LEGO Worlds Recensione: Un universo di mattoncini

LEGO Worlds debutta finalmente dopo due anni trascorsi in Early Access: vediamo come se la cava il sandbox basato sui popolari mattoncini danesi!

recensione LEGO Worlds Recensione: Un universo di mattoncini
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Un mattoncino per ghermirli e nel trip creativo incatenarli.
    I mattoncini danesi non hanno certo bisogno di pompose presentazioni. Il celebre prodotto nato dall'inventiva (ma soprattutto dall'intraprendenza imprenditoriale) di Ole Kirk Kristiansen da tempo possiede un'aura mitologica capace di trascendere il semplice prodotto fisico. La parola LEGO, usata da grandi e piccini, infatti, nel gergo comune oramai viene utilizzata anche per indicare qualunque mattoncino assemblabile, altrimenti detto costruzione modulare. La cosiddetta "volgarizzazione del marchio" (ossia quando vengono utilizzati i nomi di prodotti specifici per indicare oggetti generici) è un processo inevitabile in due casi: quando perde l'esclusività del brevetto, oppure nel momento in cui il prodotto raggiunge un grado di notorietà talmente imponente da essere associato in automatico al brand che per primo l'ha visto in commercio. Ecco, per i LEGO è accaduto proprio questo. Per la multinazionale con base a Billbund, il mondo dei giocattoli è stato solo il punto di partenza di un percorso che l'ha portata a influenzare altri media, grazie a produzioni cinematografiche (LEGO Batman, imperdibile) e videoludiche. Per ciò che riguarda il nostro amato settore, la partnership con TT Games si è rivelata una delle più proficue e riuscite dell'intero panorama. Dopo le trasposizioni dedicate ai film più in voga delle ultime stagioni cinematografiche, TT Games torna sulle scene con LEGO Worlds, un titolo sandbox che si pone un obiettivo ambizioso: ritornare alle origini del franchise, per riscoprire l'essenza stessa della parola "creatività".

    Another brick...

    Dopo circa due anni trascorsi nel mare magno dell'Early Access, LEGO Worlds debutta ufficialmente anche su console con diverse novità che vanno - in parte - a modificare la formula iniziale che gli affezionati giocatori hanno imparato a conoscere nel corso del tempo. Il titolo, al momento del suo arrivo nello store Valve, venne percepito dall'utenza come un "Minecraft fatto con i LEGO". In effetti la definizione pareva calzare a pennello, tanto da sembrare un teorema matematico: l'intero universo LEGO + la possibilità di modificare il mondo di gioco a proprio piacimento = divertimento senza confini...e senza fine. Una domanda, quindi, è sorta spontanea: per quale motivo non hanno avuto prima un'idea simile? In fondo, sembrava l'ovvia evoluzione per il ramo digitale del celebre marchio.

    Eppure, dalle iniziali premesse, il titolo si è via via evoluto in qualcosa di più complesso e strutturato che permette sì al giocatore di esprimere la propria vena creativa, ma lo fa veicolando l'esperienza attraverso un percorso di crescita ben definito. Insomma, sappiamo tutti quali sono le caratteristiche di ogni sandbox che si rispetti: totale libertà nell'azione e nell'esplorazione del mondo di gioco senza stretti vincoli relativi alla progressione. LEGO Worlds, invece, mette da parte questa definizione canonica per rientrare dolcemente nell'alveo di una crescita più lineare. Da un lato, delineare degli obiettivi specifici può aiutare grandi e piccini (digiuni di filosofia sandbox )a orientarsi nel marasma di cose da fare, disinnescando così l'eventuale deficit d'attenzione e, ovviamente, la noia. D'altro canto, però, l'esperienza ludica viene veicolata su binari predefiniti solo per un certo tratto del percorso. La visita guidata, infatti, si interrompe di punto in bianco, invitando il giocatore a cavarsela da solo. Il titolo, insomma, soffre di una sostanziale antinomia che rischia di provocare confusione proprio in quegli utenti che cerca di aiutare. Per fortuna la presenza di un comparto multiplayer (disponibile sia online che in locale) disinnesca in parte la fase di disorientamento dovuta all'improvviso "abbandono". La collaborazione di un compagno di avventure infatti ci porta a razionalizzare l'esplorazione e, addirittura, l'attività creativa. Inoltre, è sempre possibile scegliere se salvare le modifiche che i nostri amici apporteranno al nostro universo, oppure semplicemente resettarle attraverso la relativa opzione di privacy.

