Kind Words Recensione: la condivisione oltre il videogioco

Più che un videogioco, Kind Words è un esperimento che mette in connessione gli utenti, dando lo spazio per condividere e ascoltare.

recensione Kind Words Recensione: la condivisione oltre il videogioco
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  • Circa cinque anni fa lo studio Popcannibal pubblicava Elegy for a Dead World, un'esperienza interattiva in cui giocatori reali scrivevano parti dei dialoghi e del folklore del gioco, che una volta raggruppate e organizzate andavano modificando questa peculiare elegia per il mondo morente oggetto dell'opera (potete recuperare la nostra recensione di Elegy for a Dead World).

    Ciò che alcuni sviluppatori notarono fu che il gioco stimolava tantissimo la voglia di esprimersi creativamente dei giocatori, sebbene questa scrittura "corale" - generalmente mediocre - rendesse difficile appassionarsi a storie prive di forti visioni d'insieme, frutto di un collage sicuramente interessante, ma senza mordente. Cinque anni dopo, Popcannibal ci propone Kind Words, un nuovo esperimento di condivisione e connessione tra persone reali tramite un videogioco, che stavolta però non ci chiederà di leggere e di scrivere storie fantastiche e immaginarie, ma al contrario desidera solo garantirci un piccolo luogo sicuro in cui poter raccontare noi stessi e, soprattutto, ascoltare gli altri.

    Dolci, leggere parole

    In Kind Words scriviamo e rispondiamo anonimamente a delle lettere altrettanto anonime aggiunte sui server da altri giocatori: fine, questo è il gioco. Ma fermi, non partite in quarta con il dibattito sul "è un videogioco o non è un videogioco"! Ne abbiamo parlato a lungo su queste pagine, e il tema è ancora caldo e interessante sia nel dibattito popolare dei social, sia nel mondo accademico e critico.

    Ma queste pagine e queste parole sono dedicate all'analisi di Kind Words, e quindi lasceranno cadere nel vuoto ogni tentativo di distogliere l'attenzione dalle scelte artistiche, creative e comunicative degli autori. Dunque, abbiamo detto che tutto ciò che "si fa" in Kind Words è scrivere, ma come lo si fa? Che ricompense ci da? E perché dovremmo farlo? In che modo veniamo guidati dal designer?

    In primis, bisogna sottolineare che il gioco presenta comunque una forma di moderazione più o meno estesa, quindi di base non è possibile scrivere alcuni termini, concetti, frasi. Lo spazio è abbastanza contenuto, pensato più per risposte emotive ed empatiche, e non per papiri concettuali da forum anni '90. Inoltre, come riportato sul twitter di Ziba Scott, uno degli autori del gioco, le parole "bannate" sono in costante mutazione a seconda della maturità e degli interessi della community: ad esempio, la parola "ass" (culo) era tra i termini vietati, ma il suo costante utilizzo in formule e frasi positive ("don't worry, you're a badass") ha spinto Ziba a rimuoverlo dalle parole censurate.

    E' importantissimo dunque notare che la condotta della community ha un impatto immenso sul gioco, ed offre preziosi feedback agli sviluppatori. Al contempo, come detto prima, esistono comunque dei modi ideati dagli autori per "costringerci" o spingerci verso certe scelte: in primo luogo, senza approvazione alle nostre risposte da parte dei nostri "amici di penna" virtuali non otterremo gli sticker e i badge necessari ad abbellire la nostra deliziosa stanza, e quindi per i collezionisti e gli amanti della personalizzazione scrivere qualcosa di dolce, leggero e carino sarà di certo più remunerativo che lanciarsi in offese, derisioni e prese in giro. Inoltre, l'anonimato permette di esprimere una sincerità raramente esperibile nella vita quotidiana, e dopo i primi tentativi sarà difficile ritornare alla viscida banalità delle offese da social network, perché troppo ricca e appagante, al confronto. In sostanza, Kind Words gioca con sottilissime scelte creative per non imporre quasi nulla a chi scrive e interagisce, mentre al contempo sfrutta tante piccole idee per stimolare la costruzione di un dialogo positivo e proficuo tra tutti i giocatori.

