Lemnis Gate Recensione: fuori in 25 secondi

Lemins Gate è uno sparatutto in soggettiva a turni con una particolarità: ogni battaglia dura solamente 25 secondi.

Lemnis Gate Recensione: fuori in 25 secondi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il panorama degli sparatutto in prima persona è ormai saturo di prodotti molto simili tra loro ed è impossibile anche solo pensare di sfidare colossi come Call of Duty e Battlefield, i cui nuovi capitoli sono ormai alle porte. Ben consci delle difficoltà che avrebbero avuto nell'inserirsi nel mercato degli FPS di stampo classico, i ragazzi di Ratloop Games hanno avuto una trovata geniale, ovvero realizzare il primo shooter con visuale in soggettiva a turni, Lemnis Gate. L'idea non è piaciuta solo a tutto il team con sede a Montreal, ma anche al governo canadese, il quale ha stanziato tramite il Canada Media Fund i fondi che hanno permesso a Ratloop Games di poter sviluppare questo prodotto con relativa sicurezza. Andiamo quindi alla scoperta di questo particolarissimo gioco.

    Un loop di 25 secondi

    Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, Lemnis Gate non è un banale shooter in prima persona ma un gioco il cui cuore pulsante è rappresentato dalla componente strategica. Per comprendere il perché si tratti di un gioco tanto peculiare occorre spiegare nel dettaglio come funziona un qualsiasi match del titolo Ratloop Games. La partita, che si svolge in un ambiente più o meno grande in base alla modalità selezionata, prevede che due giocatori si scontrino per conquistare postazioni, distruggere/proteggere obiettivi o collezionare della preziosa materia esotica.

    Per far ciò non devono cimentarsi in un frenetico conflitto a fuoco nel quale vince chi spara per primo: il gioco consiste infatti in una serie di turni della durata di soli 25 secondi che vanno sovrapponendosi. Se nel primo turno dovessimo decidere di andare verso l'obiettivo A e continuare a fare fuoco su un pilastro per conquistarlo, in ciascuna delle successive fasi del match troveremo quel personaggio che ripete la stessa azione, a meno che non venga eliminato in uno dei turni dell'avversario.

    Questo significa che non vi è mai uno scontro faccia a faccia tra i due giocatori e che quelli che vediamo muoversi in campo sono i "fantasmi" dei precedenti turni, i quali andrebbero ostacolati prima che riescano a completare un obiettivo o a mettere a segno un'eliminazione. Il risultato finale di un match è quindi un divertentissimo caos che dura meno di mezzo minuto e nel quale si susseguono orde di soldati che sparano e saltellano in giro per la mappa.

    Per quello che riguarda invece i ‘tempi morti', gli sviluppatori hanno pensato bene di dare al giocatore inattivo il controllo di un drone che può muoversi liberamente per la mappa e, seppur senza intralciare in alcun modo l'avversario, può attentamente studiarne le mosse ed eventualmente posizionare degli indicatori strategici.

    Ad esaltare l'aspetto tattico ci pensa la varietà dei personaggi, dal momento che in ogni turno va utilizzato un eroe diverso, ciascuno dotato di un'arma con munizioni infinite (nella nostra precedente prova il loro numero era incredibilmente limitato) e di un'abilità unica. Tra questi troviamo un tecnico armato di shotgun e in grado di piazzare torrette, un letale cecchino che può rallentare il tempo, uno scattante

    soldato con doppie mitragliette (molto simile alla Tracer di Overwatch) e così via. Sebbene le meccaniche che regolino le abilità e lo stesso funzionamento delle armi non propongano nulla di originale, gli sviluppatori hanno dimostrato una certosina attenzione al bilanciamento. Complice anche il ridotto tempo a disposizione, è impossibile che un personaggio armato di lanciarazzi o di un fucile di precisione possa fare una strage, a meno che l'avversario non abbia commesso degli errori imperdonabili. Persino le cattivissime torrette piazzate dal tecnico non sono poi così problematiche, poiché basta impiegare un turno proprio per eliminare il nemico ed impedirgli così di posizionarle nelle fasi successive del match. Anche le dodici arene (che sono tante, per un gioco venduto a prezzo budget) nelle quali si svolgono le partite ci hanno convinto dal punto di vista del design e presentano numerosi percorsi, trampolini e passaggi che permettono sempre di non concentrare tutta l'azione in un punto ed evitare situazioni troppo caotiche.

