Kingdom Hearts Melody of Memory Recensione: a tutta musica

Melody of Memory è il nuovo spin-off musicale della celebre saga Disney e Square Enix: un gioco imprescindibile, oppure no?

Kingdom Hearts: Melody of Memory
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dal momento che Kingdom Hearts III e il DLC ReMind ci hanno proposto l'epica conclusione del "Capitolo di Xehanort", ossia il ciclo di storie incentrate sul subdolo Keyblade Master dell'Oscurità, era più che lecito aspettarsi che il nuovo episodio della serie imboccasse sentieri ancora inesplorati e fungesse da apripista per il nuovo capitolo della saga. Tuttavia, anziché proseguire e gettarsi a capofitto in qualcosa di nuovo, per il momento l'estroso Tetsuya Nomura ed il suo team hanno invece preferito realizzare una sorta di riassunto della saga di Kingdom Hearts, proponendolo però in salsa rhythm game.

    Sebbene Kingdom Hearts: Melody of Memory includa un breve frangente di storia inedita, e quindi collocata immediatamente dopo la conclusione di ReMind (per conoscere tutti i dettagli sul suddetto DLC vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Kingdom Hearts III ReMind), il prodotto non può essere considerato in tutto e per tutto l'inizio della nuova saga, bensì il ponte che unisce il percorso finora compiuto e il sentiero che il longevo franchise nipponico imboccherà nell'immediato futuro.

    Ingolositi dalla presenza di ben 150 brani diversi e rigorosamente tratte dalle varie colonne sonore della saga e dei film Disney che in Kingdom Hearts hanno ottenuto una sorta di trasposizione videoludica, ci siamo buttati a capofitto in quello che, almeno negli intenti, vorrebbe essere il sequel spirituale dei cosiddetti Theatrhythm di Final Fantasy e Dragon Quest, ossia dei rhythm game che mescolavano l'azione frenetica del genere alle meccaniche tipiche degli RPG. Di seguito ve ne proponiamo dunque le nostre impressioni, ma dal momento che l'articolo potrebbe contenere qualche spoiler sul finale di KH III e del suo DLC, ne consigliamo la lettura soltanto a chiunque abbia già assistito al gran finale del Capitolo di Xehanort.

    La chiave è nei ricordi

    Come saprà chiunque abbia completato il terzo episodio numerato della serie, i Guardiani della Luce sono riusciti infine a sconfiggere i Cercatori dell'Oscurità e a porre fine al diabolico piano orchestrato dal lungimirante Master Xehanort, non senza qualche imprevisto.

    Avendo abusato del Potere del Risveglio per cancellare una serie di eventi catastrofici e riportare l'amata Kairi nel mondo dei vivi, Sora si è letteralmente dissolto e, come profetizzato dal giovane Xehanort proveniente dal passato, potrebbe essere precipitato in un abisso senza ritorno. Incapaci di accettare la sorte toccata all'amico, Topolino e gli altri amici si sono divisi in gruppi e, come scoperto in ReMind, hanno cercato un po' ovunque il ragazzo dai capelli a punta, partendo dal Regno dell'Oscurità per giungere sino al Mondo degli Sogni. La dolce Kairi, ad esempio, è caduta volontariamente in un lungo sonno, allo scopo di rimettere in ordine i propri ricordi e cercare qualche indizio che possa far luce sull'attuale condizione dell'amato Sora. Se nei mesi scorsi avevamo storto non poco il naso dinanzi alla decisione di Square Enix di inserire proprio in Kingdom Hearts: Melody of Memory il prossimo tassello del sempre più complesso puzzle narrativo del franchise, dopo aver completato la campagna abbiamo dovuto rivedere la nostra posizione iniziale. Anche perché, diversamente da quanto pensavamo, il contenuto inedito (che purtroppo si sblocca solo dopo aver portato a termine la modalità principale) si esaurisce in appena 40 minuti ed elargisce meno informazioni del previsto.

    Se, da una parte, la nostra curiosità ne ha un tantino risentito, dall'altra la soluzione adottata da Nomura fa sì che Melody of Memory non risulti una tappa imprescindibile per i fan della serie non particolarmente inclini a cimentarsi con un rhythm game. Ciononostante, coloro che decideranno di avventurarsi nell'opera vedranno ricompensata la propria tenacia con piccoli indizi sul futuro della serie e, soprattutto, troveranno la risposta ad uno dei più antichi misteri finora irrisolti di Kingdom Hearts.

