Last Stop Recensione: una serie TV interattiva dagli autori di Virginia

Un'avventura grafica che segue lo stile episodico tipico di una serie TV: partiamo alla scoperta di Last Stop.

Last Stop Recensione: una serie TV interattiva dagli autori di Virginia
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  • Xbox
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il team di Variable State ha già avuto modo di farsi conoscere nell'universo delle avventure videoludiche di stampo narrativo. Dopo aver sfidato le leggi del cinema in Virginia (a questo link potete leggere la nostra recensione di Virginia), la piccola software house torna ora a muovere la macchina da presa virtuale in Last Stop. Questa volta, più che alla Settima Arte, gli autori britannici hanno però deciso di offrire una propria interpretazione del sempre più variegato universo delle Serie TV.

    Supportato da Annapurna Interactive, tra i publisher leader nel campo dello sviluppo Indie, Last Stop mette in scena una vicenda ritmata, strutturata in capitoli da vivere attraverso gli occhi di tre differenti protagonisti. Tra maledizioni e portali spaziotemporali, l'intreccio narrativo si sviluppa in una Londra contemporanea, ma turbata da eventi sovrannaturali. Sopravvissuti a un'insolita epopea tra le strade della City, siamo pronti a offrirvi il nostro resoconto di viaggio, in vista dell'esordio dell'opera, atteso giovedì 22 luglio su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.

    Ultima fermata

    Le vite dei protagonisti di Last Stop si muovono ormai da molto tempo lungo binari inamovibili, imbrigliate in un tunnel claustrofobico dal quale è difficile evadere. Pur molto diversi tra loro, i personaggi dipinti da Variable State condividono una forte insofferenza nei confronti della vita che si trovano ad affrontare, costellata di mancanze e di un costante senso di oppressione.

    A scatenare questo stato di sofferenza interiore, troviamo ragioni differenti per ognuno dei nostri protagonisti. John è un uomo di mezza età, padre single di una bambina estremamente sveglia, alla quale non riesce però a dedicare tempo ed energie: sommerso dai debiti è infatti quotidianamente stremato da un lavoro che detesta. Agli antipodi, troviamo invece Meena, una donna senza scrupoli che ha scelto di votare la propria esistenza alla carriera, mettendo in secondo piano coloro che la amano e le sono sempre stati accanto. Chiude il cerchio, anzi il triangolo, Donna, un'adolescente insofferente, alle prese con una sorella apprensiva e un'indole tanto ribelle quanto scarsamente empatica. Ad avvicinare i fili del destino di tre personaggi così differenti tra loro, è l'improvvisa manifestazione di strani fenomeni paranormali entro i confini della periferia londinese. Portali spazio-temporali, sparizioni di persone, e scambi di corpi sono alcune delle circostanze che porteranno John, Meena e Donna a percorrere i medesimi sentieri sotterranei della City, in esistenze in cui ogni fermata della metropolitana sembra offrire una via di fuga da una vita che nessuno dei tre ha davvero il coraggio di cambiare.

    Una serie tv virtuale

    Come già accennato, Last Stop sceglie di sposare una struttura da Serie TV: ogni personaggio vedrà evolvere la propria condizione lungo un incedere suddiviso in capitoli, ognuno dei quali tranquillamente assimilabile ad un episodio televisivo.

    Tra uno e l'altro, non mancano del resto nemmeno i tradizionali riassunti degli accadimenti della puntata precedente, così da non perdere il filo tra una sessione di gameplay e l'altra. A rafforzare la similitudine, contribuiscono inoltre i continui cliffhanger , che segnano, senza eccezione alcuna, la conclusione di ogni segmento narrativo. Le vicende di John, Meena e Donna si svolgono nel medesimo arco temporale, con l'obbligo per il giocatore di percorrere una linea di avanzamento orizzontale della narrazione. All'inizio di ogni capitolo, è infatti possibile scegliere l'ordine nel quale seguire i protagonisti, ma nessun passaggio delle loro esistenze potrà essere saltato.