    No Man's LEGO

    L'incipit di LEGO Worlds non si discosta dallo stile simpatico e leggero che ha da sempre caratterizzato le opere digitali legate al marchio: la navicella spaziale del nostro sfortunato alter ego subisce un'avaria costringendoci ad un atterraggio di emergenza su un pianeta sconosciuto. Una volta raggiunta la superficie, veniamo presi per mano e salutati da una calda voce narrante (nella versione italiana troviamo un Claudio Moneta sempre in forma) che ci spiega - sempre con toni umoristici - come muovere i primi passi in un universo dalle possibilità infinite. Inizialmente la progressione avviene attraverso una serie di incarchi che fungono da tutorial e che ci premiano con mattoncini dorati.
    Questi ultimi scandiscono in modo netto i tempi della "scoperta" secondo una formula predefinita: innalzando il nostro livello di apprendisti costruttori possiamo potenziare la navicella e aprire, così, la via verso mondi sempre più grandi. Di missione in missione, ci vengono progressivamente forniti - e dettagliatamente spiegati dalla voce guida - tutte le feature che ci serviranno quando ci troveremo a camminare con le nostre gambe. Ogni strumento di costruzione va a occupare un ben preciso slot dell'intuitiva ghiera circolare dedicata all'equipaggiamento, soluzione ormai adottata in molte altre produzioni. Ogni pezzo del multi-tool riveste una specifica funzione: si va dal classico strumento di costruzione "brick-by-brick", alla modifica del paesaggio (interamente plasmabile anche con veicoli e altri mezzi adatti allo scopo), passando per il gadget dedicato alla pittura o al copia/incolla di interi modelli (come edifici o altri elementi ambientali), per arrivare infine al fondamentale strumento di "scoperta". Quest'ultimo consente di registrare praticamente tutto ciò che ci circonda, immagazzinando ogni modello in un compendio che riporta i set LEGO da cui sono tratti gli oggetti e dal quale attingere durante la fase creativa. È possibile, poi, salvare le nostre creazioni nell'inventario per riutilizzarle ogni volta che vorremo. Non tutti i modelli esistenti, però, sono disponibili sin da subito: NPC e altri esseri viventi, solitamente, vi chiederanno di soddisfare determinati requisiti prima di poter essere "scansionati".

    Inoltre, per ottenere mattoncini dalle forme speciali è necessario rincorrere e acciuffare dei Guastafeste (sorta di copia umoristica dei Creeper di minecraftiana memoria) i quali si daranno alla fuga non appena ci vedranno. Questo intermezzo, inizialmente simpatico e divertente, a lungo andare si trasforma in una scocciatura superflua e fine a se stessa. Una volta finiti nel compendio, ogni mattoncino, modello e oggetto speciale per poter essere utilizzati devono essere "acquistati" con i classici stud, bottoncini colorati che fungono da valuta di gioco e che è possibile raggranellare nella maniera che tutti conosciamo, ovvero colpendo gli elementi ambientali e portando a termine le missioni che ci forniranno i personaggi sparsi nei vari mondi procedurali.

