Knockout City Recensione: la palla avvelenata secondo Electronic Arts

La recensione di Knockout City, il nuovo gioco targato EA Original che propone una particolare rivisitazione del dodgeball.

Knockout City Recensione: la palla avvelenata secondo Electronic Arts
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Knockout City è un luogo unico nel suo genere: qui le armi non sono mai nemmeno state inventate e non esistono conflitti per come li conosciamo. Tra i vicoli di questa "pacifica" e coloratissima cittadina, però, si aggirano i membri di numerose crew che amano giocare a farsi la guerra e risolvono ogni piccolo attrito a suon di pallonate. Tutti i conti vengono infatti regolati in una sorta di folle rivisitazione del dodgeball (sport che qui in Italia è noto con il nome di palla avvelenata) in cui persino i partecipanti possono essere scaraventati sui nemici come delle palle.

    È così che nasce la personalissima visione di questo sport targata Velan Studios, team poco noto al pubblico ma che vanta nel proprio curriculum una perla come Mario Kart Live Home Circuit (ecco la nostra recensione di Mario Kart Live Home Circuit). Questa piccola software house, capitanata dai fratelli Guha e Karthik Balai, sta lavorando a Knockout City da ormai quattro anni ed è riuscito a portare avanti il progetto grazie al supporto di Electronic Arts, azienda che ha accolto il gioco tra i suoi EA Originals.

    A pochi giorni dall'uscita, abbiamo avuto l'opportunità non solo di testare approfonditamente tutti i contenuti in arrivo al day one, ma gli sviluppatori ci hanno anche concesso di entrare in contatto con alcune delle novità previste per la Stagione 1 di Knockout City. Scopriamo insieme se questo nuovo sport ha tutte le carte in regola per spopolare tra i videogiocatori ed esplodere in maniera simile a quanto accaduto qualche anno fa con Rocket League.

    Il Gioco della Palla

    Proprio come il titolo Psyonix, anche Knockout City è un prodotto difficile da inquadrare in un genere specifico, poiché si tratta a tutti gli effetti di una commistione tra uno sportivo arcade, un picchiaduro ed uno sparatutto in terza persona. Da ciascuno dei generi appena elencati il titolo di Velan Studios assorbe qualche meccanica e la ripropone in maniera profondamente diversa. Le due squadre, composte da tre giocatori, devono sostanzialmente prendersi a pallonate accumulando KO e, per farlo, possono utilizzare ogni mezzo a loro disposizione.

    È già da qui che iniziano ad emergere le prime peculiarità del gameplay di Knockout City, visto che ogni arena è cosparsa di "punti di spawn" delle palle, numerose e appartenenti a varie tipologie: abbiamo la Palla-Luna che altera la gravità per chi la impugna, la Palla da Cecchino che è quasi impossibile da evitare per velocità e gittata e tante altre palle speciali il cui utilizzo richiede anche un approccio diverso al gioco. Persino i giocatori possono appallottolarsi e finire tra le mani di un alleato per essere utilizzati come una tradizionale sfera oppure per trasformarsi in una letale bomba che manda KO chiunque finisca nel suo raggio d'azione. Qualunque sia l'oggetto utilizzato, colpire il bersaglio è incredibilmente semplice grazie al sistema di aggancio automatico, che rende Knockout City il perfetto esempio di gioco semplice da imparare ma complesso da padroneggiare. Che si tratti di parate perfette, passaggi o tiri caricati, le meccaniche possono essere imparate anche da un bambino, ma per cogliere ogni singola sfumatura del gameplay e sfruttare le finte (divertentissime da usare) oppure tiri dalle traiettorie imprevedibili come il pallonetto occorre molta pratica.

    La stessa collaborazione tra i giocatori è un elemento sul quale Knockout City spinge molto, dal momento che i passaggi non sono fondamentali per mettere KO un nemico, ma possono aumentare il livello di Overcharge, meccanica che rende più veloce il lancio della palla e limita quindi le possibilità di blocco da parte del nemico.

