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La Terra di Mezzo L'Ombra della Guerra: Recensione della versione mobile

Shadow of War approda su smartphone e tablet con un gioco di strategia ambientato nell'universo de La Terra di Mezzo L'Ombra della Guerra.

recensione La Terra di Mezzo L'Ombra della Guerra: Recensione della versione mobile
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  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Complice la diffusione a macchia d'olio degli smartphone, negli ultimi anni siamo soliti assistere alla comparsa di applicazioni mobile che accompagnano il lancio di alcuni dei titoli di maggior spessore commerciale del mercato videoludico. A volte si tratta di semplici "companion app", che hanno il solo scopo di rendere "portabili" news, statistiche e interazioni social dei prodotti più in voga (si pensi ad esempio a Destiny 2), dando anche modo ai giocatori di sbloccare alcune ricompense in-game; altre volte fungono da veri e propri giochi standalone, svincolati completamente (o in parte) dall'episodio principale.
    La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, app free-to-play giunta sul mercato proprio insieme all'omonimo sequel "tradizionale" de L'Ombra di Mordor, rientra in questa seconda categoria, dato che con il capitolo principale (la cui recensione è apparsa sulle nostre pagine appena poche settimane fa) condivide solamente alcuni ovvi riferimenti narrativi e poco altro.

    La Terra di Mezzo: L'Ombra del...delle microtransazioni

    Ne La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra lo scopo principale del giocatore è naturalmente lo stesso che ha sospinto e animato tutte le avventure - letterarie, filmiche e videoludiche - ambientate nello splendido mondo ideato dal celebre scrittore britannico J.R.R. Tolkien: impedire a Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor, di impossessarsi del dominio assoluto su tutti i popoli che la abitano.

    Il team di sviluppo non ha fatto altro che ispirarsi a una delle strutture ludiche più diffuse in territorio mobile, riciclata più e più volte soprattutto per la sua efficacia nell'unire un gameplay piuttosto divertente a una serie di sistemi assuefacenti che, di fatto, invogliano il giocatore a ricorrere alle tanto disdegnate microtransazioni. Per farla breve: avete presente quella tipologia di titoli in cui dovremo assemblare il proprio party di eroi, potenziarli, e poi avanzare in maniera del tutto automatica in stage a scorrimento orizzontale, intervallati da due o tre ondate di nemici? Quelli in cui la più grande preoccupazione è cercare di farli sopravvivere tutti, così da ottenere le migliori ricompense e tutte e tre le stellette valutative. Ecco: L'Ombra della Guerra Mobile non è nient'altro che questo.
    Partendo dai 4 eroi forniti inizialmente (tra cui figura lo stesso Talion, protagonista della serie Middle-Earth), bisogna farsi largo, orda dopo orda, attraverso innumerevoli livelli, così da guadagnare le risorse necessarie per proseguire nei livelli successivi, dove naturalmente aumenta la potenza dei nemici affrontati. Si tratta di un loop che, come dicevamo prima, può sicuramente divertire sulle prime: ma è anche evidente che si tratti di un tipo di gameplay che rende il ruolo del giocatore molto più passivo. Nella fattispecie, i nostri unici interventi di "tapping" sullo schermo saranno quelli, eventualmente necessari, per far cambiare il target ai nostri eroi, oppure quelli per attivare le loro abilità speciali, le quali, come consuetudine, si caricano portando a segno gli attacchi o subendo danni. Sebbene la parte più gustosa del titolo sia certamente quella di sbloccare - tramite il più classico degli "sbustamenti" - uno degli innumerevoli eroi della Terra di Mezzo, così da comporre un team sempre più forte e con diverse frecce al suo arco, molto presto la ripetitività intrinseca al tessuto ludico si fa largo nella progressione, e a poco servono le numerose attività collaterali (compresa la nuova modalità "Arena", in cui è possibile affrontare dei boss in co-op oppure far duellare i propri party) che il team ha affiancato alla campagna principale.

