenti o di ritrovarsi costretti a sedare delle vere e proprie rivolte. Ciascuna tipologia di animale avrà la proprie preferenze e necessità, sia sul piano ambientale che per quanto concerne un'eventuale coabitazione all'interno del recinto.

    Alcune specie sono semplicemente incompatibili tra loro, mentre altre preferiscono starsene da sole. Anche dal punto di vista tecnico sembra che buona parte delle migliorie si sia concentrata nella realizzazione dei modelli e delle animazioni delle bestie preistoriche, più belle da osservare nel dettaglio e più credibili quando si muovono e scrutano il terreno circostante.

    Un gestionale puro

    Jurassic World Evolution 2 mantiene inalterata la natura riflessiva da gestionale puro che caratterizza la saga. Il gioco è abbastanza arduo da padroneggiare, ma non troppo, e ogni tanto vacilla a causa di un bilanciamento imperfetto, non sufficientemente approfondito per rivaleggiare con i migliori esponenti del genere, nonché leggermente invadente per i meno smaliziati, principalmente a causa delle costanti e assillanti richieste d'attenzione.

    Uno dei problemi maggiori che abbiamo riscontrato nella nostra prova è stata proprio l'invadenza della micro-gestione. Evolution 2 è zeppo di piccoli compiti banali e poco stimolanti da ripetere in continuazione, per i quali manca un sistema di automazione degno di questo nome. E per colpa dell'aumento del numero di cose da fare e della profondità del gameplay, questo aspetto (ma è davvero l'unico, ve lo garantiamo) sembra persino peggiorato rispetto alla precedente iterazione. La produzione targata Frontier Developments, che dovrebbe basare buona parte del proprio appeal sulla necessità di bilanciare il prendersi cura dei dinosauri e la soddisfazione dei clienti paganti, finisce inoltre per trascurare un po' troppo quest'ultima parte. Forse la volontà di sfruttare una simile licenza d'eccezione ha spinto il team a focalizzare troppo l'attenzione sulle creature e meno sul parco stesso, come di contro accade solitamente in titoli simili.

    Dinosauri allo stato brado: la campagna

    Il primo approdo naturale del giocatore è la campagna, fondamentale per capire come muoversi all'interno del gioco e come gestire le strutture. Il tutto si svolgerà poco dopo gli eventi di Jurassic World: Il regno distrutto, secondo film della nuova trilogia, con i dinosauri tornati a vagare indisturbati nell'intero ecosistema terrestre (la recensione di Jurassic World Il Regno Distrutto è a portata di click).

    Il nostro scopo sarà insomma quello di ripartire da zero e cercare un modo per far convivere l'uomo con queste bestie giurassiche, ragion per cui nei primi minuti ci troveremo a imparare azioni basilari come fornire energia alle strutture, costruire le prime recinzioni e, logicamente, catturare nuovi esemplari. Ben presto dovremo persino fare i conti con le assunzioni e con la gestione del personale, una dinamica semplice ma non per questo banale: ci toccherà stare sempre all'erta, perché ogni scelta sbagliata in questo campo potrebbe pesare tantissimo sulle finanze del progetto.

    Il gameplay, in fin dei conti, non si discosta molto dal passato: scordatevi le scene al cardiopalma vissute davanti al grande schermo, perché il nostro unico scopo è quello di prenderci cura del nostro parco gestendone ogni singola struttura e, di conseguenza, anche i dinosauri che lo abitano. Per questo l'inizio può apparire un po' troppo lento e a tratti farraginoso.

    Il suo essere estremamente prolisso durante i tutorial introduttivi potrebbe far storcere il naso ai meno pazienti, ma riteniamo che questa sia a conti fatti l'unica via percorribile, vista la complessità del sistema ludico e la necessità di introdurre gradualmente alcuni concetti importantissimi per il prosieguo dell'avventura. Ve lo diciamo molto schiettamente: la campagna non è l'elemento più riuscito della produzione. Per quanto provi in parte ad approfondire alcuni aspetti di personaggi come Owen Grady e Claire Dearing (i protagonisti del Jurassic World cinematografico), finisce per risultate nel complesso poco più di un mastodontico tutorial della durata di circa 6/7 ore. Per altro, sebbene alcune soluzioni presentate, come ad esempio quella di poter catturare i dinosauri in prima persona, possano sembrare sulla carte delle ottime trovate, difficilmente troveremo il tempo di utilizzarle una volta immersi nella frenesia della gestione di un parco completamente funzionante.

    La Teoria del Caos

    Se quella che doveva teoricamente essere la portata principale non brilla per originalità, il discorso si fa molto più interessante quando si va ad analizzare la modalità Teoria del Caos, ossia il vero cuore pulsante dell'opera, nonché la porzione di gioco più vicina alle vicissitudini dei film della saga. Ciascuno dei capitoli rappresenta una sorta di "What if" che ci porterà a percorrere una versione alternativa delle vicende della campagna.

    Queste sfide, meno generiche e più circoscritte, ripercorrono l'intera storia dei cinque film del franchise, e riescono con successo ad innalzare il grado di sfida, rendendo al contempo l'esperienza di gioco meno ripetitiva. In questa modalità si ha tra l'altro la possibilità di sbloccare numerose nuove specie di dinosauri ed elementi inediti, utili anche e soprattutto per sopperire ad una peculiare scelta compiuta dagli sviluppatori: quella di impedire l'accesso a buona parte dei contenuti dell'opzione sandbox - nella quale potremo gestire il nostro parco in maniera completamente libera - finché non li avremo sbloccati all'interno delle altre modalità.

    Per quanto risulti comunque consigliato iniziare prendendo familiarità con il titolo attraverso gli interminabili ma incredibilmente efficaci tutorial della Campagna, bisogna ammettere che per molti appassionati di gestionali non sarebbe stato certamente impossibile cominciare a giocare soltanto grazie alla propria creatività e a un po' di intuito. Il menu di gioco, del resto, è molto chiaro e dettagliato, e non presenta chissà quali complessità.

    L'aspetto più intrigante della modalità sandbox è probabilmente la sua profonda personalizzazione, grazie alla quale saremo in grado di arginare anche alcuni dei problemi legati all'invadenza della micro-gestione. Possiamo decidere in un attimo di modificare l'incidenza delle intemperie e delle calamità naturali, come tempeste e uragani, ma anche rendere le nostre creature pressoché immortali.

    Pur non avendo apprezzato in pieno la volontà di bloccare buona parte dei suoi contenuti, tra cui anche le voliere per le creature volanti e le lagune per quelle acquatiche (due delle novità più interessanti di questa secondo capitolo), la modalità sandbox resta indubbiamente la nostra preferita di Jurassic World Evolution 2.

    Jurassic World Evolution 2 Jurassic World Evolution 2Versione Analizzata PCLa seconda incarnazione della serie Jurassic World Evolution è senza dubbio un netto passo in avanti rispetto al predecessore. Il risultato finale è una versione riveduta e corretta di una formula che nel complesso continua a funzionare piuttosto bene e che pensiamo possa appagare non poco i fan della saga. Il gioco è elaborato ma non particolarmente impegnativo, e potrebbe di certo rappresentare un passatempo più che soddisfacente, a patto di sorvolare su alcuni piccoli difetti che affliggono la sua struttura ludica.

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