Kao the Kangaroo Recensione: canguri alla riscossa

Kao the Kangaroo è un platform 3D piacevole e divertente anche se non troppo originale: un buon gioco per i più giovani.

Kao the Kangaroo Recensione: canguri alla riscossa
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Creato dallo studio polacco Tate Multimedia, Kao the Kangaroo è uno dei diversi personaggi che nei primi anni 2000 cercarono a più riprese di ascendere allo status di icone. Sfortunatamente il simpatico canguro non raggiunse mai la popolarità ottenuta da Crash Bandicoot o Spyro the Dragon, ciononostante il platform di cui era protagonista riscosse un successo sufficiente a garantirgli la bellezza di due sequel e altrettanti spin-off. Dopo un esordio tutto sommato convincente, la serie di Kao the Kangaroo ha però trascorso la bellezza di quindici anni in un profondo dimenticatoio, salvo tornare alla ribalta in occasione del proprio ventesimo anniversario grazie alle incessanti richieste dei fan più affezionati.

    Colpito dalla campagna #BringKaoBack che questi ultimi hanno portato avanti sui social, non solo Tate Multimedia si è infatti deciso a portare su Steam il secondo episodio del brand, ma addirittura ne ha messo in cantiere un vivace reboot. Intitolato semplicemente Kao the Kangaroo e già disponibile su PC, PS4, PS5, Nintendo Switch e console della famiglia Xbox, riuscirà il titolo a trascinare il suo protagonista nell'Olimpo delle mascotte del medium? È tempo di scoprirlo!

    Alla ricerca dei cari scomparsi

    Slegata dalle vicende raccontate nelle prime cinque iterazioni della saga, la nuova avventura di Kao ha inizio sull'Isola Hopallo, quando il marsupiale si risveglia da un criptico incubo avente per protagonista sua sorella Kaia.

    Convinto che la consanguinea misteriosamente scomparsa stia in qualche modo chiedendo il suo aiuto, il giovane canguro dal carattere un po' irruento e spericolato decide di mettersi in viaggio per ritrovarla, ma non prima di aver fatto visita al saggio Walt, un koala anziano ed esperto di arti marziali. Lungo la via, Kao si imbatte in un forziere contenente i portentosi Guanti Eterni un tempo appartenuti a suo padre e se ne impossessa, scoprendo per bocca del maestro Walt che questi sono stati corrotti da un potere oscuro e malvagio. Avendo comunque bisogno dei guantoni del genitore per ritrovare i membri scomparsi della propria famiglia, l'ostinato canguro si sottopone quindi all'ennesima prova del vecchio Walt, allo scopo di dimostrare di essere effettivamente pronto a usare i Guanti Eterni e al contempo ottenere il prezioso aiuto dell'austero koala nella pericolosa missione all'orizzonte.

    Palesemente indirizzato a un target di giovanissimi, il canovaccio narrativo di Kao the Kangaroo è scanzonato e spiritoso quanto la creatura di Tate Multimedia, non a caso il suo protagonista e i personaggi incontrati nel corso della vicenda sono spesso al centro di buffi siparietti volti a strappare una risata al giocatore. La principale differenza tra il reboot e i suoi predecessori, del resto, va ricercata nella caratterizzazione dello stesso Kao: se in passato il pugile appariva un po' tonto, anche a causa del suo non proprio ispiratissimo aspetto originale, la nuova versione del personaggio è stata modificata alla radice per sfoggiare un look e una personalità esuberante, combattiva e un tantino incosciente, che a nostro avviso ben si addice alla sua natura squisitamente giovanile e ai toni scherzosi del racconto.

    L'unica vera pecca della trama di Kao di Kangaroo, che con le sue stramberie e i dialoghi talvolta strampalati ha saputo divertirci più di quanto avessimo preventivato, è rappresentata dalla sua scarsa longevità: per giungere ai titoli di coda, sono necessarie a malapena 5-6 ore, che in ogni caso possono diventare una dozzina a seconda del tempo dedicato alla raccolta dei numerosi collezionabili nascosti nei vari livelli.

    Tra un gancio e un collezionabile

    Se l'impostazione di Kao the Kangaroo è molto classica e, al pari di Spyro the Dragon, il platform presenta una manciata di mondi costruiti a mo' di hub liberamente esplorabili, bisogna riconoscere ai ragazzi di Tate Multimedia il merito di aver costruito degli stage assolutamente atipici.

    Anziché seguire la tradizione di Super Mario, Crash o Donkey Kong e dotare ciascuna area di cinque o più livelli brevi, gli sviluppatori hanno scelto di percorrere il sentiero opposto, proponendocene soltanto tre per mondo, più l'immancabile boss fight col nemico di turno. Se in totale Kao the Kangaroo è quindi composto da una ventina di livelli appena, ognuno di essi è contraddistinto da una durata assai superiore alla norma, che nella maggior parte dei casi ha consentito al team di realizzare paesaggi complessi e spaziosi. Dimenticate insomma le aree completabili in una manciata di minuti, perché a questo giro potrà capitarvi di trascorrere persino una mezzoretta in un determinato luogo, specie qualora decidiate di setacciare ogni singolo anfratto della mappa e raccoglierne tutti i collezionabili. Peccato soltanto che i livelli, a differenza degli stage inclusi in New Super Lucky's Tale (qui trovate la recensione di New Super Lucky's Tale), appaiano grossomodo lineari, in quanto i seppur frequenti sentieri secondari sono quasi sempre senza uscita e si limitano a sfociare in tesori in attesa di essere rinvenuti.

