Laboratorio di Videogiochi Recensione: impariamo a programmare su Switch

Nintendo incentiva la creatività dei giocatori portandoci dietro le quinte della programmazione con un'avventura adatta a tutti.

Laboratorio di Videogiochi Recensione: impariamo a programmare su Switch
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  • Switch
  • Annunciato a sorpresa durante il Nintendo Direct di inizio maggio, Laboratorio di Videogiochi si inserisce con eleganza all'interno di una strategia di lungo corso della grande N, desiderosa di incentivare la creatività dei propri fan grandi e piccini. Con un obiettivo ambizioso: sfatare il mito dell'inaccessibilità della programmazione per chi non maneggia linee di codice con la maestria di John Carmack.

    La filosofia adottata dal titolo è semplice, ma efficace. Nintendo Switch si popola di esserini vivaci e sopra le righe, chiamati Nodon, con la missione di aiutarci a comprendere l'incredibile mondo che si cela dietro lo sviluppo di un videogioco. Uno spostamento dietro le quinte che sa sorprendere, divertire e far sorridere il giocatore, chiamato a un ruolo che all'inizio può spaventare, ma che si rivela, con il passare delle ore, incredibilmente soddisfacente.

    Lezioni di programmazione

    Veniamo subito introdotti alle nostre due guide: Bob, un puntino blu che ci conduce passo passo nei sette livelli di gioco, e Alice, intenzionata a testare le nostre conoscenze con interessanti quiz di taglio pratico (di cui parleremo più avanti).

    Sette sfide, dunque, e sette diversi giochi da programmare, a partire da uno che...non funziona: il primo gesto di gioco è l'inutile tentativo di muovere un personaggio. Bob ci invita ad analizzare ciò che non va - e capiamo subito che, per avere successo in Laboratorio di Videogiochi, è necessario riflettere sui passaggi logici e sulle connessioni tra i vari elementi nello schermo di programmazione.

    In questo regno coloratissimo e immediatamente riconoscibile come Nintendo-made i protagonisti della scena sono i Nodon, ciascuno caratterizzato da una propria funzione e anche da una personalità ben precisa, tratteggiata dagli spiritosi dialoghi che rendono scorrevoli e discorsive le sessioni di sviluppo con Bob.

    I Nodon si presentano con delle icone utilissime per il loro riconoscimento, e possiamo dire che, salve alcune situazioni in cui iniziano ad accumularsi in gran numero in uno spazio ridotto, la schermata rimane ordinata e pulita, senza alcuna difficoltà di navigazione per il giocatore. Laboratorio di Videogiochi porta l'utente a scoprire che un videogame è come un meccanismo ben oliato: bisogna accertarsi che ogni ingranaggio sia al proprio posto, pronto a svolgere la propria funzione. Le relazioni tra i Nodon sono vitali, ed esplorare le loro infinite possibilità di relazione, connessione e interazione porta grande soddisfazione all'utente, sempre più "smanettone" man mano che si prosegue nel corso delle sette lezioni. A livello di fruizione del titolo, segnaliamo che la modalità handheld di Switch è davvero comodissima per godersi Laboratorio di Videogiochi: lo schermo touch permette di muoversi tra i vari passaggi con il tocco di un dito, per sessioni all'insegna della rapidità e dell'immediatezza. Nessun problema tecnico ha afflitto il playthrough, ma va detto che il livello grafico (volutamente) semplice non mette alla prova le capacità delle nostre Nintendo Switch. Per chi lo desidera, è possibile affrontare Laboratorio di Videogiochi a colpi di mouse - un'opzione che sarà apprezzata da chi gioca prevalentemente su PC.

    In generale, l'effetto è meno immediato rispetto ad un Super Mario Maker (qui la nostra recensione di Super Mario Maker 2), in cui gli elementi dei vari livelli sono messi a disposizione del giocatore senza portarlo dietro le quinte dello sviluppo. Nintendo ha voluto osare con un'operazione forse meno accattivante ad una prima occhiata, ma molto profonda da un punto di vista concettuale, senza rinunciare ad un approccio accessibile e alla portata di tutti. In questo senso risulta vincente la scelta di affiancare alle lezioni di Bob il Manuale di Alice, una serie di approfondimenti extra che si focalizzano in maniera specifica su singoli Nodon o meccaniche di programmazione.

    Il Manuale torna utilissimo nel corso delle sessioni di Checkpoint condotte proprio da Alice. Niente questionari noiosi: anche qui ci si tuffa dritti nell'azione per risolvere problemi concreti! Abbiamo apprezzato moltissimo queste fasi, a volte impegnative, ma affrontabili spremendosi le meningi e ricorrendo alle spiegazioni del Manuale, se necessario. Vedere un livello non funzionante mettersi in moto grazie alla nostra astuzia è un'esperienza capace di appagare il giocatore e di spingerlo ad andare avanti verso il prossimo livello. È presente anche un'interessante Nodopedia, una vera e propria enciclopedia che, con un linguaggio leggermente più tecnico rispetto a quello utilizzato nelle lezioni e nel manuale, illustra il funzionamento e la logica alla base di ogni Nodon.

