Recensione Kuru Kuru Kururin

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Kuru Kuru Kururin - 1817

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Che giramento di pale

"Kuru Kuru Kururin": dietro questo strambo nome si nasconde il primo puzzle game ideato per l'uscita del Game Boy Advance, il gioco che vorrebbe emulare le gesta del mitico "Tetris".
Vi dico fin da subito che il videogame dei mattoni rimane saldamente al primo posto, ma questo KKK (perdonate il poco felice riferimento...) non è di certo da buttare, ci mancherebbe altro.
Il protagonista del gioco passeggiava allegramente in campagna, quando improvvisamente una stupida paperotta chiede il suo aiuto per recuperare i figli che ha smarrito durante la passeggiata quotidiana. Prontamente il nostro eroe raccoglie la sfida e sale a bordo di un elicottero per cercare i poveri paperi smarriti. Non ho la sicurezza che siano paperi, ma è ciò a cui somigliano di più: elefanti non sono di certo.
Tutto questo casino per giustificare un'asta che gira su sé stessa dentro i mondi più strani. Sì la meccanica del gioco è pressappoco così: comandate un'asta che gira (immaginatevi un elicottero visto dall'alto...) e dovete condurla verso l'uscita dei vari labirinti evitando che le pale colpiscano i muri. Insomma, potete decidere come muoverla nello spazio, ma essa girerà sempre su sé stessa, cambiando a volte il suo senso di rotazione grazie ad apposite molle sparse per i livelli. Non avete capito nulla? Perfetto.
Dopo i necessari tutorial vi troverete immersi in diversi mondi da superare (Giungla, Oceano, Torta, Intestino Crasso, Intestino Tenue...), dove dovrete esibire un'ottima coordinazione, un'incredibile padronanza dello stick direzionale e, ultima ma non per importanza, una pazienza degna di Giobbe.

Ok il divertimento,ma l'occhio e l'orecchio che dicono?

L'occhio mi ha detto che la grafica è colorata e piacevole, gli elementi dei fondali sono vari e ben realizzati, ed è possibile cambiare l'aspetto dell'asta attraverso bonus speciali sparsi per gli schemi.
Le musichette dei vari stages, secondo l'orecchio, sono molto godibili e rievocano mondi allegri e spensierati. Il dramma di una madre che ha perso i propri figli non si respira mica tanto. Ma forse non era questa l'intenzione dei programmatori.
Insomma, l'idea base di "Kuru Kuru Kururin" è stata ottimamente arricchita.

Il giorno del giudizio

Come per tutti i puzzle games il giudizio è estremamente soggettivo, o lo si ama con tutto il cuore o lo si odia visceralmente. A me è piaciuto tantissimo, la sfida è sempre rinnovata dalle molteplici modalità di gioco, compreso il multiplayer (consiste in una sfida a tempo). Bellissimo il Challenge, modalità in cui dobbiamo superare minischemi al massimo della velocità.
Insomma, ho perso moltissimo tempo cercando di completare il gioco al 100%, e naturalmente non ce l'ho fatta, ma ben venga un videogioco difficile davvero! Sono stanco di giochi in cui raggiungere la fine è solo una questione di tempo e non di abilità.

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