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LA Noire The VR Case Files Recensione: c'era una volta a Hollywood su PSVR

Dopo due anni dall'uscita su HTC Vive, la versione in realtà virtuale di LA Noire arriva anche su PlayStation VR: eccovi il nostro giudizio.

recensione LA Noire The VR Case Files Recensione: c'era una volta a Hollywood su PSVR
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Mentre le star di Hollywoodland si godono la vita, immerse nello sfarzo dell'epoca d'oro del cinema e dello show business americano, c'è chi agisce nell'ombra, si sporca le mani di sangue e rischia tutto quello che ha di più caro per permettere a Los Angeles di mantenere le apparenze: nessuno deve sapere che la città degli angeli è in realtà un covo di demoni, di stupratori, assassini, ladri e antisemiti. LA Noire, il capolavoro del compianto Team Bondi, ci ricorda purtroppo qual è il vero volto della metropoli in ogni singolo caso che dobbiamo affrontare nei panni di Cole Phelps, ambizioso agente dell'LAPD deciso a scalare le gerarchie del dipartimento di polizia a suon di cazzotti, revolverate, intuito ed interrogatori.

    Dopo aver ripulito le strade sia nella versione PS3, sia nella riedizione per Nintendo Switch, sia nella remaster per PS4 e Xbox One, possiamo adesso immedesimarci ancora di più nel lavoro del nostro arguto investigatore grazie a LA Noire The VR Case Files, la trasposizione in realtà virtuale dell'opera patrocinata da Rockstar, che giunge sul PlayStation VR dopo una lunga esclusiva temporale su HTC Vive. Stiriamo il nostro abito elegante, indossiamo la giacca e facciamo un bel nodo alla cravatta: la Hollywood degli anni '40 ci sta aspettando a braccia aperte.

    7 casi per 7 colpevoli

    L'edizione in VR di LA Noire non è la conversione integrale dell'opera uscita nel 2011, bensì una sorta di riassunto che seleziona sette casi appartenenti ai vari distretti, appositamente riadattati per essere fruiti al meglio in realtà virtuale.

    La premessa è d'obbligo per comprendere che l'intera esperienza non presenta ovviamente la medesima longevità del titolo di partenza, e può essere completata all'incirca intorno alle 5 ore di gioco.

    Le missioni scelte da Rockstar, benché non creino ovviamente un filo conduttore narrativo paragonabile a quello della versione base, danno comunque vita ad uno sviluppo del racconto che culmina in un incarico conclusivo capace di porre fine alla vicenda di Cole Phelps: ciononostante, chiunque non abbia giocato alla produzione regolare non avvertirà, per forza di cose, il medesimo senso di coesione della sceneggiatura originale.

    Più che un'avventura che fa leva sulla forza della storia, però, The VR Case Files è un'esperienza concepita per massimizzare il più possibile l'immersività che la realtà virtuale è in grado di trasmettere. Sotto questo aspetto l'operato di Rockstar è un successo totale, sia per una marea di piccole accortezze che acuiscono il coinvolgimento visivo e sensoriale, sia per la tecnologia alla base del prodotto, in cui i volti dei vari personaggi sono ricreati con una perfezione espressiva ancora oggi ineguagliata.

    I sette casi riassumono in una manciata di ore tutte le caratteristiche salienti di LA Noire: nel nostro studio di Los Angeles, in una penombra estremamente suggestiva, dovremo scegliere quali missioni affrontare dopo un lungo tutorial che ci introduce le meccaniche ludiche.

    A sorprendere di primo acchito è l'enorme cura per i dettagli: ad esempio, quando indosseremo la divisa da poliziotto, la nostra visuale sarà parzialmente coperta dalla visiera del berretto, mentre se ci affacceremo su una superficie in vetro, come il bancone di un negozio d'armi, potremo anche osservare il nostro riflesso.

    La stessa attenzione è riposta nelle varie azioni da compiere: per ricaricare un'arma dovremo prima inserire i proiettili in canna e svuotare il tamburo del revolver una volta finite le munizioni, mentre per parare i colpi in arrivo, durante gli scontri a mani nude, ci toccherà simulare con i Move (il cui uso è obbligatorio) la posa del combattimento, alzando le braccia per assorbire i pugni e sferrando qualche cazzotto non appena si apre la difesa dell'avversario.

    In egual modo, quando ci siederemo a bordo di una vettura, saremo chiamati a ruotare la chiave nel quadro dell'accensione e poi agire sul volante per accelerare e decelerare. Il sistema di guida e di lotta, per quanto semplicistici ed un po' grezzi, sono adeguatamente intriganti da meritare un paio di minigame extra, aggiunti da Rockstar in occasione dell'uscita su PSVR, nei quali potremo correre su pista e affrontare diversi avversari sul ring.