    Le reali potenzialità del gioco emergono soprattutto nella modalità Team KO Party, ovvero quella in cui si possono utilizzare solo ed esclusivamente palle speciali appartenenti ad una specifica categoria.

    Nel corso di una partita, ad esempio, ci è capitato di poter colpire gli avversari solo utilizzando le Palle-Gabbia, che trasformano per una manciata di secondi l'obiettivo in una palla: trattandosi di una partita in cui le sfere non potevano mandare KO i rivali, abbiamo dovuto lavorare di fantasia e non solo ci siamo appallottolati per essere lanciati addosso agli avversari, ma in molti casi abbiamo ingabbiato gli altri giocatori per poi farli volare oltre i confini dell'arena, così da mandarli al tappeto. Questa è solo una delle playlist alternative che il team di sviluppo introdurrà settimanalmente e in maniera completamente gratuita, proprio come tutte le future mappe e palle speciali.

    Tra le varie modalità disponibili, oltre a quella classica e a Team KO Party, troviamo anche il duello 1 vs 1 e una sorta di Uccisione Confermata in stile Call of Duty, Corsa ai Diamanti, dove i nemici mandati al tappeto lasciano cadere i preziosi oggetti da accumulare. Non manca poi una modalità competitiva, la Lega, che arriverà a pochi giorni dal lancio e potrebbe rivelarsi una delle più interessanti anche per via delle ricompense a tempo che spingeranno molti giocatori a partecipare.

    Se orchestrato a dovere, il supporto post-lancio gratuito garantirà al gioco contenuti sempre nuovi con l'obiettivo di alimentare l'interesse del pubblico sulla lunga distanza. A questo proposito, bisogna considerare che l'arrivo di una nuova sfera o di una nuova mappa può avere un impatto piuttosto importante sulle routine ludiche, visto che ciascuna arena non si distingue dalle altre solo per l'aspetto estetico ma anche per una meccanica di gameplay che la contraddistingue: Vicolo delle Risse propone ad esempio dei condotti grazie ai quali spostarsi rapidamente da un luogo all'altro, invece Tetti Tonanti è ricca di correnti d'aria che i giocatori possono sfruttare per muoversi con il deltaplano, strumento in dotazione a qualsiasi utente. Allo stato dei fatti, però, dobbiamo constatare che proprie le mappe rappresentano uno dei punti deboli di Knockout City, in quanto non tutte propongono meccaniche che influenzano realmente lo stile di gioco e, più in generale, si tratta di luoghi caratterizzati da un design anonimo e che sanno di già visto.

    Addio Battle Pass

    Se a livello contenutistico il pacchetto di base sembra essere più che convincente, anche il piano per il supporto post-lancio dovrebbe essere all'altezza delle aspettative: Knockout City abbraccerà la filosofia delle stagioni ma non implementerà alcun tipo di Pass Stagionale e tutti i contenuti potranno essere sbloccati in maniera gratuita.

    Le tantissime (e folli) opzioni per la personalizzazione sono legate solo in parte alle microtransazioni, dedicate unicamente ai giocatori con poca pazienza: basta infatti guadagnare esperienza e completare sfide per ottenere valuta di gioco, boost XP e skin. La particolarità di questo sistema consiste nel fatto che l'ordine di sblocco di costumi e accessori è casuale, ma che raggiungendo il livello massimo tutti possono ottenere tutto.

    A dare il via alle danze sarà la Stagione 1, il cui inizio è fissato per il prossimo 25 maggio, pochissimi giorni dopo l'uscita del gioco. In occasione del lancio della prima stagione il titolo accoglierà una nuova mappa chiamata Stazione dell'azione e una serie di piccoli extra tra i quali troviamo la modalità competitiva, i contratti delle crew e le prime playlist settimanali. Si tratta solo dell'inizio, poiché gli sviluppatori hanno già promesso altre novità in arrivo entro la fine della Stagione 1, la cui durata sarà di nove settimane come tutte quelle che arriveranno in futuro. Insomma, gli sviluppatori hanno quindi le idee ben chiare su come supportare il progetto e tenerlo in vita a lungo.

