Recensione Last Knight: Rogue Rider Edition

Il team Toco Games rispolvera le giostre medievali per inscenare uno strampalato running platformer in tre dimensioni.

Versione analizzata: PC
recensione Last Knight: Rogue Rider Edition
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  • Pc
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Chiunque abbia avuto il piacere d’approfondire il primo capitolo della serie Crash Bandicoot non può di certo aver dimenticato come al suo interno fossero presenti alcune sfide ai limiti del demenziale, eppur davvero divertenti. Nella fattispecie, ci riferiamo agli stage che vedevano lo svitato marsupiale balzare improvvisamente in groppa a un cinghiale selvatico, il quale, evidentemente terrorizzato dall’agguato, si lanciava a capofitto in una scatenata e irrefrenabile corsa a ostacoli attraverso percorsi che, come il resto del gioco, si sviluppavano totalmente in profondità. A conti fatti, si trattava di frammenti videoludici riconducibili ai cosiddetti “non-stop running games”, derivati del macro-genere platform che tutt’oggi si contraddistinguono per offrire all’utente una formula ludica immediata, un ritmo incessante e un control system estremamente semplificato. Il genere ha avuto bassi - il marchettone trash PepsiMan lo ricordiamo un po’ tutti con compassionevole simpatia - e alti, trovando terreno fertile soprattutto nel mercato mobile - e qui dobbiamo per forza citare l’ottimo Fotonica, sviluppato dagli italianissimi Santa Ragione. Detto questo, il precedente riferimento all’esperimento compiuto da Naughty Dog non è per nulla casuale, poiché Last Knight, opera prima del team tedesco Toco Games, s’ispira manifestamente alla bizzarria con la quale si decise di rappresentare quelle frenetiche corse verso la profondità di campo. In questo caso, però, il set si sposta nel Medioevo feudale, riletto dagli sviluppatori da una prospettiva che mischia il fantasy all’umorismo nonsense; un contesto perfetto per guidare un anonimo - e sfigatissimo - apprendista cavaliere lungo il viaggio che ne decreterà l’imperituro valore. Che l’improvvisato paladino del bene riesca a raggiungere i propri obiettivi all’interno della narrazione, è pressoché scontato. Appurato ciò, cerchiamo di capire se i ragazzi di Toco Games siano riusciti nel medesimo intento con il loro progetto.

OH OH, CAVALLO, OH OH

Come specificato in cima all’articolo, la versione di Last Knight da noi approfondita è la Rogue Rider Edition, attualmente in vendita su Steam per PC e Mac al prezzo di € 5,99, che differisce dalla precedente - e dal porting per dispositivi iOS - per l’introduzione di un’aggiunta ben precisa, che analizzeremo a breve. Il menù principale pone di fronte a tre modalità selezionabili, prima tra tutte una classicissima Story Campaign suddivisa in sei mondi di gioco, a loro volta ramificati in ventiquattro livelli che si sbloccano progressivamente, ciascuno completabile in un paio di minuti circa. Come detto, scopo dell’utente è di condurre illeso il proprio avatar in armatura a bordo del suo fido destriero attraverso scenari pregni di staccionate, alberi, rocce, precipizi e quant’altro, in quella che si configura come una rocambolesca corsa senza sosta verso la meta, posta a fine itinerario. Che si scelga di giocare tramite gamepad o per mezzo della tradizionale accoppiata mouse e tastiera - opzioni ugualmente funzionali all’atto pratico - il fruitore può contare esclusivamente su una manciata di semplici input, che comprendono lo spostamento del cavallo sul solo asse orizzontale, il salto e l’utilizzo della lancia per abbattere avversari e ostacoli fragili. Oltre a giungere a fine percorso intatto, il cavaliere è poi sollecitato a raccogliere il nutrito tesoro del re, sparso sotto forma di monete all’interno dell’ambiente. Queste, come prevedibile, non sono sempre facili da intercettare, e spesso richiedono al giocatore spostamenti rapidi al fine di evitare uno spiacevole impatto contro superfici solide. Al termine di ogni stage, il software elargisce una medaglia di merito, che aumenta di valore a seconda della bontà della performance portata a compimento.

