Kill la Kill IF Recensione: l'anime di Trigger diventa un picchiaduro

Il team A+Games e ArcSystem Works presentano il tie-in dell'incredibile anime disponibile su Netflix, e lo fanno con stile!

Kill La Kill IF
Recensione: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Indiavolato, stravagante e fuori di testa, Kill la Kill è un anime che racchiude in sé la quintessenza dello studio Trigger. Accanto a situazioni al limite del demenziale e del fanservice estremo, trova spazio una storia dotata di un'epicità travolgente che - grazie al contributo di personaggi strepitosi - mescola simbolismo, ironia e combattimenti tanto assurdi quanto estasianti. A differenza di molti battle shonen più tradizionali, come Naruto, Dragon Ball o My Hero Academia (da cui di recente è stato tratto il valido My Hero One's Justice), trasportare in formato ludico il gusto per l'eccesso e la follia totalizzante che permeano l'opera di Trigger era una missione indubbiamente complessa.

    Da abile stilista di picchiaduro qual è, tuttavia, ArcSystem Works (il team responsabile di Dragon Ball FigtherZ, per intenderci) ha supervisionato i lavori di Kill la Kill - IF, un arena fighter che riesce miracolosamente a riprodurre in versione interattiva tutta la potenza delle battaglie dell'anime. Buona parte del merito spetta però ai ragazzi di A+ Games, i sarti prediletti di Trigger, che già avevano curato il tie-in di un altro anime dello studio giapponese, ossia Little Witch Academia: Chamber of Time. Con Kill la Kill-IF il team alza la posta in gioco, e cuce un picchiaduro piacevolmente rifinito in ogni sua parte, il cui tessuto purtroppo rischia di strapparsi a causa di un'evidente povertà di contenuti.

    Una storia cucita diversamente

    Come avrete avuto modo di notare, se avete visto le puntate della serie o se avete letto la nostra recensione di Kill la Kill, uno dei punti di forza della produzione animata risiede senza dubbio nella sua cornice narrativa. Il presupposto di partenza prevede l'esistenza di speciali abiti definiti Ultra Uniformi, realizzati con una biofibra da guerra che garantisce a chi li indossa un potere sovrumano.

    La bellissima e nobile Satsuki Kiryuin, presidentessa del consiglio studentesco, governa con pugno autorevole il Liceo Honnoji, la cui struttura è l'emblema della società piramidale. Quasi ogni studente dispone di un'Ultra Uniforme, i cui gradi variano da una a tre stelle: chiaramente, i possessori delle divise di livello più elevato non solo rivestono una posizione di maggior rilievo nella scuola, ma conducono anche un tenore di vita più alto. Ad infrangere questa architettura sociale arriva Ryuko Matoi, armata della metà di un paio di forbici, desiderosa di scoprire l'identità dell'assassino del padre. Indossando due Ultra Uniformi divine, e pertanto molto più potenti delle altre, Ryuko e Satsuki ovviamente finiranno per scontrarsi ed il loro conflitto porterà addirittura sulle spalle il peso delle sorti del mondo.

    Recuperando interamente l'immaginario originale, lo Story Mode di Kill la Kill - IF, scritto nientemeno che dallo sceneggiatore dell'anime Kazui Nakashima, prende il via precisamente dall'episodio 8 della serie: all'inizio riassume in breve le premesse che vi abbiamo appena narrato, ma poco dopo prende una piega diversa, raccontando avvenimenti non presenti nell'opera di base.

    Come se si trattasse di un OVA, lo script del gioco immagina uno svolgimento alternativo rispetto al canovaccio dell'anime: la modalità Storia ci permetterà quindi di seguire le vicende dalla prospettiva prima di Satsuki ed in seguito - dopo aver completato i dieci capitoli che la compongono - ci chiederà di vestire i panni di Ryuko, ripercorrendo la trama dal principio.

    Al di là dell'eccellente stile che contraddistingue la narrazione, estremamente fedele al tratto dell'anime e caratterizzata da un comparto visivo da applausi, la reinterpretazione dei fatti di Kill la Kill risulta gradevole senza però lasciare pienamente il segno, anche a causa di un duello finale non in linea con la qualità saggiata in precedenza.