    Puzzle game, alieni e corse sfrenate nel deserto

    Il percorso tracciato da Laboratorio di Videogiochi è finalizzato ad aumentare la consapevolezza del giocatore sulle basi concrete dello sviluppo videoludico, prendendo spunto dai linguaggi di programmazione grafica basata su oggetti e proprietà. Si può dire che il risultato replica fedelmente la logica della programmazione reale, e pertanto si tratta di un ottimo modo per avvicinarsi a questo regno sotterraneo, misterioso e terribilmente affascinante.

    Aiuta moltissimo la chiave estetica scelta da Nintendo, contraddistinta da una pulizia e da un'essenzialità tipicamente nipponiche: anche quando i livelli diventano pieni di elementi, alcuni Nodon specifici consentono di traslare gli input qua e là in giro per la schermata, mantenendo il tutto ordinato e fruibile in vista della condivisione della propria creazione e di eventuali modifiche future.
    Nella modalità Lezioni Guidate viene proposta una varietà di giochi da sviluppare che ci ha soddisfatti: si va dal classico shooter bidimensionale al puzzle game, passando per l'avventura in tre dimensioni che chiude i sette livelli/lezioni di Laboratorio di Videogiochi.

    All'inizio Bob prende forse fin troppo la mano del giocatore, lasciando uno spazio risicato per l'interazione autonoma con i Nodon, ma proseguendo nell'esperienza si abbandonano sempre più le redini per permetterci di sfogare la nostra creatività. Le lezioni possono essere completate in 8-10 ore, un tempo che dipende anche dalla nostra abilità nel risolvere i Checkpoint di Alice, che separano un livello da un altro e consolidano le conoscenze accumulate. Dopo il finale la simpatica Alice saprà sorprendervi con sfide extra davvero impegnative!

    Un viaggio unico

    Come in ogni gioco basato sullo User Generated Content che si rispetti, anche Laboratorio di Videogiochi ha come scopo ultimo quello di incoraggiare la creazione di videogiochi da parte degli utenti, con una loro condivisione tra i giocatori di tutto il mondo. E qui arriva una nota dolente, perché il meccanismo è tutt'altro che brillante: le due sezioni Condividi e Ricevi operano sulla base degli ID del giocatore e del videogioco, e manca un hub centrale dove poter visionare con più immediatezza i prodotti dell'ingegno della community. Per trovare un'opera bisogna quindi inserire o l'ID del gioco oppure quello del suo creatore. Un procedimento non proprio comodo, che speriamo sia rivisto da Nintendo in future occasioni. Vi ricordiamo inoltre che per usufruire dei servizi di condivisione online è necessaria una sottoscrizione a Nintendo Switch Online.

    Altro aspetto che potrebbe far storcere il naso ad alcuni è la scarsa personalità di Bob e Alice, nulla più di due puntini sullo schermo della console. Va però detto che questa scelta è perfettamente funzionale all'obiettivo del gioco: far concentrare l'utente sulla programmazione in maniera semplice e divertente. Personaggi più "invasivi" avrebbero ostacolato la comprensione dell'interfaccia e la linearità dell'esperienza. Nonostante la mancanza di una storia alla base del percorso, Bob, Alice e i Nodon ci hanno divertito e coinvolto, anche grazie alle vivaci spiegazioni e ai dialoghi che condiscono il ritmo del gioco.

    Per ovvie ragioni, Laboratorio di Videogiochi è contraddistinto da una notevole mole di testi, tradotti in lingua italiana in modo semplicemente impeccabile. Il sonoro contribuisce alla piacevolezza dell'avventura, risultando efficace e pieno di strizzate d'occhio allo stile delle grandi soundtrack del passato di Nintendo. Purtroppo non possono essere inserite immagini o musiche caricate dai giocatori, ma le risorse offerte dal gioco consentono di sopperire a questa mancanza - segno della volontà di creare un'esperienza in un certo senso "controllata" - con un'infinità di opzioni, combinazioni tra gli elementi esistenti e tool creativi che di certo non lasceranno gli utenti a corto di idee.

    Laboratorio di Videogiochi Laboratorio di VideogiochiVersione Analizzata Nintendo SwitchProposto all’interessante prezzo di 29,99 € a partire dall’11 giugno, Laboratorio di Videogiochi è un esperimento coraggioso che merita l’attenzione di chi non si accontenta di rimanere sulla superficie del medium videoludico. L’esperienza si presenta sulle prime come meno accattivante rispetto a titoli come Super Mario Maker, ma la soddisfazione che si ricava entrando nella tana del Bianconiglio e scoprendo i segreti della programmazione è impagabile. Siamo curiosi di scoprire come si evolverà la community di Laboratorio di Videogiochi, e proveremo con interesse le creazioni degli sviluppatori in erba provenienti da tutto il mondo.

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