Lo diciamo senza giri di parole: la campagna è senza dubbio la parte più debole dell’intero lavoro svolto dal team di sviluppo tedesco. Considerata la povertà del comparto diegetico, che si basa per lo più su una serie di cliché triti e ritriti - un guerriero alle prime armi deve salvare la principessa e il suo regno da un malvagio drago sputafuoco - ci saremmo quantomeno aspettati da tale modalità una sfida calibrata a dovere. Non è così: l’avventura non impegna per più di un’ora scarsa, e nonostante le scenografie riescano ad appagare l’occhio poiché vivaci e coloratissime, la ripetitività del gameplay rischia di prendere il sopravvento già dopo un paio di mondi superati con successo. È possibile conquistare il penultimo livello con discreta disinvoltura, per poi incorrere in una sgradita sorpresa durante la boss fight finale con il drago, di fatto l’unica presente nell’intero arco narrativo. In questo senso, appare assai evidente come gli sviluppatori abbiano dovuto adattare le meccaniche a una situazione che mal vi si presta, e non è un caso che la sfida subisca un’impennata inattesa proprio sul finire della campagna. Ne risulta uno scontro confuso, per lo più impari, dove un fastidioso senso di frustrazione tende ad insidiarsi costantemente sottopelle nell’utente. Dopo uno story mode così breve e poco ispirato, è pressoché sintomatico che la curiosità di sviscerare ulteriormente il prodotto possa calare drasticamente, specie per chi meno propenso ad apprezzare il genere. Tuttavia, è bene non trascurare le altre due varianti previste dal gioco, che dimostrano come l’offerta di Last Knight: Rogue Rider Edition non sia in effetti del tutto disprezzabile.

VERSO L’INFINITO...E OLTRE?

Tornando alla schermata iniziale è poi possibile accedere alla modalità Endless Journey, che, come suggerisce il nome, consente di ripercorrere i sentieri esplorati nella Story Campaign uno in fila all’altro, in un incedere infinito che può essere spezzato soltanto da un input tardivo da parte dell’utente. Se la formula si limitasse a questa unica regola, ci troveremmo di fronte a un endless running abbastanza canonico; fortunatamente, i ragazzi di Toco Games hanno scelto di rimpolpare l’in-game con un abbozzo di struttura action-adventure che, sorprendentemente, è in grado di donare discreta freschezza all’insieme. Anzitutto, accumulando monete è possibile sbloccare fino a sei perk, tutti upgradabili e dispensati in maniera randomica nel corso di ciascuna run. Ognuno di essi ha un effetto temporaneo, e può rivelarsi indispensabile per svicolare dai pericoli più insidiosi posti lungo il cammino. Per fare alcuni esempi, munire il cavaliere di uno scudo ferrato consente di abbattere automaticamente gli avversari senza dover ricorrere alla lancia, utilizzare un cronometro rallenta il tempo nei pressi di un ostacolo per dar possibilità di prevenirne l’impatto, porre un corno in fronte al proprio destriero crea automaticamente ponti d’arcobaleno a ridosso degli strapiombi, e così via. Oltre a questo, una raccolta più o meno corposa di denaro consente l’unlock di personaggi supplementari, il che è fondamentale per il completamento delle numerose quest di cui la modalità si compone. A ciascun avatar sono infatti dedicate delle missioni molto specifiche, da reperire nel corso di ogni partita agguantando pergamene sparse sul terreno. Si tratta di sfide molto variabili in termini di difficoltà, che rendono l’esperienza appetibile non soltanto per i casual gamer, ma soprattutto per chi fa dell’endurance il proprio credo.

