Recensione King's Bounty: Dark Side

La strategia dalla parte dei cattivi

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La saga dell'acclamato Rpg strategico King's Bounty ha origini molto antiche nel panorama del PC gaming. Era infatti il lontano 1990 quando New World Computing lanciò sul mercato il primo titolo della serie, ed il successo fu tale che, nel 1991, uscì persino un porting per la console Sega Mega Drive. Dopo ben diciotto anni la software house russa Katauri Interactive ed il publisher 1C riportarono King's Bounty sotto le luci della ribalta, con una nuova veste grafica ed elementi di gameplay ammodernati: era il turno di The Legend, prodotto che riuscì a ritagliarsi una solida posizione nel panorama videoludico grazie all'unanime plauso di critica e pubblico, che spinse Katauri a pubblicare i seguiti Armored Princess e Warriors of The North. La storia è tutt'altro che finita: King's Bounty: Dark Side è infatti l'ultima incarnazione del brand approdata recentemente su Steam, e propone ai giocatori un'avventura strategico/ruolistica inquadrata da un punto di vista decisamente insolito.

IL MALE TRIONFA SEMPRE (O QUASI)

Ciò che differenzia Dark Side dai suoi predecessori è proprio il fatto che questa volta saremo a capo delle forze del male. In verità il team non ha abbandonato del tutto l'eroismo epico tipico del genere fantasy (come ad esempio ha fatto l'ottimo Blackguards), mettendoci alle prese con una missione che ci rivedrà impegnati -in fondo- a riportare l'equilibrio tra luce e oscurità. In ogni caso, potremo scegliere se affrontare la lunga campagna single player a capo di orchi, demoni o vampiri, anche se questo non influirà in alcun modo sulla trama principale: la sceneggiatura, infatti, non cambia di una virgola qualsiasi sia la nostra scelta.
L'avventura inizia con le nostre truppe assediate dalle forze del bene, e la prima ora di gioco ci vedrà impegnati in un esodo che ci porterà a chiedere asilo al regno dei nani, dove incontreremo gli altri esponenti delle due razze che non abbiamo scelto. Qui i "cattivi" uniranno le forze per intraprendere un lungo viaggio allo scopo di... evitare l'estinzione e salvare il mondo.
Seppur sia intrigante vestire i panni di un anti-eroe, insomma, Dark Side non fa molto per esibire questa sua vena oscura, e pure la trama, come quella dei suoi predecessori, non si può definire ricca e articolata. Tuttavia, senza troppe pretese, la storia si lascia seguire per le circa trenta ore di gioco che ci vedranno impegnati nel portare a termine la main quest.

Dal punto di vista del gameplay, come anticipato, Dark Side è uno strategico a turni con molti elementi ruolistici. In modo identico ai precedenti capitoli controlleremo un eroe a capo di un esercito. L'azione è suddivisa in due fasi ben distinte: quella esplorativa e quella strategica. Nella fase esplorativa controlleremo il nostro eroe aggirandoci per la mappa di gioco, saremo in grado di interagire con gli NPC per assoldare truppe e comprare oggetti oppure accettare quest secondarie. Similmente ad altri giochi di ruolo avremo un inventario e un ramificato sistema di progressione del protagonista. L'albero delle abilità è talmente fitto che il giocatore sarà costretto a sceglierne solo alcune: queste fondamentalmente ci permettono di incrementare la forza o il numero di unità del nostro esercito, oppure di specializzarci nelle magie permettendoci di dare man forte alle truppe nel pieno della battaglia.
La parte strategica a turni è il vero fulcro di Dark Side. Ogni volta che nella fase esplorativa incontreremo un gruppo di nemici l'azione si ferma e ci proietta sul campo di battaglia, suddiviso in caselle esagonali. Le truppe che potremo assoldare tra le nostre fila sono estremamente varie: goblin, orchi, zombie, elementali di fuoco sono solo alcune delle tante unità di cui potremo disporre, e ciascuna presenta i propri punti deboli e di forza, che vanno soppesati attentamente prima di pianificare l'offensiva. Bisognerà anche scegliere se disporre su un'armata composta da poche ma valide unità, oppure se puntare sul numero per schiacciare il nemico.
Ogni unità presenta il suo attacco speciale; ad esempio gli elementali di fuoco possono teletrasportarsi in vicinanza di un nemico e lanciare un devastante attacco ad area. L'utilizzo di queste abilità e delle specificità delle truppe risulta la chiave per la vittoria, ma anche avere un esercito ben variegato è di fondamentale importanza. Ad esempio i goblin, apparentemente innocui, potrebbero fare comodo al nostro protagonista: possono infatti razziare monete dai cadaveri, e sebbene non siano di grande aiuto in battaglia, permetteranno di raccogliere un bel gruzzolo per assoldare altri mercenari.