    All'interno di questo tie-in, in ogni caso, lo Story Mode rappresenta uno dei pilastri dell'offerta: durante l'avventura sperimenteremo infatti tutte le varianti del gameplay che ci attendono nel menù di gioco, dai combattimenti 1vs1 fino alle sfide di sopravvivenza, senza contare la presenza di match del tutto esclusivi, come le mischie 4 contro 1. Inoltre soltanto dopo averlo portato a termine impersonando sia Satsuki che Ryuko avremo modo di sbloccare ogni guerriero del roster e tutte le modalità di gioco, un po' come avveniva nei picchiaduro di una volta.

    C'è poco tessuto

    La limitatezza di contenuti incarna la mancanza più grave del titolo. Nel complesso, infatti, ci viene data la facoltà di utilizzare solo 8 personaggi, ossia le due protagoniste, i quattro DEVA (gli scagnozzi della presidentessa), la grand couturier Nui Harime e la sardonica Ragyo Kiryuin.

    Nella schermata di selezione potremo però optare per due varianti di Satsuki e Ryuko, che di fatto modificano radicalmente il moveset delle combattenti, portando a 10 il numero totale di lottatori. Benché ogni personaggio presenti le proprie unicità, si tratta comunque di un quantitativo abbastanza ridotto, soprattutto se consideriamo che potremo batterci soltanto in sei arene. Appare palese quindi che su questo fronte Kill la Kill - IF pecchi un po' d'avarizia, un limite francamente significativo che accorcia di parecchio la vita del prodotto, sia offline che in rete. Per fortuna dopo la release del 26 luglio, verranno distribuiti alcuni DLC gratuiti che introdurranno due lottatori aggiuntivi: ci riferiamo nello specifico sia ai membri dei Nudist Beach, Aikuro Mikisugi e Tsumugu Kinagase, che combatteranno in simbiosi, sia all'adorabile Mako Mankanshoku, la migliore amica di Ryuko, che per l'occasione vestirà la sua Ultra Uniforma a due stelle sfoggiata quando era presidente del Club delle Risse. Così facendo, il roster di Kill la Kill-IF raggiungerà quota 12 partecipanti alla battaglia, una quantità già più dignitosa ma comunque non completamente appagante.

    Anche per quanto riguarda le modalità di contorno A+ Games ha agito al risparmio: oltre alla Storia troveremo il classico VS, sia in locale che Online, un Training Mode, una gara di Sopravvivenza nella quale dovremo resistere ad oltranza usando un solo personaggio, ed infine la Sfida Covers, in cui ci toccherà tagliuzzare centinaia di avversari (per la precisione, dei vestiti fluttuanti e senzienti composti di biofibra da guerra) nel minor tempo possibile.

    A far da contraltare a questa povertà di contenuti ci pensa una mole spropositata di extra sbloccabili, dalla maestosa soundtrack fino al glossario, capaci di mandare i completisti ed i fan della serie in brodo di giuggiole.

    Quando l'abito fa il gameplay

    Pur senza poter contare su quella meticolosità che ha permesso ad ArcSystem Works di sfilare nelle passerelle dei migliori fighting game, A+ Games ha svolto un lavoro di pregio nel confezionare il gameplay di Kill la Kill-IF. L'ago della bilancia tra complessità ed accessibilità pende soprattutto verso la semplicità delle esecuzioni e la spettacolarità degli scontri, ma per chi ha voglia di impegnarsi è stato allestito un combat system che sa regalare inaspettate soddisfazioni.

    In certe istanze, data la qualità dei meccanismi ludici, sembra che A+ Games abbia trasportato in un Arena Fighter 3D lo stile di gioco e le profondità di un picchiaduro bidimensionale.

    Anzitutto, ciascun guerriero possiede doti specifiche che lo differenziano in maniera considerevole rispetto agli altri personaggi: basti pensare, ad esempio, ad Ira Gamagori, l'armadio a sei ante al servizio di Satsuki, che - perfettamente in linea con le doti masochistiche mostrate nell'anime - ha bisogno di auto infliggersi un variabile numero di danni prima di attivare le sue tecniche più potenti. In questo modo, a scapito di qualche punto salute, l'utente può sfogare tutta la notevole forza di Gamagori, che in caso contrario si rivela un lottatore fin troppo goffo e lento.