    A spasso tra le memorie

    Come accennato in precedenza, Kingdom Hearts: Melody of Memory è in tutto e per tutto un riassunto della saga e come tale permette ai fan della serie di rievocare a gran linee gli eventi principali dei vari episodi, ad eccezione di Kingdom Hearts Union X per dispositivi mobile (paradossalmente l'unico titolo del franchise che avrebbe sul serio bisogno di un riassunto esaustivo o, meglio ancora, di un completo rifacimento per console).

    A questo punto si rende però doverosa una piccola delucidazione: nonostante la storia sia raccontata dal punto di vista di Kairi, i livelli ispirati ai vari mondi Disney e Square Enix non sono affrontati in prima persona dalla fanciulla dai capelli rossi, bensì dai suoi numerosi amici. Il titolo consente infatti di schierare in campo quattro squadre non personalizzabili con tre protagonisti ciascuna, come ad esempio il trio di eroi di 358/2 Days o l'amatissimo team comparso per la prima volta in Birth by Sleep; all'inizio della campagna, tuttavia, il giocatore ha a disposizione solo il trio composto da Sora, Pippo e Paperino, ossia la formazione presente sin dal capostipite della serie.

    Attingendo a 150 brani presi in prestito da tutti i vari titoli del franchise, la software house nipponica ha messo in piedi un campagna impressionante, che per l'occasione prende il nome di Tour Mondiale. Un vastissimo mappamondo, sul quale sono raffigurati innumerevoli reami Disney e non solo, rappresenta difatti il lungo percorso compiuto finora dai nostri beniamini, e di tanto in tanto include persino delle cutscene che riepilogano a grandi linee gli eventi principali cui abbiamo assistito negli ultimi diciotto anni.

    Oltre ad elargire preziosi dettagli sull'immaginario Square Enix, ciascun brano superato premia il giocatore con una o più stelle, in base al numero di missioni portate a termine: queste, infatti, richiedono che l'utente soddisfi delle condizioni specifiche, come ad esempio completare l'intera traccia senza compiere errori, toccare un certo numero di note con una valutazione eccellente, eliminare tutti i nemici appartenenti alla medesima categoria, e così via.

    Va comunque precisato che, per sbloccare l'accesso ai mondi del gioco successivo e procedere con la narrazione, non è essenziale completare ogni singolo brano, in quanto i blocchi posti sul mappamondo possono essere rimossi ottenendo un numero di stelle tutto sommato ragionevole. Di conseguenza, se il totale completamento della campagna può portare via tra le 15-20 ore, a seconda dell'abilità del giocatore, un utente non intenzionato a raccogliere tutti i collezionabili e a sottoporsi ad ogni singola sfida può giungere ai titoli di coda già dopo otto ore circa, evitando gli stage non obbligatori e svolgendo soltanto il minimo indispensabile.

    Guardiani del ritmo

    Ludicamente parlando, il codice finale di Kingdom Hearts: Melody of Memory non ci ha riservato molte sorprese, in quanto la demo gratuita pubblicata nel mese di ottobre sui vari online store includeva già la maggior parte delle meccaniche principali del pacchetto. Andiamo però con ordine, allo scopo di esaminare e spiegare nel dettaglio il "sistema di combattimento" a chiunque non abbia letto il nostro precedente provato di Kingdom Hearts: Melody of Memory.

    Pur essendo un rhythm game, il prodotto include infatti delle battaglie vere e proprie, in quanto gli stage pongono i nostri eroi contro vaste schiere di Heartless, Nessuno, Nesciens e Dream Eater, ossia le varie creature che Sora e gli altri protagonisti della saga hanno dovuto affrontare durante i loro lunghi vagabondaggi. Ma come funzionano le battaglie musicali? Innanzitutto, l'obiettivo di ciascun livello è quello di raggiungere l'arrivo, finire la canzone e colpire col giusto tempismo le note indicate sullo schermo, in buona parte rappresentate da nemici pronti ad aggredire la squadra in campo. Sora e gli altri dispongono difatti di una barra PS, che diminuisce ogni volta che il giocatore manca una nota; come intuibile questa rappresenta il numero massimo di errori consentiti, in quanto il suo totale svuotamento pone immediatamente fine alla canzone in corso, costringendo l'utente a ripeterla da capo.