    Tutta la progressione, infatti, è basata sull'accumulo di risorse (punti XP, crediti e Gloria), con cui è appunto possibile migliorare le statistiche degli eroi, e anche degli orchi "marchiati" presenti nel suo esercito. Sì, avete capito bene: nel titolo è presente una versione molto alleggerita e semplificata del Nemesis System, con il quale viene data la possibilità di arruolare i capitani e i comandanti di Sauron sconfitti al termine degli stage principali (volendo potremo giustiziarli in cambio di qualche runa di potenziamento).
    A rendere il tutto ancora più tedioso è il fatto che il gioco faccia ampio riciclo delle ambientazioni e, soprattutto, dei nemici, operazione che va esageratamente contro la filosofia fondante del sistema delle Nemesi.

    Certo, non si può negare che alcune cose, complice l'intramontabile universo a cui si ispirano, siano anche graficamente godibili (come alcune cutscene pre-renderizzate che di tanto in tanto intervallano l'avanzamento), però si poteva certamente fare di più a livello artistico e concettuale (basti pensare, per esempio, alla serie Kingdom Rush, la quale, sebbene proponga una progressione non del tutto dissimile da quella de L'Ombra della Guerra - anche se lì siamo più dalle parti di un tower defense -, offre una varietà e un'attenzione al dettaglio di gran lunga superiore).

    Non va poi sottovalutato, come accennavamo nell'incipit, il peso delle microtransazioni.

    Nonostante infatti sulle prime l'esperienza appaia abbastanza bilanciata (grazie soprattutto alla facilità con cui si ottengono le ricompense iniziali), già dopo poche ore si giunge a quel fatidico "muro" dove diviene sempre più difficile - e dannatamente lento - riuscire a proseguire negli scenari affidandosi unicamente ai punti XP e ai crediti ottenuti come reward. L'accumulo di risorse diventa in fretta un loop incentrato sul grinding, che viene peraltro frenato da tutti quei meccanismi presenti in altri congeneri.
    Non troviamo solo la classica "energia" che si consuma poco a poco accedendo a qualsivoglia attività di gioco (e che si ricarica molto lentamente ogni tot minuti), ma anche diversi cooldown che impediscono di eseguire più volte un determinato potenziamento o una ricarica dei punti abilità (se ne possono ottenere di nuovi soltanto un paio di volte al giorno). Per sopperire a questo freno, è naturalmente possibile ricorrere alle immancabili microtransazioni, tramite numerosi bundle a pagamento che offrono un cospicuo quantitativo della risorsa più preziosa (e rara) presente in-game: le gemme. Con queste, potremo annullare i vincoli dei contatori, sbloccare nuove attività ripetibili e, naturalmente, comprare nuovi "pacchetti eroe" con cui tentare la sorte per ottenere quell'Aragorn tanto agognato. È anche presente una sorta di abbonamento "premium", chiamato "VIP", che permette di guadagnare diversi privilegi e dei bonus giornalieri di gemme. Insomma, sebbene non stiamo parlando di un titolo che rende totalmente impossibile progredire senza spendere un singolo euro, non si può negare che la struttura ludica sia stata realizzata con l'idea ultima di monetizzare sulla progressione.

    Shadow of War Mobile Shadow of War MobileVersione Analizzata Android GamesLa Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra non è un brutto titolo mobile. È però un'app che ha scelto dichiaratamente come fondamenta una struttura che non ama più di tanto valorizzare l'eredità del capitolo tradizionale, preferendo invece puntare su meccanismi di progressione che inducono al farming spregiudicato e, per i meno pazienti, alle microtransazioni. Va però detto che, se escludiamo il tedio della progressione che viene fuori in maniera abbastanza preponderante dopo qualche ora di gioco, il gameplay nudo e crudo offerto dall'opera è piuttosto efficace, con qualche interessante riferimento all'episodio principale. La vera soddisfazione (forse l'unica?), comunque, deriva sicuramente dalla gestione e dal potenziamento del proprio party di eroi, così da permetterci di progredire negli stage più avanzati. Può bastare per renderlo un titolo vagamente godibile? Per quelli che sono gli standard e i meccanismi del mercato mobile, probabilmente sì. Il che, però, non è necessariamente un pregio.

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