    Imparare le movenze, i tempi di attacco e la durata delle varie combo di ogni personaggio vi porrà dinanzi ad un sistema di combattimento solido, bilanciato con discreta abilità, in cui agli assalti ravvicinati e dalla distanza si legano la parata, i colpi per rompere la guardia dell'avversario, gli slanci in direzione del bersaglio, le schivate laterali per evitare i fendenti e le immancabili mosse speciali.

    Questi super attacchi, tre per ciascun protagonista, dipendono prevedibilmente da un'apposita barra che si ricarica durante gli scontri, e sono accompagnati da una coreografia davvero dinamica e virtuosa, che nulla ha da invidiare all'estrosità degli episodi animati. La conformazione delle arene, in alcuni frangenti, influenza poi il concatenamento delle combo, perché il continuo susseguirsi degli attacchi potrebbe essere facilitato dalle mura invisibili che delimitano il ring.

    Non esiste una vera meccanica di fuga, eccezion fatta per la possibilità di interrompere il bombardamento avversario premendo contemporaneamente i dorsali del Pad e consumando parte della barra SP. Il residuo di potere a disposizione va centellinato a dovere, dal momento che il suo utilizzo regola non solo i colpi speciali di cui vi abbiamo già parlato, ma anche l'attivazione del Valore Sanguinario, senza dubbio la più curiosa novità del gameplay di Kill la Kill-IF.

    A patto di colpire il rivale, nel bel mezzo del duello potremo dare il via ad una scenetta di intermezzo che ci porrà di fronte ad un minigioco in stile sasso-carta-forbici: le tre opzioni disponibili sono il recupero della vita, l'incremento dei danni e la ricarica dell'indicatore SP, e si annullano a vicenda come nella morra cinese. Se riusciremo a vincere questa sfida tre volte di fila, potenzieremo a dismisura il nostro guerriero, dandogli l'opportunità di sfogare tutta la sua forza in una Mossa Finale dalla portata devastante, che si traduce in una Instant Kill.

    Adrenalinico ed alquanto originale, il Valore Sanguinario è un'introduzione che ci ha purtroppo convinti a metà: non scardina gli equilibri del combat system e non stravolge con troppa facilità gli esiti dell'incontro, eppure a tratti rischia di spezzare eccessivamente il ritmo della battaglia.

    Un cel shading ricamato a dovere

    Mostrando una fedeltà incredibile al tratto dell'anime, il cel shading di Kill la Kill-IF è un piacere per gli occhi: i modelli dei guerrieri sono quasi perfetti, animati a meraviglia e densi di particolari, e la fluidità degli scontri mantiene i 60fps perlopiù in ogni circostanza. Le spigolature, lo stile volutamente grezzo ed il dinamismo dell'opera animata vengono ottimamente restituite dalla grafica di gioco, al punto tale che alcune cutscene assomigliano in modo sorprendente agli episodi della serie.

    Un ricorso ad un aliasing un po' troppo marcato nelle cinematiche e le arene fin troppo spoglie sono insomma gli unici difetti di un comparto visivo altrimenti davvero impeccabile. Ma il plauso maggiore spetta certamente al reparto sonoro, estrapolato di peso dalla sublime sountrack della saga animata, che propone un contorno musicale di grandissima forza comunicativa. Lo stesso si può dire per il doppiaggio, che beneficia delle voci originali giapponesi, le quali ancora una volta danno prova di una recitazione magistralmente sopra le righe.

    Kill la Kill The Game Kill la Kill The GameVersione Analizzata PlayStation 4 ProSotto l'ala protettrice di ArcSystem Works, A+ Games modella un tie-in solido, fedelissimo all'anime e molto divertente da giocare. Una grafica da applausi, una soundtrack mostruosa e un combat system in discreto equilibrio tra profondità ed immediatezza sono le fibre di cui si compone un picchiaduro piuttosto valido, nonché cucito su misura per i fan di Kill la Kill. Si avverte però il peso di un'offerta ai limiti dell'accettabile, che al netto di una buona differenziazione tra i vari personaggi, propone un roster troppo ridotto ed una serie di modalità accessorie che si esauriscono in fretta. Ciononostante, per le sue piacevoli qualità ludiche e tecniche, non si può negare che Kill la Kill-IF abbia una certa stoffa!

    7.5

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