    Indipendentemente dal fatto che la sfida venga superata o meno, l'esecuzione di ciascun brano dona al party in uso dei preziosi punti esperienza, che di volta in volta accrescono il livello dei Guardiani della Luce e i PS a loro disposizione. Come se la possibilità di abbassare il tasso di difficoltà non fosse già una soluzione abbastanza efficace, il grinding diventa quindi l'alleato più utile per poter superare anche le tracce più ostiche, che ad ogni nuovo tentativo risultano pertanto sempre meno complicate. Il level-up, del resto, incrementa sia il quantitativo massimo di HP che i valori di forza e difesa, riducendo allo stesso tempo il numero di punti salute persi dopo ogni nota mancata.

    Una soluzione efficace e simpatica, che strizzando l'occhio al grinding tipico dei giochi di ruolo rende Kingdom Hearts: Melody of Memory un titolo alla portata di tutti, inclusi coloro che non si sono mai cimentati con un rhythm game.

    A proposito di RPG, in Melody of Memory è possibile persino utilizzare degli oggetti, il cui innesco è tuttavia automatico e si attiva soltanto nel caso in cui l'utente, prima ancora di lanciarsi in una nuova sfida, abbia posizionato degli strumenti negli appositi slot.

    Divertente e accessibile, il gameplay di Melody of Memory rischiava comunque di apparire poco variegato, ragion per cui gli sviluppatori hanno escogitato due gustose alternative ai livelli regolari, che difatti rimescolano leggermente la formula ludica e innalzano il livello di sfida. Ad esempio nei cosiddetti Tuffi Musicali della Memoria, oltre a dover colpire le note a schermo, il giocatore è chiamato a muovere personalmente il trio in campo, che negli stage normali si spostano invece in maniera automatica. Vi sono poi dei bersagli a scivolo e degli ostacoli a pressione consecutivi, che elevano la probabilità di distrarsi e commettere qualche errore, anche perché durante i tuffi vengono riprodotti alcuni dei filmati più memorabili della serie e la lettura dello schermo tende a diventare un tantino più complicata.

    Ben più allettanti e impegnative sono poi le cosiddette Battaglie Boss, che pongono i nostri eroi alle prese con alcuni dei più famigerati avversari del franchise, come ad esempio Xemnas e l'Heartless di Xehanort.

    Nei suddetti stage, i bersagli simultanei aumentano sensibilmente e la necessità di colpire le note con perfetto tempismo diventa imperativa, in quanto i boss dispongono di attacchi inevitabili e devastanti: difatti, l'effetto di queste mosse speciali può essere annullato solo attivando le note avvolte da un'aura oscura e ottenendo la valutazione "eccellente" (o superiore) ad ogni singolo colpo portato a segno.

    Stili e modalità secondarie

    Come ogni rhythm game che si rispetti, Kingdom Hearts: Melody of Memory presenta anche delle modalità accessorie, che dopo il completamento del Tour Mondiale spalancano le porte a nuove sfide e brani extra. Nella modalità Raccolta Brani, infatti, i giocatori possono cimentarsi nuovamente con le innumerevoli tracce ottenute durante la campagna principale o sperimentare le melodie sbloccabili consegnando al tenero Moguri gli strumenti riportati su ogni singola ricetta.

    Al fine di differenziare un minimo gli stage, in entrambi i casi l'utente può adottare uno stile di gioco diverso, così da alterare drasticamente le meccaniche di gameplay: se lo stile base è quello di default, l'opzione "Uno Solo" permette di eseguire tutte le azioni premendo un unico tasto, in modo tale da ridurre la difficoltà e concentrarsi unicamente sul ritmo. Una scelta indicata solo ai neofiti del genere, in quanto azzera fin troppo il livello di sfida. Al contrario, lo stile "Artista" è pensato per i giocatori più esperti e desiderosi di mettere alla prova i propri riflessi. Difatti, durante le tracce compaiono dei bersagli artista aggiuntivi, che se mancati non arrecano alcun danno; viceversa, se colpiti in tempo, accrescono la combo artista e consentono di registrare una performance migliore.

