Legend of Mana HD Recensione: un classico JRPG per PS1 tirato a lucido

Square-Enix continua con il revival dei più illustri episodi della serie Mana: tocca allo spin-off uscito su PlayStation nel 1999.

Legend of Mana HD Recensione: un classico JRPG per PS1 tirato a lucido
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Ancora una volta il leggendario Albero Mana richiama a sé le attenzioni dei giocatori. L'arrivo della versione rimasterizzata di Legend of Mana è un'occasione d'oro per gli appassionati europei della serie: l'edizione originale uscita su PlayStation nel 1999 non è mai sbarcata ufficialmente nel Vecchio Continente, rendendo necessario rivolgersi al mercato import per riuscire a mettere le mani su una preziosa copia del gioco. Ma con Square Enix che negli ultimi anni si è messa d'impegno per far riscoprire la serie Mana attraverso raccolte e remake (a tal proposito potete leggere la nostra recensione di Trials of Mana, incentrato sul terzo capitolo della serie un tempo esclusivo del territorio nipponico), adesso per chiunque c'è la possibilità di rivivere questo particolare spin-off senza particolare fatica.

    Oltre 20 anni sono un peso non indifferente da sorreggere e certi aspetti dell'opera appaiono inevitabilmente invecchiati, eppure Legend of Mana ha tutte le carte in regola per rivelarsi un prodotto interessante ancora oggi, soprattutto agli occhi dei fan che già hanno avuto modo di consumarne gli illustri predecessori. E con la serie Mana che compie 30 anni, quale modo migliore per festeggiare se non con questo nuovo tuffo nel passato?

    Plasmiamo il nostro mondo

    Legend of Mana sperimenta vari approcci inediti rispetto a quanto visto nella serie principale e lo fa già partendo dalla narrativa, che non segue necessariamente una grande trama principale ma è al contrario suddivisa in più storie principali scollegate tra loro, che possono essere portate avanti in maniera autonoma e senza seguire un percorso specifico. A corredo, un'ampia serie di sottotrame che ruotano attorno a svariati personaggi minori, quanto basta per dare maggiore personalità al mondo di gioco e tutti gli abitanti che lo popolano.

    Da un lato si apprezza questa libertà narrativa, ma resta tuttavia innegabile che l'impostazione scelta dal team tende a diluire il racconto, dando l'impressione che il viaggio del protagonista manchi di un reale scopo. A maggior ragione considerando che la narrazione procede seguendo vicende in verità poco appassionanti, di certo meno coinvolgenti rispetto a quanto i capitoli principali di Mana hanno offerto negli anni precedenti. Al giorno d'oggi un'impostazione simile può apparire ancora meno convincente di quanto già non fosse all'epoca, sebbene non manchino alcuni momenti memorabili, sporadici toni epici e persino un tocco di umorismo genuino dovuto alla stramba caratterizzazione di alcuni NPC e alla scrittura dei dialoghi volta a strappare un sorriso.
    Se sul piano narrativo non è tutto rose e fiori, sul fronte ludico si comincia subito a fare sul serio grazie all'interessante meccanica degli Artefatti: siamo infatti noi a plasmare la realtà di Legend of Mana attraverso questi oggetti magici che possono essere posizionati in un punto qualunque della mappa. A inizio partita il primo compito è decidere dove collocare la nostra casa per poi costruirci attorno un vero e proprio mondo ricorrendo agli altri Artefatti che raccoglieremo proseguendo nell'avventura e completando numerose quest.

    Anche la collocazione di questi strumenti spesso non viene effettuata a caso: alcuni Artefatti possono essere posizionati soltanto in specifici punti, come ad esempio specchi d'acqua o deserti . Inoltre più un Artefatto è posto lontano dalla nostra dimora, maggiore sarà la difficoltà dello scenario appena creato. La costruzione del mondo può dunque avere conseguenze sul piano ludico e contribuire ad aumentare (o diminuire) le sfide offerte dal titolo di Square Enix, fermo restando che la difficoltà generale non è comunque tarata verso l'alto.

    A tal proposito bisogna dire che si accumula esperienza molto velocemente e si ottengono presto equipaggiamenti sempre più efficienti senza per forza fare ricorso alle possibilità date dal crafting delle (tante) risorse accumulate lungo il cammino.

    Un giocatore pratico di action rpg non avrà particolari problemi a padroneggiare le meccaniche di gioco e le sue sfide, sebbene le battaglie contro determinati boss possano comunque dare filo da torcere se affrontate senza il giusto equipaggiamento o senza aver raggiunto un adeguato livello d'esperienza.