    Un'esperienza old school

    Ad affiancare la classica modalità 1 contro 1, in Lemnis Gate troviamo anche una corposa quantità di modalità alternative che, purtroppo, non offrono tutte la stessa qualità del gameplay. Il modo migliore per godersi l'esperienza, anche in squadre da 2 utenti, è quello di giocare a turni e le uniche modalità che funzionano in tal senso sono quelle in cui i combattenti dello stesso team giocano singolarmente o contemporaneamente. Per qualche strana ragione, infatti, Ratloop Games ha implementato anche modalità di gioco che prevedono la partecipazione contemporanea degli sfidanti, meccanica che mal si addice ad un prodotto del

    genere e non solo lo spoglia della sua caratteristica distintiva, ma lascia emergere anche la scarsa rifinitura del gameplay se lo si paragona ad altri shooter in soggettiva.

    In questi frangenti viene meno anche il focus sulla strategia e a vincere è semplicemente chi è più bravo a sparare, senza contare che lo scarso numero di giocatori presenti sui server e il supporto al cross-play (per invitare utenti su altre piattaforme occorre utilizzare un codice per il matchmaking) tendono a fare in modo che i giocatori console si trovino a fronteggiare utenti PC. Tra le altre attività collaterali troviamo la possibilità di affrontare delle sfide a tempo ambientate nelle varie mappe, anch'esse molto lontane dal cuore di Lemnis Gate e senza una particolare utilità se non l'apprendimento della struttura delle mappe. È molto

    interessante anche la possibilità di giocare offline, dal momento che l'impostazione del titolo consente con un solo controller di giocare anche partite che coinvolgono quattro giocatori, trasformandolo in una sorta di party game. Per quello che riguarda invece la personalizzazione degli specialisti, va segnalata la totale assenza di microtransazioni. I personaggi di Lemnis Gate possono essere modificati esteticamente con skin sbloccabili alla vecchia maniera, ovvero giocando. Il titolo Ratloop Games include due diversi tipi di progressione: il livello del profilo, generico, e la Maestria, ovvero il livello di uno specifico personaggio. In un'apposita schermata è possibile spendere i punti accumulati livellando non solo per accedere a modifiche estetiche ma anche a versioni alternative delle armi.

    Va precisato che non si tratta di versioni più potenti delle bocche da fuoco, poiché il valore totale dei parametri è sempre il medesimo e, più semplicemente, vengono depotenziate alcune statistiche e aumentate delle altre. Allo stato attuale è difficile pensare che tale sistema possa stravolgere il gioco, ma è probabile che possa fare la differenza quando si gioca ad alti livelli o nelle partite classificate.

    Tra problemi tecnici e scarsa ispirazione

    Come si suol dire, non tutte le ciambelle escono col buco e Lemnis Gate, seppur si basi su un'idea indiscutibilmente geniale, mostra il fianco ad una generosa quantità di problematiche che riguardano il comparto tecnico/artistico. Il gioco non brilla infatti per la sua realizzazione tecnica e anche sulle console di nuova generazione non solo presenta qualche incertezza nel framerate, ma anche una scarsa cura nel dettaglio grafico tra texture in bassa risoluzione e modelli non particolarmente dettagliati.

    Non meno problematica è la direzione artistica, poiché l'intera produzione è permeata da un'aura di anonimia: dalle mappe agli operatori, ogni singolo elemento del gioco manca di personalità e persino i nomi scelti per alcuni dei personaggi sono talmente banali da rendere difficile riuscire a memorizzarli

    tutti. È poi impossibile non citare alcune problematiche tecniche come i crash, piuttosto frequenti su PlayStation 5, e un fastidioso input lag che coinvolge tutte le piattaforme e che può essere quasi del tutto azzerato disabilitando la sfocatura di movimento e attivando un'opzione apposita nei menu, la quale però influisce negativamente (seppur di poco) sulle prestazioni.

    Per quanto concerne il supporto di Lemins Gate al DualSense, il gioco sfrutta esclusivamente il feedback aptico e gli speaker del controller, i quali emettono il suono delle armi per aumentare il coinvolgimento nella scena. Va infine precisato che, inspiegabilmente, il gioco è solo parzialmente doppiato in italiano e non è possibile attivare in alcun modo i sottotitoli per gli specialisti, i quali sono soliti parlare in lingua inglese durante le partite.

    Lemnis Gate Lemnis GateVersione Analizzata PlayStation 5Lemnis Gate è forse uno dei giochi indipendenti più interessanti degli ultimi tempi ed è l’unico ad aver saputo proporre un concept realmente innovativo nel campo degli shooter in prima persona. Purtroppo la genialità dell’idea sulla quale è stato costruito non viene supportata adeguatamente da un comparto tecnico e artistico all’altezza e ciò rende il prodotto riuscito solo a metà. In ogni caso è impossibile non chiudere un occhio su alcune problematiche tecniche, anche perché il titolo non solo è incluso nel catalogo di Xbox Game Pass per PC e console, ma viene anche venduto ad un prezzo irrisorio, poiché può essere aggiunto alla vostra libreria digitale per poco più di 16 euro.

    7.5

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