Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't Dry Recensione: il ritorno del playboy

Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't Dry arriva su Nintendo Switch con un notevole carico di ironia e una buona dose di doppi sensi.

recensione Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't Dry Recensione: il ritorno del playboy
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Partiamo dal presupposto che io, quando è ben scritto, adoro tanto l'umorismo becero, volgare, popolare, quanto quello british ed elegantissimo di un Douglas Adams (tra gli altri). Leisure Suit Larry: Wet Dreams Don't Dry, soft-reboot curato da CrazyBunch della storica serie punta-e-clicca Sierra (sapete che il codice sorgente della serie è stato messo all'asta di recente?), è Austin Powers, una scenetta assurda dello Zoo di 105, una canzone degli Skiantos!
    Allusivo, sessista, terra-terra, con trasparenze che lasciano intravedere la sensibilità di chi è capace di scrivere certe porcate come esercizio di stile, a maggior gloria della satira.

    Perché alla fine Larry, (risatina carica di presunto sex appeal) Larry Laffer, è un buono, un uomo fuori posto con un ego smisurato, dai modi fin troppo diretti e col cervello collocato fin troppo in basso nell'organismo (tipo Leone Di Lernia, pace all'anima), costretto a risvegliarsi nel presente da un sonno che durava dall'87.
    Scoprendo così che Apple... pardon, Prune ha conquistato il mondo, cercando di capire cosa significa l'acronimo LGBT e rendendosi conto che ormai le relazioni sono decise da un semplice gesto del dito sul touch screen. Che non ci sia davvero più posto, in questo mondo, per i playboy della vecchia guardia?

    "Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi!"

    Evidentemente i 30 anni passati, non si sa bene come, criogenizzato in un laboratorio sotto al bar dell'inconsapevole Lefty, amico di una vita, sono stati un trauma passeggero, che ci restituisce in pochi minuti un Larry si confuso, ma assolutamente in piena forma, sgargiante, senza freni inibitori. L'incipit è il ritrovamento dell'ultimo, avveniristico modello di PiPhone nei bagni lerci del locale, dotato di una sofisticata IA che implicherà risvolti sci-fi nella narrazione, non ancora sul mercato, top secret.
    Ma il nostro eroe non è interessato alla tecnologia, meglio restituirlo al proprietario, il genio Bill Jobs che tutto controlla dall'ultimo piano della sua enorme, altissima, eloquente torre di forma fallica nel centro di New Lost Wages.

    Quello che interessa veramente a Larry è il braccio destro di BJ, Faith; donna tutta d'un pezzo, in carriera, che per levarsi di torno il viscido reduce degli anni '80 gli propone una sfida assolutamente improba: ottenere 90 punti, il massimo, sull'app di incontri Timber. Da qui in avanti il tornado Laffer si abbatterà su ogni donna, uomo, etero o omosessuale e trans della città, girando come una trottola tra le spire di un game design a cerchi concentrici, come un virtuale girone dei lussuriosi che concede grande libertà di movimento, per risolvere piccoli enigmi che apriranno via via la strada verso quelli principali: la rituale conquista di una nuova fiamma, una serie di figure indecorose da immortalare su InstaCrap. Nella sua essenza videoludica assolutamente classica, si potrebbe dire senza pretese, l'opera CrazyBunch non perde mai un colpo, ripudia la caccia al pixel e diverte genuinamente, soprattutto grazie all'assurdità delle situazioni e alle stupidamente logiche azioni richieste, talvolta decisamente disgustose, spesso esilaranti, sempre stimolanti (il fatto che io non abbia avuto problemi a risolvere certe sequenze un po' mi preoccupa).
    Un gigantesco puzzle trash che spinge a tenere a mente mille situazioni aperte con vari personaggi, trovando incastri, intuizioni, soluzioni, raccontate poi attraverso dialoghi brillanti, doppiati ancora meglio, sempre sul pezzo e senza peli sulla lingua, come lo stile grafico. Un tratto cartoonesco simpaticissimo, molto europeo e vibrante, che racconta per contrasto una città sporca, incapace di nascondere il suo decadimento sotto strati di coloratissimo make-up.

    È un cinepanettone, un calderone di luoghi comuni distribuiti con perizia, una presa in giro alla presa in giro che riesce anche a parlare di sesso (e ne sentirete parlare tanto, fidatevi) in modo disinibito e senza pregiudizi di genere, in totale libertà, spiritualmente hippie, come raramente si vede nel medium. Non dico sia didattico, ma è molto più elegante e maturo di quanto il suo turpiloquio lasci intendere.

    Si chiacchiera con personaggi caricaturali, talvolta grotteschi ma assolutamente deliziosi da conoscere, scegliendo magari l'approccio più fuori luogo tra quelli proposti in scelta multipla (senza bivi narrativi di sorta). Il classico guilty pleasure di usare atteggiamenti totalmente estranei alla nostra personalità solo per vedere dove andranno a parare gli interpreti.

    La trama svelerà così, incontro dopo incontro i suoi sensuali risvolti, verso un finale psichedelico cui arrivare passando per infernali locali a luci rosse, supermarket del piacere, palestre e locali gestiti da hipster con barba curatissima e indole vegana.

    Leisure Suit Larry: Wet Dreams Don't Dry ne ha per tutti, anche per noi, e non risparmia nessuna delle etichette che tendiamo ad appiccicare sulla gente, fino ad arrivare a un particolare momento di satira in pixel art da applausi. Ben composte e divertenti anche le musiche d'accompagnamento, quel jazz ammiccante, vagamente porn-groove capace di creare atmosfere melliflue, ambigue ma anche totalmente rilassanti e provvidenzialmente estive. Un cocktail in riva al mare in formato virtuale.

    Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't Dry Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't DryVersione Analizzata Nintendo SwitchLarry Laffer è tornato, direttamente dal 1987 con la carica erotica di 10 bombe atomiche (almeno stando a sentire lui)! Il soft-reboot teutonico firmato CrazyBunch arrivato pochi giorni fa su Switch e PlayStation 4 è una buona avventura grafica nella struttura ludica, che non inventa assolutamente niente, laddove si sarebbe potuto osare qualcosa che rendesse ancora più centrali smartphone e odierne abitudini varie, divertendo genuinamente e offrendo un puzzle di tutto rispetto e un'ottima longevità. A rimanere impressa è più che altro la sua scrittura, brillante, demenziale, senza pudore, capace però di agire in profondità creando un sotto-strato satirico che dimostra sensibilità verso alcune tematiche sociali moderne, senza risparmiare nessuno o ergersi a esempio morale.

    7.8

    Che voto dai a: Leisure Suit Larry Wet Dreams Don't Dry

    Media Voto Utenti
    Voti: 9
    7.6
    nd