    Piccoli inserimenti che infiocchettano ulteriormente il prodotto, senza però incrementare in modo esponenziale la durata del gioco. Ma al di là delle sparatorie, dei giri in macchina e delle risse, LA Noire The VR Case Files mostra tutto il suo potenziale nel corso delle indagini. È in questi frangenti che dovremo analizzare con accuratezza la scena del crimine, afferrare gli oggetti, ruotarli e scrutarli fin nel minimo particolare, così da raccogliere le prove con cui incastrare i colpevoli.

    A differenza dell'edizione originale, nella variante in VR l'interazione con i cadaveri è ovviamente più coinvolgente che mai: il Move diventa d'altronde un'estensione del nostro arto, e la necessità di spostare i corpi, perquisire i cadaveri, aprire manualmente le lettere e osservare nel dettaglio le armi del delitto dilata la portata dell'immersività.

    Al fine di ridurre al minimo l'eventuale frustrazione data dall'imprecisione del tracking, Rockstar ha fatto in modo di garantire il contatto con gli elementi dello scenario anche se la nostra mano è abbastanza distante dall'oggetto con cui interagire: così facendo, il sistema reagirà con sufficiente precisione persino se giochiamo da seduti, in condizioni di mobilità ridotta.

    Non tutto è perfetto, purtroppo, e alle volte le compenetrazioni poligonali impediscono di agire sugli item con la dovuta rapidità, specialmente nelle situazioni più adrenaliniche come le sparatorie, quando l'atto di aprire il tamburo e ricaricare le munizioni potrebbe aver bisogno di un paio di tentativi prima di essere completato.

    Ottimi invece tutti i sistemi di locomotion presenti nel gioco: potremo avanzare agitando le braccia per simulare la camminata, ricorrendo al teletrasporto, puntando il mirino verso un preciso hotspot oppure sfruttando il movimento fluido, ideale per chi cerca un'avventura pienamente avvolgente e non teme l'insorgere di fenomeni di motion sickness.

    I volti della menzogna

    Che l'elemento distintivo di LA Noire, oltre all'incredibile atmosfera, sia l'eccezionale recitazione digitale non è certo un mistero. Le prestazioni del motion capture hanno al tempo segnato standard ancora oggi fuori scala, che - al netto di un pizzico d'inevitabile teatralità - riescono a trasmettere pienamente le emozioni degli interrogati.

    In VR tutta questa bellezza visiva torna più potente che mai: se si esclude qualche transizione un po' meno fluida nel passaggio tra un'espressione all'altra sui volti dei personaggi, nel complesso la qualità grafica si mostra in grande spolvero sul visore di Sony. I dettagli dei visi, dei capi d'abbigliamento, delle armi e degli arredamenti delle case è magistrale, e su PlayStation 4 Pro il motore non mostra quasi nessun tipo di incertezza.

    Mentre nelle sequenze ambientate negli interni degli appartamenti o durante le conversazioni la qualità artistico/tecnica palesa i muscoli, qualche oscillazione più evidente si riscontra nelle fasi all'aperto, quando potremo muoverci tra le strade di Los Angeles: in simili istanze, rispetto ad HTC Vive, si nota un prevedibile calo delle performance, a causa dell'ovvia differenza di potenza in termini di hardware.

    Ecco che l'aliasing sulle superfici si fa più marcato ed il pop up più aggressivo, ma nulla che riesca - in fin dei conti - a sminuire in maniera significativa la solidità del port, né ad indebolire la piacevolezza di un'avventura unica nel suo genere.

    L.A. Noire The VR Case Files L.A. Noire The VR Case FilesVersione Analizzata PlayStation 4 ProA circa due anni dal suo approdo in esclusiva per HTC Vive, LA Noire The VR Case Files arriva anche su PlayStation VR e, pur con qualche compromesso grafico, mantiene inalterata l’ottima esperienza proposta su PC. Immersiva ed ammaliante, la conversione “in scala ridotta” del capolavoro del Team Bondi è un ottimo esempio di come adattare il gameplay alle potenzialità della realtà virtuale: la vasta gamma di interazioni e la qualità visiva danno forma ad una produzione unica ed imperdibile, limitata solo da una longevità non proprio rimarchevole e da qualche sporadica incertezza nel sistema tracking. Il catalogo di Sony in VR si rimpolpa quindi con un altro pezzo da novanta del settore videoludico, al cui fascino è davvero difficile resistere.

    8.5

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