    Così, se ad esempio decidiamo di iniziare Last Stop nei panni di John, prima di poter tornare a seguirne la quotidianità sarà necessario avventurarsi nelle vite delle due comprimarie. Una scelta strutturale che si dimostra estremamente efficace sul piano del ritmo, con la narrazione che mantiene costante il livello di interesse del giocatore, anche grazie a un'eccellente regia e a un apprezzabile british humor, che si manifesta con frequenza e che non esita nel chiamare in causa anche le dinamiche produttive della stessa industria videoludica. Tuttavia, nonostante il desiderio di avanzare nell'avventura resti costante per l'intera durata di Last Stop, che si attesta all'incirca sulla decina di ore, trascorse le prime fasi si inizia ad avere la sensazione che manchi qualcosa all'appello. Le vite dei nostri tre alter-ego si sfiorano infatti solamente da lontano per gran parte dell'avventura, con interazioni poco significative o incisive, al punto che queste ultime potrebbero anche essere completamente assenti, e questo non muterebbe radicalmente l'esperienza di gioco. Di fatto, è solamente il capitolo finale che riesce davvero a porre sul medesimo sentiero le esistenze di John, Meena e Donna, per un epilogo che è nettamente la parte più riuscita della produzione.

    A fronte di un'assenza di vere e proprie interazioni orizzontali, Variable State preferisce un approccio verticale, incentrato sull'analisi dei rapporti tra i protagonisti e il mondo che li circonda. Per diverse ragioni, tutti e tre i personaggi di Last Stop si ritrovano a vivere una vita segreta, difficile da coniugare con gli affetti e il lavoro.

    Gli spunti di riflessione proposti da tale premessa sono sicuramente intriganti, ma purtroppo non si affermano con la medesima forza all'interno delle tre linee narrative. Se l'oscuro passato e l'algida indole di Meena si rendono infatti protagonisti di un'interessante parabola narrativa, ci è invece spiaciuto non ritrovare lo stesso grado di introspezione nell'arco dedicato a Donna.

    Una vita di scelte

    Sul fronte del gameplay, Last Stop si propone come una tradizionale avventura narrativa dall'impianto cinematografico, con l'azione caratterizzata dalla continua alternanza tra la proposizione di scelte di dialogo e Quick Time Event. È tuttavia opportuno specificare che le prime non andranno a modificare in maniera incisiva l'evoluzione della trama, se non nelle ultime battute del racconto.

    Al contrario, spesso le alternative proposte dal gioco sono solamente formali, con le risposte selezionabili dall'utente che non vanno a modificare in maniera dinamica le relazioni tra i protagonisti e il mondo che li circonda. Proprio tale circostanza si manifesta a nostro avviso come l'aspetto meno riuscito di Last Stop, che non offre le diramazioni tipiche di altri titoli simili, in stile Detroit: Become Human, né di altre produzioni a traino ancor più narrativo, come il recente Where the Heart Leads (vi incuriosisce? Leggete la nostra recensione di Where the Heart Leads).

    Molto basilari anche le dinamiche legate ai Quick Time Event, che si dimostrano più stimolanti solamente in direzione della conclusione, con combinazioni di azioni che risultano maggiormente articolate. Questo accade peraltro in concomitanza con l'avvio di una narrazione finalmente corale e la proposizione di alternative in grado di generare un concreto impatto sull'epilogo della storia di John, Meena e Donna.

    Proprio per queste ragioni, come già accennato, la sequenza finale di Last Stop si presenta in assoluto come la più riuscita. In chiusura, sottolineiamo l'estrema piacevolezza della colonna sonora del gioco, che affianca con efficacia l'incedere della narrazione, peraltro pienamente localizzata in italiano.

    Last Stop Last StopVersione Analizzata PCIn definitiva, Last Stop si presenta come un'esperienza piacevole, in grado di offrire interessanti spunti di riflessione sulle ragioni che possono spingere un essere umano a dare una svolta alla propria esistenza. A dispetto di un ritmo estremamente gradevole e di un ampio numero di colpi di scena, la narrazione di Variable State non riesce però a lasciare davvero il segno nel cuore del giocatore che, complice il manifestarsi di reali binari alternativi solamente sul finale del gioco, finisce per non provare troppa empatia con le azioni di John, Meena e Donna. Al netto di quelli che abbiamo percepito come mancanze per un'opera a traino narrativo, Last Stop offre comunque diverse ore di intrattenimento, per un'IP che si lascia aperta la strada ad un sequel, pur chiudendo con efficacia l'intreccio proposto. E proprio un probabile seguito potrebbe riuscire a limare i difetti evidenziati, per plasmare un titolo maggiormente coinvolgente.

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