    Se la modalità Museo include tutti i collezionabili raccolti durante l'avventura, come i brani, i filmati e le carte dei personaggi, l'opzione Battaglie VS prevede scontri con regole particolari, sia contro la CPU sia contro altri giocatori incontrati in rete. Iniziamo con una premessa: ogni singolo scontro termina con una valutazione che di conseguenza va a impattare sul grado utente e sul matchmaking, in modo tale da assicurare l'abbinamento con avversari del proprio livello.

    Entrambe le parti possono scegliere o meno se consentire l'attivazione di trucchi, che nel mezzo delle sfide si innescano casualmente e creano degli imprevedibili grattacapi all'avversario (preparatevi a dover colpire delle note parzialmente invisibili e così via!). Nulla di troppo elaborato, ma che tutto sommato, tra un livello normale e l'altro, contribuisce a scacciare la noia e a variare l'offerta ludica. Infine, la modalità Cooperativa permette a due giocatori in locale di affrontare assieme uno stage, collaborare per ottenere una valutazione elevata e registrare un punteggio stratosferico. Anche perché, se durante le suddette i punteggi dei due utenti sono separati, a fine canzone vengono sommati e solo il totale è registrato. Dopotutto, non si tratta di una sfida multigiocatore, ma con un po' di fantasia può facilmente diveltarlo.

    Qualche nota stonata

    Sul piano artistico e tecnico, Kingdom Hearts: Melody of Memory ci ha lasciati un po' interdetti. Il prodotto include infatti la bellezza di 150 melodie indimenticabili e perlopiù tratte dai più acclamati lungometraggi Disney e Pixar, la cui bontà è insindacabile; tuttavia, il comparto estetico recupera il tratto visivo del capostipite e appare eccessivamente obsoleto, specie se paragonato ai traguardi raggiunti dal terzo episodio numerato del franchise.

    Anche volendo sorvolare sul riciclo di asset (filmati e modelli poligonali ripresi dai vecchi episodi della serie), il colpo d'occhio è stato quindi incapace di soddisfare le aspettative, risultando troppo simile alle rimasterizzazioni dei primi capitoli realizzate negli ultimi anni.

    Oltretutto, la prospettiva tridimensionale risulta meno intuitiva di quella 2D sfoggiata a suo tempo dai Theatrhythm, pertanto durante lo svolgimento dei brani capita troppo spesso che la telecamera tragga in errore il giocatore con inquadrature ingannevoli. Specialmente in presenza di nemici in grado di volare, è quindi opportuno affidarsi soltanto al ritmo e ai circoli esterni che accompagno ciascuna nota, suggerendo il momento migliore per andare a segno. In compenso, Kingdom Hearts: Melody of Memory recupera terreno grazie ad un frame rate stabile, che pur non raggiungendo i 60 fotogrammi al secondo, durante la nostra prova su PlayStation 4 non ha mai mostrato il benché minimo tentennamento.

    Kingdom Hearts: Melody of Memory Kingdom Hearts: Melody of MemoryVersione Analizzata PlayStation 4Se la demo di Kingdom Hearts: Melody of Memory lasciava trasparire un titolo assai modesto, sia per quanto concerne le ambizioni che la realizzazione, le giornate trascorse in prossimità del banco di prova ci hanno costretti a rivedere in buona parte la nostra posizione iniziale. Benché la visuale tridimensionale risulti ingannevole, Melody of Memory può considerarsi il degno successore dei Theatrhythm dedicati a Dragon Quest e Final Fantasy, di cui appunto ha ripreso parecchie meccaniche ispirate ai canoni del gioco di ruolo. Oltretutto, per quanto il titolo rappresenti il più recente tassello del puzzle narrativo della serie, il contenuto inedito non è proprio imprescindibile, dal momento che ha una durata risicata e fornisce appena qualche indizio sul futuro del franchise. Di conseguenza, per la gioia di chi non ama i rhythm game, Kingdom Hearts: Melody of Memory non pretende di essere una tappa obbligatoria, ma una dilettevole deviazione che, tra una nota e l’altra, aiuterà i fan della serie di Tetsuya Nomura a ricostruire diciotto anni di memorie spesso confuse e frammentate.

    7.5

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