    Una galassia tutta da esplorare

    Mano a mano che si raccolgono i brick dorati e si avanza di livello potenziando la navetta, quindi, la galassia inizia ad espandersi con mondi sempre più grandi provenienti dai più disparati set LEGO, ognuno caratterizzato da un diverso habitat e tesori nascosti.
    Pianeti ghiacciati, deserti western, isole tropicali, mondi rurali, terre preistoriche, biomi fatti interamente di caramelle e pan di zenzero, cittadine di LEGO City e castelli medievali sono solo una piccola parte di ciò che è possibile trovare scorrazzando per l'universo di gioco, senza contare che in futuro arriveranno ulteriori add-on.
    In ogni singolo mondo, come abbiamo già detto, è possibile fare praticamente tutto ciò che ci passa per la mente: guidare veicoli, costruire, terraformare l'ambiente di gioco togliendo o aggiungendo terreno e modelli, scavare gallerie alla ricerca di forzieri sepolti, addomesticare gli animali e cavalcarli (almeno quelli che lo consentono), scoprire e catalogare ogni oggetto, raccogliere monete e così via. Dopo la fine del tutorial guidato, però, la progressione diviene più lenta e la necessità di dover raccogliere continuamente i mattoncini per proseguire va ad imbrigliare quell'estrema libertà che il titolo promette. Questo accade, in molti casi, a causa di un sistema di mini quest non sempre preciso ed efficiente.

    Solitamente gli NPC chiedono qualcosa in cambio prima di donarci il mattoncino desiderato e, fin qui, tutto bene. Le cose iniziano a complicarsi però nel momento in cui colui che dovrebbe darci il blocchetto dorato subisce l'attacco da parte di creature ostili. Se il personaggio viene colpito per un certo periodo di tempo non elargirà più nulla: la difficoltà, insomma, consiste proprio nell'impedire che ciò avvenga. Purtroppo il sistema di combattimento si presenta abbastanza approssimativo costringendoci, diverse volte, a dover attendere con impazienza il "respawn" del mattoncino.
    Il medesimo discorso deve esser fatto anche in relazione alla gestione della visuale. Nonostante il titolo permetta di zoomare a piacimento passando dalla terza alla prima persona, in alcuni frangenti (ad esempio quando ci si avventura sotto terra) la telecamera incespica, impedendoci di percepire chiaramente ciò che stiamo facendo. Al di là delle imperfezioni tecniche, la realizzazione generale riflette in tutto e per tutto lo spirito LEGO. I mondi, traboccanti di mattoncini, appaiono allegri e "bagnati" da una palette cromatica che utilizza soprattutto toni caldi e carichi per enfatizzare il colpo d'occhio. Rispetto alle precedenti versioni del titolo, gli ambienti di gioco appaiono più vivaci e popolati. Probabilmente si poteva ottimizzare di più l'engine e porre maggiore attenzione ad aspetti come draw distance e l'effetto pop up degli elementi ambientali ma, tutto sommato, le sbavature si limitano a sporadici episodi che non inficiano un'esperienza ludica, dimostratasi comunque sempre piacevole e divertente.

    LEGO Worlds LEGO WorldsVersione Analizzata PlayStation 4La prima domanda che ci siamo fatti non appena i mondi procedurali di LEGO Worlds apparivano davanti ai nostri occhi è: per quale motivo non ci hanno pensato prima? Il titolo, giunto dopo circa due anni di permanenza in Early Access, racchiude interamente la filosofia che da sempre accompagna i mattoncini danesi: "ispirare i costruttori di domani". L'idea che sta alla base di LEGO Worlds è esattamente quella di permettere al giocatore, grande o piccino che sia, di liberare la propria creatività e fare ciò che più gli aggrada con una quantità spropositata di elementi provenienti dal ricco universo targato LEGO. La realizzazione finale, però, evidenzia il leggero passo indietro compiuto dal team di sviluppo il quale, invece di osare sino in fondo, ha preferito proporre un'esperienza ludica maggiormente "strutturata" che, in determinati frangenti, imbriglia quel senso di libertà che dovrebbe caratterizzare ogni opera sandbox. Crediamo che tale scelta sia stata operata in favore di una fascia di pubblico più giovane e, magari, meno avvezza al genere. A ogni modo, al netto di qualche sbavatura tecnica e di alcune meccaniche sicuramente migliorabili, il gioco si è rivelato in grado di intrattenerci per ore ed ore, grazie al fascino dei mattoncini più famosi al mondo. Inoltre, LEGO Worlds si pone come un progetto in continua espansione che in futuro potrebbe arricchirsi attraverso add on ufficiali e persino con il fondamentale supporto della community di appassionati.

    8

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