    Come accennato nel nostro provato di Kao the Kangaroo, ogni singola zona cela infatti un discreto quantitativo di collezionabili, tra i quali trovano spazio le tre lettere che compongono il nome del protagonista, diamanti, vite extra e ducati da spendere negli appositi negozi per acquistare accessori e costumi con cui personalizzare l'aspetto di Kao. Per la gioia dei nostalgici, il dispendio delle monete raccolte consente addirittura di sbloccare skin che ripristinano l'aspetto originale del canguro, rigorosamente caratterizzato dagli occhi sproporzionati e dall'espressione tutt'altro che sveglia.

    Passando all'analisi del gameplay, occorre innanzitutto sottolineare che Kao the Kangaroo presenta un combat system estremamente semplice e basico, tant'è che questo non sfrutta nemmeno tutti i tasti del controller di Xbox. Capace di saltare, schiantarsi al suolo, compiere capriole per schivare gli assalti nemici o passare attraverso strettoie, nonché utilizzare le lunghe orecchie per arrampicarsi e sostenere tutto il proprio peso, la caratteristica principale del marsupiale sta nell'abilità di sferrare dei ganci poderosi agli altri animali antropomorfi.

    Equipaggiato coi suoi fedeli guantoni parlanti, Kao può sfondare a suon di pugni tanto le casse di legno disseminate un po' ovunque quanto i nemici incontrati lungo il cammino; tuttavia, la sua vera forza si scatena solo quando è circondato, giacché il concatenamento delle combo permette di riempire uno speciale indicatore che, una volta colmo a sufficienza, gli consente di assestare un terribile destro in slow motion che annienta il bersaglio e stordisce chiunque si trovi nelle immediate vicinanze. Per quanto dimesso e poco articolato, l'intuitivo e immediato sistema di combattimento è senza dubbio uno degli elementi più accattivanti del pacchetto, anche perché la possibilità di stendere gli ostacoli a suon di cazzotti ben assestati regala sempre una certa soddisfazione.

    In ogni caso, nelle fasi di platforming il nostro simpatico eroe ha accesso a una manciata di strumenti extra e assolutamente indispensabili per risolvere gli enigmi ambientali. Per esempio, in presenza di barriere in legno o ragnatele impenetrabili, Kao può letteralmente ricorrere al potere del fuoco per infiammare i Guanti Eterni e aprirsi la strada con qualche gancio; altre situazioni lo costringono invece a raccogliere il boomerang per attivare congegni sopraelevati e meccanismi a tempo che, una volta innescati, fanno materializzare piattaforme su cui saltare o appigli cui aggrapparsi con la corda.

    A non averci convinto del tutto è purtroppo il livello di sfida tarato verso il basso, come pure l'impossibilità di incrementare la difficoltà e adeguare l'esperienza alle necessità delle diverse tipologie di utenti. Essendo destinato a un pubblico di giovanissimi, Kao the Kangaroo rischia pertanto di risultare troppo facile e, di conseguenza, di non soddisfare gli appassionati del genere. Tanto le boss fight quanto i puzzle ambientali richiedono uno sforzo davvero minimo, giacché la soluzione per superarli è quasi sempre lapalissiana. A ragion veduta, riteniamo che Tate Multimedia avrebbe dovuto implementare un opportuno selettore di difficoltà, ampliando a dismisura il target del prodotto.

    Gradevole quanto basta

    Passando infine all'analisi del comparto tecnico, abbiamo condotto i nostri test su Xbox Series X, dove il platform - pur non raggiungendo i 60 FPS - si mantiene fluido per tutta la campagna, inclusi i combattimenti più concitati.

    Ottimi anche i tempi di caricamento, che nel passaggio da un mondo all'altro richiedono dai due ai quattro secondi appena. Nonostante Kao the Kangaroo sia affetto da evidenti limiti, che si traducono in modelli poligonali spigolosi e animazioni non esattamente allo stato dell'arte, nel complesso la resa del platform è semplicemente deliziosa, anche perché il brioso universo del marsupiale trabocca di colori vividi e sempre molto piacevoli. Peccato solo per la colonna sonora, a nostro avviso fiacca, poco coinvolgente e incapace di accompagnare le boss fight con motivetti altrettanto movimentati e adrenalinici, e per la traccia sottotitolata in italiano, che allo stato attuale nasconde qualche piccolo errore grammaticale.

    Kao the Kangaroo Kao the KangarooVersione Analizzata Xbox Series XPur non reinventando assolutamente nulla, Kao the Kangaroo si è dimostrato un platform valido e dilettevole. Il livello di difficoltà pressoché inesistente e la scarsa originalità del design sono degnamente controbilanciati da un mondo vivace e colorato, un sistema di combattimento intuitivo e soddisfacente, e non per ultima una componente narrativa spiritosa, cui va riconosciuto il merito di aver saputo valorizzare appieno la rinnovata caratterizzazione del suo indiscusso protagonista. Dal momento che il titolo è per giunta proposto al ragionevole prezzo di 30€ (o 35€ per l'edizione fisica), ne consigliamo l’acquisto ai genitori in cerca di un prodotto indicato ai bambini o a chiunque sia alla ricerca di uno svago poco impegnativo.

    8

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