    Due tiri con la Crew

    Un prodotto del genere non vive solo di contenuti e dà il meglio quando giocato in compagnia degli amici. A tal proposito, sembra che il team di sviluppo abbia compreso l'importanza di questo fattore e abbia deciso di porre grande enfasi sulle funzioni social. Oltre alla possibilità di allenarsi con gli amici in una lobby interattiva chiamata Nascondiglio, Knockout City include infatti la possibilità di formare una Crew e completare periodicamente delle sfide che richiedono la collaborazione tra i vari rappresentanti del clan e danno accesso a ricompense esclusive.

    Per annullare qualsiasi barriera tra i giocatori, il gioco supporta sin dal day one cross-play e cross-platform, funzionalità nelle quali Velan Studios crede molto per via della totale assenza di discrepanze tra i vari sistemi di controllo, dal momento che il sistema di lock-on automatico azzera qualsiasi tipo di vantaggio per chi fa uso di mouse e tastiera. Anche in termini di fluidità il gioco presenta prestazioni uniformi e, a prescindere dal dispositivo utilizzato, il frame rate è bloccato a 60 con l'unica eccezione di Nintendo Switch, sulla quale è possibile scegliere se potenziare o meno il comparto grafico dimezzando il numero di fotogrammi al secondo.

    Se il granitico frame rate caratterizza tutte le versioni del gioco, a variare sono il dettaglio grafico e la risoluzione. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una produzione con un comparto tecnico molto semplice e funzionale, con modelli ed ambientazioni dallo stile cartoonesco che non spiccano per originalità e dettaglio, complice una direzione artistica non particolarmente brillante.

    Dal design delle mappe a quello dei personaggi (e relative opzioni di personalizzazione, persino quelle in vendita nel negozio), la direzione artistica non riesce a centrare il bersaglio ed è un gran peccato, poiché una maggiore attenzione in tal senso non solo avrebbe fatto emergere Knockout City da un generale livello di piattezza dal punto di vista estetico, ma avrebbe anche attirato più facilmente l'attenzione dei giocatori, soprattutto di quelli più giovani.

    Si tratta pur sempre di un progetto ancorato alla vecchia generazione e, a dimostrarlo, è l'assenza di una versione PlayStation 5 o Xbox Series X|S, macchine sulle quali il gioco può essere giocato in retrocompatibilità per godere di un boost relativo alla risoluzione e ai tempi di caricamento.

    Knockout City Knockout CityVersione Analizzata PlayStation 4 ProSono bastate poche ore trascorse in compagnia di Knockout City per comprendere come si tratti di un titolo dal grande potenziale e dal concept in grado di catturare l'attenzione di utenti appartenenti a tutte le fasce d'età per via di un gameplay immediato e divertente. Resta da comprendere quanto e come verrà supportato da parte degli sviluppatori, ma le premesse ci lasciano ottimisti sul futuro del gioco, soprattutto perché sembra che il disastroso lancio di Rocket Arena abbia insegnato molto ad EA. Il prezzo del biglietto è di soli 19 euro e permette di accedere senza costi aggiuntivi a qualsiasi contenuto post-lancio senza dover sborsare ulteriore denaro per l'acquisto di Pass Stagionali e skin a meno che non si voglia tutto e subito. Non meno importante è il pubblico raggiunto sin dal day one, dal momento che il gioco sarà incluso al lancio nel catalogo di EA Play e Xbox Game Pass Ultimate, senza contare che per i primi dieci giorni sarà possibile scaricare e giocare la versione completa e priva di alcun tipo di limitazione. Si tratta di una serie di scelte che potrebbero rivelarsi virtuose e decretare il successo di un gioco sì valido, ma che ha anche bisogno di una folta community per poter esplodere.

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