    Non va dimenticato che una seconda partita permette di sperimentare modalità di gioco ben più impegnative rispetto alla difficoltà di base, e dando così un taglio ben diverso al gioco. La Remastered offre inoltre la possibilità di salvare la partita in ogni momento al di fuori dei combattimenti con tanto di autosalvataggio attivo, mentre tra le opzioni è possibile attivare o disattivare a piacimento gli scontri non essenziali: ciò può semplificare ulteriormente il gioco, liberando il giocatore dalla necessità di dover affrontare ripetutamente gli stessi nemici facendo avanti e indietro lungo gli scenari. Si tratta però di una soluzione da valutare con una certa cautela, in modo da garantire il corretto livellamento del nostro personaggio.

    Un guerriero all'avventura

    Una volta comprese le funzioni degli Artefatti è il momento di immergersi nelle avventure offerte da Legend of Mana. Il titolo Square-Enix si presenta come un actio rpg dotato di meccaniche semplici ed immediate, che però garantiscono anche una certa profondità al sistema di combattimento.

    Ring Ring LandTra le novità di questa riedizione la presenza del minigioco Ring-Ring Land, un tempo disponibile solo tramite PocketStation e qui accessibile tramite il menù di pausa dopo aver ottenuto un mostro alleato. Il Ring-Ring Land offre una sequenza di sfide utili per potenziare più velocemente le nostre creature, rendendole quindi pronte per scendere in battaglia al nostro fianco con già un sufficiente bagaglio d'esperienza accumulato

    Rispetto ai precedenti giochi della serie questo spin-off gode di un ritmo molto più sostenuto e un'azione che appare più fluida, rendendolo quindi maggiormente al passo con i tempi. Oltre a un bestiario discretamente variegato, c'è un'ampia scelta anche nell'armamentario a nostra disposizione, che può essere arricchito raccogliendo le armi lasciate dai nemici, acquistandole presso i negozi oppure creandole nell'officina una volta disponibile.

    Le armi in dotazione non cambiano solo il range dei colpi e la frequenza degli attacchi, ma ci consentono di apprendere anche nuove abilità speciali da assegnare ai tasti dorsali e da sfoderare in tutta la loro potenza una volta che l'apposito indicatore sarà pieno. Si tratta quindi di un'ottimo incentivo a sperimentare tutto ciò di cui entreremo in possesso, dalle spade ai coltelli, passando per spadoni, magli e asce a due mani, che una volta padroneggiate ci permetteranno di sbloccare poteri sempre più efficienti. Per il resto il nostro eroe può sfoderare rapide combo che alternano attacchi rapidi e pesanti per massimizzare i danni inflitti.

    In battaglia è importante prestare sempre attenzione a come si muovono i nemici, che possono anche infliggere status alterati per alcuni momenti e ottenere così vantaggi a nostro discapito. Non esistono inoltre oggetti curativi da riporre nell'inventario, in quanto le nostre energie si ricaricano sempre al termine di uno scontro (oppure raccogliendo una caramella o della cioccolata lasciata a terra dalle creature sconfitte in battaglia), dunque a maggior ragione è bene dosare con attenzione attacco e difesa per non incappare in brutte sorprese.

    In nostro aiuto intervengono ulteriori abilità, da impostare attraverso il menù di gioco, che possono darci vantaggi aggiuntivi o utili assist per prendere il controllo dello scontro fino alla vittoria. Sebbene per tutta la durata dell'avventura controlleremo solo il protagonista, spesso saremo accompagnati da un secondo personaggio che combatterà al nostro fianco: si tratta in genere del protagonista di una specifica sottotrama, che si unirà a noi per interesse personale e porterà con sé equipaggiamenti e abilità che possono rivelarsi estremamente utili durante l'azione. In aggiunta, nel corso del gioco è possibile anche trovare delle uova di mostri da allevare nel nostro ranch a casa: una volta che avremo svezzato le creature con i cibo rinvenuto durante l'esplorazione, potremo chiamarle al nostro fianco e farle combattere assieme a noi, in modo da renderla sempre più forte. Volendo si può unire alla partita anche un secondo giocatore, che prenderà il controllo dei nostri compagni dando vita a un'avventura cooperativa (rigorosamente offline).

    Possiamo al massimo avere con noi due compagni tra NPC e mostri allevati, e la loro presenza si rivela fondamentale non solo per affrontare ogni ostilità, ma anche per superare alcuni enigmi che richiedono necessariamente l'utilizzo di tre personaggi distinti. Ma Legend of Mana non è soltanto scontri senza sosta contro bestie e boss sempre più coriacei: c'è spazio anche per l'esplorazione.

    Sebbene la mappa di gioco sia suddivisa in diverse micro-aree create con gli Artefatti, ciascuno scenario gode di un'impostazione non lineare ed offre diversi segreti da scoprire. Setacciare ogni angolo di questi luoghi è importante non solo per trovare utili risorse e denaro da spendere presso i negozianti, ma anche per capire come risolvere eventuali rompicapi; specifiche missioni secondarie sono tra l'altro incentrate sulla continua interazione con vari personaggi secondari, portando così avanti l'incarico attraverso la dialettica al posto della forza bruta.