    Dolci, leggere musiche

    Sia chiaro, non si pensi che la "gentilezza" di questi scambi li renda avulsi da tematiche sensibili e delicate, anzi. E' un gioco difficile, Kind Words, più difficile di un soulsike per quanto mi riguarda, perché non esiste trucco o "riprova" che ci facciano trovare le parole per rispondere con efficacia a chi scrive di star pensando al suicidio, o a chi racconta delle difficoltà economiche, personali, sociali o familiari che sta affrontando, cercando conforto nel prossimo, anche se virtuale, anche se anonimo. Siete dunque avvisati, tutti: all'apertura di un nuovo documento, potrebbe attendervi un forte pugno allo stomaco.

    Tutto questo non sarebbe comunque possibile se non fosse per la squisita direzione artistica del gioco, e per alcune, piccole scelte di design che arricchiscono l'esperienza, rendendola fresca e incredibilmente "attiva", per un gioco in cui si "scrive e basta". Infatti, durante l'attesa tra una lettera e l'altra potremo interagire con degli aeroplani di carta, all'interno dei quali troviamo dei messaggi "generali" di altri giocatori: "sei un grande!", "vi voglio bene!", e persino "you're all breathtaking!" (frase diventata iconica con Keanu Reeves e Cyberpunk 2077).

    Tutto questo serve a spezzare l'attesa e la monotonia del peculiare "matchmaking" offerto da Kind Words. Le musiche, composte da Clark Aboud (Slay the Spire, Spiderman: into the Spiderverse), funzionano alla perfezione nel raccontare i testi del gioco, e alternano una malinconia mai estrema ma anzi dolce a una leggerezza che quasi ci spinge a essere altrettanto gentili nella stesura delle nostre lettere.

    Il design complessivo dell'appartamento in cui avvengono gli scambi e dell'avatar che useremo segue queste caratteristiche, senza mai variare particolarmente ma mantenendosi funzionale alla costruzione di questi mondi e toni leggeri, a volte quasi onirici. Piccola nota negativa, invece, per le interfacce, non sempre immediatamente leggibili. In ogni caso, il vero dilemma del gioco riguarda il suo legame con la community, e soprattutto cosa la stessa saprà offrire all'opera di Popcannibal. Sì, tutti i giochi online chiedono grandi sforzi alle community per crescere e migliorare, ma nel caso di Kind Words sono i contenuti stessi a essere quasi dettati dalle forme e dalle scelte maggioritarie dei giocatori, come il caso della parola "ass" ci suggerisce: cosa riservano i prossimi mesi del gioco? Saremo tra le prime vittime di qualche offesa sfuggita al controllo degli autori? O al contrario proprio per l'arrivo di nuovi gruppi ci sentiremo ancora più importanti nel far sentire la nostra vicinanza agli altri? Solo il tempo saprà dircelo, ma contando il prezzo irrisorio (4€), credo che chiunque possa correre il rischio per provare qualcosa di così particolare da giocare e delizioso da vedere e ascoltare.

    Kind Words Kind WordsVersione Analizzata PCNel parlare di Kind Words, per qualcuno che lo sta amando, si ha quasi paura. E se gli altri, “loro”, i troll dei forum e dei social, dovessero scoprirlo, e inondassero questo splendido e dolce spazio con ironia non richiesta, insulti e banalizzazioni del dolore altrui? Ma credo sia proprio in queste riflessioni che scopriamo il vero valore, statico e immutabile, di Kind Words: la sua stessa esistenza è il messaggio più importante, è la parola più dolce di tutte, perché anche se chi rifiuta la gentilezza dovesse avere la meglio sulla moderazione del gioco, in ogni caso tutti noi sapremmo che qualcuno crea, rischia e lavora per farci sentire vicini, connessi, legati da esperienze spiacevoli e felici, positive e negative. O forse, più banalmente, umane.

    8

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