Anche se l'eroe non prende mai parte direttamente alla battaglia, le sue statistiche ed abilità saranno fondamentali per l'esito dello scontro. I nostri soldati potrebbero infatti cedere al panico o gironzolare senza controllo per il campo di battaglia, se i valori di leadership e carisma sono troppo bassi. Saremo in grado anche di lanciare incantesimi con effetti ad area per far pendere l'ago della bilancia a nostro favore grazie ad un ricco tomo di magie. Analogamente a quello che succede nei precedenti capitoli, anche in Dark Side è presente un pet system che ci permetterà di addestrare uno spirito oscuro che all'occorrenza può essere richiamato in supporto per sgominare le armate del bene.
La giocabilità di Dark Side, complessivamente, non si discosta troppo dal modello proposto dei vecchi capitoli. Tuttavia bisogna ammettere che il gameplay è decisamente solido e ben strutturato (sopratutto la parte strategica) ed è in grado, grazie anche alla possibilità di personalizzare il proprio eroe ed esercito, di appassionare il giocatore per tutta la durata della quest principale.
Peccato poi che oltre alla trama poco interessante, ci si mettano di mezzo anche quest secondarie davvero banali. Persino il sistema a risposta multipla nei dialoghi è fondamentalmente futile ai fini della progressione.
Un'altra mancanza del titolo è quella di un tutorial che permetta ai neofiti del genere di prendere confidenza con le meccaniche di gioco. Sin dai primi istanti della partita ci ritroveremo catapultati nel pieno dell'azione, senza che nulla ci venga spiegato. Sicuramente gli sviluppatori puntano ad irretire sopratutto a coloro che già conoscono il brand, ma è un vero peccato che non si sia stata lasciata aperta una finestra anche a chi si vorrebbe avvicinare a King's Bounty per la prima volta.
Per fortuna sopperisce in parte questa lacuna un'ottima interfaccia, che risulta intuitiva e funzionale. A partire dal menù di personalizzazione del proprio eroe e passando per la fase strategica, chi ben conosce i giochi di ruolo non avrà troppe difficoltà a prendere dimestichezza con il titolo Katauri.

MALVAGITA' GRAFICHE

Dal punto di vista tecnico King's Bounty: Dark Side si avvale di una versione modificata dello stesso motore grafico che anima la serie sin dal 2008. Un comparto grafico che inevitabilmente mostra i segni di un'età avanzata, sopratutto a causa di un count poligonale molto povero, anche se lo volessimo confrontare con quello di certi titoli indie. Di conseguenza anche texture ed animazioni dei personaggi risultano indietro di qualche anno rispetto a ciò che ci si aspetterebbe da un titolo attuale. Gli effetti di luce e particellari sono molto poveri, mostrando i limiti di un comparto tecnico imbrigliato da una tecnologia troppo vecchia.
Fortunatamente a risollevare un po' le sorti di Dark Side c'è un level design davvero ispirato e supportato da un bel numero di dettagli. Passando la generosa mappa di gioco allo zoom per scorgere qualche elemento di scena, o osservando la varietà delle location che visiteremo, si notaun lavoro decisamente appassionato da parte del team Katauri, che si merita il nostro pieno plauso.
Il comparto sonoro purtroppo passa un po' in sordina, con campionamenti per la maggior parte sono stati riciclati dai precedenti capitoli.
Molto buona invece la colonna sonora, con brani eseguiti da un'orchestra sinfonica che sapranno accompagnarvi per tutta la durata dell'avventura.

King's Bounty: Dark Side King's Bounty: Dark Side rappresenta l'ultima incarnazione della saga targata Katauri e come tale mantiene intatta la formula di gioco soprattutto in termini di gameplay. Sicuramente la possibilità di vestire i panni delle forze del male esercita un suo fascino "oscuro", peccato poi per la trama insipida e per un comparto tecnico un po' attempato. Chi conosce la saga sicuramente sarà ben felice di riprendere in mano l'ottimo gameplay che caratterizza la saga da così tanti anni, mentre chi si avvicina per la prima volta alla produzione dovrà fare i conti anche con l'assenza di un tutorial. Insomma l'ultima fatica di Katauri farà sicuramente felici i fan di lungo corso, a patto di non aspettarsi sostanziali innovazioni o un racconto ben orchestrato.

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