Vi è poi un terzo approccio possibile al titolo, invero lo specifico di questa Rogue Rider Edition e, senza molte riserve, la porzione più interessante dell’intero pacchetto. La modalità Rogue Rider Adventure mescola la struttura a livelli della campagna a meccaniche squisitamente roguelike, per cui, partendo da una mappa suddivisa in sezioni, è possibile scegliere man mano che itinerario affrontare su un ventaglio di scelte generate proceduralmente dal software. Oltre a dover deviare gli ostacoli, il fruitore è qui chiamato a monitorare lo stato di fame di cavaliere e cavallo indirizzandoli verso il cibo disseminato per strada, per cui la carne rimpinza il guerriero, mentre frutta, verdura e dolciumi saziano il suo amico equino. Come ulteriore complicazione, è necessario mantenere costantemente in equilibrio la salute fisica dei due, poiché raggiungendo lo stato di obesità o, al contrario, di eccessiva magrezza, i nostri assistiti esploderanno in mille pezzi, provocando il game over e annullando ogni progresso raggiunto. Di fatto, la permadeath è insita all’interno del tipo di sfida, ed è quindi necessario equipaggiare il personaggio di stage in stage con gli oggetti e i perk racimolati nel corso di ciascuna run al fine di attenuare il più possibile il rischio di fallimento. L’aspetto ruolistico della produzione, seppur molto all’acqua di rose, subentra in modo predominante proprio nella modalità appena descritta, donando quel pizzico di sale in più a una ricetta ludica altrimenti un po’ troppo insapore.

REPETITA (NON) IUVANT

Tecnicamente parlando, la versione PC di Last Knight ci è parsa priva di lacune consistenti. Eccezion fatta per qualche sporadico bug, comunque non in grado di compromettere la performance del giocatore, riteniamo che i developer abbiano svolto un compito per nulla indegno, specie in relazione al calcolo degli impatti e alle collisioni, fondamentali in un’esperienza di questo genere. La fisica dei personaggi si dimostra inoltre convincente; molto giocata sull’effetto ragdoll, essa ben si presta all’umorismo sciocchino della produzione, che un po’ ci porta alla mente le slapstick comedy americane del cinema muto. Anche a livello grafico il titolo risulta gradevole, sebbene il level design, pur curato, pecchi di scarsa varietà delle ambientazioni messe in scena. La questione appare evidente soprattutto in Endless Journey, dove l’infinito alternarsi dei sei scenari disponibili è evidentemente insufficiente a stimolare visivamente chi ne fruisce, rischiando di portare alla noia fin nel breve periodo. Stesso si dica per il comparto sonoro del gioco, se possibile ancor più povero di contenuti della propria controparte visuale. Escludendo gli effetti conseguenti agli impatti, a nostro giudizio un po’ troppo finti e “plasticosi”, critichiamo soprattutto la differenziazione pressoché inesistente dei brani che accompagnano il nostro Lancillotto in erba durante il suo viaggio eroico. Questi si possono facilmente contare sulle dita di una mano monca, ed è indubbio come tale mancanza di ricchezza contribuisca ulteriormente a restituire un profondo senso di ripetitività. Il che, in un gioco che già di per sé fonda la propria offerta sulla continua reiterazione di una sola manciata di comandi, non aiuta di certo.


Last Knight Rogue Rider Edition Last Knight poggia su una base comune - il genere non-stop running - per poi ramificare la propria offerta in direzioni assai distinte. All’interno di questo capiente contenitore non tutto funziona come dovrebbe: se da un lato, paradossalmente, le due modalità appendici deliziano e in parte sorprendono, dall’altro la Story Campaign è invece fiacca e striminzitissima, al limite dell’inconsistenza. Nel complesso, ne consegue un prodotto dotato di qualche spunto interessante, certamente in grado d’impegnare i più ostinati per diverse ore, eppur castrato da una certa monotonia di fondo, che difficilmente potrà sottrarlo dalla fastidiosa etichettatura di “passatempo usa e getta”. In ogni caso, se decideste di dar comunque fiducia alla produzione Toco Games, consigliamo di valutarne l’acquisto su Steam piuttosto che in versione mobile: per pochi euro in più, la modalità Rogue Rider Adventure potrebbe davvero fare la differenza.

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