    Completare ogni missione è importante per raccogliere sempre più Artefatti e scoprire un poco alla volta tutto ciò che Legend of Mana ha da offrire, e una singola run potrebbe non essere sufficiente per trovare tutte le quest secondarie presenti nel titolo: a seconda dell'ordine in cui ricostruiremo il mondo e affronteremo i vari incarichi, rischieremo di saltare intere sottotrame e perdere parte dei contenuti del gioco.

    Questa impostazione favorisce non poco la rigiocabilità, spingendo gli utenti a sperimentare nuovi percorsi ed approcci così da scoprire altri segreti nascosti. Un escamotage niente male per un titolo che di per sé non ha una durata particolarmente ampia, e che può essere finito dopo qualche pomeriggio di gioco intenso. Ma con così tanti segreti da scoprire - sena considerare i livelli di difficoltà aggiuntivi - farsi almeno un secondo giro su Legend of Mana è quasi un imperativo.
    Questo a patto di riuscire a digerire l'invecchiamento di alcuni aspetti del gioco, che non riguardano solo l'impostazione narrativa: il gameplay è rimasto del tutto fedele al passato e si trascina dietro qualche legnosità in termini di movimenti ed hitbox troppo risicate. Se riuscirete a chiudere un occhio su questi elementi, il titolo Square Enix saprà però ricompensarvi più che degnamente.

    Il vecchio e il nuovo

    È particolarmente interessante l'operazione di rinnovo estetico portata avanti dagli sviluppatori per Legend of Mana, che ripropone gli sprites in 16-bit della versione originale su sfondi rimasterizzati in alta definizione. Il risultato finale si dimostra accattivante, sia perché i fondali prerenderizzati appaiono oggi ancora più affascinanti ed evocativi che in passato, sia per il fatto che i personaggi sembrano muoversi benissimo all'interno di questo contesto "moderno", senza mai sembrare fuori luogo.

    Visivamente si può quindi considerare questa operazione un successo, seppur con qualche lieve sbavatura tecnica (i movimenti dei protagonisti in battaglia appaiono lenti ed imprecisi) che però non influisce negativamente sulla resa generale della produzione. Legend of Mana offriva all'epoca un 2D davvero spettacolare, che continua a lasciare il segno ancora oggi grazie a mondi curati in ogni dettaglio e le tipiche atmosfere magiche che da sempre caratterizzano il brand.

    A valorizzare ulteriormente questo quadro suggestiva ci pensa la meravigliosa colonna sonora composta all'epoca da Yoko Shimomura, con la possibilità di impostare sia le musiche del 1999 che le versioni remixate per questa nuova edizione. Il risultato resta da applausi in entrambi i casi. Da segnalare infine l'assenza dell'italiano tra le lingue disponibili: una mancanza che però non deve spaventare gli utenti, dato che i testi hanno una struttura semplice e non risulta mai troppo complicato capire come proseguire oltre anche per chi non mastica bene l'inglese.

    Legend of Mana Legend of ManaVersione Analizzata PlayStation 4La Remastered di Legend of Mana è l’occasione d’oro per riscoprire uno degli episodi meno conosciuti della storica serie Square-Enix. Sebbene certi elementi ludici e narrativi mostrino i segni del tempo, non si possono negare alcune idee intriganti che lo hanno reso all’altezza del nome che porta: la possibilità di plasmare a piacimento la mappa di gioco attraverso gli Artefatti e un procedimento dell’avventura tutt’altro che lineare lasciano al giocatore la libertà di approcciarsi al gioco come ritiene più opportuno, scoprendo un poco alla volta le tante storie, segreti e grandi battaglie che questo fantastico mondo ha da offrire. Il tutto senza dimenticare un’azione dai ritmi più sostenuti ed immediati rispetto a quanto visto nei capitoli precedenti. A fare da contorno una splendida direzione artistica che in questo rifacimento mescola sapientemente fondali in alta definizione con gli sprites del titolo originale del 1999, dando vita a un quadro a suo modo affascinante da ammirare senza distogliere lo sguardo. Lo splendido accompagnamento musicale è infine la proverbiale ciliegina sulla torta che dona all’opera un’atmosfera coinvolgente ed immersiva. Resta pur sempre un prodotto figlio dei suoi tempi: questa Remastered rimane molto fedele al titolo originale e fa poco per svecchiare alcune legnosità che da sempre lo caratterizzano. Un livello di difficoltà tarato verso il basso, almeno per la prima run, è un altro punto a sfavore per chi vuole mettere alla prova le proprie capacità. Ciò non toglie che Legend of Mana Remastered sia una produzione degna di rispetto, imperdibile soprattutto per chi ama la serie ed ha amato le riedizioni viste negli ultimi anni.

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