Jydge per Switch: recensione del nuovo gioco degli autori di Neon Chrome

Judge Dredd incontra Robocop nel nuovo gioco degli autori dell'apprezzato Neon Chrome: lo abbiamo provato su Nintendo Switch.

recensione Jydge per Switch: recensione del nuovo gioco degli autori di Neon Chrome
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Come abbiamo avuto occasione di osservare in sede di recensione di Neon Chrome, il concept narrativo su cui il titolo si basava era sicuramente interessante, ma purtroppo mal sfruttato, soffrendo in tal modo di una piattezza di base sia dal punto di vista dei livelli (generati proceduralmente) che del comparto grafico.
    La sfida di Jydge, rilasciato su PC ad un anno e mezzo di distanza da Neon Chrome (con una sola settimana intercorsa invece tra le due release su Switch) è di correggere i difetti del predecessore, migliorandone la formula e soprattutto il corredo tecnico.
    Sul fronte del gameplay non ci sono differenze sostanziali rispetto quanto visto nel prequel: si tratta sempre di un twin-stick shooter senza particolari guizzi, fatto salvo un sistema di potenziamenti che migliora, fortunatamente, quello già sperimentato in Neon Chrome.

    Un'importante differenza - ed è un deciso passo avanti - è che gli stage non sono più generati casualmente ma sono precostituiti, nonché organizzati in una vera e propria campagna, in cui le varie missioni sono sostanzialmente molto brevi (à la Hotline Miami) e sicuramente più divertenti di quelle del suo predecessore.

    I am the law

    Nell'opera di 10tons Interpretiamo un poliziotto robotico, un "Jydge", che presenta una caratterizzazione capace di riportare subito alla mente RoboCop e Judge Dredd.

    Nel corso dei livelli, da raggiungere a bordo di un'automobile volante che richiama quelle di Blade Runner, ci saranno affidati compiti tutto sommato sufficientemente vari: dal salvare i civili in ostaggio ad eliminare determinati criminali, senza dimenticare le missioni in cui dovremo sopravvivere ad ondate di nemici. Oltre agli obiettivi principali ogni stage prevede il completamento anche di incarichi secondari, come ad esempio terminare l'incarico entro un certo limite di tempo, non subire danni o sterminare tutti gli avversari.
    Al completamento di tali obiettivi verremo premiati con delle medaglie, necessarie per sbloccare l'atto successivo. Proprio a causa di questa meccanica, purtroppo, Jydge perde un'occasione per splendere di luce propria: i requisiti per proseguire nel gioco risultano infatti particolarmente elevati, ed in alcuni casi saremo costretti ad ottenere una percentuale di medaglie prossima al 90% pur di riuscire ad avanzare. Questo si traduce inevitabilmente nella necessità di dover ripetere un numero inutilmente elevato di volte le stesse missioni, causando così una ridondanza concettuale davvero inopportuna . Come se non bastasse, avremo anche bisogno di rigiocare i vari livelli anche per acquisire la valuta indispensabile ai potenziamenti, che a loro volta servono a fornire abilità spesso imprescindibili per completare le sub-quest. Simile meccanismo genera un circolo vizioso estenuante, che ci costringerà a ripetere fino alla nausea gli stage per trovare la chiave di volta che ci permetta di ottenere le sudate medaglie.
    Come in Neon Chrome, merita una menzione d'onore la colonna sonora: composta da brani che vi inonderanno le orecchie di synth e atmosfere anni Ottanta, la soundtrackè pregevole e si sposa perfettamente con l'ambientazione, fungendo da ottimo accompagnamento per le gesta del nostro violento tutore della legge.

    I'd buy that for a dollar!

    Uno dei punti focali di Jydge è la personalizzazione del nostro avatar: seppur fosse un elemento già presente nel prequel, come abbiamo potuto rilevare nella precedente recensione, l'impatto di una tale feature sul gameplay era stranamente ridotto. In questo sequel, di contro, gli upgrade sono invece molto più importanti, addirittura vitali: utilizzando il denaro "confiscato" durante le missioni potremo infatti accedere ad un gran numero di potenziamenti, che vanno dall'aumentare i danni o la difesa all'incremento della salute dei civili che saremo chiamati a portare in salvo.

    Potremo quindi sbloccare abilità sia per il nostro Jydge sia per l'arma in dotazione, il Gavel (nome inglese del tipico martelletto dei giudici).
    Se è vero però che l'abbondanza e la varietà di potenziamenti ci permettono di creare un buon numero di build diverse, d'altro canto ci vedremo spesso costretti ad usarne una minima parte a causa delle sub-quest, che di fatto limiteranno la varietà dei loadout, costringendoci a creare configurazioni ad hoc per completare le missioni secondarie.
    Al netto di qualche (piccola, in verità) miglioria a livello di gameplay, Jydge riutilizza buona parte degli asset di Neon Chrome e, proprio come quest'ultimo, offre ben poco dal punto di vista della trama, forse addirittura meno del precedente titolo di 10tons. Il mancato approfondimento narrativo di Jydge rappresenta purtroppo un'altra occasione sprecata per dare più sostanza ad un'opera che ne avrebbe certamente avuto bisogno.

    Questo perché, seppur ci troviamo di fronte ad un gameplay leggermente più vario e curato, il meccanismo di progressione - lungi dall'essere stimolante - rischia di dimostrarsi invece inutilmente frustrante. Sorge persino il dubbio, forse eccessivamente maligno, che transennare l'avanzamento dietro sfide al limite dell'impossibile sia un bieco tentativo di allungare artificiosamente la durata di un gioco che, senza tale limite, vi impegnerebbe per sole due ore, invece della decina altrimenti necessaria per portare a termine l'avventura.

    Jydge JydgeVersione Analizzata Nintendo SwitchPur correggendo e migliorando alcuni aspetti del gameplay di Neon Chrome, Jydge non riesce a superarlo in maniera sostanziale. Limitato da una progressione tenuta in ostaggio dalla necessità di ripetere gli stage più volte e da un comparto tecnico in buona sostanza invariato dal suo predecessore, Jydge non riesce ad ergersi sopra la massa dei sempre più numerosi titoli che affollano l'eShop, rimanendo un prodotto appena sufficiente, consigliato - con riserva - soltanto ai più irriducibili estimatori dei twin stick shooter.

    6

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